venerdì 31 luglio 2026

Silenzio

C'è un silenzio che non si tocca: è quello dei figli, di un marito; è quello di un angelo di marmo che piange su una lapide. Poi c'è il rumore: quello della piazza, dei megafoni di destra e di sinistra; quello della politica del nulla che, quando non ha idee, occupa perfino le bare. Così all'angelo non è rimasto che mettersi le cuffie per non sentire più niente, ma perché il rispetto non fa audience, il dolore sì. Ognuno tragga le proprie conclusioni. Bon, e anche oggi ho fatto il mio dovere.

giovedì 30 luglio 2026

La grazia e il silinzio

Fauci ha scelto, ergo ha scelto di salvarsi la libertà materiale con la 'grazia preventiva' del suo compagno di merenda Catetere Biden: ha scelto di salvarsi il culo con il Quinto Emendamento. Punto. Due scelte legittime sia chiaro legittime ed inattaccabili: eppure entrambe dicono la stessa cosa, ovvero non parlerà. In questo modo ha salvato il suo futuro, ma ha definitivamente rinunciato alla possibilità di convincere l’opinione pubblica della sua totale buona fede. Quindi, signori miei da oggi non ci saranno più spiegazioni, ma ci saranno solo deduzioni: geniale! Pertanto ognuno tragga le proprie conclusioni: e ai posteri l'ardua sentenza! Così è se vi pare.

domenica 26 luglio 2026

Fisco & cannoni, ovvero la 'dieta sovrana'

La vera verità è che l'economia italiana è un malato terminale, ma ehi! Per fortuna il Governo ha trovato la cura definitiva: l'eutanasia finanziaria! Mentre gli automobilisti guardano il prezzo del gasolio come un condannato osserva la ghigliottina, l'esecutivo non tradisce le promesse sulle accise: semplicemente le reinventa. Nasce così la "Sovranità del Serbatoio", ergo se gli italiani non possono più permettersi il pieno, nessuno si muove. E se nessuno si muove, le frontiere sono automaticamente al sicuro! Altro che esercito: basta un... distributore! Nel frattempo, mentre il Paese discute dell'ennesima polemica di giornata, il fisco continua a infilare la mano nelle tasche dei cittadini con la precisione di un chirurgo ubriaco: l'economia si ferma, i consumi crollano, le imprese arrancano, ma c'è un lato positivo; moriremo di fame, sì, epperò sarà una fame sovrana, autarchica e rigorosamente 100% Made in Italy. Anvedi ahò!

sabato 25 luglio 2026

La libertà...a giorni alterni!

L'Emilia-Romagna approva una legge sul suicidio medicalmente assistito e il dibattito esplode: da una parte chi grida allo scandalo, dall'altra chi rivendica il sacrosanto diritto all'autodeterminazione: "Nessuno ti obbliga, lascia scegliere gli altri!". Un principio difficile da contestare, se non fosse che, in questo Paese, la libertà sembra avere una curiosa caratteristica: entra ed esce dalla Costituzione a seconda dell'argomento del giorno. C'è stato un periodo in cui pronunciare le parole "libertà di scelta" equivaleva quasi a un reato d'opinione e se ti azzardavi a mettere in discussione un trattamento sanitario, venivi dipinto come un irresponsabile sociale, un sorcio no-vax, se non peggio; oggi, invece, la libertà individuale torna improvvisamente a essere un valore assoluto e intoccabile! Forse il problema non è la legge sul suicidio assistito, forse il problema è l'incredibile elasticità con cui certa politica e certa opinione pubblica applicano i propri principi: rigidissimi quando la scelta è quella degli altri, liberali quando coincide con la propria. La coerenza è diventata una specie protetta, molto più rara del coraggio di affrontare temi eticamente laceranti senza trasformarli in una guerra di tifoserie. E mentre il dibattito si divide tra chi invoca Dio e chi rivendica la libertà assoluta, la sanità continua a fare i conti con liste d'attesa interminabili, pronto soccorso in affanno e bilanci sempre più fragili. È in questo cortocircuito che la satira trova il suo spazio: non per ridere della sofferenza o della morte, ma per ricordare che una società davvero civile dovrebbe fare di tutto per offrire alle persone una vita dignitosa, prima ancora di discutere su come accompagnarne la fine

venerdì 24 luglio 2026

Essere lontani dal dolore che uno ha

Allora, ci sono errori che si correggono con una telefonata, altri con un comunicato: e poi ci sono quelli che rivelano qualcosa di più profondo. Monica Esposito ha lottato per oltre due mesi, fino all'ultimo respiro. Una famiglia ha vissuto sessantotto giorni sospesa tra speranza e disperazione: personalmente sarebbe bastato leggere un nome, una storia, una cartella clinica...invece, no! Il cordoglio parte in automatico: si cerca l'ambasciata addirittura prima della persona! Il (famigerato) protocollo prima del dolore, la burocrazia prima della verità: è il paradosso della politica contemporanea, cioè comunicare tutto, ma comprendere poco-poco. Perché il problema non è una nazionalità sbagliata, semmai il problema (e ben più grave) è che, quando il cordoglio diventa un riflesso condizionato, anche una tragedia finisce per essere trattata come una pratica da sbrigare! E allora la domanda non è se sia stata una gaffe, la domanda purtroppo è un'altra: "Ehi, Governatore: quanto bisogna essere lontani dal dolore per sbagliare perfino il destinatario delle condoglianze? Chiedo per un amico."

mercoledì 22 luglio 2026

L'Italia, il Paese sulle ginocchia (e sul collo)

Vent'anni, ci sono voluti vent'anni dal corpo spezzato di Federico Aldrovandi a Ferrara, per aggiornare il manuale della "sicurezza": il grande salto evolutivo del 2026? Lo spray al peperoncino! La tecnologia avanza, epperò le domande restano ferme. A Roma il governo è impegnato a sfornare nuovi decreti sulla sicurezza: peccato che la sicurezza, senza una cultura dei diritti, rischi di trasformarsi nell'ennesima parola svuotata e riempita di manganelli. Siamo un Paese che non trova medici, ma trova sempre i soldi per nuovi strumenti di repressione, un Paese che annaspa tra debito, salari da fame e giovani in fuga, ma ritrova improvvisamente tutta la sua forza quando c'è da mostrare i muscoli con l'ultimo disgraziato. 'Forti con i deboli, deboli con i forti', un classico italiano che non passa mai di moda. Intanto la politica recita la sua parte: da un lato chi invoca "ordine" per nascondere il disordine che governa; dall'altro chi trasforma ogni piazza in una tifoseria permanente. Benvenuti nell'Italia del 2026: un Paese dove la velocità della giustizia divide ancora gli italiani; c'è quella che arriva in ritardo, e poi c'è quella che, qualche volta... arriva troppo presto! O no?

