domenica 19 aprile 2026
A Modena l'oppio dei popoli... è ora di lezione!
A Modena la cosiddetta 'sinistra' ha finalmente risolto il problema della laicità: fuori i crocifissi, troppo ingombranti per il multiculturalismo (da aperitivo) e dentro l'Islam a dosi massicce!
Due ore di "educazione civica" affidate a militanti della fede, perché si sa: per imparare la libertà non c’è niente di meglio di un dogma spiegato bene.
Il sindaco Mezzetti e il PD giurano che serve a "educare al rispetto", tradotto dal politichese: stiamo cercando di sostituire le tessere del partito, ormai introvabili, con i voti delle comunità religiose, o no?
Una volta la sinistra liberava le teste; oggi le copre, pur di non guardare in faccia il vuoto delle proprie idee.
Cari studenti, benvenuti nella scuola del futuro, dove l'unico Dio ammesso è il calcolo elettorale e l'unica materia obbligatoria è... l’ipocrisia! Ehi, signor sindaco: ma un bel corso di buddismo o di ateismo scientifico, no? Ah, già: forse il Dalai Lama non vota a Modena, eh già già già...
mercoledì 15 aprile 2026
Fedeltà atlantica
Per anni ci hanno raccontato la parola “alleato” come se fosse una relazione, una stretta di mano tra pari, una scelta, persino un valore! Poi basta una frase di Donald Trump per rimettere tutto al suo posto: “Good dog.”
Non è un insulto, ma è una definizione, poichè la vera verità è che in politica estera non si è (mai) amici, non si è sovrani, non si è liberi, bensì si è utili. A prescindere.
Finché corri nella direzione giusta, ergo Teheran, Gaza, Beirut ... sei affidabile, ma quando rallenti, quando esiti, quando ti fermi all’uscita sbagliata, ecco: diventi un problema!
E i problemi si risolvono così: si lascia il guinzaglio e si preme sull’acceleratore.
Giorgia Meloni non è stata tradita, in realtà è stata riclassificata, ergo da “alleata” a “scaricata”. Punto.
Il resto, cioè solidarietà, indignazione e, perché no? Patriottismo è solo il rumore del... motore che si allontana! Così è se vi pare.
martedì 14 aprile 2026
Make Me Messiah Again
C’era una volta il Figlio dell’Uomo che moltiplicava i pani e i pesci: oggi c’è Donald Trump che moltiplica i post… e poi li cancella!
Il miracolo non è più sfamare i poveri, ma trasformarsi in “povero salvatore” con un filtro IA, giusto il tempo di raccogliere applausi prima di tornare a fare il Presidente.
Quando lo beccano, la resurrezione dura meno di tre giorni: “Fake news, ero un medico!”. Non guarisce nessuno, ma cura benissimo la propria immagine; ieri Papa Trump, oggi Messia!
Intanto Papa Leone XIV parla di Vangelo, pace, guerra da fermare: roba fuori moda e J.D. Vance gli ricorda di “attenersi alla morale”, dimenticando che la morale cristiana parla proprio di guerra, poveri e dignità umana, cioè proprio di ciò che dà fastidio al potere.
Il problema non è che il Papa faccia politica: la realtà è che toglie alibi, perché oggi la fede è un’altra; credere a ciò che si posta, anche quando sparisce!
Il nuovo comandamento è semplice: non dire la verità, modificala.
Non fare miracoli, simulali.
E se va male… cancella tutto e dai la colpa ai giornali!
Amen.
lunedì 13 aprile 2026
L’esilio del sovranista
Orbán esce di scena con la sua tanica sporca di gas russo: dall’altra parte arrivano promesse pulite, profumate… come dire? occidentali, senza volto e senza prezzo.
Cambia il pusher, non la dipendenza, ma tranquilli: questa volta è democratica!
L’Europa ha finalmente raggiunto l’unità energetica: non più clienti diversi, ma lo stesso pusher con due cataloghi, Est e Ovest.
E l’Ungheria cambia fornitore, ma il principio resta identico: non importa da chi compri, importa quanto sei dipendente; quindi ricattabile in ogni dove.
E la libertà, come sempre, è inclusa nel prezzo, appunto!
Così è se vi pare.
Buona estinzione a tutti
Guardateli bene: no, non sono i Cavalieri dell’Apocalisse, sono i due babysitter del nostro suicidio collettivo.
A sinistra, lo spettro di Adolf sorride dalla sua nuvoletta a svastica: è commosso, lui doveva usare i treni, invece a questi basta un algoritmo!
Al centro, il Bambinone-irresponsabile, col pollice in bocca: finora la sua 'grande' azione parallela ha portato solo alla chiusura di uno stretto che prima era aperto: Trump ha rotto lo stretto, gli alleati lo dovrebbero pagare; vedi te che pretese!
A destra Bibi il Macellaio; grembiule lordo e mannaia affilata con l'incisione "Legittima Difesa"; se gli tiri un sasso, lui ti cancella l'albero genealogico fino alla settima generazione! È la legge del taglione, versione 2026: occhio per occhio, dente per... olocausto!.
Per loro l'Armageddon è solo un picco di ascolti e consensi!
E noi? Noi siamo il pubblico pagante che fissa il tabellone del benzinaio: ci disperiamo se il gasolio sale di due centesimi mentre guidiamo felici verso il fungo atomico.
E non possiamo comprare il gaz dai russi, dobbiamo mettere da parte i soldi per le nuove armi tattiche gestite dall'I.A. e poi, signori! dobbiamo comprare i droni, magari i droni diesel ideali per chi fa più di 15.000 km con filtro antiparticolato per volare anche in città!
Oh, tranquilli: con l'inverno nucleare il riscaldamento sarà gratis, perché saremo noi il combustibile.
