domenica 10 maggio 2026

Tracotanza vs tracotanza

L’ultima telefonata col mio Comandante è finita così: “Paride, avevi ragione tu”. Sei parole, anche se con quattro anni di ritardo, ma oggi so perché me l’ha detto. Perché nel 2021 a dire “condizionato” sui giornali c’ero solo io, su La Pressa: lui mi pubblicava, gli altri colleghi di matita eseguivano; io facevo 'hỳbris', mentre i miei colleghi di matita facevano carriera, sic! Oggi Giuseppe Leonelli presenta col sindaco di Modena "Elogio della tracotanza" e capisco tutto. La tracotanza non è l’arroganza del prepotente, ma è la sfida coraggiosa dell’individuo che rifiuta il “non si può” calato dall’alto. È dire “condizionato” quando AIFA dice “sicuro”, è stampare una vignetta quando il Ministero stampa veline, è restare umano mentre il sistema ti vuole numero, suddito, paziente obbediente. O no? Oggi Nicola Magrini, ex direttore di AIFA, dice che il vaccino protegge “di un po”, anche se lo dice nel 2026, da ex. Epperò quando comandava e stava zitto: quella era apatia morale, pavida inettitudine: era la tracotanza del Potere, cioè fare il dogma e chiamarlo scienza! Leonelli nel libro cita De André: "nessun Potere è buono, ha un germe negativo". Il Potere nel 2021 aveva il germe del Green Pass, dell’obbligo! Oggi ha quello del “Bon, io mi fermo qui”, come quello di un burocrate che chiude la pratica mentre tu perdi il lavoro! Quindi Signor Sindaco, lei oggi è al Buk Festival a dialogare sul libro "Elogio della tracotanza" col mio Comandante, le chiedo: la prossima emergenza, il Comune da che parte sta? Dalla parte del Potere che ha il germe negativo, o dalla parte della tracotanza che rifiuta l’utile immediato per la verità? Perché l’art. 32 dice :“in nessun caso” e in nessun caso è l’atto di tracotanza più grande che la Costituzione ci concede. Caro Comandante, la sua telefonata era l’epigrafe di questo libro: “Avevi ragione tu”, che vuol dire: “Eri tracotante. E meno male!” La tracotanza è finita il giorno che il Potere ha dovuto ammettere il “di un po”: ora inizia l’Elogio. Evviva l'Elogio della tracotanza. Spiaze.

sabato 9 maggio 2026

Il dirupo democratico

Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine. Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation. Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata. Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto: "Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme". Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no? E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile. Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude, sic! Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...

venerdì 8 maggio 2026

Il ladro e il grammatico

A Modena la (cosiddetta) sinistra ha finalmente trovato il vero colpevole dell’insicurezza: non il ladro, ma il giornalista che ha usato la preposizione sbagliata! Non “fallimento DEL governo”, ma “fallimento DAL governo”: capite la differenza? No? Be'nemmeno il ladro: infatti continua a rubare serenissimo. Ormai la politica modenese non combatte il crimine: corregge i complementi grammaticali mentre ti svuotano le tasche. “Non è colpa del governo”, precisa Paradisi, certo: è solo un fallimento completo su tutta la linea, appunto! Nel frattempo il cittadino denuncia i furti, mentre ahinoi la politica denuncia i virgolettati! Signor Paradisi, una domanda: quando il ladro finirà col portafoglio e passerà alle mutande: anche lì parleremo di “criticità semantiche”? Perché a forza di discutere il significato delle parole, in Italia abbiamo lasciato perdere il significato delle sirene! Charlie Hebdo si è preso le pallottole per non piegarsi alla semantica degli imam: qui rischiamo di piegarci a quella dei deputati! Este es el manicomio de Dios.

mercoledì 6 maggio 2026

La Biennale della vergogna

Alla Biennale di Venezia c’è un padiglione ai Giardini che non è un padiglione, ma una sorta di compromesso: allora, per essere chiari il padiglione è 'chiuso', ma 'aperto', è presente, ma... assente; si chiama Padiglione Russia. Lo puoi guardare solo da fuori, attraverso uno schermo, insomma come si guarda un animale pericoloso allo zoo, oppure un malato contagioso attraverso il vetro: scegliete voi la metafora: tanto, personalmente fa schifo uguale. La Biennale dice: "Rispettiamo la legge", che poi tradotto sarebbe: "Non abbiamo il coraggio di dire né sì né no, quindi facciamo finta che va bene così"! La Giuria si è dimessa: gesto pulito, peccato che quando ci si lava le mani, il sangue resta sul pavimento! E l'Europa, sempre lei, minaccia di tagliare i fondi di 2 milioni: perché la cultura, l’arte, a quanto pare, ha un prezzo e ...un padrone, già purtroppo! Attenzione, perchè tutto ciò non è un boicottaggio e non è neanche censura, è peggio: è ipocrisia in salsa politica, per usare un eufemismo, il capolavoro della vigliaccheria travestita da procedura. La Biennale 2026 non passerà alla storia non per un’opera, ma per una porta chiusa e per tutti i cialtroni che si sono messi in fila per guardarla da fuori, fingendo di non essere complici. L’arte doveva graffiare, ma qui da noi le hanno messo la museruola: e il guinzaglio lo tiene la politica. Che disastro anzi, che vergogna!

lunedì 4 maggio 2026

Alex Zanardi 1996-2026

Alex Zanardi è morto il 1° maggio. E la notizia è questa: ha perso! Perché per 25 anni quell’uomo ha preso a schiaffi la parola 'impossibile', badate bene: senza gambe ha vinto l’oro, dopo il coma ha sorriso, dopo ogni caduta è ripartito più forte di prima; tranne l'ultima... Davvero, ci aveva abituati all’idea che non potesse morire, che bastasse la sua testa a tenere in vita il corpo, ma stavolta non ce l’ha fatta e ci lascia orfani di un’illusione: che la volontà basti sempre. Ma ci lascia anche la prova che un uomo può vivere due vite in una e vincerle entrambe! Non scrivo 'riposa in pace', Alex, no, perché non riposavi neanche da vivo, invece scrivo: 'grazie, Alex per averci fatto vergognare delle nostre scuse'. Signori, ora tocca a noi: e senza alibi. Amen

domenica 3 maggio 2026

Valorizzazione

Caro sindaco ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome il Cinema Astra chiude, più forte ti scriverò! Come? Cosa dice sindaco? Non è una perdita, è una trasformazione? Ah, ecco... Caro sindaco, guardi, ormai il copione è già collaudato e da mo: spariscono i cinema, poi i bar, poi i negozi...alla fine resta un centro storico perfetto anzi, oserei dire perfettamente vuoto! Di giorno si fotografa, ma di notte si attraversa in silenzio, come si fa nei posti dove la vita è passata… e ha deciso di non tornare! Epperò i conti tornano, sempre, vero sindaco? Perché un cinema è un problema: tiene accese le luci, muove persone, crea abitudini, apre le menti insomma., ammettiamolo: tutte cose difficili da gestire, giusto? Molto meglio qualcosa che renda, oppure che prometta di farlo. E allora la frase giusta, quella che non finisce nei comunicati ma guida le decisioni, è semplice: la cultura non rende (ex ministro Tremonti dixit!), ma lo spazio sì. Ecco perché si spegne anche l’Astra, non perché sia inutile, ma perché è vivo. Caro sindaco, vada avanti così, sta costruendo una città impeccabile: ordinata, valorizzata, silenziosa: talmente silenziosa che presto non ci sarà più nessuno a disturbare! Sipario.

venerdì 1 maggio 2026

1° Maggio: Festa del Lavoro o dei saluti militari?