martedì 21 luglio 2026

20 luglio

La parte peggiore del mestiere del vignettista? Accorgersi che, ogni tanto, basta cambiare la data, purtroppo! Venticinque anni fa disegnavo una vignetta su piazza Alimonda, oggi ne disegno un'altra: stesso tavolo, stessa matita, stessa domanda: perché? Poi apro i social, ed ecco il capolavoro della nuova educazione civica: "Se fai il bravo e buono, non ti succede niente." Davvero? Allora le garanzie costituzionali non servono più, cioè le sostituiamo con la pagella di condotta: chi prende dieci ha dei diritti, gli altri si arrangino! La cosa più inquietante non è leggere queste frasi, ma è vedere quanta gente le considera 'normali', perché il fatto, al momento, è uno solo: c'è un uomo morto durante un intervento delle forze dell'ordine... tutto il resto è tifo. Le democrazie non muoiono soltanto quando il potere diventa arrogante, muoiono anche quando i cittadini smettono di pretendere che quel potere risponda delle proprie azioni. Ed ecco perché la satira continua a rompere le scatole, perché ha un vizio che il potere non sopporta: la memoria!

lunedì 20 luglio 2026

Olé!

Il calcio è l'oppio dei popoli: novanta minuti durante i quali un intero Paese dimentica disoccupazione, inflazione e tagli alla sanità, ma la finale di New York ci ha regalato qualcosa di molto più raro di una Coppa del Mondo: un miliardario rimesso al suo posto. Sul podio salgono i campioni della Spagna, ma, come da copione, ecco spuntare anche Donald Trump, imbucato di lusso, accompagnato dal maggiordomo della FIFA, Gianni Infantino, sempre pronto a stendere il tappeto rosso davanti al potente di turno. Perché oggi funziona così: la coppa la vincono i calciatori, ma l'inquadratura appartiene ai miliardari; epperò peccato che, stavolta, il copione si sia inceppato! Qualcuno ha avuto l'impudenza di ricordare a Trump una regola semplicissima: nella foto dei campioni ci stanno solo i campioni; gli altri si spostano. Sembra una banalità, ma in un'epoca in cui politici, imprenditori e cortigiani fanno a gara per lucidare le scarpe al capo più rumoroso del momento, vedere qualcuno che non si piega ha quasi il sapore della rivoluzione. Trump continuerà a minacciare dazi, a distribuire insulti e a comportarsi come il gangster meglio pettinato del pianeta, ma c'è una cosa che non si compra né con i miliardi, nè con il potere: il diritto di trasformare ogni palcoscenico nel proprio salotto! Ieri sera la Spagna ha alzato la Coppa del Mondo, ma il trofeo più bello è stato un altro: ricordare al resto del mondo che davanti al potente di turno non è obbligatorio inginocchiarsi, no proprio (eh, Giorgia?); soprattutto se il potente si comporta da gangster. Olé!

venerdì 17 luglio 2026

Il pompiere col fiammifero

Dunque, personalmente solo nelle comiche avevo visto un tizio approvare un provvedimento il lunedì e lo stesso tizio guidare la protesta contro quel provvedimento il venerdì. Che dire? Ci troviamo di fronte a un caso patologico? Oppure è il solito "miracolo" della memoria... selettiva? Si, avete ragione: in fondo è la stessa cosa! Insomma, quando si vota nessuno ricorda; quando, ahinoi, arrivano le bollette, tutti scoprono all'improvviso di essere dalla nostra parte, quella dei cittadini. È sconsolante vedere come la politica moderna non governi più le decisioni, ma le reazioni: prima alza la mano, poi alza la voce; prima firma, poi, indignata, chiede di "fare chiarezza"! Cioè... No, davvero: da vignettista non ho paura di dirlo, ma il problema è che, a questo punto, il lavoro sporco non lo fa più il vignettista: basta raccontare i fatti, dove è oramai un eterno teatrino con il protagonista che interpreta contemporaneamente il colpevole, il testimone, il soccorritore... e perfino il ribelle! La scena è surreale: il piromane corre con la pompa dei pompieri, mentre i cittadini lo applaudono perché, in fondo, qualcuno l'acqua la sta pur portando; epperò peccato che l'odore di benzina sia ancora nell'aria! Se davvero gli aumenti erano inevitabili allora, cari amministratori abbiate almeno il coraggio di rivendicarli e di spiegarli, ma se erano sbagliati, perché approvarli? L'indignazione è una cosa seria, dico non può diventare l'ultimo reparto dell'ufficio marketing! Perché, vedete, cari amministratori, il cittadino può anche dimenticare una promessa, ma difficilmente dimentica una bolletta! E quando vede chi ieri votava e oggi protesta, il dubbio gli viene: eccome se gli viene! Anzi, a quel punto il dubbio lascia il posto a una domanda molto più semplice: ma il pompiere... dov'era quando qualcuno accendeva il fiammifero?

giovedì 16 luglio 2026

Il marchio

Ieri è passata la proposta: oggi a Bolzano li richiamano, ma i titoli dei media mainstream è sempre lo stesso: "Rientrano i medici No-Vax"; ed è proprio qui il problema. Non sono più medici, non sono più infermieri: diventano i No-Vax, un'etichetta...un marchio! Nel 2021 a molti è stato detto: "Se non ti adegui, sei fuori": sono arrivati sospensioni, provvedimenti disciplinari, isolamento e una forte esposizione mediatica; da quel momento, per una parte dell'opinione pubblica, non erano più professionisti con una storia e una competenza, ma una categoria da indicare, da mettere all'indice! Nel 2026, con la carenza di personale, si parla di farli rientrare, eppure il marchio resta sul camice, sulla reputazione, nei titoli dei media mainstream: perché quando servi, puoi tornare, ma continui a essere ricordato per l'etichetta che ti è stata cucita addosso. È il meccanismo del "noi" contro "loro", ovvero prima ti escludo poi, se servi, ti richiamo, ma senza toglierti il marchio. E c'è ancora chi dice: "Ve lo siete cercato", come se chiedere di essere giudicati per ciò che si fa, e non per un'etichetta, fosse una colpa! No, la normalità non dovrebbe essere questa, perlomeno non quella in cui ti marchiano, ti allontanano, ti richiamano quando conviene... e poi ti lasciano addosso la cicatrice!

martedì 14 luglio 2026

La raccolta differenziata ...del denaro!