Buona estinzione a tutti, e l'ultimo chiuda la porta: se ne avanza una!
domenica 12 aprile 2026
Sicurezza: a Modena non si interviene per scelta
A Modena la sicurezza non è più un problema: è diventata un’esperienza.
Non si affronta, ma si osserva; non si risolve, ma si accompagna; non si governa, ma si descrive.
La città scivola lentamente in una nuova forma di amministrazione, quella turistica: una guida con fascia tricolore spiega ai cittadini ciò che stanno già vivendo, come fosse un percorso culturale. Spaccio, degrado, insicurezza: tutto diventa tappa, tutto diventa “fenomeno urbano”. L’importante è non disturbare la narrazione.
Così la politica si trasforma in accompagnatore gentile del disordine: indica, commenta, contestualizza e soprattutto rassicura: “non è quello che sembra”.
Nel frattempo i cittadini imparano una nuova disciplina: l’adattamento, ergo guardare senza reagire, subire senza nominare, abituarsi fino a non distinguere più ciò che è normale da ciò che non dovrebbe esserlo.
È il progresso, forse...o più semplicemente una 'resa ben educata'?
Alla fine resta una domanda molto semplice: se una città ha bisogno di una guida turistica per spiegare il proprio degrado, chi sta davvero governando?
Ma soprattutto: chi ha deciso che non serve più farlo…o che tanto, in fondo, basta raccontarlo? Del resto, una città che si abitua a tutto è il miglior elettore possibile, o no?
venerdì 10 aprile 2026
La statura dello Stato
Nel Paese dove tutto cresce, dalla spesa nel carrello alle bollette,.. la fatica, ecco c’è una cosa che continua ad aver bisogno di un rialzo: la credibilità!
Allora si rimedia così: una sedia, uno sgabello, una giacca troppo grande e parole ancora più grandi.
Giorgia Meloni parla, o meglio bofonchia: “crescita”, “risultati”, “orgoglio”, insomma fateci caso; parole tirate fuori dal cappello come numeri di magia, misto a un po' d'arroganza, mentre il trucco cola sotto i riflettori...
Nel frattempo, nel Paese reale, i conti si fanno al distributore, alla cassa, alla fine del mese: che non tornano mai!
L’unica cosa che sembra davvero crescere è altro: gli stipendi della politica, le spese militari e il disprezzo per chi sta sotto, perché mentre si racconta la favola della nazione che riparte, ci sono milioni di italiani in povertà assoluta, ergo famiglie che non arrivano alla fine del mese, che scelgono cosa tagliare: il cibo, le cure,... la dignità!
E allora il bersaglio diventa sempre lo stesso, non chi decide, ma chi resiste: quindi si colpiscono i poveri, si colpevolizzano i fragili, si trasformano i disperati in problema da gestire, epperò sempre dall’alto dello sgabello, dove il mondo sembra più piccolo, più semplice, più comodo da raccontare.
Ma giù, dove non servono rialzi per toccare terra, la realtà è un’altra: ruvida, ostinata, e sempre più incazzata e capisce una cosa semplice, che non ha bisogno di microfoni: se per sembrare all’altezza devi salire su una sedia, forse non è il Paese a essere in basso;
sei tu, Giorgia!
giovedì 9 aprile 2026
Lo sfratto del Mascellone
A Carpi hanno finalmente capito che per cacciare un fantasma non serve l'esorcista: basta un timbro comunale!
Dopo oltre un secolo di "onorata" residenza cartacea, ebbene sì, Benito Mussolini è stato ufficialmente sfrattato: fine della pacchia, niente più cittadinanza, niente più domicilio coatto tra i tortellini e il PD!
E mentre a Carpi si festeggia la pulizia del registro, a Roma il vecchio vignettista si immagina che si pianga sugli scranni di Palazzo Chigi, ergo la madre cristiana che sospira fissando il vuoto, mormorando tra un decreto e l'altro che "in fondo Benito era un bravo politico": certo, un genio, così bravo che è riuscito a farsi revocare la cittadinanza pure dall'Aldilà!
Intanto, dalle parti del Senato, pare che 'Gnazio stia già preparando la camera ardente per il suo busto preferito: infatti lo vediamo lì, a lucidare la mascella di bronzo col bicarbonato, sussurrando: "Non ti preoccupare, zio, se a Carpi non ti vogliono più, c'è sempre posto sulla mia mensola tra un cimelio della Decima e un calendario del Ventennio!".
Ma la verità è un'altra, ed è scritta nel cielo (o meglio, sotto terra): se non sei più cittadino di Carpi, per la burocrazia celeste sei un clandestino, o no? E si sa, a questa destra i clandestini non piacciono mica tanto! Quindi, caro Benny, prepara le valigie di cartone: Dio ti ha dato il foglio di via e giù, ad attenderti, non c'è il balcone di Piazza Venezia, ma un focolare eterno che non vede l'ora di riabbracciare il suo "bravo politico": a testa in giù, ovviamente, poiché è la posizione preferita per chi non ha più dove posare i piedi! O no?
mercoledì 8 aprile 2026
Sputtanamento Globale
Sì, il mondo ride, gli alleati, tra cui la madre cristiana, tremano: i nemici, invece, esultano.
E lui? Il vecchio guru del ciuffo arancione, il gangster che prometteva gloria e regime-change, non di distruggere un paese (che già sarebbe un obiettivo ambizioso!), ma un’intera civiltà: da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Invece, adesso, si ritrova inchiodato… letteralmente, nel posto sbagliato!
L’Iran sorride, Israele impreca, i paesi del Golfo contano le perdite, e Pechino stampa yuan come se nulla fosse. Il petrodollaro trema, le alleanze scricchiolano, e il vecchio The Donald? È diventato l’unico missile non intercettabile: quello che gli esplode nel deretano davanti a tutto il pianeta in mondovisione!
