venerdì 11 settembre 2026
La poltrona resta vuota
Tomaso Tommasi di Vignano ha guidato Hera dal 2002 al 2023: ventun anni, per chi come noi ha seguito l'inceneritore di Modena, è stato il volto, la voce, l'argine di ogni polemica.
Non abbiamo mai condiviso la scelta di quell'impianto, e lo abbiamo disegnato in tutte le salse: era il nostro lavoro, ma era un confronto su un modello industriale, mai una questione personale.
Oggi quella poltrona è vuota, l'uomo non c'è più, epperò l'inceneritore sì: è lì, fuma ancora!
E il fumo, a guardarlo bene, continua a ricordarci le domande che per vent'anni abbiamo fatto e che restano aperte: che aria respiriamo? Che modello vogliamo? E chi paga il conto?
Non è il giorno della battuta facile, è il giorno in cui una storia lunga si chiude, ma il tema no!
Alla famiglia, le condoglianze.
lunedì 7 settembre 2026
Meglio tardi che Kimi
Lo ammetto, sono stato un cagnaccio: per anni ho disegnato la Ferrari, quando vinceva, quando perdeva, quando faceva una figura di merda e quando riusciva miracolosamente a non farla, insomma; Ferrari sempre, Cavallino ovunque, perchè la Ferrari è una fede. Punto.
E nel frattempo, a un pugno di chilometri da Modena, c'era un ragazzino bolognese che correva e vinceva, ovverosia Kimi Antonelli: ma io niente, perché? Perché correva per la Mercedes.
Che, per un vecchio vignettista modenese cresciuto a pane, motori e Cavallini rampanti, evidentemente era una colpa imperdonabile, ma poi oggi Kimi è partito diciannovesimo a Monza e ha vinto...meglio, non semplicemente vinto: è risalito dalla penultima fila fino al primo posto, ha battuto il compagno di squadra Russell e ha riportato un italiano sul gradino più alto di Monza dopo sessant'anni! Sessanta, poiché l'ultimo era stato Ludovico Scarfiotti, nel 1966.
E allora, sì, lo ammetto mi sono commosso e subito dopo mi sono dato del cretino, perché mentre io aspettavo il Cavallino di Hamilton (su Carletto Leclerc, stendiamo un velo pietoso!) , a Modena e dintorni c'era un altro cavallo di razza che stava crescendo, e non era rosso: era bolognese!
La cosa bella, però, è che questa storia non parla soltanto di Kimi, parla di suo padre Marco, di una famiglia che ha accompagnato quel ragazzino fin da quando era piccolo e parla soprattutto di un signore che, quando tutti potevano permettersi di aspettare e vedere, ha deciso di scommettere: Toto Wolff, il team manager della Mercedes, uno che Kimi lo ha guardato negli occhi e deve aver pensato, "ehi, questo ragazzo ha qualcosa!".
E se c'è una cosa che nel mondo dello sport mi commuove più della vittoria, è proprio questa: qualcuno che riconosce un talento prima degli altri e decide di crederci, che è una cosa quasi antica, perché oggi siamo abituati ai talenti certificati, agli algoritmi, ai procuratori, alle statistiche, ai grafici, ai contratti e alle conferenze stampa dove tutti dicono che il futuro è dei giovani.
Wolff, invece, a quanto pare ha semplicemente visto un ragazzo andare forte e ha detto: prendiamolo! Il resto lo ha fatto Kimi.
Oggi a Monza, poi, è successo il miracolo che noi italiani adoriamo e contemporaneamente detestiamo, cioè ha vinto un italiano, ma con con una Mercedes e per qualche ora abbiamo scoperto una cosa sconvolgente: si può essere italiani anche senza avere un Cavallino sul cofano, persino io, che ho provato a disegnare la stella a tre punte, anche se la mia matita si è rifiutata.
"Capo, ci ho provato" mi ha detto "ma mi viene sempre un Cavallino."
Be', cosa volete che vi dica? Forse ha ragione lei, perché vedete, alla fine i motori sono una cosa, il talento è un'altra e oggi quel talento aveva un nome: Kimi.
Quindi sì, caro Kimi, sono arrivato tardi, ma...meglio tardi che Kimi! E prometto che da oggi ti disegno, guarda, anche se guidi una Mercedes anzi, forse proprio per questo: perché oggi, a Monza, non ha vinto una Mercedes, ha vinto un ragazzo italiano e per una volta, cazzo, possiamo essere felici senza chiederci di che colore è la macchina! Vola, ragazzo, vola! perchè penso che un sogno così non ritorni mai più...
domenica 6 settembre 2026
Fondazione Modena. il buco è temporaneo, Tiezzi no!
Eh niente, a Modena funziona così: sparisce più di un milione di euro dei cittadini e qualcuno, invece di dimettersi e sparire, decide di restare!
Il problema, evidentemente, non è la continuità, ma è capire di chi!
I consiglieri comunali Paolo Ballestrazzi e Maria Grazia Modena chiedono conto e dimissioni, la risposta della Fondazione? Cambiare lo Statuto e allungare il mandato!
Perché davanti a un buco di oltre un milione, si sa, la prima cosa da mettere in sicurezza non sono i soldi, è la poltrona.
Del resto, la continuità va garantita: soprattutto quella del presidente, sic!
sabato 5 settembre 2026
La Coppa della Merdagevità
E alla fine il grande traguardo è arrivato: il governo della Madre Cristiana ha battuto il record di longevità: applausi! Cori! Bandierine! Fuochi d’artificio!
Peccato che, a guardare bene il trofeo, dentro non ci sia champagne, in realtà è tutta fuffa, peggio: è tutta merda.
Merda di governo, naturalmente: accise, il carburante sempre più caro, prezzi che salgono, salari che restano al palo, sanità che perde pezzi, industria che arretra, famiglie che fanno i conti con le bollette e lavoratori che fanno i conti con i licenziamenti.
Ma soprattutto c’è quella cosa che la Madre Cristiana continua a sbandierare come una conquista: la stabilità! Stabilità di cosa?
Di un Paese che non cresce abbastanza? Di una produzione industriale che continua a perdere colpi? Di una sanità pubblica sempre più sfiancata? Di una povertà che riguarda milioni di italiani? Della mancata tassazione degli extraprofitti?
E naturalmente stabilità anche in politica estera: fedeli, disciplinati, allineati: Kiev chiama, Roma risponde a suon di dollari e armi; Washington ordina, Roma annuisce come una serva sciocca; Tel Aviv bombarda, Roma trova comunque il modo di non disturbare troppo l'alleato criminale di guerra con tanto di mandato di cattura internazionale...
La sovranità nazionale, quella tanto evocata nei comizi, è finita anch’essa nella coppa, sepolta sotto il resto, perché c'è una curiosa ironia nella celebrazione del governo più longevo: più che un record di velocità, sembra il record mondiale di permanenza sulla poltrona, costi quel che costi: magari anche se vieni sconfitto in un referendum.
Come un'automobile col motore acceso e il cambio in folle.
Il Paese resta fermo, ma il governo continua a festeggiare il fatto di essere ancora lì, e allora sì, complimenti, quattro anni sono tanti, sono abbastanza per capire che la longevità di un governo non dice assolutamente nulla sulla qualità del governo stesso.
perché anche una coda può essere interminabile, anche una paralisi può essere stabile, be': anche la merda può conservarsi a lungo.
La Madre cristiana, invece, ha deciso di trasformare la durata in un trofeo: e così eccola lì la coppa della Longevità, solo che la coppa è piena di merda e dopo quattro anni non è più un governo che galleggia nella merda: è la merda che governa. O no?
giovedì 3 settembre 2026
Ritrovare l'odore delle persone...