La vita? Una barzelletta che non fa ridere: ti fai il mazzo per capire come funziona il mondo e poi crepi, probabilmente con un dubbio e un debito. Quindi, cerchiamo di capire, ma senza diventarci matti: il finale è già scritto. Prendete la Madre Cristiana sul palco. Voce vibrante, crocefisso d'ordinanza e il solito mantra: "Il lavoro è dignità!". Applausi scroscianti dai soliti noti. Poi, il tocco magico: apre le mani e libera due colombe, ma queste non cacano pace, portano l'elmetto e hanno assegni firmati nel becco. La prima vola verso Kiev: tre miliardi e mezzo di euro in tre anni. Armi, fondi, quote UE... tutto impacchettato con amore e votato in Parlamento, epperò nel frattempo, 5,7 milioni di italiani fanno i conti con la "Povertà Assoluta": per l'ISTAT sono disperati, per il Governo sono solo decimali che non votano. La seconda colomba punta Tel Aviv: qui non portiamo bende, ma pezzi di ricambio, quindi radar, software, pezzi di caccia. Dopo il 7 ottobre hanno detto "basta nuove licenze", ma quelle vecchie continuano a volare che è un piacere: perché la pace è come i bonus del governo, cioè selettiva e con un sacco di clausole scritte in piccolo. E noi? be', noi festeggiamo il Primo Maggio, ergo la festa di chi lavora e resta al verde, e di chi il lavoro lo vede solo col binocolo. Sul palco strillano che la dignità è un contratto, epperò peccato che il contratto con gli italiani sia scaduto e nessuno abbia voglia di rinnovarlo; quello con i mercanti di morte, invece, è un "open bar" che non finisce mai, ergo liberano colombe blindate e chiamano "solidarietà" il fatto che noi siamo rimasti in mutande. Buon Primo Maggio quindi a chi è rimasto a terra a guardare i nostri soldi che prendono il volo e mi si permetta un consiglio ai capoccia: per oggi, spegnete i microfoni, poiché il silenzio delle buste paga vuote fa un casino d’inferno; più di qualunque vostra stronzata elettorale.

mercoledì 29 aprile 2026

Nudo è chi guarda

Essendo la libertà una delle pulsioni più suggestive, se ne fa largo uso anche ai livelli più bassi. A Modena non serve essere nudi per essere esposti: basta capitare nel mirino dello smartphone giusto. Così la cronaca racconta — ma in realtà accade ogni giorno — che in centro un uomo vaga senza vestiti, in evidente difficoltà: no, non è uno scandalo, è un’emergenza. Ma nell’epoca giusta, nel telefono giusto, diventa altro: contenuto, esempio e, perché no, bersaglio. Un filtro, una didascalia, ed ecco che il problema cambia pelle: non è più una persona da aiutare, ma una storia da usare. Il decoro, quello tanto invocato, funziona così: non copre chi è fragile, copre chi lo guarda. E mentre l’immagine si sistema, si ripulisce, si rende condivisibile nella gogna mediatica, la realtà resta lì, fuori dall’inquadratura, nuda davvero. Perché alla fine non è il corpo a fare scandalo, ma lo sguardo: e quello, purtroppo, non si censura. Amen.

lunedì 27 aprile 2026

Resistenza sempre

Per il vecchio vignettaro berlingueriano, il 25 aprile era semplice: ricordarsi da cosa ci siamo liberati. Punto. Oggi invece è un corteo dove ognuno porta il suo conflitto: purché sia più nuovo, più spendibile, più urlabile. La Liberazione? Be', la Liberazione è lì, parcheggiata tra una bandiera e l’altra, come uno slogan fuori produzione: troppo scomoda, troppo complessa, troppo poco utile per le tifoserie. Ci hanno liberati, certo: così bene che non abbiamo mai smesso di ringraziarli! E mentre tutti scelgono da che parte stare, resta una domanda fuori dal corteo: non dove stiamo, ma se sappiamo ancora perché. Resistenza, sempre.

sabato 25 aprile 2026

La Liberazione (versione compatibile)

Il 25 aprile è la festa della libertà, quella che tutti difendono, purché non la si usi! Sul palco si celebra la Resistenza, sotto si tollera a malapena chi resiste davvero: chi scrive, chi disturba, chi non chiede permesso. I partigiani avevano i fucili, oggi bastano un matitone e qualche idea sbagliata per diventare un problema. Nove anni fa è nato un giornale: nessun padrino, nessun padrone; quindi sospetto. Ha fatto una cosa semplice e imperdonabile: non stare al posto assegnato. Nel frattempo, la libertà è diventata un oggetto da cerimonia: si espone una volta l’anno, con la fascia tricolore ben stirata, e poi si rimette via, tra una diffida e una telefonata “amichevole”. La chiamano informazione responsabile: è quella che non punge, non graffia, non lascia segni, insomma non serve a niente. Per tutto il resto c’è ancora qualcuno che insiste, scrive, pubblica e rompe, badate bene: non è nostalgia della Resistenza, ma è fastidio presente e, a quanto pare, non è ancora guarito. Spiaze.

giovedì 23 aprile 2026

Finchè fumo non ci separi

Si sono sposati davvero: non per amore, ma per interesse composto! Mezzetti porta i voti, l’altro i dividendi: in mezzo, l’aria, sapete, no? Cioè quella cosa invisibile che tanto non vota! Le promesse sono chiare: tu chiudi un occhio, io apro un camino; tu rassicuri i cittadini, io rassicuro gli azionisti e... vissero felici e contenti, finché il bilancio non li separò! Gli invitati non esistono e se anche ci fossero, indosserebbero maschere antigas: perché a Modena il futuro è sostenibile, ergo si sostiene tutto, anche l’insostenibile. Incredibile, faccio più numeri con le vigne sullo psicopatico e pedofilo Trump, e il suo compagno di genocidi Bibi Netanyahu, che con le cazzate della politica: che ci sia voglia di essere? Mah...

domenica 19 aprile 2026

A Modena l'oppio dei popoli... è ora di lezione!