La chiamano "economia circolare": be', effettivamente c'è qualcosa che gira sempre, ovvero i soldi dei cittadini! E così, come ogni anno, la storia si ripete: cambiano le giustificazioni, ma il risultato è sempre lo stesso; la bolletta della TARI cresce e cittadini, famiglie e imprese sono chiamati all'ennesimo sacrificio. C'è chi parla di costi inevitabili, di adeguamenti e di nuove esigenze del servizio, epperò resta una domanda semplice-semplice: se il servizio è sempre più efficiente e la raccolta differenziata è ormai una realtà consolidata, perché tanti cittadini hanno la sensazione di pagare sempre di più? Le proteste non arrivano soltanto dalle opposizioni politiche, ma anche dalle associazioni di categoria, preoccupate per un ulteriore aggravio sulle attività economiche, già alle prese con margini sempre più ridotti. La satira non pretende di dare risposte tecniche, umilmente fa però quello che le riesce meglio: porre una domanda con un sorriso amaro: se i rifiuti sembrano valere più dell'oro, viene spontaneo chiedersi se il vero materiale prezioso non siano ormai i soldi dei contribuenti? Perché, alla fine, il cassonetto che si riempie più in fretta è uno solo... mentre a svuotarsi sono le nostre tasche!

sabato 11 luglio 2026

Il capro espiatorio

Ogni volta che crolla qualcosa, parte la... caccia: crolla l’ospedale? Colpa del sorcio! Crollano le adesioni? Colpa del sorcio. Crolla il bilancio? Colpa del sorcio! Nel frattempo i dirigenti sparano: sparano al bilancio, sparano al personale, sparano ai reparti, poi? Poi si asciugano la fronte, si guardano la panza da 10k e indicano il sorcio che corre: "Visto? È colpa tua!" La sanità trentina crolla da anni: muri, liste d’attesa, medici in fuga...ma il problema non sono i contratti, i tagli, la gestione; il problema è il sorcio che non si è mai vaccinato! È più comodo, è più mediatico, ti danno il fucile, ti danno il titolo del TG, ti danno il colpevole già pronto: peccato che mentre 'sparano' al sorcio, dietro di loro crolla tutto il resto. E noi continuiamo a disegnare sorci, loro continuino a 'sparare': tra un po’ non ci sarà più nemmeno l’ospedale su cui sparare!

venerdì 10 luglio 2026

Prevenzione in alta quota

A Firenze un altro operaio è crepato in cantiere: da gennaio a maggio 2026, l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (elaborando i dati ufficiali INAIL) ha registrato 370 morti sul lavoro in Italia. Questo dato segna un calo del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 a livello nazionale; solo quest'anno a Modena e provincia siamo già arrivati a una micidiale conta di tredici morti sul lavoro. Ma niente panico: la pratica si archivia con una riga di cronaca, due dichiarazioni indignate e un minuto di silenzio per lavarsi la coscienza prima del prossimo cadavere.Subito dopo il decesso, parte il solito teatrino burocratico: "Il modulo era firmato? Il casco era allacciato? L’imbracatura aveva il bollino UE?". Già... Domande legittime, ci mancherebbe, epperò peccato che il morto sia sotto terra e non possa rispondere: quando la sicurezza diventa una paraculaggine legale per proteggere i registri aziendali e non la pelle dei lavoratori, tanto vale smetterla con la burocrazia; allacciamo direttamente due ali sulla schiena dei muratori; se precipitano nel vuoto, che si affidino agli angeli! Nel frattempo, mentre lo Stato discute con devozione cristiana con degli altri stati di gonfiare le spese militari per la prossima guerra di turno, celebrando la pace a colpi di rivoltelle regalate e munizioni, l'unica vera carne da macello continua a essere quella sui ponteggi: sarebbe magnifico vedere la stessa identica foga guerrafondaia usata per difendere i confini applicata, una volta tanto, per evitare che la gente muoia semplicemente per portarsi a casa la pagnotta. O no?

sabato 4 luglio 2026

GOVERNOiL S.p.A.: promesse a basso costo

Benvenuti al distributore della politica: qui il taglio delle accise è sempre "in offerta"; basta arrivare alla pompa e scopri che il benzinaio è Pinocchio, dove dal naso non esce gasolio, ma promesse riciclate! Cinzia Franchini chiede gasolio, il Governo le serve aria compressa: naturalmente tassata! E così, ahinoi scopriamo che'unica accisa che viene davvero tagliata è quella tra le promesse elettorali e la realtà. Cari elettori di centro-destra, non so voi, ma qui il vecchio vignettista vede una sola certezza, ovvero che il carburante finisce: invece le bugie hanno il... serbatoio maggiorato!

mercoledì 1 luglio 2026

Carpi, AIMAG-HERA: il sindaco Righi ci riprova...

Robe già viste, ergo: "È per il futuro! È per l’efficienza! È per i cittadini!!" Sono sempre rassicuranti, le parole con cui arrivano i cambiamenti: e, badate bene, sembra che nessuno sfondi mai una porta dicendo che vuole entrare... Be', peccato che stavolta il 'partitone' abbia già ricevuto un parere non proprio entusiasta dalla Corte dei Conti, che ha sollevato dubbi sulla convenienza e sull’impianto dell’operazione AIMAG-Hera: ma il futuro, si sa, ha fretta e quando ha fretta prende la forma di un... ariete! Dall’altra parte resta chi difende la porta: non perché ami il passato, ma perché ogni tanto viene il dubbio che dietro la parola "efficienza" ci sia anche una domanda più antica: "Chi terrà le chiavi?"

domenica 28 giugno 2026

L'ultima estate...?

Da ragazzi 40° ad agosto erano “che caldo, andiamo al mare”: oggi 38° sono l’Armageddon in alta definizione. Fateci caso, mappe rigorosamente rosse, “inferno”, “mai visto prima”, “situazione estrema”...epperò peccato che certe temperature siano già passate di qua: ’59, ’83, 2003... il termometro ha una memoria più lunga dei nostri titoli! Oh, sia chiaro, insomma il caldo esiste,i problemi pure, ma anche la paura è diventata un prodotto: fa audience, fa clic, tiene tutti incollati allo schermo! E quando vivi in emergenza permanente, finisci per accettare qualunque soluzione venga proposta, perché hai sempre l’impressione che domani sia l’ultimo giorno...morale della favola? Forse il vero record non è la temperatura raggiunta dal pianeta, ma è la temperatura... della nostra ansia, sempre a mille! Perché ogni estate, ormai, deve essere raccontata come l’ultima: o sbaglio?

sabato 27 giugno 2026

Premio non partecipante

Per il vecchio vignettista, è brutto vedere quando al suddito ricordano improvvisamente di essere un... suddito1 No, perché fino a ieri era “alleato”, “protagonista”, “partner”, poi arriva il momento della verità; la sedia era sempre stata quella accanto alla porta. La politica moderna è questa: essere dentro senza esserci, aprire il cancello e poi dire “ahò, io nun c’entro!”. L’Italia non combatte, ci viene detto, non decide, ci viene spiegato: epperò mette a disposizione piste, basi e logistica: pare che sia una nuova disciplina olimpica, ovvero il 'coinvolgimento invisibile'! Sul podio dei nemici di qualcuno si arriva anche senza iscriversi alla gara e la medaglia finale è: “Premio non partecipante.” La politica applaude: nel frattempo gli aerei decollano!