C’è qualcosa di commovente, nella politica quando finalmente decide di tornare tra la gente: cioè, dopo aver scoperto che una parte dell’elettorato vota a destra perché ha studiato poco, ecco arrivare il passo successivo; annusarlo!
Stefano Bonaccini aveva aperto la strada spiegandoci che il problema, evidentemente, è anche culturale: chi vota a destra avrebbe studiato meno. Gianni Gargano, sindaco PD di Castelfranco Emilia, è intervenuto per dire: "Io sto con Bonaccini" e fin qui, niente di male anzi, ognuno è libero di stare con chi vuole.
Vede, cari compagni, il problema reale è che, nel tentativo di difenderlo, Gargano e chi come lui, riesce nell’impresa di peggiorare la faccenda! Infatti il sindaco ci spiega perché il centrodestra ha imparato a parlare una lingua semplice, che arriva alle persone, mentre il populismo offre risposte facili a domande difficili e che bisogna tornare nelle periferie, tra gli operai, tra gli imprenditori, accanto a chi lavora e a chi ha bisogno di protezione...insomma, il popolo non è ignorante, ma è soltanto un po’ impaurito, insicuro, suggestionabile e incapace di distinguere una risposta semplice da una risposta giusta.
E qui la perla: naturalmente bisogna "ritrovare l’odore delle persone", ed allora eccoli lì: due dirigenti della cosiddetta sinistra che, finalmente, si mettono alla ricerca dell’elettorato perduto, ergo non più sondaggi, non più analisi, non più gruppi di lavoro: 'fiuto politico'. Té capii? Annusano, annusano il lavoratore, annusano il pensionato, annusano la periferia, annusano quello che una volta votava PCI, poi PDS, poi DS, poi PD e che oggi, magari, non ne può più come il sottoscritto!
E se per caso quello vota a destra? Niente paura, non è necessariamente ignorante, ma probabilmente ha soltanto studiato poco: oppure, più verosibilmente ha studiato abbastanza da capire che qualcuno, da qualche parte, lo sta annusando invece di ascoltarlo!
È questa, forse, la vera tragedia della sinistra contemporanea: ha passato così tanto tempo a interpretare il popolo da dimenticare una cosa elementare, cioè che il popolo non vuole essere interpretato, ma vuole essere preso sul serio!
E magari, prima di spiegargli perché vota male, sarebbe il caso di domandargli: "perché non vota più noi?".
Perché continuare a considerare l’elettore un problema da correggere, un ignorante da educare, una paura da trasformare in speranza o, peggio ancora, un odore da ritrovare, potrebbe produrre un effetto curioso: quello che poi, a ogni elezione, chiamano "inaspettato", ovvero che il popolo che non li vota più!
E allora, cari compagni, continuate pure ad annusare, ma poi non meravigliatevi se qualcuno vota a destra: oppure, più semplicemente, smette di votarvi! Amen.
martedì 1 settembre 2026
Bonaccini, ovvero il genio impantanato nella palude
Eh, ci mancava! insomma, non so voi, ma da vecchio berlingueriano che sono, dopo anni a sentirci dire che il PD aveva capito gli operai, che bisognava "ascoltare i territori", arriva lui, Stefano Bonaccini che ci illumina!
Il problema non è che il PD ha perso il popolo, semmai il problema è che per il PD il popolo è diventato ignorante, sic!
L'ha spiegato lui, con la pazienza che si usa con i bambini un po' lenti: "voi votate a destra perché non capite", cioè lui e chi è come lui votano PD perché hanno studiato, semplice no? Lineare, insomma, come dire che se sei povero è perché non sei ricco, o qualcosa del genere!
Poi, davanti allo 'shitstorm', la seconda perla: "Avete estrapolato una frase da un ragionamento più complesso"...
Certo, ziocanta, certo Stefano, è sempre colpa nostra che estrapoliamo! Tu, no! Tu fai ragionamenti complessi e noi siamo troppo stupidi per capirli: era così complesso che ci hai messo tre parole; "destra = ignoranti"!
Un po’ come “no-vax uguale ignoranti”, remember? E qui viene da scomodare persino Socrate: anche lui ammetteva la propria ignoranza! Diceva, in sostanza, "so di non sapere". Tu invece sembri sapere di essere intelligente: e tanto basta, sic!
E intanto, mentre tu spieghi la tua intelligenza al mondo così, a occhio i sondaggi fanno un +2% , magari proprio a Vannacci: un altro capolavoro di 'supercazzola prematurata con scappellamento a destra', appunto!
Perché la verità che non dirà mai è molto più semplice: il PD non perde voti perché la gente è ignorante. Li perde perché gente come Bonaccini tratta la gente da ignorante.
E quando qualcuno gli chiede, come il mio Direttore: "Chiedere scusa, no?"
la risposta è: "E gli effetti avversi?"
Già, perché a forza di dire alla gente che è ignorante, prima o poi arriva l’effetto avverso: la gente ti manda a fare in culo e vota qualcun altro.
Ma questo, nella supercazzola, non era previsto. Giusto? O no?
domenica 30 agosto 2026
Il vero complotto è pensare che non esista
È complottismo pensare che i media possano essere influenzati dai poteri della finanza? Davvero?
Allora dovremmo credere che chi dispone di miliardi non abbia alcun interesse a influenzare ciò che miliardi di persone pensano, comprano, votano e considerano vero: è una favola bellissima!
Invece il potere non ha necessariamente bisogno di telefonare al direttore di un giornale per ordinargli cosa scrivere, gli basta controllare, direttamente o indirettamente, risorse, proprietà, pubblicità, accesso alle fonti, relazioni e carriere: il resto lo fanno il conformismo e, spesso, l'autocensura.
Così si costruisce il pensiero omologato, come ottant'anni fa, più o meno: alcune cose diventano dicibili, altre sconvenienti, altre ancora semplicemente impensabili!
E quando qualcuno osa fare una domanda fuori dal coro? "Complottista!", una parola comodissima perché evita la fatica di rispondere alla domanda.
E arriviamo al DIG, il festival del giornalismo investigativo, quello del “dig”, dello scavare alla ricerca della verità: anche qui, bellissimo...epperò peccato che il cane da guardia, stando alle cifre rese pubbliche, mangi in buona parte dalla ciotola del potere pubblico e allora la domanda non è se il cane abbai, la domanda è: morde anche la mano che gli riempie la ciotola?
Perché chiedere al pubblico di fidarsi ciecamente dell'indipendenza di chi riceve finanziamenti pubblici non è giornalismo, ma è un atto di fede e, francamente il sottoscritto, alla fede, preferisce ancora una cosa molto più scomoda: le domande!
Perché forse il vero complottismo, oggi, non è pensare che il potere abbia interesse a influenzare l'informazione, ma è credere che, avendone il potere, scelga spontaneamente di non farlo!
sabato 29 agosto 2026
Il lupo perde il pelo, ma non il fascio
Si sa, una volta il nostro scovava i positivi casa per casa, mentre oggi, con lo stesso fiuto da segugio, ha individuato una nuova categoria da stanare: quelli che hanno studiato poco e votano a destra!
Evidentemente la pandemia è finita, ma la caccia al cittadino sbagliato no!
Cambiano i bersagli, cambia la giustificazione, resta l’istinto del cacciatore: oh, del resto, se vuoi tornare a guidare il branco, prima devi pur sempre dimostrare di saperlo fiutare.