A Modena la cosiddetta 'sinistra' ha finalmente risolto il problema della laicità: fuori i crocifissi, troppo ingombranti per il multiculturalismo (da aperitivo) e dentro l'Islam a dosi massicce! Due ore di "educazione civica" affidate a militanti della fede, perché si sa: per imparare la libertà non c’è niente di meglio di un dogma spiegato bene. Il sindaco Mezzetti e il PD giurano che serve a "educare al rispetto", tradotto dal politichese: stiamo cercando di sostituire le tessere del partito, ormai introvabili, con i voti delle comunità religiose, o no? Una volta la sinistra liberava le teste; oggi le copre, pur di non guardare in faccia il vuoto delle proprie idee. Cari studenti, benvenuti nella scuola del futuro, dove l'unico Dio ammesso è il calcolo elettorale e l'unica materia obbligatoria è... l’ipocrisia! Ehi, signor sindaco: ma un bel corso di buddismo o di ateismo scientifico, no? Ah, già: forse il Dalai Lama non vota a Modena, eh già già già...

mercoledì 15 aprile 2026

Fedeltà atlantica

Per anni ci hanno raccontato la parola “alleato” come se fosse una relazione, una stretta di mano tra pari, una scelta, persino un valore! Poi basta una frase di Donald Trump per rimettere tutto al suo posto: “Good dog.” Non è un insulto, ma è una definizione, poichè la vera verità è che in politica estera non si è (mai) amici, non si è sovrani, non si è liberi, bensì si è utili. A prescindere. Finché corri nella direzione giusta, ergo Teheran, Gaza, Beirut ... sei affidabile, ma quando rallenti, quando esiti, quando ti fermi all’uscita sbagliata, ecco: diventi un problema! E i problemi si risolvono così: si lascia il guinzaglio e si preme sull’acceleratore. Giorgia Meloni non è stata tradita, in realtà è stata riclassificata, ergo da “alleata” a “scaricata”. Punto. Il resto, cioè solidarietà, indignazione e, perché no? Patriottismo è solo il rumore del... motore che si allontana! Così è se vi pare.

martedì 14 aprile 2026

Make Me Messiah Again

C’era una volta il Figlio dell’Uomo che moltiplicava i pani e i pesci: oggi c’è Donald Trump che moltiplica i post… e poi li cancella! Il miracolo non è più sfamare i poveri, ma trasformarsi in “povero salvatore” con un filtro IA, giusto il tempo di raccogliere applausi prima di tornare a fare il Presidente. Quando lo beccano, la resurrezione dura meno di tre giorni: “Fake news, ero un medico!”. Non guarisce nessuno, ma cura benissimo la propria immagine; ieri Papa Trump, oggi Messia! Intanto Papa Leone XIV parla di Vangelo, pace, guerra da fermare: roba fuori moda e J.D. Vance gli ricorda di “attenersi alla morale”, dimenticando che la morale cristiana parla proprio di guerra, poveri e dignità umana, cioè proprio di ciò che dà fastidio al potere. Il problema non è che il Papa faccia politica: la realtà è che toglie alibi, perché oggi la fede è un’altra; credere a ciò che si posta, anche quando sparisce! Il nuovo comandamento è semplice: non dire la verità, modificala. Non fare miracoli, simulali. E se va male… cancella tutto e dai la colpa ai giornali! Amen.

lunedì 13 aprile 2026

L’esilio del sovranista

Orbán esce di scena con la sua tanica sporca di gas russo: dall’altra parte arrivano promesse pulite, profumate… come dire? occidentali, senza volto e senza prezzo. Cambia il pusher, non la dipendenza, ma tranquilli: questa volta è democratica! L’Europa ha finalmente raggiunto l’unità energetica: non più clienti diversi, ma lo stesso pusher con due cataloghi, Est e Ovest. E l’Ungheria cambia fornitore, ma il principio resta identico: non importa da chi compri, importa quanto sei dipendente; quindi ricattabile in ogni dove. E la libertà, come sempre, è inclusa nel prezzo, appunto! Così è se vi pare.

Buona estinzione a tutti

Guardateli bene: no, non sono i Cavalieri dell’Apocalisse, sono i due babysitter del nostro suicidio collettivo. A sinistra, lo spettro di Adolf sorride dalla sua nuvoletta a svastica: è commosso, lui doveva usare i treni, invece a questi basta un algoritmo! Al centro, il Bambinone-irresponsabile, col pollice in bocca: finora la sua 'grande' azione parallela ha portato solo alla chiusura di uno stretto che prima era aperto: Trump ha rotto lo stretto, gli alleati lo dovrebbero pagare; vedi te che pretese! A destra Bibi il Macellaio; grembiule lordo e mannaia affilata con l'incisione "Legittima Difesa"; se gli tiri un sasso, lui ti cancella l'albero genealogico fino alla settima generazione! È la legge del taglione, versione 2026: occhio per occhio, dente per... olocausto!. Per loro l'Armageddon è solo un picco di ascolti e consensi! E noi? Noi siamo il pubblico pagante che fissa il tabellone del benzinaio: ci disperiamo se il gasolio sale di due centesimi mentre guidiamo felici verso il fungo atomico. E non possiamo comprare il gaz dai russi, dobbiamo mettere da parte i soldi per le nuove armi tattiche gestite dall'I.A. e poi, signori! dobbiamo comprare i droni, magari i droni diesel ideali per chi fa più di 15.000 km con filtro antiparticolato per volare anche in città! Oh, tranquilli: con l'inverno nucleare il riscaldamento sarà gratis, perché saremo noi il combustibile. Buona estinzione a tutti, e l'ultimo chiuda la porta: se ne avanza una!

domenica 12 aprile 2026

Sicurezza: a Modena non si interviene per scelta

A Modena la sicurezza non è più un problema: è diventata un’esperienza. Non si affronta, ma si osserva; non si risolve, ma si accompagna; non si governa, ma si descrive. La città scivola lentamente in una nuova forma di amministrazione, quella turistica: una guida con fascia tricolore spiega ai cittadini ciò che stanno già vivendo, come fosse un percorso culturale. Spaccio, degrado, insicurezza: tutto diventa tappa, tutto diventa “fenomeno urbano”. L’importante è non disturbare la narrazione. Così la politica si trasforma in accompagnatore gentile del disordine: indica, commenta, contestualizza e soprattutto rassicura: “non è quello che sembra”. Nel frattempo i cittadini imparano una nuova disciplina: l’adattamento, ergo guardare senza reagire, subire senza nominare, abituarsi fino a non distinguere più ciò che è normale da ciò che non dovrebbe esserlo. È il progresso, forse...o più semplicemente una 'resa ben educata'? Alla fine resta una domanda molto semplice: se una città ha bisogno di una guida turistica per spiegare il proprio degrado, chi sta davvero governando? Ma soprattutto: chi ha deciso che non serve più farlo…o che tanto, in fondo, basta raccontarlo? Del resto, una città che si abitua a tutto è il miglior elettore possibile, o no?