Non c’è strategia che tenga, non c’è show che copra l’epico fallimento: è il trionfo dell’umiliazione globale, confezionato con ciuffo e arroganza!
Magari il prossimo inverno, il vecchio gangster metterà fine anche alla civiltà europea: nel qual caso, tutto sarà risparmiato… spiace, ma è probabile.
Epic Fury… davvero!
martedì 7 aprile 2026
Il cow-boy dell'Apocalisse
Diceva Stanley Kubrick che il satirico ride della natura umana perché non può farci niente: be', noi ci proviamo lo stesso, perciò prendete il vignettaro con le pinze. E un contatore Geiger!
Allora sta succedendo veramente, signori: il vecchio col ciuffo biondo e il cervello in saldo ha smesso di giocare a golf con il mondo.
Ora gioca a bowling con le atomiche.
L’ultimatum è scaduto, ma non per l’Iran e gli iraniani: per noi!
Lo abbiamo legato, il vecchio, certo: camicia di forza, protocolli, vertici, “preoccupazioni profonde”, poi...poi lo abbiamo lasciato seduto sulla bomba, al comando.
E lui ride: “YEEE-HAW”, mentre cavalca l’apocalisse come un cowboy ubriaco di consenso.
Nel frattempo, i nostri leader, quei ridicoli parrucconi con la schiena curva e i conti pieni, balbettano comunicati: ieri applaudivano, oggi non si ricordano: “Chi? Io?”
La verità è semplice: non è impazzito il pilota, ma è l’equipaggio che ha venduto l’aereo!
Buona apocalisse.
E stavolta… niente mascherine!
domenica 5 aprile 2026
Buona Pasqua..?
Oggi è Pasqua, non per miracolo, ma... per controllo qualità.
Il Cristo si rialza, si affaccia dal sepolcro e trova tutto in 'ordine': il sangue scorre, la guerra galleggia, la pace è stampata sul gommone come un marchio qualsiasi.
Sul gommone abbiamo, il vecchio squilibrato d’oltreoceano, che si gode il panorama: per lui è business, basta che il caos fatturi. Come sempre.
Accanto a lui, il ricercato internazionale per crimini di guerra israeliano, rema con metodo: la morte non è un incidente, è una direzione.
In mezzo, la vecchia Europa, che guarda senza vedere, c’è senza esserci, galleggia per inerzia: e per quanto ancora, è l’unica vera suspense.
Ecco, il sepolcro resta l’unico luogo sacro: fuori, tutto è già stato convertito, ergo il dolore in strategia, i morti in argomenti, la pace in uno slogan impermeabile al sangue.
Il problema non è che Cristo sia risorto, semmai il problema è che non trova più niente da salvare...o forse no.
Forse è risorto nel posto giusto: dove anche la resurrezione serve solo a certificare il fallimento!
Così è, se vi pare.
Buona Pasqua.
sabato 4 aprile 2026
Dalle parti della curia di Modena...
Dalle parti della curia di Modena si è aperto un nuovo reparto: la comunicazione strategica.
Sorvoli, inquadrature, contenuti accessibili: perfino il Golgota, finalmente, diventa spiegabile!
Dall’alto tutto è più chiaro: il dolore si mette a fuoco, il sangue non disturba, la morte si lascia raccontare: viene quasi da pensare che basti la giusta distanza, la giusta metafora.
Così la Pasqua smette di essere uno scandalo e diventa un messaggio, tuttavia il problema non è il drone: è l’ansia di renderlo necessario.
Perché il Mistero, quello vero, non si chiarisce: resiste; non si comunica, ferisce e, soprattutto non migliora se lo guardi dall’alto.
Resta lì, inchiodato alla terra, dove nessuna ripresa arriva pulita, ma noi insistiamo: vogliamo capirlo, spiegarlo, renderlo utile e, perché no? Magari anche condivisibile!
E così, mentre lo illuminiamo, lo perdiamo...
Ave Cesare, morituri te salutant.
venerdì 3 aprile 2026
Ruote Libere, mani legate
Il carburante aumenta, ma...sempre per una “buona causa”!
La guerra, dicono da Oltreoceano, è un investimento, ergo non deve rendere pace perché quella è un costo, semmai deve rendere paura, ma soprattutto profitto per i soliti noti.
E così alla pompa non scegli: paghi, come sempre e se osi chiedere perché, ti rispondono pure con educazione: come si fa con i clienti 'importanti'.
Intanto al supermercato i prezzi salgono da soli, ma non è inflazione: è un prelievo automatico: ti alleggeriscono mentre infili la spesa nel bagagliaio, senza passamontagna, senza fretta.
È questo il progresso: morire con il resto esatto. Ma senza contatto.
mercoledì 1 aprile 2026
Eppur ...galleggia!
A Modena non serve vincere le elezioni. basta sedersi e aspettare.
Da una parte il Partito Democratico governa da così tanto tempo che ormai potrebbe farlo anche in pigiama, mentre dall'altra...be', dall'altra parte l’opposizione continua a fare quello che le riesce meglio: galleggiare.
Non affonda, certo, ma neanche nuota.
Si, va be', a volte si agita, produce bolle, ogni tanto litiga per stabilire chi debba stare più vicino al vetro...epperò intanto fuori la città cambia, s'incazza, si stanca… e poi torna a votare sempre gli stessi! Badate bene, non per amore, ma per assenza di alternative! Giaà...perché il problema, a Modena, non è il potere, ma il vuoto che c'è attorno, perché un sistema si abbatte solo quando dall'altra parte c'è qualcuno che costruisce qualcosa di più forte.
Qui invece si preferisce stare comodi: dentro un acquario, ben nutriti, ben visibili, perfettamente inutili: e allora sì, chiamatela opposizione, ma solo il primo aprile.
martedì 31 marzo 2026
Domenica delle Palme e l'ombrello della fede
E' come in un film surreale "L’ombrello della fede", dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'!