Il lupo perde il pelo, ma il fascio, evidentemente, no!
mercoledì 26 agosto 2026
La bambina, il bersaglio, la clava
Adesso lo sappiamo: Anna Rosa è morta di difterite! Bene, la scienza ha parlato, ma una domanda rimane, ergo la scienza ha parlato anche delle responsabilità sanitarie?
Perché la bambina era stata portata in ospedale e dimessa con una diagnosi di tonsillite: la Procura sta ancora cercando di capire se, nel percorso di cura, qualcosa sia andato storto.
Eppure il verdetto mediatico sembra già scritto: non vaccinata = colpevoli i genitori.
Poi arrivano i media mainstream : "caccia", "scovare", "nel mirino", "operazione a tappeto", non più bambini, ma bersagli!
E qui entra in scena il nostro avvoltoio: IL SISTEMA, che plana sulla piccola bara di Anna Rosa e la brandisce come una clava.
"È morta di difterite! Quindi è colpa tua, assassino!"
Il sorcio depone un fiore sulla lapide mentre sta piangendo una bambina...ecco il punto.
Nessuno sta negando la scienza, ma attenzione: la scienza spiega, non condanna, ed è vero che il vaccino può prevenire e la medicina deve curare, così come la magistratura deve accertare e il giornalismo dovrebbe raccontare.
E invece siamo già alla caccia, prima ancora di sapere tutto.
Anna Rosa non è una clava, è una bambina e chi usa la sua morte per terrorizzare altre famiglie dovrebbe almeno avere il pudore di dirci a chi serve tutta questa paura?
sabato 22 agosto 2026
Catena di montaggio
C’è un curioso paradosso nella fabbrica degli eroi: più ne produci, più rischi di rendere invisibili quelli veri.
Allora prendiamo il bravo giornalista, mettiamolo sotto i riflettori, aggiungiamo una telecamera, un’aureola, qualche battaglia simbolica e il marchio della libertà di stampa: poi basta una bella confezione mediatica, et voilà! Nasce l’eroe.
Il problema è che, mentre celebriamo l’eroe nazionale, qualcuno deve pur continuare a fare il mestiere senza aureola, n'est-pas?
Già, sono quelli che ogni giorno controllano un appalto comunale, fanno una domanda scomoda a un amministratore, vanno a cercare una delibera, raccontano una storia che non interessa a nessuno finché non diventa troppo imbarazzante per essere ignorata: niente prime serate, niente riflettori, niente di niente, solo giornalismo, quello vero.
E qui sta il paradosso: se per difendere la libertà di stampa abbiamo bisogno di trasformare un giornalista in un’icona, finiamo per confondere la libertà con il suo testimonial e quando il testimonial diventa più importante del mestiere, gli altri rischiano di diventare semplicemente comparse.
Perché gli eroi, si sa, fanno audience e i giornalisti, quelli veri, invece, fanno domande: e quelle, qualche volta, fanno molto più paura, o no?
Ma gli eroi non si costruiscono: infatti si fabbricano! Amen.
mercoledì 19 agosto 2026
La sicurezza, compagno, è una cosa seria
Il motto della Festa dell’Unità quest’anno è "Questo sentimento popolare" e dev’essere proprio un sentimento popolare quello che porta a tagliare il legno sul carrello della spesa, guidare un muletto in infradito e considerare casco, guanti e scarpe antinfortunistiche dettagli trascurabili.
Perché la sicurezza sul lavoro è una cosa seria, serissima: almeno finché non comincia la festa. Ecco, a quel punto, evidentemente, basta la formazione e magari un po’ di sentimento popolare! Già...
lunedì 17 agosto 2026
Il bombolone vola in alta quota, il debito pure
C'è sempre un modo per distrarre l'attenzione quando i numeri cominciano a diventare imbarazzanti: basta trovare qualcosa di più appetitoso da mettere in prima pagina!
Così, mentre il debito pubblico italiano sfonda quota 3.207 miliardi, noi possiamo tranquillamente discutere del bombolone che vola in alta quota, ma sia chiaro: non serve immaginare oscure regie o complotti, è sufficiente osservare una cosa molto più banale; fateci caso, l'informazione ama ciò che fa spettacolo e fugge da ciò che fa paura, o no?
Quindi il bombolone vola, ma il debito vola ancora più in alto: e prima o poi, purtroppo, qualcuno dovrà pure pagare il conto; e noi sappiamo chi.
sabato 15 agosto 2026
Modena è al buoio, ma nessun problema: è Ferragosto, daje...
A Modena i cittadini chiedono spiegazioni perché intere zone sono rimaste al buio.
E il sindaco Mezzetti, comprensibilmente preoccupato, ha annunciato che chiederà chiarezza a Hera ed Edison Next e un piano operativo per risolvere il problema, quando? Ovviamente dopo la pausa di Ferragosto, perché si sa: il buio può aspettare, Ferragosto no, ecchediamine!
E così, mentre i modenesi cercano i lampioni a tentoni, l'amministrazione può finalmente dedicarsi alla cosa più urgente: capire se sia meglio affrontare l'emergenza prima o dopo la crema solare: del resto, quando una città è al buio, la cosa più importante è avere qualcuno che sappia rimandare l'accensione della luce con grande senso istituzionale! O no?
giovedì 6 agosto 2026
Il Green-Apartheid-pass: cinque anni dopo la memoria è ancora in quarantena
Il 6 agosto 2021 l'Italia scoprì che, per essere cittadini a pieno titolo, serviva un lasciapassare: lo chiamavano Green Pass, ma io lo chiamavo Green-Apartheid Pass.
Era il lasciapassare sanitario della Repubblica dei Buoni Cittadini: con il QR code potevi andare al ristorante, al cinema, in palestra, viaggiare e, poco dopo, persino lavorare... insomma, in una parola potevi 'vivere'!
Senza QR code, invece, diventavi improvvisamente un problema!
Prima il ristorante, poi cinema e teatri, poi i trasporti, poi il lavoro...e poi Super Green Pass, l'obbligo vaccinale...insomma, i principio era semplice e geniale; non ti obblighiamo a fare una determinata cosa, ma ti rendiamo semplicemente la vita impossibile se non la fai!
Democrazia? Certo, come nelle migliori Repubbliche delle Banane, epperò con il QR code...
E guai a chiamarla discriminazione: era "incentivo"! Guai a parlare di ricatto: era "responsabilità"! Guai a chiedere se una misura tanto invasiva fosse davvero proporzionata: eri "negazionista", "egoista", "untore"..."sorcio"!
Il dibattito pubblico venne trasformato in una gigantesca gara a chi riusciva prima a mettere l'etichetta sull'altro.
E così milioni di persone finirono classificate non soltanto sulla base delle loro condizioni sanitarie, ma sulla base di un codice che stabiliva dove potevano andare, cosa potevano fare e persino se potevano lavorare.
Cinque anni dopo, il problema non è soltanto stabilire chi avesse ragione nel 2021, il problema, semmai è ricordare quanto facilmente abbiamo accettato che diritti e libertà diventassero privilegi condizionati a un'applicazione sul telefonino.
Ma soprattutto ricordare una lezione che dovrebbe valere ben oltre il Covid: quando un governo ti dice che una libertà è soltanto temporaneamente sospesa “per il tuo bene”, la domanda non è soltanto quando te la restituirà, la domanda è: chi gli ha dato il diritto di togliertela?