venerdì 10 aprile 2026

La statura dello Stato

Nel Paese dove tutto cresce, dalla spesa nel carrello alle bollette,.. la fatica, ecco c’è una cosa che continua ad aver bisogno di un rialzo: la credibilità! Allora si rimedia così: una sedia, uno sgabello, una giacca troppo grande e parole ancora più grandi. Giorgia Meloni parla, o meglio bofonchia: “crescita”, “risultati”, “orgoglio”, insomma fateci caso; parole tirate fuori dal cappello come numeri di magia, misto a un po' d'arroganza, mentre il trucco cola sotto i riflettori... Nel frattempo, nel Paese reale, i conti si fanno al distributore, alla cassa, alla fine del mese: che non tornano mai! L’unica cosa che sembra davvero crescere è altro: gli stipendi della politica, le spese militari e il disprezzo per chi sta sotto, perché mentre si racconta la favola della nazione che riparte, ci sono milioni di italiani in povertà assoluta, ergo famiglie che non arrivano alla fine del mese, che scelgono cosa tagliare: il cibo, le cure,... la dignità! E allora il bersaglio diventa sempre lo stesso, non chi decide, ma chi resiste: quindi si colpiscono i poveri, si colpevolizzano i fragili, si trasformano i disperati in problema da gestire, epperò sempre dall’alto dello sgabello, dove il mondo sembra più piccolo, più semplice, più comodo da raccontare. Ma giù, dove non servono rialzi per toccare terra, la realtà è un’altra: ruvida, ostinata, e sempre più incazzata e capisce una cosa semplice, che non ha bisogno di microfoni: se per sembrare all’altezza devi salire su una sedia, forse non è il Paese a essere in basso; sei tu, Giorgia!

giovedì 9 aprile 2026

Lo sfratto del Mascellone

A Carpi hanno finalmente capito che per cacciare un fantasma non serve l'esorcista: basta un timbro comunale! Dopo oltre un secolo di "onorata" residenza cartacea, ebbene sì, Benito Mussolini è stato ufficialmente sfrattato: fine della pacchia, niente più cittadinanza, niente più domicilio coatto tra i tortellini e il PD! E mentre a Carpi si festeggia la pulizia del registro, a Roma il vecchio vignettista si immagina che si pianga sugli scranni di Palazzo Chigi, ergo la madre cristiana che sospira fissando il vuoto, mormorando tra un decreto e l'altro che "in fondo Benito era un bravo politico": certo, un genio, così bravo che è riuscito a farsi revocare la cittadinanza pure dall'Aldilà! Intanto, dalle parti del Senato, pare che 'Gnazio stia già preparando la camera ardente per il suo busto preferito: infatti lo vediamo lì, a lucidare la mascella di bronzo col bicarbonato, sussurrando: "Non ti preoccupare, zio, se a Carpi non ti vogliono più, c'è sempre posto sulla mia mensola tra un cimelio della Decima e un calendario del Ventennio!". Ma la verità è un'altra, ed è scritta nel cielo (o meglio, sotto terra): se non sei più cittadino di Carpi, per la burocrazia celeste sei un clandestino, o no? E si sa, a questa destra i clandestini non piacciono mica tanto! Quindi, caro Benny, prepara le valigie di cartone: Dio ti ha dato il foglio di via e giù, ad attenderti, non c'è il balcone di Piazza Venezia, ma un focolare eterno che non vede l'ora di riabbracciare il suo "bravo politico": a testa in giù, ovviamente, poiché è la posizione preferita per chi non ha più dove posare i piedi! O no?

mercoledì 8 aprile 2026

Sputtanamento Globale

Sì, il mondo ride, gli alleati, tra cui la madre cristiana, tremano: i nemici, invece, esultano. E lui? Il vecchio guru del ciuffo arancione, il gangster che prometteva gloria e regime-change, non di distruggere un paese (che già sarebbe un obiettivo ambizioso!), ma un’intera civiltà: da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Invece, adesso, si ritrova inchiodato… letteralmente, nel posto sbagliato! L’Iran sorride, Israele impreca, i paesi del Golfo contano le perdite, e Pechino stampa yuan come se nulla fosse. Il petrodollaro trema, le alleanze scricchiolano, e il vecchio The Donald? È diventato l’unico missile non intercettabile: quello che gli esplode nel deretano davanti a tutto il pianeta in mondovisione! Non c’è strategia che tenga, non c’è show che copra l’epico fallimento: è il trionfo dell’umiliazione globale, confezionato con ciuffo e arroganza! Magari il prossimo inverno, il vecchio gangster metterà fine anche alla civiltà europea: nel qual caso, tutto sarà risparmiato… spiace, ma è probabile. Epic Fury… davvero!

martedì 7 aprile 2026

Il cow-boy dell'Apocalisse

Diceva Stanley Kubrick che il satirico ride della natura umana perché non può farci niente: be', noi ci proviamo lo stesso, perciò prendete il vignettaro con le pinze. E un contatore Geiger! Allora sta succedendo veramente, signori: il vecchio col ciuffo biondo e il cervello in saldo ha smesso di giocare a golf con il mondo. Ora gioca a bowling con le atomiche. L’ultimatum è scaduto, ma non per l’Iran e gli iraniani: per noi! Lo abbiamo legato, il vecchio, certo: camicia di forza, protocolli, vertici, “preoccupazioni profonde”, poi...poi lo abbiamo lasciato seduto sulla bomba, al comando. E lui ride: “YEEE-HAW”, mentre cavalca l’apocalisse come un cowboy ubriaco di consenso. Nel frattempo, i nostri leader, quei ridicoli parrucconi con la schiena curva e i conti pieni, balbettano comunicati: ieri applaudivano, oggi non si ricordano: “Chi? Io?” La verità è semplice: non è impazzito il pilota, ma è l’equipaggio che ha venduto l’aereo! Buona apocalisse. E stavolta… niente mascherine!

domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua..?

Oggi è Pasqua, non per miracolo, ma... per controllo qualità. Il Cristo si rialza, si affaccia dal sepolcro e trova tutto in 'ordine': il sangue scorre, la guerra galleggia, la pace è stampata sul gommone come un marchio qualsiasi. Sul gommone abbiamo, il vecchio squilibrato d’oltreoceano, che si gode il panorama: per lui è business, basta che il caos fatturi. Come sempre. Accanto a lui, il ricercato internazionale per crimini di guerra israeliano, rema con metodo: la morte non è un incidente, è una direzione. In mezzo, la vecchia Europa, che guarda senza vedere, c’è senza esserci, galleggia per inerzia: e per quanto ancora, è l’unica vera suspense. Ecco, il sepolcro resta l’unico luogo sacro: fuori, tutto è già stato convertito, ergo il dolore in strategia, i morti in argomenti, la pace in uno slogan impermeabile al sangue. Il problema non è che Cristo sia risorto, semmai il problema è che non trova più niente da salvare...o forse no. Forse è risorto nel posto giusto: dove anche la resurrezione serve solo a certificare il fallimento! Così è, se vi pare. Buona Pasqua.

sabato 4 aprile 2026

Dalle parti della curia di Modena...