E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non...bagnarsi!
Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: "non c’ero", ergo una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano.
Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta!
Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria.
Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi.
Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.
sabato 28 marzo 2026
Cura pubblica, conflitto privato
A Sassuolo il concetto di servizio pubblico ha preso una piega da sport tiro anziché alla fune, al cittadino! Tra AUSL e Comune, il cittadino diventa un 'attrezzo': un braccio tira uno, l’altro braccio l’altro, la flebo da 1,6 milioni scorre più veloce del sangue, mentre i protagonisti sventolano sorrisi rassicuranti e dichiarazioni pompose!
Difendere i tuoi interessi? Lavorare per la tua salute? Certo, ma solo finché serve a tenere viva la partita legale, con spese che finiscono nei portafogli pubblici e non in quelli dei contendenti...
La morale? Be', la morale è semplice: quando lo Stato gioca contro sé stesso, il cittadino non è paziente, è pedina: e la partita… la paghiamo noi. Così è se vi pare.
venerdì 27 marzo 2026
A Modena funziona così
Funziona così: a Modena non c’è stato un referendum, semmai c’è stata una scalata.
Quindi c’è chi ha piantato la bandierina e si gode il panorama, trasformando un “No” in un’investitura personale.
Più che un risultato, una vetta: conquistata da uno, rivendicata da tutti.
Sotto, c’è chi fino a ieri faceva la guerra e oggi cerca un tavolo, non per vincere, no: ma per restare dentro al giro!
E poi, da qualche parte, dovrebbe esserci anche un’opposizione: dovrebbe, sic!
Morale: quindi vediamo che, mentre uno festeggia e l’altro tratta, ma (non so voi) il vecchio vignettaro vede che l’unico scontro vero resta quello tra la realtà — bollette, tasse, caro vita — e il (insopportabile) 'teatrino'.
Solo che la realtà non vota, non tratta e non applaude, la realtà, come sempre, non risponde nemmeno: al massimo, manda a dire. Fine
giovedì 26 marzo 2026
Ha tolto il disturbo, non il problema
La Pitonessa Daniela Santanchè alla fine se ne va: dopo l’ennesimo tira-e-molla indecente (per motivi che, ovviamente, restano “trasparenti”: sic!), prende le valigie in mano e con il culo dritto finalmente si dimette.
E non succede niente, non crolla nulla, anzi: Carlo Nordio è ancora lì, quindi tranquilli è tutto perfettamente stabile. O quasi, eh Giò?
Perché il problema non era la poltrona, no: ma quello che la teneva inchiodata, ergo i tacchi restano piantati nello scranno, confitti dentro una parola sola, elastica, immortale: 'rinvio a giudizio'.
Una di quelle parole che non finiscono mai, si allungano, si piegano, evaporano: fino a diventare aria.
Sopra si cambia faccia, sotto non si muove niente: è la magia della politica italiana, ergo la responsabilità è sempre personale,
le conseguenze sempre collettivamente assenti.
E così, mentre qualcuno esce di scena “pulito”, il pavimento resta bucato: e noi sotto! Amen
mercoledì 25 marzo 2026
E' democrazia che non si fida più
Non li ha seguiti, li ha fermati. Non è scesa in piazza, li ha fatti tacere.
Mentre intorno, ognuno recita la sua parte: chi festeggia, chi si giustifica, chi piange su una riforma che fino a ieri era viva e politica e oggi è già diventata tecnica.
E no, non è una vittoria, ma è un atto di sfiducia generale, ergo perché, come succede ogni volta che c’è in ballo la Carta,
l’Italia non segue proprio nessuno; si presenta da sola, come si va dal medico quando il dolore è troppo forte. O quando sente puzza di bruciato.
I politici esultano, spiegano, reinterpretano, come sempre: parlano sopra e intanto nessuno si muove davvero: nemmeno chi dovrebbe.
Giorgia Meloni resta al suo posto, epperò circondata da polemiche, nomi ingombranti e imbarazzi mai risolti, mentre la responsabilità scivola via come sempre verso qualcun altro, altrove, verso nessuno.
Ma la verità è più semplice, ed è più scomoda: quando il popolo si muove senza di loro, non è democrazia in festa, è democrazia che non si fida più. Amen.
lunedì 23 marzo 2026
Il 'NO' non assolve...
Ci raccontano bugie ogni giorno: bilanci “fantasia contabile”, pranzi compromettenti, “che avrò fatto mai”...e intanto ci dicono: 'temete la magistratura. è un plotone di esecuzione!'
Ma la vera paura dovremmo averla di loro: mascalzoni che giocano coi conti, con le leggi, con le vite, e hanno la presunzione di riscrivere la Carta!
Poi, per il vecchio vignettaro (berlingueriano) arriva il 'NO', ergo un 'NO' che non discute, non assolve, ma ricorda, magari schiaffeggia e, perché no? Schiaccia: perchè (non so voi), ma quel 'NO' è un 'peso', ed è reale e, soprattutto non perdona. A prescindere. Spiaze.
sabato 21 marzo 2026
Tagli selezionati
In Italia la giustizia non è cieca, semmai è...bendata male!
E così ogni tanto la benda scivola, giusto il tempo di capire chi ha davanti, poi magari torna al suo posto, stretta quanto basta per non vedere troppo: ma nemmeno troppo poco.
Nella premiata bisteccheria Andrea Del Mastro Delle Vedove, la riforma si serve così: a tagli, non uguali per tutti, ovviamente.
C’è il filetto e c’è lo scarto, c’è chi mangia e chi finisce sul tagliere!