Cinque anni dopo, il QR code è sparito, per ora, ma sarebbe un errore cancellare dalla memoria ciò che rappresentò: perché le emergenze finiscono, i precedenti, invece, restano: appunto!
domenica 2 agosto 2026
Ore 10:25
Da 46 anni l’orologio è fermo, ma non per guasto: per rispetto e per ricordarci che certe lancette non si rimettono più in moto.
E da 46 anni c’è chi strofina, con lo spazzolone, col detersivo, con le commemorazioni, con le commissioni. Strofina sulla memoria, strofina sulla coscienza, ma le macchie restano, quali? Quelle di sangue delle 85 vittime le ha viste tutti, invece quelle altro tipo... beh, quelle le vedono solo quelli che hanno il coraggio di guardare.
Ogni anno lo stesso rito: fiori, discorsi, "mai più" e l’acqua nel secchio diventa sempre più torbida.
L’orologio è stanco, suda e ogni 2 agosto ripete la stessa frase, a bassa voce: "Dopo 46 anni... ancora non vengono via".
Forse il problema non sono le macchie, forse è che a qualcuno fa comodo che restino lì.
"2/8/1980 – 2/8/2026": e siamo ancora alle ore 10.25!
venerdì 31 luglio 2026
Silenzio
C'è un silenzio che non si tocca: è quello dei figli, di un marito; è quello di un angelo di marmo che piange su una lapide.
Poi c'è il rumore: quello della piazza, dei megafoni di destra e di sinistra; quello della politica del nulla che, quando non ha idee, occupa perfino le bare.
Così all'angelo non è rimasto che mettersi le cuffie per non sentire più niente, ma perché il rispetto non fa audience, il dolore sì.
Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Bon, e anche oggi ho fatto il mio dovere.
giovedì 30 luglio 2026
La grazia e il silinzio
Fauci ha scelto, ergo ha scelto di salvarsi la libertà materiale con la 'grazia preventiva' del suo compagno di merenda Catetere Biden: ha scelto di salvarsi il culo con il Quinto Emendamento. Punto.
Due scelte legittime sia chiaro legittime ed inattaccabili: eppure entrambe dicono la stessa cosa, ovvero non parlerà.
In questo modo ha salvato il suo futuro, ma ha definitivamente rinunciato alla possibilità di convincere l’opinione pubblica della sua totale buona fede.
Quindi, signori miei da oggi non ci saranno più spiegazioni, ma ci saranno solo deduzioni: geniale!
Pertanto ognuno tragga le proprie conclusioni: e ai posteri l'ardua sentenza!
Così è se vi pare.
domenica 26 luglio 2026
Fisco & cannoni, ovvero la 'dieta sovrana'
La vera verità è che l'economia italiana è un malato terminale, ma ehi! Per fortuna il Governo ha trovato la cura definitiva: l'eutanasia finanziaria!
Mentre gli automobilisti guardano il prezzo del gasolio come un condannato osserva la ghigliottina, l'esecutivo non tradisce le promesse sulle accise: semplicemente le reinventa.
Nasce così la "Sovranità del Serbatoio", ergo se gli italiani non possono più permettersi il pieno, nessuno si muove. E se nessuno si muove, le frontiere sono automaticamente al sicuro! Altro che esercito: basta un... distributore!
Nel frattempo, mentre il Paese discute dell'ennesima polemica di giornata, il fisco continua a infilare la mano nelle tasche dei cittadini con la precisione di un chirurgo ubriaco: l'economia si ferma, i consumi crollano, le imprese arrancano, ma c'è un lato positivo; moriremo di fame, sì, epperò sarà una fame sovrana, autarchica e rigorosamente 100% Made in Italy. Anvedi ahò!
sabato 25 luglio 2026
La libertà...a giorni alterni!
L'Emilia-Romagna approva una legge sul suicidio medicalmente assistito e il dibattito esplode: da una parte chi grida allo scandalo, dall'altra chi rivendica il sacrosanto diritto all'autodeterminazione: "Nessuno ti obbliga, lascia scegliere gli altri!".
Un principio difficile da contestare, se non fosse che, in questo Paese, la libertà sembra avere una curiosa caratteristica: entra ed esce dalla Costituzione a seconda dell'argomento del giorno.
C'è stato un periodo in cui pronunciare le parole "libertà di scelta" equivaleva quasi a un reato d'opinione e se ti azzardavi a mettere in discussione un trattamento sanitario, venivi dipinto come un irresponsabile sociale, un sorcio no-vax, se non peggio; oggi, invece, la libertà individuale torna improvvisamente a essere un valore assoluto e intoccabile!
Forse il problema non è la legge sul suicidio assistito, forse il problema è l'incredibile elasticità con cui certa politica e certa opinione pubblica applicano i propri principi: rigidissimi quando la scelta è quella degli altri, liberali quando coincide con la propria.
La coerenza è diventata una specie protetta, molto più rara del coraggio di affrontare temi eticamente laceranti senza trasformarli in una guerra di tifoserie.
E mentre il dibattito si divide tra chi invoca Dio e chi rivendica la libertà assoluta, la sanità continua a fare i conti con liste d'attesa interminabili, pronto soccorso in affanno e bilanci sempre più fragili.
È in questo cortocircuito che la satira trova il suo spazio: non per ridere della sofferenza o della morte, ma per ricordare che una società davvero civile dovrebbe fare di tutto per offrire alle persone una vita dignitosa, prima ancora di discutere su come accompagnarne la fine
venerdì 24 luglio 2026
Essere lontani dal dolore che uno ha
Allora, ci sono errori che si correggono con una telefonata, altri con un comunicato: e poi ci sono quelli che rivelano qualcosa di più profondo.
Monica Esposito ha lottato per oltre due mesi, fino all'ultimo respiro. Una famiglia ha vissuto sessantotto giorni sospesa tra speranza e disperazione: personalmente sarebbe bastato leggere un nome, una storia, una cartella clinica...invece, no!
Il cordoglio parte in automatico: si cerca l'ambasciata addirittura prima della persona! Il (famigerato) protocollo prima del dolore, la burocrazia prima della verità: è il paradosso della politica contemporanea, cioè comunicare tutto, ma comprendere poco-poco.
Perché il problema non è una nazionalità sbagliata, semmai il problema (e ben più grave) è che, quando il cordoglio diventa un riflesso condizionato, anche una tragedia finisce per essere trattata come una pratica da sbrigare!
E allora la domanda non è se sia stata una gaffe, la domanda purtroppo è un'altra: "Ehi, Governatore: quanto bisogna essere lontani dal dolore per sbagliare perfino il destinatario delle condoglianze? Chiedo per un amico."
mercoledì 22 luglio 2026
L'Italia, il Paese sulle ginocchia (e sul collo)
Vent'anni, ci sono voluti vent'anni dal corpo spezzato di Federico Aldrovandi a Ferrara, per aggiornare il manuale della "sicurezza": il grande salto evolutivo del 2026? Lo spray al peperoncino! La tecnologia avanza, epperò le domande restano ferme.
A Roma il governo è impegnato a sfornare nuovi decreti sulla sicurezza: peccato che la sicurezza, senza una cultura dei diritti, rischi di trasformarsi nell'ennesima parola svuotata e riempita di manganelli.
Siamo un Paese che non trova medici, ma trova sempre i soldi per nuovi strumenti di repressione, un Paese che annaspa tra debito, salari da fame e giovani in fuga, ma ritrova improvvisamente tutta la sua forza quando c'è da mostrare i muscoli con l'ultimo disgraziato.
'Forti con i deboli, deboli con i forti', un classico italiano che non passa mai di moda.