Dalle parti della curia di Modena si è aperto un nuovo reparto: la comunicazione strategica. Sorvoli, inquadrature, contenuti accessibili: perfino il Golgota, finalmente, diventa spiegabile! Dall’alto tutto è più chiaro: il dolore si mette a fuoco, il sangue non disturba, la morte si lascia raccontare: viene quasi da pensare che basti la giusta distanza, la giusta metafora. Così la Pasqua smette di essere uno scandalo e diventa un messaggio, tuttavia il problema non è il drone: è l’ansia di renderlo necessario. Perché il Mistero, quello vero, non si chiarisce: resiste; non si comunica, ferisce e, soprattutto non migliora se lo guardi dall’alto. Resta lì, inchiodato alla terra, dove nessuna ripresa arriva pulita, ma noi insistiamo: vogliamo capirlo, spiegarlo, renderlo utile e, perché no? Magari anche condivisibile! E così, mentre lo illuminiamo, lo perdiamo... Ave Cesare, morituri te salutant.

venerdì 3 aprile 2026

Ruote Libere, mani legate

Il carburante aumenta, ma...sempre per una “buona causa”! La guerra, dicono da Oltreoceano, è un investimento, ergo non deve rendere pace perché quella è un costo, semmai deve rendere paura, ma soprattutto profitto per i soliti noti. E così alla pompa non scegli: paghi, come sempre e se osi chiedere perché, ti rispondono pure con educazione: come si fa con i clienti 'importanti'. Intanto al supermercato i prezzi salgono da soli, ma non è inflazione: è un prelievo automatico: ti alleggeriscono mentre infili la spesa nel bagagliaio, senza passamontagna, senza fretta. È questo il progresso: morire con il resto esatto. Ma senza contatto.

mercoledì 1 aprile 2026

Eppur ...galleggia!

A Modena non serve vincere le elezioni. basta sedersi e aspettare. Da una parte il Partito Democratico governa da così tanto tempo che ormai potrebbe farlo anche in pigiama, mentre dall'altra...be', dall'altra parte l’opposizione continua a fare quello che le riesce meglio: galleggiare. Non affonda, certo, ma neanche nuota. Si, va be', a volte si agita, produce bolle, ogni tanto litiga per stabilire chi debba stare più vicino al vetro...epperò intanto fuori la città cambia, s'incazza, si stanca… e poi torna a votare sempre gli stessi! Badate bene, non per amore, ma per assenza di alternative! Giaà...perché il problema, a Modena, non è il potere, ma il vuoto che c'è attorno, perché un sistema si abbatte solo quando dall'altra parte c'è qualcuno che costruisce qualcosa di più forte. Qui invece si preferisce stare comodi: dentro un acquario, ben nutriti, ben visibili, perfettamente inutili: e allora sì, chiamatela opposizione, ma solo il primo aprile.

martedì 31 marzo 2026

Domenica delle Palme e l'ombrello della fede

E' come in un film surreale "L’ombrello della fede", dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'! E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non...bagnarsi! Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: "non c’ero", ergo una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano. Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta! Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria. Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi. Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.

sabato 28 marzo 2026

Cura pubblica, conflitto privato

A Sassuolo il concetto di servizio pubblico ha preso una piega da sport tiro anziché alla fune, al cittadino! Tra AUSL e Comune, il cittadino diventa un 'attrezzo': un braccio tira uno, l’altro braccio l’altro, la flebo da 1,6 milioni scorre più veloce del sangue, mentre i protagonisti sventolano sorrisi rassicuranti e dichiarazioni pompose! Difendere i tuoi interessi? Lavorare per la tua salute? Certo, ma solo finché serve a tenere viva la partita legale, con spese che finiscono nei portafogli pubblici e non in quelli dei contendenti... La morale? Be', la morale è semplice: quando lo Stato gioca contro sé stesso, il cittadino non è paziente, è pedina: e la partita… la paghiamo noi. Così è se vi pare.

venerdì 27 marzo 2026

A Modena funziona così

Funziona così: a Modena non c’è stato un referendum, semmai c’è stata una scalata. Quindi c’è chi ha piantato la bandierina e si gode il panorama, trasformando un “No” in un’investitura personale. Più che un risultato, una vetta: conquistata da uno, rivendicata da tutti. Sotto, c’è chi fino a ieri faceva la guerra e oggi cerca un tavolo, non per vincere, no: ma per restare dentro al giro! E poi, da qualche parte, dovrebbe esserci anche un’opposizione: dovrebbe, sic! Morale: quindi vediamo che, mentre uno festeggia e l’altro tratta, ma (non so voi) il vecchio vignettaro vede che l’unico scontro vero resta quello tra la realtà — bollette, tasse, caro vita — e il (insopportabile) 'teatrino'. Solo che la realtà non vota, non tratta e non applaude, la realtà, come sempre, non risponde nemmeno: al massimo, manda a dire. Fine

giovedì 26 marzo 2026

Ha tolto il disturbo, non il problema

La Pitonessa Daniela Santanchè alla fine se ne va: dopo l’ennesimo tira-e-molla indecente (per motivi che, ovviamente, restano “trasparenti”: sic!), prende le valigie in mano e con il culo dritto finalmente si dimette. E non succede niente, non crolla nulla, anzi: Carlo Nordio è ancora lì, quindi tranquilli è tutto perfettamente stabile. O quasi, eh Giò? Perché il problema non era la poltrona, no: ma quello che la teneva inchiodata, ergo i tacchi restano piantati nello scranno, confitti dentro una parola sola, elastica, immortale: 'rinvio a giudizio'. Una di quelle parole che non finiscono mai, si allungano, si piegano, evaporano: fino a diventare aria. Sopra si cambia faccia, sotto non si muove niente: è la magia della politica italiana, ergo la responsabilità è sempre personale, le conseguenze sempre collettivamente assenti. E così, mentre qualcuno esce di scena “pulito”, il pavimento resta bucato: e noi sotto! Amen

mercoledì 25 marzo 2026

E' democrazia che non si fida più

Non li ha seguiti, li ha fermati. Non è scesa in piazza, li ha fatti tacere. Mentre intorno, ognuno recita la sua parte: chi festeggia, chi si giustifica, chi piange su una riforma che fino a ieri era viva e politica e oggi è già diventata tecnica. E no, non è una vittoria, ma è un atto di sfiducia generale, ergo perché, come succede ogni volta che c’è in ballo la Carta, l’Italia non segue proprio nessuno; si presenta da sola, come si va dal medico quando il dolore è troppo forte. O quando sente puzza di bruciato. I politici esultano, spiegano, reinterpretano, come sempre: parlano sopra e intanto nessuno si muove davvero: nemmeno chi dovrebbe. Giorgia Meloni resta al suo posto, epperò circondata da polemiche, nomi ingombranti e imbarazzi mai risolti, mentre la responsabilità scivola via come sempre verso qualcun altro, altrove, verso nessuno. Ma la verità è più semplice, ed è più scomoda: quando il popolo si muove senza di loro, non è democrazia in festa, è democrazia che non si fida più. Amen.

lunedì 23 marzo 2026

Il 'NO' non assolve...