martedì 23 giugno 2026

Visibilità per tutti, lavoro per pochi

Sabato scorso a Modena c’erano quasi tutti: PD, Arci, ProPal, Libera, CGIL…tutti insieme, tutti appassionatamente visibili, insomma, tutti sulla stessa barca: dicono. Sulla riva, però, c’era un altro equipaggio: l’operaio, col casco in testa e il cartello in mano, che non chiedeva un hashtag, chiedeva solo una cosa: più contratti, meno like. Lo striscione gli risponde da lontano: “NESSUNO ESCLUSO!” (Piccola nota a margine: qualcuno sembra sempre più incluso di altri; gli operai, gli esodati e i pensionati forse stanno ancora aspettando il loro pass!!) Morale: per una certa politica — destra o sinistra cambia poco — prima vengono i simboli, poi i doveri, i contratti invece? Chissà perché, quelli restano sempre fuori dal corteo. Però una cosa va detta: almeno la piazza era colorata.

sabato 20 giugno 2026

La vera alleanza

Per anni ci hanno venduto la parola “alleato” come fosse quasi una sorta di storia d’amore: strette di mano, sorrisi, foto ricordo e promesse di amicizia eterna... Poi arriva il momento in cui la realtà bussa alla porta, e la realtà in politica ha sempre lo stesso odore: quello degli interessi! Nella grande commedia geopolitica nessuno mangia gratis dalla ciotola; ci si avvicina, ci si annusa, ci si promette fedeltà… finché il menù conviene a tutti. Il problema nasce quando qualcuno scambia la convenienza per affetto. Il potente di turno sorride, distribuisce pacche sulle spalle e lascia credere che il rapporto sia speciale, ma poi, improvvisamente, cambia idea: e chi pensava di avere un’amicizia scopre di avere solo un posto assegnato al tavolo. La politica internazionale non è un pranzo tra amici: è una gara per arrivare alla ciotola degli interessi. E alla fine, mentre i protagonisti litigano per stabilire chi comanda, qualcuno tiene già i guinzagli in mano. Perché la vera domanda non è chi porta il guinzaglio, ma in realtà chi lo tiene senza accorgersi di averlo al collo?

venerdì 19 giugno 2026

Siamo ancora persone

La nuova disciplina olimpica: la scherma del dolore. Un colpo di fioretto-comunicato, una stoccata sui social, una parata davanti alle telecamere... In palio? Non la solita medaglia, ma il diritto di raccontare la ferita. E come spesso accade, nella gara per spiegare il dolore, si rischia di dimenticare chi lo porta addosso. Il vecchio vignettista, dalla sua piccola pedana, propone una soluzione rivoluzionaria: abbassare le armi, togliere le maschere e ricordarsi che prima dei ruoli, delle accuse e delle appartenenze, siamo ancora persone.

lunedì 15 giugno 2026

L'abbuffata del territorio

La 'cucina della politica' ha sempre una regola: il piatto viene preparato lontano dagli occhi dei clienti. O no? Poi arriva in tavola con il nome rassicurante di ‘interesse pubblico’, ergo la sensazione è che questa volta la specialità della casa è già scritta sul menù: "Aimag alla Hera"! Buon appetito,... territorio!

Miracolo a Barcellona

Be', consoliamoci così, insomma la vittoria di Sir Lewis Hamilton a Barcellona è il perfetto analgesico per dimenticare che la nostra Nazionale guarderà i Mondiali di calcio dal divano. L'italiano medio, rimasto orfano del pallone, trasferisce l’orgoglio tricolore su Jannik Sinner e sul nuovo corso Ferrari: miracoli del marketing sportivo, ergo Maranello riesce a commuovere sia un miliardario plurititolato come Lewis, sia il vecchio vignettista nostalgico che non vince un titolo da vent'anni. E così, morto un feticcio se ne fa un altro: la retorica della passione si sposta dai campi di calcio ai motori e al tennis, giusto per darci nuove illusioni patriottiche a buon mercato... Amen

sabato 13 giugno 2026

A volte ritornano...

C’era una volta la Vignola “rossa”, quella dove il centrosinistra dava per scontato un patto con il proprio popolo storico: Un patto fatto di servizi, attenzione sociale e presenza sul territorio. Poi qualcosa si è incrinato: una parte dei cittadini ha iniziato a sentirsi dimenticata, superata da nuove priorità, e al ballottaggio ha deciso di presentare il conto nel modo più semplice: cambiando colore alla scheda. Ma la sorpresa della satira è questa: lo spauracchio del ritorno al passato non arriva con la camicia nera e il manganello. Arriva con il linguaggio moderno del “decoro”, della sicurezza e della tecnologia. Il nuovo ordine non ha il volto del vecchio autoritarismo: ha uno schermo, una telecamera e un algoritmo. Cari compagni, avete sognato una società senza confini e governata sempre più dai meccanismi globali? Il mondo vi ha ascoltato: anche la vostra vecchia roccaforte ora ha il suo piccolo Grande Fratello. Sorridete alla telecamera: il futuro è già inquadrato.

venerdì 5 giugno 2026

mercoledì 3 giugno 2026

Festa della Repubblica

Ogni anno ci raccontano la stessa favola: il 2 giugno sarebbe la festa della libertà, della democrazia e della Costituzione... Poi basta che un cantante esprima idee sgradite e parte immediatamente la macchina del fango: schedare, etichettare, delegittimare! Naturalmente nessuna censura, ci mancherebbe, perché oggi la censura è diventata 'elegante': cioè non ti vietano di parlare (o disegnare), ma si limitano a spiegare perché non dovresti farlo! Insomma, non ti mettono al bando, no: ti appendono addosso un marchio! Non ti chiudono la bocca: cercano di convincere il pubblico che non valga la pena ascoltarti, che è peggio! I sacerdoti della tolleranza sono sempre gli stessi, ergo quelli che parlano di pluralismo purché le opinioni siano tutte uguali, quelli che difendono la libertà di parola finché nessuno la usa davvero...quelli che celebrano la Costituzione come una reliquia sacra, salvo dimenticarsene appena diventa d'intralcio! Così, mentre sul palco si recita il rosario democratico, la Repubblica viene trascinata via per i capelli: e la cosa più divertente (oppure drammatica!) è che i presenti continuano ad applaudire. Comunque il concerto di Ruggeri si farà: purtroppo però è la libertà che rischia di saltare la data! Così è se vi pare.