Intanto la politica recita la sua parte: da un lato chi invoca "ordine" per nascondere il disordine che governa; dall'altro chi trasforma ogni piazza in una tifoseria permanente.
Benvenuti nell'Italia del 2026: un Paese dove la velocità della giustizia divide ancora gli italiani; c'è quella che arriva in ritardo, e poi c'è quella che, qualche volta... arriva troppo presto! O no?
martedì 21 luglio 2026
20 luglio
La parte peggiore del mestiere del vignettista? Accorgersi che, ogni tanto, basta cambiare la data, purtroppo!
Venticinque anni fa disegnavo una vignetta su piazza Alimonda, oggi ne disegno un'altra: stesso tavolo, stessa matita, stessa domanda: perché?
Poi apro i social, ed ecco il capolavoro della nuova educazione civica: "Se fai il bravo e buono, non ti succede niente."
Davvero? Allora le garanzie costituzionali non servono più, cioè le sostituiamo con la pagella di condotta: chi prende dieci ha dei diritti, gli altri si arrangino! La cosa più inquietante non è leggere queste frasi, ma è vedere quanta gente le considera 'normali', perché il fatto, al momento, è uno solo: c'è un uomo morto durante un intervento delle forze dell'ordine... tutto il resto è tifo.
Le democrazie non muoiono soltanto quando il potere diventa arrogante, muoiono anche quando i cittadini smettono di pretendere che quel potere risponda delle proprie azioni.
Ed ecco perché la satira continua a rompere le scatole, perché ha un vizio che il potere non sopporta: la memoria!
lunedì 20 luglio 2026
Olé!
Il calcio è l'oppio dei popoli: novanta minuti durante i quali un intero Paese dimentica disoccupazione, inflazione e tagli alla sanità, ma la finale di New York ci ha regalato qualcosa di molto più raro di una Coppa del Mondo: un miliardario rimesso al suo posto.
Sul podio salgono i campioni della Spagna, ma, come da copione, ecco spuntare anche Donald Trump, imbucato di lusso, accompagnato dal maggiordomo della FIFA, Gianni Infantino, sempre pronto a stendere il tappeto rosso davanti al potente di turno.
Perché oggi funziona così: la coppa la vincono i calciatori, ma l'inquadratura appartiene ai miliardari; epperò peccato che, stavolta, il copione si sia inceppato!
Qualcuno ha avuto l'impudenza di ricordare a Trump una regola semplicissima: nella foto dei campioni ci stanno solo i campioni; gli altri si spostano.
Sembra una banalità, ma in un'epoca in cui politici, imprenditori e cortigiani fanno a gara per lucidare le scarpe al capo più rumoroso del momento, vedere qualcuno che non si piega ha quasi il sapore della rivoluzione.
Trump continuerà a minacciare dazi, a distribuire insulti e a comportarsi come il gangster meglio pettinato del pianeta, ma c'è una cosa che non si compra né con i miliardi, nè con il potere: il diritto di trasformare ogni palcoscenico nel proprio salotto!
Ieri sera la Spagna ha alzato la Coppa del Mondo, ma il trofeo più bello è stato un altro: ricordare al resto del mondo che davanti al potente di turno non è obbligatorio inginocchiarsi, no proprio (eh, Giorgia?); soprattutto se il potente si comporta da gangster.
Olé!
venerdì 17 luglio 2026
Il pompiere col fiammifero
Dunque, personalmente solo nelle comiche avevo visto un tizio approvare un provvedimento il lunedì e lo stesso tizio guidare la protesta contro quel provvedimento il venerdì.
Che dire? Ci troviamo di fronte a un caso patologico? Oppure è il solito "miracolo" della memoria... selettiva? Si, avete ragione: in fondo è la stessa cosa!
Insomma, quando si vota nessuno ricorda; quando, ahinoi, arrivano le bollette, tutti scoprono all'improvviso di essere dalla nostra parte, quella dei cittadini.
È sconsolante vedere come la politica moderna non governi più le decisioni, ma le reazioni: prima alza la mano, poi alza la voce; prima firma, poi, indignata, chiede di "fare chiarezza"! Cioè...
No, davvero: da vignettista non ho paura di dirlo, ma il problema è che, a questo punto, il lavoro sporco non lo fa più il vignettista: basta raccontare i fatti, dove è oramai un eterno teatrino con il protagonista che interpreta contemporaneamente il colpevole, il testimone, il soccorritore... e perfino il ribelle!
La scena è surreale: il piromane corre con la pompa dei pompieri, mentre i cittadini lo applaudono perché, in fondo, qualcuno l'acqua la sta pur portando; epperò peccato che l'odore di benzina sia ancora nell'aria!
Se davvero gli aumenti erano inevitabili allora, cari amministratori abbiate almeno il coraggio di rivendicarli e di spiegarli, ma se erano sbagliati, perché approvarli?
L'indignazione è una cosa seria, dico non può diventare l'ultimo reparto dell'ufficio marketing! Perché, vedete, cari amministratori, il cittadino può anche dimenticare una promessa, ma difficilmente dimentica una bolletta!
E quando vede chi ieri votava e oggi protesta, il dubbio gli viene: eccome se gli viene! Anzi, a quel punto il dubbio lascia il posto a una domanda molto più semplice: ma il pompiere... dov'era quando qualcuno accendeva il fiammifero?
giovedì 16 luglio 2026
Il marchio
Ieri è passata la proposta: oggi a Bolzano li richiamano, ma i titoli dei media mainstream è sempre lo stesso: "Rientrano i medici No-Vax"; ed è proprio qui il problema.
Non sono più medici, non sono più infermieri: diventano i No-Vax, un'etichetta...un marchio!
Nel 2021 a molti è stato detto: "Se non ti adegui, sei fuori": sono arrivati sospensioni, provvedimenti disciplinari, isolamento e una forte esposizione mediatica; da quel momento, per una parte dell'opinione pubblica, non erano più professionisti con una storia e una competenza, ma una categoria da indicare, da mettere all'indice!
Nel 2026, con la carenza di personale, si parla di farli rientrare, eppure il marchio resta sul camice, sulla reputazione, nei titoli dei media mainstream: perché quando servi, puoi tornare, ma continui a essere ricordato per l'etichetta che ti è stata cucita addosso.
È il meccanismo del "noi" contro "loro", ovvero prima ti escludo poi, se servi, ti richiamo, ma senza toglierti il marchio.
E c'è ancora chi dice: "Ve lo siete cercato", come se chiedere di essere giudicati per ciò che si fa, e non per un'etichetta, fosse una colpa!
No, la normalità non dovrebbe essere questa, perlomeno non quella in cui ti marchiano, ti allontanano, ti richiamano quando conviene... e poi ti lasciano addosso la cicatrice!
martedì 14 luglio 2026
La raccolta differenziata ...del denaro!
La chiamano "economia circolare": be', effettivamente c'è qualcosa che gira sempre, ovvero i soldi dei cittadini!
E così, come ogni anno, la storia si ripete: cambiano le giustificazioni, ma il risultato è sempre lo stesso; la bolletta della TARI cresce e cittadini, famiglie e imprese sono chiamati all'ennesimo sacrificio.
C'è chi parla di costi inevitabili, di adeguamenti e di nuove esigenze del servizio, epperò resta una domanda semplice-semplice: se il servizio è sempre più efficiente e la raccolta differenziata è ormai una realtà consolidata, perché tanti cittadini hanno la sensazione di pagare sempre di più?
Le proteste non arrivano soltanto dalle opposizioni politiche, ma anche dalle associazioni di categoria, preoccupate per un ulteriore aggravio sulle attività economiche, già alle prese con margini sempre più ridotti.