Ci raccontano bugie ogni giorno: bilanci “fantasia contabile”, pranzi compromettenti, “che avrò fatto mai”...e intanto ci dicono: 'temete la magistratura. è un plotone di esecuzione!' Ma la vera paura dovremmo averla di loro: mascalzoni che giocano coi conti, con le leggi, con le vite, e hanno la presunzione di riscrivere la Carta! Poi, per il vecchio vignettaro (berlingueriano) arriva il 'NO', ergo un 'NO' che non discute, non assolve, ma ricorda, magari schiaffeggia e, perché no? Schiaccia: perchè (non so voi), ma quel 'NO' è un 'peso', ed è reale e, soprattutto non perdona. A prescindere. Spiaze.

sabato 21 marzo 2026

Tagli selezionati

In Italia la giustizia non è cieca, semmai è...bendata male! E così ogni tanto la benda scivola, giusto il tempo di capire chi ha davanti, poi magari torna al suo posto, stretta quanto basta per non vedere troppo: ma nemmeno troppo poco. Nella premiata bisteccheria Andrea Del Mastro Delle Vedove, la riforma si serve così: a tagli, non uguali per tutti, ovviamente. C’è il filetto e c’è lo scarto, c’è chi mangia e chi finisce sul tagliere! E mentre qualcuno brinda nelle sale private, lontano dal banco, il cliente...pardon, il cittadino annusa, chiede, prova a capire se è roba fresca: dal banco arriva la risposta più onesta possibile e non importa com’è la carne, ma importa come la tagli. Domani non scegli una legge: scegli se fidarti del macellaio. Tutto qui.

venerdì 20 marzo 2026

Stia sereno, senatùr: lassù accolgono tutti.

Quando uno cambia la storia, o almeno riesce a spostare gli equilibri politici a forza di rutti, bandiere e rancore, una domanda viene: si sarà accontentato della gloria terrena? Di essere ricordato dai vivi come il gran padre del Nord incazzato? Oppure, nel fondo della sua anima celodurista, Umberto Bossi si sarà sentito qualcosa di più: lo strumento del lato oscuro della Forza, il galoppino provvidenziale di quel vecchio trucco del potere che consiste nel dividere un paese, avvelenarlo, e poi governarlo meglio? Perché Bossi non ha liberato nessuno: ha solo preso il malcontento del Nord, l’ha impastato con folklore, volgarità e disprezzo, e l’ha rivenduto come identità; il solito capolavoro dei servi utili, ergo far litigare i dannati del piano di sotto mentre quelli del piano di sopra contano i soldi! E allora il contrappasso perfetto non è il fuoco eterno, ma l’accoglienza: il senatùr arriva in cielo con la sua faccia da doganiere della Padania, il sigaro spento, la carta igienica tricolore in mano, e al cancello trova San Pietro Nero, che lo invita a entrare con cortesia. Fine della commedia. Una vita passata a vendere frontiere ai gonzi, e sulla soglia dell’eternità scopre che il Paradiso non fa respingimenti: perché il razzismo, come quasi tutte le ideologie da bar, muore dove comincia l’universalità, magari davanti a una chiave tenuta in mano da chi avresti voluto lasciare fuori. Io Bossi me lo immagino così: e, signori miei devo dire, mi piace!

giovedì 19 marzo 2026

Qui ci stanno facendo il c...

La madre cristiana, quella che doveva abolire le accise, non le ha tolte: le ha messe in offerta! Venti giorni di sconto, un po' come il detersivo, ergo: ciò non è politica energetica, badate bene, ma più una televendita...alla Vanna Marchi, sic! Infatti il trucco è sempre lo stesso, ergo ti rifila qualche centesimo di sollievo e lo vende come miracolo patriottico! Per favore, qualcuno del cdx dica alla madre cristiana che così non si governa affatto, semmai s'incanta gli sciocchi creduloni e, quindi non risolve: semmai ti fa ballare attorno alla pompa! E il bello è che, in questo povero Paese, funziona pure: basta uno sconticino per far uscire l’Italia dal cesto con gli occhi storti e la dignità in riserva. Signori, altro che pieno: qui ci stanno solo facendo il c...ehm, il numero! Così è se vi pare...

mercoledì 18 marzo 2026

165° Anniversario dell'Unità d'Italia: quando l’orgoglio non paga le bollette

Cosa possiamo fare contro l'imbecillità del potere costituito? Ma niente, forse tutta l'etica è sbagliata, ergo è sbagliata a monte l'idea che occorra fare qualcosa, che bisogna agire, quando invece sarebbe vero il contrario, ergo che non bisognerebbe fare proprio niente, ecco: ma il vecchio vignettaro non ce la fa proprio, ammettendo mestamente: 'ma chi glielo fa fare?' E così putacaso vede che la madre cristiana celebra i 165 anni di unità in post luccicanti e slogan patriottici, epperò mentre il cittadino medio lotta tra bollette, stipendi fermi e un Paese che sembra funzionare solo per chi decide le priorità: l’orgoglio nazionale costa poco, la vita reale un’infinità. E così, mentre il CSM si rifornisce e i post festeggiano, noi contiamo centesimi.

lunedì 16 marzo 2026

L'Italia dei banditi e dei taxi volanti

Siamo circondati da imbecilli, ma con la cravatta. Personalmente, per il vecchio berlingueriano, oramai la politica italiana è un circo dove a destra e a sinistra si gioca a chi urla più forte "Al lupo!", fateci caso: se il referendum boccia, APOCALISSE, con stupri di massa, criminali a piede libero e cavalieri dell'Apocalisse in tangenziale! Se invece passa, ecco addirittura la P2 del Venerabile, con giudici in ginocchio e ladri che brindano a caviale! Tutto pur di non farti vedere la realtà, che è molto più sporca, ergo: mentre in TV ti spiegano che la tua sicurezza è a rischio per colpa di un ladro di polli, il vero pezzo grosso — ricercato da mezzo mondo — non scappa via col passamontagna, no: nel Belpaese prende addirittura il volo di Stato e vola in Libia. Ecco, vedete? La propaganda ti fa guardare il mostro sotto il letto, mentre il criminale vero sale la scaletta dell'aereo, sorride e saluta, e il biglietto? Glielo hai pagato tu: in Italia, se sei un delinquente di serie A, non finisci dentro, ma molto più probabilmente finisci in Business Class, SIC! Qualcuno mi dia un pizzicotto, è un incubo!

venerdì 13 marzo 2026

Zerbino patriottico

C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale. Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino! No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro... Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale! Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa. La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto. E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?

mercoledì 11 marzo 2026

La manutenzione della Giustizia del governo Meloni

Beati i furbi, ma soprattutto i goffi! Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!” Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO. La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste. Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata. Così è, se vi pare.

martedì 10 marzo 2026

Scurdammoce o' passato...?