E mentre qualcuno brinda nelle sale private, lontano dal banco, il cliente...pardon, il cittadino annusa, chiede, prova a capire se è roba fresca: dal banco arriva la risposta più onesta possibile e non importa com’è la carne, ma importa come la tagli.
Domani non scegli una legge: scegli se fidarti del macellaio.
Tutto qui.
venerdì 20 marzo 2026
Stia sereno, senatùr: lassù accolgono tutti.
Quando uno cambia la storia, o almeno riesce a spostare gli equilibri politici a forza di rutti, bandiere e rancore, una domanda viene: si sarà accontentato della gloria terrena? Di essere ricordato dai vivi come il gran padre del Nord incazzato? Oppure, nel fondo della sua anima celodurista, Umberto Bossi si sarà sentito qualcosa di più: lo strumento del lato oscuro della Forza, il galoppino provvidenziale di quel vecchio trucco del potere che consiste nel dividere un paese, avvelenarlo, e poi governarlo meglio?
Perché Bossi non ha liberato nessuno: ha solo preso il malcontento del Nord, l’ha impastato con folklore, volgarità e disprezzo, e l’ha rivenduto come identità; il solito capolavoro dei servi utili, ergo far litigare i dannati del piano di sotto mentre quelli del piano di sopra contano i soldi!
E allora il contrappasso perfetto non è il fuoco eterno, ma l’accoglienza: il senatùr arriva in cielo con la sua faccia da doganiere della Padania, il sigaro spento, la carta igienica tricolore in mano, e al cancello trova San Pietro Nero, che lo invita a entrare con cortesia.
Fine della commedia.
Una vita passata a vendere frontiere ai gonzi, e sulla soglia dell’eternità scopre che il Paradiso non fa respingimenti: perché il razzismo, come quasi tutte le ideologie da bar, muore dove comincia l’universalità, magari davanti a una chiave tenuta in mano da chi avresti voluto lasciare fuori.
Io Bossi me lo immagino così: e, signori miei devo dire, mi piace!
giovedì 19 marzo 2026
Qui ci stanno facendo il c...
La madre cristiana, quella che doveva abolire le accise, non le ha tolte: le ha messe in offerta!
Venti giorni di sconto, un po' come il detersivo, ergo: ciò non è politica energetica, badate bene, ma più una televendita...alla Vanna Marchi, sic!
Infatti il trucco è sempre lo stesso, ergo ti rifila qualche centesimo di sollievo e lo vende come miracolo patriottico!
Per favore, qualcuno del cdx dica alla madre cristiana che così non si governa affatto, semmai s'incanta gli sciocchi creduloni e, quindi non risolve: semmai ti fa ballare attorno alla pompa!
E il bello è che, in questo povero Paese, funziona pure: basta uno sconticino per far uscire l’Italia dal cesto con gli occhi storti e la dignità in riserva.
Signori, altro che pieno: qui ci stanno solo facendo il c...ehm, il numero! Così è se vi pare...
mercoledì 18 marzo 2026
165° Anniversario dell'Unità d'Italia: quando l’orgoglio non paga le bollette
Cosa possiamo fare contro l'imbecillità del potere costituito? Ma niente, forse tutta l'etica è sbagliata, ergo è sbagliata a monte l'idea che occorra fare qualcosa, che bisogna agire, quando invece sarebbe vero il contrario, ergo che non bisognerebbe fare proprio niente, ecco: ma il vecchio vignettaro non ce la fa proprio, ammettendo mestamente: 'ma chi glielo fa fare?'
E così putacaso vede che la madre cristiana celebra i 165 anni di unità in post luccicanti e slogan patriottici, epperò mentre il cittadino medio lotta tra bollette, stipendi fermi e un Paese che sembra funzionare solo per chi decide le priorità: l’orgoglio nazionale costa poco, la vita reale un’infinità.
E così, mentre il CSM si rifornisce e i post festeggiano, noi contiamo centesimi.
lunedì 16 marzo 2026
L'Italia dei banditi e dei taxi volanti
Siamo circondati da imbecilli, ma con la cravatta.
Personalmente, per il vecchio berlingueriano, oramai la politica italiana è un circo dove a destra e a sinistra si gioca a chi urla più forte "Al lupo!", fateci caso: se il referendum boccia, APOCALISSE, con stupri di massa, criminali a piede libero e cavalieri dell'Apocalisse in tangenziale!
Se invece passa, ecco addirittura la P2 del Venerabile, con giudici in ginocchio e ladri che brindano a caviale!
Tutto pur di non farti vedere la realtà, che è molto più sporca, ergo: mentre in TV ti spiegano che la tua sicurezza è a rischio per colpa di un ladro di polli, il vero pezzo grosso — ricercato da mezzo mondo — non scappa via col passamontagna, no: nel Belpaese prende addirittura il volo di Stato e vola in Libia.
Ecco, vedete? La propaganda ti fa guardare il mostro sotto il letto, mentre il criminale vero sale la scaletta dell'aereo, sorride e saluta, e il biglietto? Glielo hai pagato tu: in Italia, se sei un delinquente di serie A, non finisci dentro, ma molto più probabilmente finisci in Business Class, SIC! Qualcuno mi dia un pizzicotto, è un incubo!
venerdì 13 marzo 2026
Zerbino patriottico
C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale.
Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino!
No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro...
Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale!
Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa.
La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto.
E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?
mercoledì 11 marzo 2026
La manutenzione della Giustizia del governo Meloni
Beati i furbi, ma soprattutto i goffi!
Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!”
Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO.
La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste.
Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata.
Così è, se vi pare.
martedì 10 marzo 2026
Scurdammoce o' passato...?
Dopo sei anni ecco a voi il nuovo contagio post-pandemico: la “riconciliazione a comando”!
Non basta aver chiuso il Paese, militarizzato i funerali, trasformato i cittadini in codici QR e sottoposto la popolazione a una roulette russa vaccinale: ora dobbiamo anche abbracciare chi ci ha spiato, insultato e indicato come untori.