La satira non pretende di dare risposte tecniche, umilmente fa però quello che le riesce meglio: porre una domanda con un sorriso amaro: se i rifiuti sembrano valere più dell'oro, viene spontaneo chiedersi se il vero materiale prezioso non siano ormai i soldi dei contribuenti?
Perché, alla fine, il cassonetto che si riempie più in fretta è uno solo... mentre a svuotarsi sono le nostre tasche!
sabato 11 luglio 2026
Il capro espiatorio
Ogni volta che crolla qualcosa, parte la... caccia: crolla l’ospedale? Colpa del sorcio! Crollano le adesioni? Colpa del sorcio. Crolla il bilancio? Colpa del sorcio!
Nel frattempo i dirigenti sparano: sparano al bilancio, sparano al personale, sparano ai reparti, poi? Poi si asciugano la fronte, si guardano la panza da 10k e indicano il sorcio che corre: "Visto? È colpa tua!"
La sanità trentina crolla da anni: muri, liste d’attesa, medici in fuga...ma il problema non sono i contratti, i tagli, la gestione; il problema è il sorcio che non si è mai vaccinato!
È più comodo, è più mediatico, ti danno il fucile, ti danno il titolo del TG, ti danno il colpevole già pronto: peccato che mentre 'sparano' al sorcio, dietro di loro crolla tutto il resto.
E noi continuiamo a disegnare sorci, loro continuino a 'sparare': tra un po’ non ci sarà più nemmeno l’ospedale su cui sparare!
venerdì 10 luglio 2026
Prevenzione in alta quota
A Firenze un altro operaio è crepato in cantiere: da gennaio a maggio 2026, l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (elaborando i dati ufficiali INAIL) ha registrato 370 morti sul lavoro in Italia. Questo dato segna un calo del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 a livello nazionale; solo quest'anno a Modena e provincia siamo già arrivati a una micidiale conta di tredici morti sul lavoro.
Ma niente panico: la pratica si archivia con una riga di cronaca, due dichiarazioni indignate e un minuto di silenzio per lavarsi la coscienza prima del prossimo cadavere.Subito dopo il decesso, parte il solito teatrino burocratico: "Il modulo era firmato? Il casco era allacciato? L’imbracatura aveva il bollino UE?". Già...
Domande legittime, ci mancherebbe, epperò peccato che il morto sia sotto terra e non possa rispondere: quando la sicurezza diventa una paraculaggine legale per proteggere i registri aziendali e non la pelle dei lavoratori, tanto vale smetterla con la burocrazia; allacciamo direttamente due ali sulla schiena dei muratori; se precipitano nel vuoto, che si affidino agli angeli!
Nel frattempo, mentre lo Stato discute con devozione cristiana con degli altri stati di gonfiare le spese militari per la prossima guerra di turno, celebrando la pace a colpi di rivoltelle regalate e munizioni, l'unica vera carne da macello continua a essere quella sui ponteggi: sarebbe magnifico vedere la stessa identica foga guerrafondaia usata per difendere i confini applicata, una volta tanto, per evitare che la gente muoia semplicemente per portarsi a casa la pagnotta. O no?
sabato 4 luglio 2026
GOVERNOiL S.p.A.: promesse a basso costo
Benvenuti al distributore della politica: qui il taglio delle accise è sempre "in offerta"; basta arrivare alla pompa e scopri che il benzinaio è Pinocchio, dove dal naso non esce gasolio, ma promesse riciclate!
Cinzia Franchini chiede gasolio, il Governo le serve aria compressa: naturalmente tassata!
E così, ahinoi scopriamo che'unica accisa che viene davvero tagliata è quella tra le promesse elettorali e la realtà.
Cari elettori di centro-destra, non so voi, ma qui il vecchio vignettista vede una sola certezza, ovvero che il carburante finisce: invece le bugie hanno il... serbatoio maggiorato!
mercoledì 1 luglio 2026
Carpi, AIMAG-HERA: il sindaco Righi ci riprova...
Robe già viste, ergo: "È per il futuro! È per l’efficienza! È per i cittadini!!" Sono sempre rassicuranti, le parole con cui arrivano i cambiamenti: e, badate bene, sembra che nessuno sfondi mai una porta dicendo che vuole entrare...
Be', peccato che stavolta il 'partitone' abbia già ricevuto un parere non proprio entusiasta dalla Corte dei Conti, che ha sollevato dubbi sulla convenienza e sull’impianto dell’operazione AIMAG-Hera: ma il futuro, si sa, ha fretta e quando ha fretta prende la forma di un... ariete!
Dall’altra parte resta chi difende la porta: non perché ami il passato, ma perché ogni tanto viene il dubbio che dietro la parola "efficienza" ci sia anche una domanda più antica: "Chi terrà le chiavi?"
domenica 28 giugno 2026
L'ultima estate...?
Da ragazzi 40° ad agosto erano “che caldo, andiamo al mare”: oggi 38° sono l’Armageddon in alta definizione.
Fateci caso, mappe rigorosamente rosse, “inferno”, “mai visto prima”, “situazione estrema”...epperò peccato che certe temperature siano già passate di qua: ’59, ’83, 2003... il termometro ha una memoria più lunga dei nostri titoli!
Oh, sia chiaro, insomma il caldo esiste,i problemi pure, ma anche la paura è diventata un prodotto: fa audience, fa clic, tiene tutti incollati allo schermo!
E quando vivi in emergenza permanente, finisci per accettare qualunque soluzione venga proposta, perché hai sempre l’impressione che domani sia l’ultimo giorno...morale della favola? Forse il vero record non è la temperatura raggiunta dal pianeta, ma è la temperatura... della nostra ansia, sempre a mille!
Perché ogni estate, ormai, deve essere raccontata come l’ultima: o sbaglio?
sabato 27 giugno 2026
Premio non partecipante
Per il vecchio vignettista, è brutto vedere quando al suddito ricordano improvvisamente di essere un... suddito1 No, perché fino a ieri era “alleato”, “protagonista”, “partner”, poi arriva il momento della verità; la sedia era sempre stata quella accanto alla porta.
La politica moderna è questa: essere dentro senza esserci, aprire il cancello e poi dire “ahò, io nun c’entro!”.
L’Italia non combatte, ci viene detto, non decide, ci viene spiegato: epperò mette a disposizione piste, basi e logistica: pare che sia una nuova disciplina olimpica, ovvero il 'coinvolgimento invisibile'!
Sul podio dei nemici di qualcuno si arriva anche senza iscriversi alla gara e la medaglia finale è: “Premio non partecipante.”
La politica applaude: nel frattempo gli aerei decollano!
martedì 23 giugno 2026
Visibilità per tutti, lavoro per pochi
Sabato scorso a Modena c’erano quasi tutti: PD, Arci, ProPal, Libera, CGIL…tutti insieme, tutti appassionatamente visibili, insomma, tutti sulla stessa barca: dicono.
Sulla riva, però, c’era un altro equipaggio: l’operaio, col casco in testa e il cartello in mano, che non chiedeva un hashtag, chiedeva solo una cosa: più contratti, meno like.
Lo striscione gli risponde da lontano: “NESSUNO ESCLUSO!”
(Piccola nota a margine: qualcuno sembra sempre più incluso di altri; gli operai, gli esodati e i pensionati forse stanno ancora aspettando il loro pass!!)
Morale: per una certa politica — destra o sinistra cambia poco — prima vengono i simboli, poi i doveri, i contratti invece? Chissà perché, quelli restano sempre fuori dal corteo.