Dopo sei anni ecco a voi il nuovo contagio post-pandemico: la “riconciliazione a comando”! Non basta aver chiuso il Paese, militarizzato i funerali, trasformato i cittadini in codici QR e sottoposto la popolazione a una roulette russa vaccinale: ora dobbiamo anche abbracciare chi ci ha spiato, insultato e indicato come untori. La politica e il mainstream sorridente e rassicurante, brandisce la morale della pace civile come fosse un cloroformio: “perdoniamoci a vicenda”, sembra dire, mentre io mi chiedo se sia un invito o un nuovo tentativo di anestetizzare la memoria. I sorci della libertà di scelta non dimenticano: le ambulanze di notte, le strade fantasma, i balconi pieni di canzoni e applausi spontanei, sì, ma anche l’odio civile, le liste dei proscritti, le “classi di cittadini” divisi tra buoni e cattivi. Tutto questo non sparisce perché qualcuno sorride in TV o agita un manifesto di riconciliazione. E così la pandemia non ci ha solo insegnato il valore di un abbraccio, ma anche quanto siano abili certi politici nel trasformare la colpa in applauso e l’ingiustizia in selfie. Perché alla fine, nel grande show della memoria selettiva, la vera lotta non è contro il virus: è contro chi vorrebbe farci dimenticare di averlo subito. O no?

lunedì 9 marzo 2026

Restituire la moneta

La storia è semplice: il sindaco Massimo Mezzetti, prima riceve Francesca Albanese, poi si pente. Oh, succede, ergo la politica moderna è fatta così: prima la foto, poi il rimorso, infine la retromarcia! Solo che stavolta c’è un piccolo inconveniente: la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, la moneta non la vuole più, ma La restituisce: dice che servirà più al sindaco che a lei, tradotto; tenetevi pure il metallo, io mi tengo la coscienza. Nel frattempo il mondo continua a girare al contrario: da una parte chi denuncia violazioni e diventa improvvisamente “troppo poco sobrio”, dall’altra il grande club internazionale dei moralisti con le mani sporche: Donald Trump che predica ordine mondiale tra un dossier e l’altro, e Benjamin Netanyahu che distribuisce lezioni di diritto internazionale come fossero volantini. In mezzo c’è la politica locale, che fa quello che sa fare meglio: spostarsi di lato quando la storia passa. Alla fine la scena è perfetta: la moneta torna indietro, il sindaco resta con il souvenir e il resto del mondo continua a sporcarsi le mani. Morale della favola: la coscienza pesa sempre più dell’argento, ed è per questo che molti politici preferiscono tenersi l’argento! Amen.

venerdì 6 marzo 2026

Attaccata al culo di Trump

C’è chi guida e chi si attacca al culo del potente. Pedro Sánchez, toro europeo, non solo prende atto della tempesta internazionale, ma guida la nave dell’Europa con occhi lucidi, timone saldo e corna ben piantate: lui sa dove andare, governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre, autonomia strategica, prezzi del carburante sotto controllo, un popolo che può contare sulla propria leadership. Dietro, invece, c’è la madre cristiana, meglio, la burattina più famosa d’Italia, legata da fili invisibili a Trump, vola in aria: “Ahò, evvabbé… a cosa?”, borbotta, confusa e subordinata, incapace di prendere una decisione senza consultare l’ombra americana. Il Belpaese naviga così: senza nocchiere, in balia di chi pensa di decidere per lei, mentre l’Europa accelera, lucida e concreta. Ecco la differenza tra chi fa politica pensando al popolo e chi anchez governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre del potente di turno.

giovedì 5 marzo 2026

La madre cristiana

Ho fatto un incubo: c’era una volta la civiltà cristiana, pregava molto, ma bombardava anche: nel nuovo presepe occidentale la madonna tiene in braccio la bambina iraniana, mentre sopra di loro passano i missili; non è ipocrisia, semmai è divisione dei compiti. Qualcuno invoca Dio, qualcun altro preme il pulsante, i più moderni addirittura cavalcano i missili come al rodeo: Donald Trump dietro, Benjamin Netanyahu davanti e la Mietitrice che guida il mezzo. Sotto, tra le macerie, resta il presepe rotto e, va be', la solita frase: “pace in terra”! Ma tranquilli, la fede non manca: basta che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro. Amen

mercoledì 4 marzo 2026

Ha stato Putin

C’è chi governa un Paese e chi governa una storia: e quando la storia diventa più importante della realtà, non è leadership, è propaganda. Punto. La madre cristiana ci rassicura: il caos mondiale, secondo lei nasce tutto da un puntino sulla cartina, con un colpevole unico, universale, telecomandato. Signori miei, è o non è una teoria comoda, lineare, quasi da libro illustrato? Abbiamo il cattivo globale e l'effetto domino: fine dell’analisi. Applausi! Peccato che l’Italia non viva nei comunicati stampa, ergo: crescita al lumicino, salari fermi da trent’anni, servizi che arrancano e giovani che se ne vanno dal Belpaese. Però noi parliamo di ordine internazionale, con tono solenne, e mentre navi e aerei americani sono davanti all’Iran in assetto da guerra, il suo ministro della Difesa...va in vacanza a Dubai; strategia balneare, forse? Altrove — vedi la Spagna di Pedro Sánchez — almeno si prova a contrattare, invece qui si alza il volume quando parlano altri: no, non è atlantismo, è ripetere a pappagallo ciò che suggerisce il padrone con quel buffo ciuffo biondo! “Difendiamo il diritto internazionale!”, dice lei: giustissimo! Ma, cara madre cristiana, il diritto internazionale non è un interruttore, che pigi ON quando conviene, oppure OFF quando disturba, ergo: non è un gadget da conferenza stampa. Cari signori miei, ma soprattutto voi del cdx, cari camerati, vedete qui la questione è una e una sola: no, spiace ma non è Vladimir Putin, né tantomeno Washington: è la statura... politica! Se ogni crisi diventa riflesso condizionato, se ogni invio è “inevitabile”, se ogni scelta è “doverosa”, allora non stai guidando un Paese: stai chiedendo fede. Incondizionata. E la fede cieca non è patriottismo, ma è infantilizzazione, sappiatelo! Il mondo è complesso, l’Italia è fragile e le favole saranno pure rassicuranti, già: ma la realtà, invece e prima o poi presenta il conto. Si salvi chi può!