lunedì 1 giugno 2026

Supporto tecnico

Al Giro hanno vinto le gambe, hanno vinto i watt e hanno vinto le tattiche: va benissimo così, e gliene diamo atto! Ma io disegno vignette, non classifiche, no? E vedo un’altra storia: quella di Nicolas, 28 anni, reggiano come me, con la stessa materia grigia che si deposita negli angoli. Fino all’anno scorso era alla Bardiani a Reggio Emilia: la squadra di casa, quella che sa di erbazzone e di officina 'sotto casa'. Poi, dal 1° novembre 2025, è passato alla VISMA Lease a Bike, insomma dal giro di casa al Giro d’Italia, dal bullone della bici del vicino al bullone della maglia rosa! Ieri, mentre il campione alzava il trofeo, Nicolas era lì dietro, con la chiave inglese che diventa cappello, con la mano gigante che spinge la bici anche quando nessuno guarda: e con un ragnetto da togliere dal movimento centrale perché “lì non deve stare niente che non sia perfezione”, eh Nico? Il corridore ha la corona, ok, giusto, se l’è sudata, ma il meccanico ha la passione scritta sulla visiera e se l’è sudata di più! Perché la sua vittoria non dura 3 settimane, dura 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, con la paura che una vite non stretta rovini il sogno di un altro! Io ho disegnato vignette fin da ragazzino e me le chiamavano “scarabocchi”. Oggi disegno Nicolas e lo chiamo “miracolo”, perché i miracoli non sono quelli che vedi in TV, ma sono quelli che succedono in officina, alle 3 di notte, senza telecamere: che sia Bardiani o VISMA, cambia la maglia, non cambia la fatica. Al campione la maglia rosa, a Nicolas questa vignetta: che è poco, lo so, ma è firmata HB2, punta tagliata col coltellino; e per noi reggiani, è già tanto, davvero tanto! T’gnam bòta.

domenica 31 maggio 2026

Gaza vi stressa? Venite a lavare il sangue in Sardegna!

C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel mare sardo: lo sanno i miliardari russi, lo sanno i turisti tedeschi e, da oggi, lo sanno anche i serial killer dell'IDF. Dopotutto, sventrare asili a Gaza e fare il tiro al bersaglio sugli ospedali provoca un forte stress psicofisico: povere stelle! Un po' di stress cronico da genocidio, è normale! Quindi cosa c’è di meglio di una licenza premio tra le acque cristalline di Cagliari per dimenticare le urla dei bambini e scrollarsi la polvere dei cervelli dalla mimetica? Una bella nuotata e la coscienza torna bianca come la sabbia di Porto Cervo. Ma il vero capolavoro di satira involontaria lo firma il governo Meloni-Tajani, cioè mentre l'italiano medio stringe la cinghia e muore nei corridoi del pronto soccorso, l'esecutivo lancia il nuovo menù turistico: servilismo geopolitico a novanta gradi, ipocrisia istituzionale e aragoste gratis per i signori della guerra. Quindi non solo li ospitiamo, ma gli paghiamo pure la scorta! Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sottratti alle strade e convertiti in dog-sitter privati di truppe sotto indagine per crimini di guerra. La Digos che controlla se il cocktail del capitano israeliano ha abbastanza ghiaccio: e se i sardi protestano? Semplice: manganellate patriottiche sul bagnasciuga! Blindiamo le spiagge e serviamo l'aperitivo sul tappeto rosso sangue, mentre il messaggio di Roma ai macellai di tutto il mondo è chiaro: "Venite a rilassarvi in Italia! Qui il senso di colpa non è compreso nel prezzo. Tanto offre il contribuente stronzo!"

venerdì 29 maggio 2026

Ferrari a zero emissioni. informazioni, pure!

Finalmente una rivoluzione italiana di cui (bisognerebbe)andare fieri: la Ferrari elettrica! Silenziosa, pulita, sostenibile, talmente sostenibile che riesce perfino a... distruggere le notizie scomode! Fateci caso, mentre televisioni, giornaloni, social lucidano il cofano della nuova supercar per raccontarci il “futuro green del lusso”, oppure al contrario "che è orribile", da qualche finestra volano file su terrorismo, propaganda jihadista e video di attentati europei trovati nei computer dei soliti “lupi solitari” che poi, misteriosamente, diventano sempre solo cronaca locale! Ma vuoi mettere? Da una parte hai morti, fanatismo, reti estremiste, paura e domande imbarazzanti, mentre dall’altra hai una Ferrari con le batterie. Be', inutile dire che è evidente quale notizia sia più rassicurante per il pubblico e, soprattutto per chi deve vendergli il mondo come una pubblicità gigante piazzata davanti all’incendio! L’importante non è nascondere, no, sarebbe rozzo e poi, si sa: alla fine da qualche parte la notizia salta fuori, perchè non riesci a controllare tutto, quindi l’importante è coprire con 'eleganza', come una coperta di cashmere stesa sopra un bidone che brucia. E allora applausi: la nuova Ferrari funziona davvero a omissioni: zero rumore e...zero memoria! Amen.

martedì 26 maggio 2026

Il secondo attentato

Mi trovo in difficoltà a comprendere ciò che sta accadendo a Modena dopo quanto successo pochi giorni fa: uno esce di casa con un coltello, semina il panico e rischia di ammazzare altra gente; un uomo lo ferma, fine della storia? Macché. Tempo ventiquattr’ore e Luca Signorelli diventa santo civile, mascotte politica, un esempio, selfie, slogan, manifestazioni, talk show: tutti a contendersi l’“eroe di Modena”! Poi Signorelli apre bocca e... commette l’errore imperdonabile: dire quello che pensa davvero!Insomma, non conferma la sceneggiatura già pronta, non urla la parola magica al momento giusto, non recita la parte assegnata e allora apriti cielo: da eroe a servo, da simbolo a traditore, da uomo coraggioso a bersaglio! Nel frattempo degli altri eroi per caso quasi non parla più nessuno: due egiziani e un bengalese non fanno share, non riempiono le piazze, non diventano bandiere... In Italia ormai funziona così: non ti chiedono di essere sincero, ti chiedono solamente di essere utile. L’attentatore ha usato un coltello: il resto del Paese, invece, usa le persone! Ma non è una novità, giusto?

domenica 24 maggio 2026

Il tempismo è tutto

Dopo l’attentato il sindaco Massimo Mezzetti ha parlato di “integrazione”, “dialogo”, “capirsi”. Parole normali. Parole da conferenza stampa. Quelle che escono automatiche quando la città sanguina ma il microfono è ancora acceso. A quanto pare pure Barcaiuolo le ha sentite e... ha capito subito: “Ah, è il momento della Morale!”, quella con la M maiuscola, insomma la Morale da social, da talk show, da opposizione permanente: quella che compare sempre quando nessuno ha una soluzione ma tutti hanno una posa. Allora si è preso l’incudine e se l’è calata sugli zebedei in diretta: “Sei raccapricciante!”, ha urlato alla Morale, come se il problema fosse lei e non il fatto che due minuti prima stava leggendo il comunicato del Comune con la voce da vicepreside in gita scolastica. Mezzetti, romano trapiantato in Emilia, ha guardato la scena con la rassegnazione di chi ha visto troppi dibattiti televisivi: “Aho… ma sei sicuro?” Traduzione: se vuoi fare il moralista fallo pure, ma evita l’autocanonizzazione in pubblico, perché poi fa male, è inutile e lascia nell’aria quell’odore tipico della politica moderna; ipocrisia tiepida e plastica bruciata. La Morale intanto è ancora lì: l’integrazione invece aspetta fuori, al bar!