Però una cosa va detta: almeno la piazza era colorata.
sabato 20 giugno 2026
La vera alleanza
Per anni ci hanno venduto la parola “alleato” come fosse quasi una sorta di storia d’amore: strette di mano, sorrisi, foto ricordo e promesse di amicizia eterna...
Poi arriva il momento in cui la realtà bussa alla porta, e la realtà in politica ha sempre lo stesso odore: quello degli interessi!
Nella grande commedia geopolitica nessuno mangia gratis dalla ciotola; ci si avvicina, ci si annusa, ci si promette fedeltà… finché il menù conviene a tutti.
Il problema nasce quando qualcuno scambia la convenienza per affetto.
Il potente di turno sorride, distribuisce pacche sulle spalle e lascia credere che il rapporto sia speciale, ma poi, improvvisamente, cambia idea: e chi pensava di avere un’amicizia scopre di avere solo un posto assegnato al tavolo.
La politica internazionale non è un pranzo tra amici: è una gara per arrivare alla ciotola degli interessi.
E alla fine, mentre i protagonisti litigano per stabilire chi comanda, qualcuno tiene già i guinzagli in mano.
Perché la vera domanda non è chi porta il guinzaglio, ma in realtà chi lo tiene senza accorgersi di averlo al collo?
venerdì 19 giugno 2026
Siamo ancora persone
La nuova disciplina olimpica: la scherma del dolore.
Un colpo di fioretto-comunicato, una stoccata sui social, una parata davanti alle telecamere... In palio? Non la solita medaglia, ma il diritto di raccontare la ferita.
E come spesso accade, nella gara per spiegare il dolore, si rischia di dimenticare chi lo porta addosso.
Il vecchio vignettista, dalla sua piccola pedana, propone una soluzione rivoluzionaria: abbassare le armi, togliere le maschere e ricordarsi che prima dei ruoli, delle accuse e delle appartenenze, siamo ancora persone.
lunedì 15 giugno 2026
L'abbuffata del territorio
La 'cucina della politica' ha sempre una regola: il piatto viene preparato lontano dagli occhi dei clienti. O no?
Poi arriva in tavola con il nome rassicurante di ‘interesse pubblico’, ergo la sensazione è che questa volta la specialità della casa è già scritta sul menù: "Aimag alla Hera"!
Buon appetito,... territorio!
Miracolo a Barcellona
Be', consoliamoci così, insomma la vittoria di Sir Lewis Hamilton a Barcellona è il perfetto analgesico per dimenticare che la nostra Nazionale guarderà i Mondiali di calcio dal divano.
L'italiano medio, rimasto orfano del pallone, trasferisce l’orgoglio tricolore su Jannik Sinner e sul nuovo corso Ferrari: miracoli del marketing sportivo, ergo Maranello riesce a commuovere sia un miliardario plurititolato come Lewis, sia il vecchio vignettista nostalgico che non vince un titolo da vent'anni.
E così, morto un feticcio se ne fa un altro: la retorica della passione si sposta dai campi di calcio ai motori e al tennis, giusto per darci nuove illusioni patriottiche a buon mercato... Amen
sabato 13 giugno 2026
A volte ritornano...
C’era una volta la Vignola “rossa”, quella dove il centrosinistra dava per scontato un patto con il proprio popolo storico: Un patto fatto di servizi, attenzione sociale e presenza sul territorio.
Poi qualcosa si è incrinato: una parte dei cittadini ha iniziato a sentirsi dimenticata, superata da nuove priorità, e al ballottaggio ha deciso di presentare il conto nel modo più semplice: cambiando colore alla scheda.
Ma la sorpresa della satira è questa: lo spauracchio del ritorno al passato non arriva con la camicia nera e il manganello. Arriva con il linguaggio moderno del “decoro”, della sicurezza e della tecnologia.
Il nuovo ordine non ha il volto del vecchio autoritarismo: ha uno schermo, una telecamera e un algoritmo.
Cari compagni, avete sognato una società senza confini e governata sempre più dai meccanismi globali? Il mondo vi ha ascoltato: anche la vostra vecchia roccaforte ora ha il suo piccolo Grande Fratello.
Sorridete alla telecamera: il futuro è già inquadrato.
venerdì 5 giugno 2026
mercoledì 3 giugno 2026
Festa della Repubblica
Ogni anno ci raccontano la stessa favola: il 2 giugno sarebbe la festa della libertà, della democrazia e della Costituzione... Poi basta che un cantante esprima idee sgradite e parte immediatamente la macchina del fango: schedare, etichettare, delegittimare!
Naturalmente nessuna censura, ci mancherebbe, perché oggi la censura è diventata 'elegante': cioè non ti vietano di parlare (o disegnare), ma si limitano a spiegare perché non dovresti farlo!
Insomma, non ti mettono al bando, no: ti appendono addosso un marchio!
Non ti chiudono la bocca: cercano di convincere il pubblico che non valga la pena ascoltarti, che è peggio!
I sacerdoti della tolleranza sono sempre gli stessi, ergo quelli che parlano di pluralismo purché le opinioni siano tutte uguali, quelli che difendono la libertà di parola finché nessuno la usa davvero...quelli che celebrano la Costituzione come una reliquia sacra, salvo dimenticarsene appena diventa d'intralcio!
Così, mentre sul palco si recita il rosario democratico, la Repubblica viene trascinata via per i capelli: e la cosa più divertente (oppure drammatica!) è che i presenti continuano ad applaudire.
Comunque il concerto di Ruggeri si farà: purtroppo però è la libertà che rischia di saltare la data!
Così è se vi pare.
lunedì 1 giugno 2026
Supporto tecnico
Al Giro hanno vinto le gambe, hanno vinto i watt e hanno vinto le tattiche: va benissimo così, e gliene diamo atto!
Ma io disegno vignette, non classifiche, no? E vedo un’altra storia: quella di Nicolas, 28 anni, reggiano come me, con la stessa materia grigia che si deposita negli angoli.
Fino all’anno scorso era alla Bardiani a Reggio Emilia: la squadra di casa, quella che sa di erbazzone e di officina 'sotto casa'. Poi, dal 1° novembre 2025, è passato alla VISMA Lease a Bike, insomma dal giro di casa al Giro d’Italia, dal bullone della bici del vicino al bullone della maglia rosa!
Ieri, mentre il campione alzava il trofeo, Nicolas era lì dietro, con la chiave inglese che diventa cappello, con la mano gigante che spinge la bici anche quando nessuno guarda: e con un ragnetto da togliere dal movimento centrale perché “lì non deve stare niente che non sia perfezione”, eh Nico?
Il corridore ha la corona, ok, giusto, se l’è sudata, ma il meccanico ha la passione scritta sulla visiera e se l’è sudata di più!
Perché la sua vittoria non dura 3 settimane, dura 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, con la paura che una vite non stretta rovini il sogno di un altro!
Io ho disegnato vignette fin da ragazzino e me le chiamavano “scarabocchi”. Oggi disegno Nicolas e lo chiamo “miracolo”, perché i miracoli non sono quelli che vedi in TV, ma sono quelli che succedono in officina, alle 3 di notte, senza telecamere: che sia Bardiani o VISMA, cambia la maglia, non cambia la fatica.
Al campione la maglia rosa, a Nicolas questa vignetta: che è poco, lo so, ma è firmata HB2, punta tagliata col coltellino; e per noi reggiani, è già tanto, davvero tanto!
T’gnam bòta.
domenica 31 maggio 2026
Gaza vi stressa? Venite a lavare il sangue in Sardegna!