La politica e il mainstream sorridente e rassicurante, brandisce la morale della pace civile come fosse un cloroformio: “perdoniamoci a vicenda”, sembra dire, mentre io mi chiedo se sia un invito o un nuovo tentativo di anestetizzare la memoria.
I sorci della libertà di scelta non dimenticano: le ambulanze di notte, le strade fantasma, i balconi pieni di canzoni e applausi spontanei, sì, ma anche l’odio civile, le liste dei proscritti, le “classi di cittadini” divisi tra buoni e cattivi. Tutto questo non sparisce perché qualcuno sorride in TV o agita un manifesto di riconciliazione.
E così la pandemia non ci ha solo insegnato il valore di un abbraccio, ma anche quanto siano abili certi politici nel trasformare la colpa in applauso e l’ingiustizia in selfie.
Perché alla fine, nel grande show della memoria selettiva, la vera lotta non è contro il virus: è contro chi vorrebbe farci dimenticare di averlo subito. O no?
lunedì 9 marzo 2026
Restituire la moneta
La storia è semplice: il sindaco Massimo Mezzetti, prima riceve Francesca Albanese, poi si pente.
Oh, succede, ergo la politica moderna è fatta così: prima la foto, poi il rimorso, infine la retromarcia!
Solo che stavolta c’è un piccolo inconveniente: la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, la moneta non la vuole più, ma La restituisce: dice che servirà più al sindaco che a lei, tradotto; tenetevi pure il metallo, io mi tengo la coscienza.
Nel frattempo il mondo continua a girare al contrario: da una parte chi denuncia violazioni e diventa improvvisamente “troppo poco sobrio”, dall’altra il grande club internazionale dei moralisti con le mani sporche: Donald Trump che predica ordine mondiale tra un dossier e l’altro, e Benjamin Netanyahu che distribuisce lezioni di diritto internazionale come fossero volantini.
In mezzo c’è la politica locale, che fa quello che sa fare meglio: spostarsi di lato quando la storia passa.
Alla fine la scena è perfetta: la moneta torna indietro, il sindaco resta con il souvenir e il resto del mondo continua a sporcarsi le mani.
Morale della favola: la coscienza pesa sempre più dell’argento, ed è per questo che molti politici preferiscono tenersi l’argento! Amen.
venerdì 6 marzo 2026
Attaccata al culo di Trump
C’è chi guida e chi si attacca al culo del potente.
Pedro Sánchez, toro europeo, non solo prende atto della tempesta internazionale, ma guida la nave dell’Europa con occhi lucidi, timone saldo e corna ben piantate: lui sa dove andare, governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre, autonomia strategica, prezzi del carburante sotto controllo, un popolo che può contare sulla propria leadership.
Dietro, invece, c’è la madre cristiana, meglio, la burattina più famosa d’Italia, legata da fili invisibili a Trump, vola in aria: “Ahò, evvabbé… a cosa?”, borbotta, confusa e subordinata, incapace di prendere una decisione senza consultare l’ombra americana.
Il Belpaese naviga così: senza nocchiere, in balia di chi pensa di decidere per lei, mentre l’Europa accelera, lucida e concreta.
Ecco la differenza tra chi fa politica pensando al popolo e chi anchez governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre del potente di turno.
giovedì 5 marzo 2026
La madre cristiana
Ho fatto un incubo: c’era una volta la civiltà cristiana, pregava molto, ma bombardava anche: nel nuovo presepe occidentale la madonna tiene in braccio la bambina iraniana, mentre sopra di loro passano i missili; non è ipocrisia, semmai è divisione dei compiti.
Qualcuno invoca Dio, qualcun altro preme il pulsante, i più moderni addirittura cavalcano i missili come al rodeo: Donald Trump dietro,
Benjamin Netanyahu davanti e la Mietitrice che guida il mezzo.
Sotto, tra le macerie, resta il presepe rotto e, va be', la solita frase: “pace in terra”!
Ma tranquilli, la fede non manca: basta che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro. Amen
mercoledì 4 marzo 2026
Ha stato Putin
C’è chi governa un Paese e chi governa una storia: e quando la storia diventa più importante della realtà, non è leadership, è propaganda. Punto.
La madre cristiana ci rassicura: il caos mondiale, secondo lei nasce tutto da un puntino sulla cartina, con un colpevole unico, universale, telecomandato.
Signori miei, è o non è una teoria comoda, lineare, quasi da libro illustrato? Abbiamo il cattivo globale e l'effetto domino: fine dell’analisi. Applausi!
Peccato che l’Italia non viva nei comunicati stampa, ergo: crescita al lumicino, salari fermi da trent’anni, servizi che arrancano e giovani che se ne vanno dal Belpaese.
Però noi parliamo di ordine internazionale, con tono solenne, e mentre navi e aerei americani sono davanti all’Iran in assetto da guerra, il suo ministro della Difesa...va in vacanza a Dubai; strategia balneare, forse?
Altrove — vedi la Spagna di Pedro Sánchez — almeno si prova a contrattare, invece qui si alza il volume quando parlano altri: no, non è atlantismo, è ripetere a pappagallo ciò che suggerisce il padrone con quel buffo ciuffo biondo!
“Difendiamo il diritto internazionale!”, dice lei: giustissimo! Ma, cara madre cristiana, il diritto internazionale non è un interruttore, che pigi ON quando conviene, oppure OFF quando disturba, ergo: non è un gadget da conferenza stampa.
Cari signori miei, ma soprattutto voi del cdx, cari camerati, vedete qui la questione è una e una sola: no, spiace ma non è Vladimir Putin, né tantomeno Washington: è la statura... politica! Se ogni crisi diventa riflesso condizionato, se ogni invio è “inevitabile”, se ogni scelta è “doverosa”, allora non stai guidando un Paese: stai chiedendo fede. Incondizionata. E la fede cieca non è patriottismo, ma è infantilizzazione, sappiatelo!