sabato 23 maggio 2026

Quando il dolore dura poco

Dice il filosofo: “Se gli uomini volessero davvero diventare uomini nel senso nobile voluto dall’umanesimo, dovrebbero smettere di essere animali.” Epperò peccato che l’uomo continui ad amare il sangue: anche quando produce consenso! Il 16 maggio 2026, nel pieno centro di Modena, un uomo lancia la sua auto sulla folla: corpi spezzati, gambe maciullate, persone che urlano sull’asfalto. Il giorno dopo? Due piazze, due fasce, due liturgie politiche, ma una sola vera attività produttiva: 'girare la manovella'! L’arcivescovo invoca decoro, silenzio, riflessione, ma il tritacarne della politica moderna non si ferma per così poco. Dentro entrano tragedie, fuori non esce carne macinata, ma escono like, schede elettorali, cuoricini social... Sembra che persino il dolore ormai deve “posizionarsi”: E mentre tutti, da dx a sx si contendono il diritto di spiegare il Male, i feriti diventano ciò che sono sempre stati nelle campagne elettorali (permanenti): materia prima. Altro che umanesimo: qui siamo ancora alla macelleria! O no?

giovedì 21 maggio 2026

Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori

Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro. Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete? Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv. Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica. Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale. Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea. La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini. Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica. Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.

mercoledì 20 maggio 2026

Compiuta integrazione

Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi. Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social. Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato. "Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco... Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria! Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle. Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen. .

martedì 19 maggio 2026

Il menù della solidarietà

A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh! Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma! Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale! D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic! In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore! E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca? Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?

lunedì 18 maggio 2026

Sicurezza partecipata

Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata! Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre! Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro. E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni! Modena ormai non è più una città, è un set.

domenica 17 maggio 2026

Integrazione (im)perfetta

Un uomo lancia un’auto sulla folla: nel giro di cinque minuti il Paese non parla più dei feriti, ma parla dell’origine del conducente, della narrativa corretta, della parola giusta da usare in TV. Intanto quelli che lo hanno fermato con le mani nude scoprono una verità semplice: la sicurezza reale non assomiglia ai comunicati stampa! Le città della società dei consumi ormai funzionano così: prima producono solitudine, rabbia e teste rotte, poi discutono all’infinito dell’etichetta da appiccicare ai cocci. E mentre tutti litigano sull’identità del mostro, nessuno guarda più la 'fabbrica' che lo ha costruito, eh! Meditate, gente. Meditate.

sabato 16 maggio 2026

Tucidide contro i cretini

Un tempo l’Occidente esportava Platone, tragedia greca e illuminismo: oggi esporta hamburger, guerre anche commerciali e presidenti che scrivono sui social come dei nerd che hanno appena scoperto la figa. Nel frattempo Xi Jinping cita Tucidide, Confucio e la storia delle civiltà per spiegare al mondo come gestire il potere globale: certo, poi costruisce campi di sorveglianza, censura internet e tratta i dissidenti come scarafaggi; epperò lo fa con eleganza, eh! L’americano medio fino a ieri scambiava Tucidide per un farmaco contro la pressione: “Yeah bro, Tucidide 500 mg!” L’europeo medio invece si autoflagella spiegando che la colpa è comunque di Aristotele, del colonialismo e probabilmente anche del parmigiano reggiano. La verità è che Tucidide aveva capito tutto 2400 anni fa: gli imperi cambiano lingua, bandiera e slogan, ma restano sempre bande armate convinte di essere la civiltà definitiva. E infatti oggi tutti citano Tucidide come se fosse un manuale strategico: peccato però che lui avesse scritto quel libro come avvertimento, e non una guida pratica per psicopatici col PIL a due cifre. Tu dirai: ma tu la butti sempre sul ridere! Eh, no ti sbagli: descrivo i fatti esattamente come sono; e pure per difetto! Spiaze.

giovedì 14 maggio 2026

Il dubbio non era autorizzato

Sergio Mattarella oggi riscopre il dubbio, cioè lo definisce “vitale” per la democrazia e perfino per la scienza: bene, ottimo direi, epperò peccato che durante il Covid il dubbio fosse trattato come un virus ancora più pericoloso del virus stesso! In quegli anni il 'cittadino ideale' non doveva capire, ma soprattutto doveva obbedire, senza esitazioni, senza domande, senza il fastidio del pensiero critico. E chiunque osasse dire “forse”, “aspettiamo”, “discutiamone”, veniva messo ai margini della società, perché irresponsabile e egoista: per gli amici (ex), addirittura perché un fascista e senza appello! Il dubbio, improvvisamente, non era più il motore della scienza e/o il 'sale della democrazia', ma un attentato al virostar in prima serata! Eppure la scienza vera non nasce dagli slogan, ma nasce dal conflitto tra ipotesi, dagli errori, dalle revisioni, perfino dalle figuracce: insomma, proprio la scienza innanzitutto è dubbio. A prescindere. Oggi, passata l’emergenza, i sacerdoti della verità assoluta scoprono che il dubbio è prezioso: facile dirlo ad anni alterni, quando le conferenze stampa sono finite e le paure collettive non fanno più audience. Nel frattempo il copione ricomincia: nuovi allarmi, titoli ansiogeni, esperti onnipresenti e dibattito ridotto a tifo da stadio: cambia il nome dell’emergenza, non il riflesso condizionato: spaventare prima, discutere poi,.. forse! Il problema non è che il potere sbagli, semmai il problema è quando pretende di essere infallibile: perché la democrazia senza dubbio diventa obbedienza cieca! E la scienza senza dubbio diventa dogma travestito da bollettino ufficiale. O no?

martedì 12 maggio 2026

Guida etica celodurista

Quando certi personaggi parlano di “modelli amministrativi”, bisognerebbe sempre controllare prima... il tasso alcolemico della 'superiorità morale'. Per settimane abbiamo sentito la solita litania: Ferrara esempio virtuoso, Modena arretrata, amministratori illuminati da una parte e zoticoni dall’altra. Epperò poi il “modello” finisce contro un 'palo' nel cuore della notte, con sindaco e assessora ribaltati fuori dal parabrezza come sacchi dell’umido e l’etilometro che suona più forte delle campane! Oh, succede eh! Succede agli esseri umani, certo, ma qui non si parla di semplici cittadini che esagerano a una sagra del Lambrusco: qui parliamo di quelli che amano impartire lezioni pubbliche, distribuire patenti di civiltà e spiegare agli altri come si governa una città. E infatti la lezione è arrivata, pratica, moltp pratica! La prossima volta che qualche comitato in cerca d’autore sentirà il bisogno compulsivo di confrontare Modena con presunti paradisi amministrativi, forse converrà abbassare i finestrini, far prendere aria all’abitacolo e guardare meglio la strada: perché, vedete, a forza di guidare col ditino alzato, si rischia di finire direttamente nel fosso della propria propaganda. O no?