C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel mare sardo: lo sanno i miliardari russi, lo sanno i turisti tedeschi e, da oggi, lo sanno anche i serial killer dell'IDF.
Dopotutto, sventrare asili a Gaza e fare il tiro al bersaglio sugli ospedali provoca un forte stress psicofisico: povere stelle! Un po' di stress cronico da genocidio, è normale!
Quindi cosa c’è di meglio di una licenza premio tra le acque cristalline di Cagliari per dimenticare le urla dei bambini e scrollarsi la polvere dei cervelli dalla mimetica? Una bella nuotata e la coscienza torna bianca come la sabbia di Porto Cervo.
Ma il vero capolavoro di satira involontaria lo firma il governo Meloni-Tajani, cioè mentre l'italiano medio stringe la cinghia e muore nei corridoi del pronto soccorso, l'esecutivo lancia il nuovo menù turistico: servilismo geopolitico a novanta gradi, ipocrisia istituzionale e aragoste gratis per i signori della guerra.
Quindi non solo li ospitiamo, ma gli paghiamo pure la scorta! Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sottratti alle strade e convertiti in dog-sitter privati di truppe sotto indagine per crimini di guerra.
La Digos che controlla se il cocktail del capitano israeliano ha abbastanza ghiaccio: e se i sardi protestano? Semplice: manganellate patriottiche sul bagnasciuga!
Blindiamo le spiagge e serviamo l'aperitivo sul tappeto rosso sangue, mentre il messaggio di Roma ai macellai di tutto il mondo è chiaro: "Venite a rilassarvi in Italia! Qui il senso di colpa non è compreso nel prezzo. Tanto offre il contribuente stronzo!"
venerdì 29 maggio 2026
Ferrari a zero emissioni. informazioni, pure!
Finalmente una rivoluzione italiana di cui (bisognerebbe)andare fieri: la Ferrari elettrica! Silenziosa, pulita, sostenibile, talmente sostenibile che riesce perfino a... distruggere le notizie scomode!
Fateci caso, mentre televisioni, giornaloni, social lucidano il cofano della nuova supercar per raccontarci il “futuro green del lusso”, oppure al contrario "che è orribile", da qualche finestra volano file su terrorismo, propaganda jihadista e video di attentati europei trovati nei computer dei soliti “lupi solitari” che poi, misteriosamente, diventano sempre solo cronaca locale!
Ma vuoi mettere? Da una parte hai morti, fanatismo, reti estremiste, paura e domande imbarazzanti, mentre dall’altra hai una Ferrari con le batterie.
Be', inutile dire che è evidente quale notizia sia più rassicurante per il pubblico e, soprattutto per chi deve vendergli il mondo come una pubblicità gigante piazzata davanti all’incendio!
L’importante non è nascondere, no, sarebbe rozzo e poi, si sa: alla fine da qualche parte la notizia salta fuori, perchè non riesci a controllare tutto, quindi l’importante è coprire con 'eleganza', come una coperta di cashmere stesa sopra un bidone che brucia.
E allora applausi: la nuova Ferrari funziona davvero a omissioni: zero rumore e...zero memoria! Amen.
martedì 26 maggio 2026
Il secondo attentato
Mi trovo in difficoltà a comprendere ciò che sta accadendo a Modena dopo quanto successo pochi giorni fa: uno esce di casa con un coltello, semina il panico e rischia di ammazzare altra gente; un uomo lo ferma, fine della storia? Macché.
Tempo ventiquattr’ore e Luca Signorelli diventa santo civile, mascotte politica, un esempio, selfie, slogan, manifestazioni, talk show: tutti a contendersi l’“eroe di Modena”!
Poi Signorelli apre bocca e... commette l’errore imperdonabile: dire quello che pensa davvero!Insomma, non conferma la sceneggiatura già pronta, non urla la parola magica al momento giusto, non recita la parte assegnata e allora apriti cielo: da eroe a servo, da simbolo a traditore, da uomo coraggioso a bersaglio!
Nel frattempo degli altri eroi per caso quasi non parla più nessuno: due egiziani e un bengalese non fanno share, non riempiono le piazze, non diventano bandiere...
In Italia ormai funziona così: non ti chiedono di essere sincero, ti chiedono solamente di essere utile.
L’attentatore ha usato un coltello: il resto del Paese, invece, usa le persone! Ma non è una novità, giusto?
domenica 24 maggio 2026
Il tempismo è tutto
Dopo l’attentato il sindaco Massimo Mezzetti ha parlato di “integrazione”, “dialogo”, “capirsi”.
Parole normali. Parole da conferenza stampa. Quelle che escono automatiche quando la città sanguina ma il microfono è ancora acceso.
A quanto pare pure Barcaiuolo le ha sentite e... ha capito subito: “Ah, è il momento della Morale!”, quella con la M maiuscola, insomma la Morale da social, da talk show, da opposizione permanente: quella che compare sempre quando nessuno ha una soluzione ma tutti hanno una posa.
Allora si è preso l’incudine e se l’è calata sugli zebedei in diretta: “Sei raccapricciante!”, ha urlato alla Morale, come se il problema fosse lei e non il fatto che due minuti prima stava leggendo il comunicato del Comune con la voce da vicepreside in gita scolastica.
Mezzetti, romano trapiantato in Emilia, ha guardato la scena con la rassegnazione di chi ha visto troppi dibattiti televisivi: “Aho… ma sei sicuro?” Traduzione: se vuoi fare il moralista fallo pure, ma evita l’autocanonizzazione in pubblico, perché poi fa male, è inutile e lascia nell’aria quell’odore tipico della politica moderna; ipocrisia tiepida e plastica bruciata.
La Morale intanto è ancora lì: l’integrazione invece aspetta fuori, al bar!
sabato 23 maggio 2026
Quando il dolore dura poco
Dice il filosofo: “Se gli uomini volessero davvero diventare uomini nel senso nobile voluto dall’umanesimo, dovrebbero smettere di essere animali.”
Epperò peccato che l’uomo continui ad amare il sangue: anche quando produce consenso!
Il 16 maggio 2026, nel pieno centro di Modena, un uomo lancia la sua auto sulla folla: corpi spezzati, gambe maciullate, persone che urlano sull’asfalto.
Il giorno dopo? Due piazze, due fasce, due liturgie politiche, ma una sola vera attività produttiva: 'girare la manovella'!
L’arcivescovo invoca decoro, silenzio, riflessione, ma il tritacarne della politica moderna non si ferma per così poco.
Dentro entrano tragedie, fuori non esce carne macinata, ma escono like, schede elettorali, cuoricini social...
Sembra che persino il dolore ormai deve “posizionarsi”:
E mentre tutti, da dx a sx si contendono il diritto di spiegare il Male, i feriti diventano ciò che sono sempre stati nelle campagne elettorali (permanenti): materia prima.
Altro che umanesimo: qui siamo ancora alla macelleria! O no?
giovedì 21 maggio 2026
Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori
Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro.
Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete?
Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv.
Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica.
Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale.
Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea.
La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini.
Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica.
Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.
mercoledì 20 maggio 2026
Compiuta integrazione
Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi.
Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social.
Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato.
"Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco...
Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria!
Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle.
Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen.
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martedì 19 maggio 2026
Il menù della solidarietà
A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh!
Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma!
Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale!
D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic!
In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore!
E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca?
Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?
lunedì 18 maggio 2026
Sicurezza partecipata
Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata!
Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre!
Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro.
E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni!
Modena ormai non è più una città, è un set.
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