Il mondo è complesso, l’Italia è fragile e le favole saranno pure rassicuranti, già: ma la realtà, invece e prima o poi presenta il conto. Si salvi chi può!
martedì 3 marzo 2026
Odore di plastica
Da ragazzo non leggevo Topolino, leggevo Il Male di Vauro e Vincino: ma facevo anche il chierichetto!
Quindi, senza enfasi conosco bene l’odore dell’incenso e quello dell’inchiostro satirico, e so distinguere un mistero da un effetto speciale.
Quando l’ostia consacrata scende dal cielo con traiettoria impeccabile e si posa sulle foglie come un drone liturgico, mentre una suora estrae dal nulla una macchina fotografica a soffietto pronta a immortalare il soprannaturale, il problema non è la fede: è la scenografia.
Il sacro, quando diventa spettacolo, non converte: infantilizza; non interroga, ma addestra!
La fede adulta vive di silenzi, di dubbi, perfino di vertigini e, ahimé (ahinoi!) il miracolo con l’ufficio stampa, invece, vive di applausi.
E in sala, per fortuna, nessuno ha applaudito: forse non perché mancasse la fede, ma perché era impossibile non sentire, sotto l’incenso digitale, un lieve odore di plastica.
Spero si sia capita la metafora, amen.
lunedì 2 marzo 2026
Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti
Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington.
Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?”
Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?”
Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo?
E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic!
È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no?
La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.
domenica 1 marzo 2026
La colomba preventiva
Vola la pace con due teste e artigli da rapace: parla di sicurezza mentre stringe contratti e nel becco non ha foglie, ma ha bombe ben potate.
Una testa promette “la pace più forte di sempre”, l’altra la chiama “instabilità controllata”, traduzione: colpiamo adesso, così domani diremo che abbiamo evitato il peggio!
La parola “pace” è diventata impermeabile: copre crateri, lutti, macerie, basta pronunciarla con tono solenne e il 'diritto internazionale' va in modalità silenziosa, come è già successo tante volte, anzi: addirittura si è arrivati a rapire un presidente eletto democraticamente e pure sua moglie 'preventivamente'!
Quella in Iran non è un’operazione militare, è pura strategia di marketing, come è successo recentemente anche in Venezuela, appunto: la guerra, oggi, non si dichiara più, ma si consegna in confezione regalo.
E così la colomba vola: sotto, resta polvere e morte.
Ps: non è che abbia una gran voglia di disegnare e di scrivere, epperò non voglio nemmeno smettere, ergo forse devo pretendere di meno da quello che scrivo; sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo.
Quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, insomma sono un curioso per natura, curioso come un bambino con i suoi perché. Pertanto continuerò a scrivere e disegnare, se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta! A presto.
sabato 28 febbraio 2026
Mezzetti ribelle?
A Modena il cambiamento è una pratica controllata. Come le rivoluzioni nei condomìni: si possono fare, purché non si tocchi l’ascensore. Il “duello” tra Massimo Mezzetti e il Partito Democratico, ergo il potere modenese è un gatto grasso: non corre, non si agita, non ha bisogno di mordere, si limita a sollevare un’unghia sotto il mento del suo dissidente di turno e a chiedergli, con voce morbida: “Ci stanno guardando?”.
Ogni tanto serve un paladino del cambiamento, ergo serve al sistema per dimostrare di essere vivo, dialettico, persino autocritico. Un sistema davvero immobile rischierebbe di sembrare morto: e nulla spaventa il potere più dell’idea di sembrare morto.
Così si mette in scena la ribellione regolata: qualche mattone tolto, uno rimesso, un passo avanti, uno indietro, ma il muro resta in piedi, ma sembra respirare.
La domanda non è se Mezzetti sia sincero, ma se la domanda è: può esistere un cambiamento guidato da chi è cresciuto dentro lo stesso recinto che dovrebbe abbattere?
A Modena il dissenso non entra dalla finestra, magari suona al citofono e qualcuno gli apre. Forse.
martedì 24 febbraio 2026
Ombra lunga a Mirandola...
A Mirandola non è andata in scena una convention. è andata in scena una sfilata, dove il ministro avanza sul tappeto rosso e la Giustizia lo segue al guinzaglio e protesta!
“Riforma tecnica”, assicurano: tecnica come allentare i nodi dove stringono troppo, forse? Tecnica come spegnere i microfoni quando parlano troppo? Poi, per rincarare la dose dicono "nessun attacco alla magistratura", dicono: infatti non la attaccano, semmai la conducono. È il nuovo garantismo: garantisce che qualcuno stia molto tranquillo.
Signori miei, che vi piaccia o meno, dovete sapere che ogni riforma proietta un’ombra: questa è lunga e...non dipende dalla luce! Così è se vi pare...
venerdì 20 febbraio 2026
Il mattatoio delle responsabilità
In una fondazione bancaria non si macellano bovini, ma... fiducia! Perchè vedete, quando un milione evapora in sei anni in oltre ottocento bonifici, il problema non è l’avidità di una mano: è il silenzio di tutte le altre, o no?
Ma se, come dicono da quelle parti, i controlli erano efficaci, allora scusate io vi chiedo: il furto è un 'fenomeno naturale', come l’umidità nei muri, come l’ossidazione?
Una piccola perdita strutturale può capitare, ci mancherebbe: come, per esempio non accorgersi dell'ammanco di 20 euro che da un conto corrente, ma qui stiamo parlando di un milione e passa, mica bruscolini, o no?!
Epperò , sempre da quelle parti il messaggio è rassicurante: nessuno ha sbagliato, nessuno doveva accorgersi, nessuno doveva fermare!