domenica 10 maggio 2026

Tracotanza vs tracotanza

L’ultima telefonata col mio Comandante è finita così: “Paride, avevi ragione tu”. Sei parole, anche se con quattro anni di ritardo, ma oggi so perché me l’ha detto. Perché nel 2021 a dire “condizionato” sui giornali c’ero solo io, su La Pressa: lui mi pubblicava, gli altri colleghi di matita eseguivano; io facevo 'hỳbris', mentre i miei colleghi di matita facevano carriera, sic! Oggi Giuseppe Leonelli presenta col sindaco di Modena "Elogio della tracotanza" e capisco tutto. La tracotanza non è l’arroganza del prepotente, ma è la sfida coraggiosa dell’individuo che rifiuta il “non si può” calato dall’alto. È dire “condizionato” quando AIFA dice “sicuro”, è stampare una vignetta quando il Ministero stampa veline, è restare umano mentre il sistema ti vuole numero, suddito, paziente obbediente. O no? Oggi Nicola Magrini, ex direttore di AIFA, dice che il vaccino protegge “di un po”, anche se lo dice nel 2026, da ex. Epperò quando comandava e stava zitto: quella era apatia morale, pavida inettitudine: era la tracotanza del Potere, cioè fare il dogma e chiamarlo scienza! Leonelli nel libro cita De André: "nessun Potere è buono, ha un germe negativo". Il Potere nel 2021 aveva il germe del Green Pass, dell’obbligo! Oggi ha quello del “Bon, io mi fermo qui”, come quello di un burocrate che chiude la pratica mentre tu perdi il lavoro! Quindi Signor Sindaco, lei oggi è al Buk Festival a dialogare sul libro "Elogio della tracotanza" col mio Comandante, le chiedo: la prossima emergenza, il Comune da che parte sta? Dalla parte del Potere che ha il germe negativo, o dalla parte della tracotanza che rifiuta l’utile immediato per la verità? Perché l’art. 32 dice :“in nessun caso” e in nessun caso è l’atto di tracotanza più grande che la Costituzione ci concede. Caro Comandante, la sua telefonata era l’epigrafe di questo libro: “Avevi ragione tu”, che vuol dire: “Eri tracotante. E meno male!” La tracotanza è finita il giorno che il Potere ha dovuto ammettere il “di un po”: ora inizia l’Elogio. Evviva l'Elogio della tracotanza. Spiaze.

sabato 9 maggio 2026

Il dirupo democratico

Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine. Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation. Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata. Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto: "Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme". Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no? E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile. Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude, sic! Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...

venerdì 8 maggio 2026

Il ladro e il grammatico

A Modena la (cosiddetta) sinistra ha finalmente trovato il vero colpevole dell’insicurezza: non il ladro, ma il giornalista che ha usato la preposizione sbagliata! Non “fallimento DEL governo”, ma “fallimento DAL governo”: capite la differenza? No? Be'nemmeno il ladro: infatti continua a rubare serenissimo. Ormai la politica modenese non combatte il crimine: corregge i complementi grammaticali mentre ti svuotano le tasche. “Non è colpa del governo”, precisa Paradisi, certo: è solo un fallimento completo su tutta la linea, appunto! Nel frattempo il cittadino denuncia i furti, mentre ahinoi la politica denuncia i virgolettati! Signor Paradisi, una domanda: quando il ladro finirà col portafoglio e passerà alle mutande: anche lì parleremo di “criticità semantiche”? Perché a forza di discutere il significato delle parole, in Italia abbiamo lasciato perdere il significato delle sirene! Charlie Hebdo si è preso le pallottole per non piegarsi alla semantica degli imam: qui rischiamo di piegarci a quella dei deputati! Este es el manicomio de Dios.

mercoledì 6 maggio 2026

La Biennale della vergogna

Alla Biennale di Venezia c’è un padiglione ai Giardini che non è un padiglione, ma una sorta di compromesso: allora, per essere chiari il padiglione è 'chiuso', ma 'aperto', è presente, ma... assente; si chiama Padiglione Russia. Lo puoi guardare solo da fuori, attraverso uno schermo, insomma come si guarda un animale pericoloso allo zoo, oppure un malato contagioso attraverso il vetro: scegliete voi la metafora: tanto, personalmente fa schifo uguale. La Biennale dice: "Rispettiamo la legge", che poi tradotto sarebbe: "Non abbiamo il coraggio di dire né sì né no, quindi facciamo finta che va bene così"! La Giuria si è dimessa: gesto pulito, peccato che quando ci si lava le mani, il sangue resta sul pavimento! E l'Europa, sempre lei, minaccia di tagliare i fondi di 2 milioni: perché la cultura, l’arte, a quanto pare, ha un prezzo e ...un padrone, già purtroppo! Attenzione, perchè tutto ciò non è un boicottaggio e non è neanche censura, è peggio: è ipocrisia in salsa politica, per usare un eufemismo, il capolavoro della vigliaccheria travestita da procedura. La Biennale 2026 non passerà alla storia non per un’opera, ma per una porta chiusa e per tutti i cialtroni che si sono messi in fila per guardarla da fuori, fingendo di non essere complici. L’arte doveva graffiare, ma qui da noi le hanno messo la museruola: e il guinzaglio lo tiene la politica. Che disastro anzi, che vergogna!

lunedì 4 maggio 2026

Alex Zanardi 1996-2026

Alex Zanardi è morto il 1° maggio. E la notizia è questa: ha perso! Perché per 25 anni quell’uomo ha preso a schiaffi la parola 'impossibile', badate bene: senza gambe ha vinto l’oro, dopo il coma ha sorriso, dopo ogni caduta è ripartito più forte di prima; tranne l'ultima... Davvero, ci aveva abituati all’idea che non potesse morire, che bastasse la sua testa a tenere in vita il corpo, ma stavolta non ce l’ha fatta e ci lascia orfani di un’illusione: che la volontà basti sempre. Ma ci lascia anche la prova che un uomo può vivere due vite in una e vincerle entrambe! Non scrivo 'riposa in pace', Alex, no, perché non riposavi neanche da vivo, invece scrivo: 'grazie, Alex per averci fatto vergognare delle nostre scuse'. Signori, ora tocca a noi: e senza alibi. Amen

domenica 3 maggio 2026

Valorizzazione

Caro sindaco ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome il Cinema Astra chiude, più forte ti scriverò! Come? Cosa dice sindaco? Non è una perdita, è una trasformazione? Ah, ecco... Caro sindaco, guardi, ormai il copione è già collaudato e da mo: spariscono i cinema, poi i bar, poi i negozi...alla fine resta un centro storico perfetto anzi, oserei dire perfettamente vuoto! Di giorno si fotografa, ma di notte si attraversa in silenzio, come si fa nei posti dove la vita è passata… e ha deciso di non tornare! Epperò i conti tornano, sempre, vero sindaco? Perché un cinema è un problema: tiene accese le luci, muove persone, crea abitudini, apre le menti insomma., ammettiamolo: tutte cose difficili da gestire, giusto? Molto meglio qualcosa che renda, oppure che prometta di farlo. E allora la frase giusta, quella che non finisce nei comunicati ma guida le decisioni, è semplice: la cultura non rende (ex ministro Tremonti dixit!), ma lo spazio sì. Ecco perché si spegne anche l’Astra, non perché sia inutile, ma perché è vivo. Caro sindaco, vada avanti così, sta costruendo una città impeccabile: ordinata, valorizzata, silenziosa: talmente silenziosa che presto non ci sarà più nessuno a disturbare! Sipario.

venerdì 1 maggio 2026

1° Maggio: Festa del Lavoro o dei saluti militari?