martedì 3 marzo 2026

Odore di plastica

Da ragazzo non leggevo Topolino, leggevo Il Male di Vauro e Vincino: ma facevo anche il chierichetto! Quindi, senza enfasi conosco bene l’odore dell’incenso e quello dell’inchiostro satirico, e so distinguere un mistero da un effetto speciale. Quando l’ostia consacrata scende dal cielo con traiettoria impeccabile e si posa sulle foglie come un drone liturgico, mentre una suora estrae dal nulla una macchina fotografica a soffietto pronta a immortalare il soprannaturale, il problema non è la fede: è la scenografia. Il sacro, quando diventa spettacolo, non converte: infantilizza; non interroga, ma addestra! La fede adulta vive di silenzi, di dubbi, perfino di vertigini e, ahimé (ahinoi!) il miracolo con l’ufficio stampa, invece, vive di applausi. E in sala, per fortuna, nessuno ha applaudito: forse non perché mancasse la fede, ma perché era impossibile non sentire, sotto l’incenso digitale, un lieve odore di plastica. Spero si sia capita la metafora, amen.

lunedì 2 marzo 2026

Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti

Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington. Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?” Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?” Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo? E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic! È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no? La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.

domenica 1 marzo 2026

La colomba preventiva

Vola la pace con due teste e artigli da rapace: parla di sicurezza mentre stringe contratti e nel becco non ha foglie, ma ha bombe ben potate. Una testa promette “la pace più forte di sempre”, l’altra la chiama “instabilità controllata”, traduzione: colpiamo adesso, così domani diremo che abbiamo evitato il peggio! La parola “pace” è diventata impermeabile: copre crateri, lutti, macerie, basta pronunciarla con tono solenne e il 'diritto internazionale' va in modalità silenziosa, come è già successo tante volte, anzi: addirittura si è arrivati a rapire un presidente eletto democraticamente e pure sua moglie 'preventivamente'! Quella in Iran non è un’operazione militare, è pura strategia di marketing, come è successo recentemente anche in Venezuela, appunto: la guerra, oggi, non si dichiara più, ma si consegna in confezione regalo. E così la colomba vola: sotto, resta polvere e morte. Ps: non è che abbia una gran voglia di disegnare e di scrivere, epperò non voglio nemmeno smettere, ergo forse devo pretendere di meno da quello che scrivo; sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo. Quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, insomma sono un curioso per natura, curioso come un bambino con i suoi perché. Pertanto continuerò a scrivere e disegnare, se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta! A presto.

sabato 28 febbraio 2026

Mezzetti ribelle?

A Modena il cambiamento è una pratica controllata. Come le rivoluzioni nei condomìni: si possono fare, purché non si tocchi l’ascensore. Il “duello” tra Massimo Mezzetti e il Partito Democratico, ergo il potere modenese è un gatto grasso: non corre, non si agita, non ha bisogno di mordere, si limita a sollevare un’unghia sotto il mento del suo dissidente di turno e a chiedergli, con voce morbida: “Ci stanno guardando?”. Ogni tanto serve un paladino del cambiamento, ergo serve al sistema per dimostrare di essere vivo, dialettico, persino autocritico. Un sistema davvero immobile rischierebbe di sembrare morto: e nulla spaventa il potere più dell’idea di sembrare morto. Così si mette in scena la ribellione regolata: qualche mattone tolto, uno rimesso, un passo avanti, uno indietro, ma il muro resta in piedi, ma sembra respirare. La domanda non è se Mezzetti sia sincero, ma se la domanda è: può esistere un cambiamento guidato da chi è cresciuto dentro lo stesso recinto che dovrebbe abbattere? A Modena il dissenso non entra dalla finestra, magari suona al citofono e qualcuno gli apre. Forse.

martedì 24 febbraio 2026

Ombra lunga a Mirandola...

A Mirandola non è andata in scena una convention. è andata in scena una sfilata, dove il ministro avanza sul tappeto rosso e la Giustizia lo segue al guinzaglio e protesta! “Riforma tecnica”, assicurano: tecnica come allentare i nodi dove stringono troppo, forse? Tecnica come spegnere i microfoni quando parlano troppo? Poi, per rincarare la dose dicono "nessun attacco alla magistratura", dicono: infatti non la attaccano, semmai la conducono. È il nuovo garantismo: garantisce che qualcuno stia molto tranquillo. Signori miei, che vi piaccia o meno, dovete sapere che ogni riforma proietta un’ombra: questa è lunga e...non dipende dalla luce! Così è se vi pare...

venerdì 20 febbraio 2026

Il mattatoio delle responsabilità

In una fondazione bancaria non si macellano bovini, ma... fiducia! Perchè vedete, quando un milione evapora in sei anni in oltre ottocento bonifici, il problema non è l’avidità di una mano: è il silenzio di tutte le altre, o no? Ma se, come dicono da quelle parti, i controlli erano efficaci, allora scusate io vi chiedo: il furto è un 'fenomeno naturale', come l’umidità nei muri, come l’ossidazione? Una piccola perdita strutturale può capitare, ci mancherebbe: come, per esempio non accorgersi dell'ammanco di 20 euro che da un conto corrente, ma qui stiamo parlando di un milione e passa, mica bruscolini, o no?! Epperò , sempre da quelle parti il messaggio è rassicurante: nessuno ha sbagliato, nessuno doveva accorgersi, nessuno doveva fermare! Così, nel grande 'mattatoio della responsabilità', l’unica cosa che non finisce appesa ai ganci è la governance: infatti il sangue non è 'rosso', ma a ben vedere, è contabile. O no?

martedì 17 febbraio 2026

Carnevale delle proporzioni

Nel Carnevale dei potenti, i soldi cadono come coriandoli: alcuni li raccolgono, altri li lanciano senza accorgersene! La differenza non è nel valore, ma in chi li osserva e mentre il presidente li definisce semplici coriandoli, c’è chi prova a contare ogni singolo centesimo... Vedete, la satira serve a ricordarci che il potere ha sempre due pesi: uno leggero per chi lo esercita, uno pesante per chi lo subisce e il bello sapete qual è? E' che il gioco sembra innocuo… fino a quando ti ritrovi con le mani vuote! Ps: le notizie che vignetto satiricamente sono una selezione di notizie, il che vuol dire che noi conosciamo solo una 'selezione di realtà': in Africa, per esempio non succede mai niente; deve essere un continente tranquillo! Buon Martedì Grasso