La vita? Una barzelletta che non fa ridere: ti fai il mazzo per capire come funziona il mondo e poi crepi, probabilmente con un dubbio e un debito. Quindi, cerchiamo di capire, ma senza diventarci matti: il finale è già scritto. Prendete la Madre Cristiana sul palco. Voce vibrante, crocefisso d'ordinanza e il solito mantra: "Il lavoro è dignità!". Applausi scroscianti dai soliti noti. Poi, il tocco magico: apre le mani e libera due colombe, ma queste non cacano pace, portano l'elmetto e hanno assegni firmati nel becco. La prima vola verso Kiev: tre miliardi e mezzo di euro in tre anni. Armi, fondi, quote UE... tutto impacchettato con amore e votato in Parlamento, epperò nel frattempo, 5,7 milioni di italiani fanno i conti con la "Povertà Assoluta": per l'ISTAT sono disperati, per il Governo sono solo decimali che non votano. La seconda colomba punta Tel Aviv: qui non portiamo bende, ma pezzi di ricambio, quindi radar, software, pezzi di caccia. Dopo il 7 ottobre hanno detto "basta nuove licenze", ma quelle vecchie continuano a volare che è un piacere: perché la pace è come i bonus del governo, cioè selettiva e con un sacco di clausole scritte in piccolo. E noi? be', noi festeggiamo il Primo Maggio, ergo la festa di chi lavora e resta al verde, e di chi il lavoro lo vede solo col binocolo. Sul palco strillano che la dignità è un contratto, epperò peccato che il contratto con gli italiani sia scaduto e nessuno abbia voglia di rinnovarlo; quello con i mercanti di morte, invece, è un "open bar" che non finisce mai, ergo liberano colombe blindate e chiamano "solidarietà" il fatto che noi siamo rimasti in mutande. Buon Primo Maggio quindi a chi è rimasto a terra a guardare i nostri soldi che prendono il volo e mi si permetta un consiglio ai capoccia: per oggi, spegnete i microfoni, poiché il silenzio delle buste paga vuote fa un casino d’inferno; più di qualunque vostra stronzata elettorale.

mercoledì 29 aprile 2026

Nudo è chi guarda

Essendo la libertà una delle pulsioni più suggestive, se ne fa largo uso anche ai livelli più bassi. A Modena non serve essere nudi per essere esposti: basta capitare nel mirino dello smartphone giusto. Così la cronaca racconta — ma in realtà accade ogni giorno — che in centro un uomo vaga senza vestiti, in evidente difficoltà: no, non è uno scandalo, è un’emergenza. Ma nell’epoca giusta, nel telefono giusto, diventa altro: contenuto, esempio e, perché no, bersaglio. Un filtro, una didascalia, ed ecco che il problema cambia pelle: non è più una persona da aiutare, ma una storia da usare. Il decoro, quello tanto invocato, funziona così: non copre chi è fragile, copre chi lo guarda. E mentre l’immagine si sistema, si ripulisce, si rende condivisibile nella gogna mediatica, la realtà resta lì, fuori dall’inquadratura, nuda davvero. Perché alla fine non è il corpo a fare scandalo, ma lo sguardo: e quello, purtroppo, non si censura. Amen.

lunedì 27 aprile 2026

Resistenza sempre

Per il vecchio vignettaro berlingueriano, il 25 aprile era semplice: ricordarsi da cosa ci siamo liberati. Punto. Oggi invece è un corteo dove ognuno porta il suo conflitto: purché sia più nuovo, più spendibile, più urlabile. La Liberazione? Be', la Liberazione è lì, parcheggiata tra una bandiera e l’altra, come uno slogan fuori produzione: troppo scomoda, troppo complessa, troppo poco utile per le tifoserie. Ci hanno liberati, certo: così bene che non abbiamo mai smesso di ringraziarli! E mentre tutti scelgono da che parte stare, resta una domanda fuori dal corteo: non dove stiamo, ma se sappiamo ancora perché. Resistenza, sempre.

sabato 25 aprile 2026

La Liberazione (versione compatibile)

Il 25 aprile è la festa della libertà, quella che tutti difendono, purché non la si usi! Sul palco si celebra la Resistenza, sotto si tollera a malapena chi resiste davvero: chi scrive, chi disturba, chi non chiede permesso. I partigiani avevano i fucili, oggi bastano un matitone e qualche idea sbagliata per diventare un problema. Nove anni fa è nato un giornale: nessun padrino, nessun padrone; quindi sospetto. Ha fatto una cosa semplice e imperdonabile: non stare al posto assegnato. Nel frattempo, la libertà è diventata un oggetto da cerimonia: si espone una volta l’anno, con la fascia tricolore ben stirata, e poi si rimette via, tra una diffida e una telefonata “amichevole”. La chiamano informazione responsabile: è quella che non punge, non graffia, non lascia segni, insomma non serve a niente. Per tutto il resto c’è ancora qualcuno che insiste, scrive, pubblica e rompe, badate bene: non è nostalgia della Resistenza, ma è fastidio presente e, a quanto pare, non è ancora guarito. Spiaze.

giovedì 23 aprile 2026

Finchè fumo non ci separi

Si sono sposati davvero: non per amore, ma per interesse composto! Mezzetti porta i voti, l’altro i dividendi: in mezzo, l’aria, sapete, no? Cioè quella cosa invisibile che tanto non vota! Le promesse sono chiare: tu chiudi un occhio, io apro un camino; tu rassicuri i cittadini, io rassicuro gli azionisti e... vissero felici e contenti, finché il bilancio non li separò! Gli invitati non esistono e se anche ci fossero, indosserebbero maschere antigas: perché a Modena il futuro è sostenibile, ergo si sostiene tutto, anche l’insostenibile. Incredibile, faccio più numeri con le vigne sullo psicopatico e pedofilo Trump, e il suo compagno di genocidi Bibi Netanyahu, che con le cazzate della politica: che ci sia voglia di essere? Mah...