Così, nel grande 'mattatoio della responsabilità', l’unica cosa che non finisce appesa ai ganci è la governance: infatti il sangue non è 'rosso', ma a ben vedere, è contabile. O no?
martedì 17 febbraio 2026
Carnevale delle proporzioni
Nel Carnevale dei potenti, i soldi cadono come coriandoli: alcuni li raccolgono, altri li lanciano senza accorgersene!
La differenza non è nel valore, ma in chi li osserva e mentre il presidente li definisce semplici coriandoli, c’è chi prova a contare ogni singolo centesimo...
Vedete, la satira serve a ricordarci che il potere ha sempre due pesi: uno leggero per chi lo esercita, uno pesante per chi lo subisce e il bello sapete qual è? E' che il gioco sembra innocuo… fino a quando ti ritrovi con le mani vuote!
Ps: le notizie che vignetto satiricamente sono una selezione di notizie, il che vuol dire che noi conosciamo solo una 'selezione di realtà': in Africa, per esempio non succede mai niente; deve essere un continente tranquillo! Buon Martedì Grasso
sabato 14 febbraio 2026
Festa di piazza, scheletri di casa
A Modena il potere è una cosa semplice: uno governa, l’altro assolve e quell'altro ancora ridefinisce; gli scandali non sono fatti, ma sono 'interpretazioni'!
Le strade sporche sono un’emergenza, tuttavia gli armadi pieni sono una... tradizione, giusto?
La raccolta differenziata separa l’umido dal secco, non separa mai il potere dalle responsabilità.
E quando gli scheletri scricchiolano, basta una benedizione e tornano silenziosi, ergo: tradizione, decoro e armadi ben chiusi. Amen.
giovedì 12 febbraio 2026
Ambiguità della Lega
Golinelli corre verso il nuovo: cieco d’amore per un generale in lap-dance.
Sul palco, Vannacci mostra la bussola che punta sempre allo stesso posto, mentre Salvinaccio-Cupido, strabico e impacciato, lancia frecce a casaccio.
La Lega resta a guardare: applausi obbligatori, identità in affitto e chi ha detto che la coerenza paga? Qui l’amore politico è una questione di equilibrio instabile tra culto del capo, nostalgia e... frecce perse!
E tu, lettore, prova a non ridere troppo: il futuro nazionale è già iniziato!
lunedì 9 febbraio 2026
Re nudi
E così alla Fondazione di Modena lo scandalo non logora chi governa, lo rafforza"!
Incredibile, se non imbarazzante: oltre un milione sparito forse addirittura due, ottocento bonifici illeciti, anni di controlli che.. non controllano un'ostia!
Risultato? Applausi, ringraziamenti anche dal Vescovo e ora, forse,...altri sei anni di mandato!
No, miei cari modenesi tutti, sì, proprio voi, sappiate che in qualsiasi altra città sarebbero cadute ben più teste, altroché, ma ahimé vedo che qui l'unica cosa che cade è solo l'attenzione, o no?
E mentre la Guardia di Finanza fa i conti, la politica fa pace, si abbraccia e brinda!
Il messaggio è chiaro: non importa quanto grande sia il buco, conta chi resta seduto sopra. Panem et circenses funzionano ancora benissimo: il pane magari manca, m a quanto pare il circo è pieno. E i re, nudi non si dimetteno: si prolungano!!
Vedete, io vengo dalla provincia dove, piaccia o no, se sbagliavo ci mettevo ( e ci metto ancora!) la faccia, chiedevo scusa, o me ne andavo: badate, non per eroismo, ma per decenza minima.
Qui invece, a Modena è successo l’opposto: lo scandalo non è stato un inciampo, ma una prova di forza (a ben vedere) superata, e la mia non è nostalgia, non è “ai miei tempi”: è senso della realtà! Amen.
sabato 7 febbraio 2026
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi...
Il sussulto d’orgoglio è durato un mese e mezzo, abbastanza per illudere qualcuno, troppo poco per cambiare qualcosa, sic! Poi è tornata la calma, ergo la calma dei paragoni diventati “impropri”, delle parole abbassate di volume per non disturbare chi eroga...
E così, d’improvviso non c’era più uno scandalo, ma una prova di serietà: non più un assordante silenzio, ma una stima mai venuta meno.
Non più domande, ma medaglie.
Come con AMO, il dipendente di Fondazione è rimasto solo, la colpa pure, i vertici assolti, il sistema lodato e il rumore archiviato.
Del resto, chi paga l’orchestra non chiede di smettere di suonare, ma chiede solo di scegliere la musica e, soprattutto il volume.
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi,... ma non più di tanto! Amen.
giovedì 5 febbraio 2026
Il generale a piedi...col vuoto davanti!
Il generale Vannacci scende dal taxi indignato e dice che il mezzo ha tradito la strada: peccato che davanti non ci sia una strada, ma un burrone!
E così il generale avanza fiero, in divisa, stivali e speroni, ma con uno scolapasta in testa scambiato per elmo: nello zaino c’è il futuro, tiene in mano una cartina bianca e la bussola che punta dritta sullo zaino dei “valori”.
Dice di inseguire un sogno, ma sogna a occhi chiusi, mentre cammina nel vuoto, perché, vedete, la Lega era il taxi: comodo, utile, ma sacrificabile!
La Lega nasceva anti-sistema romano, anti-centralismo, nordista, grezza, ma autonoma: Salvini, che grida al tradimento mentre sterza da anni lontano da qualsiasi coerenza, l’ha trasformata in Fratelli d’Italia con meno capelli e più mojito, appunto!
Uno scende per intercettare proprio quell’elettorato che Salvini (ma anche la Meloni) hanno perso, creando non un partito alternativo al 'sistema', ma bensì di 'sistema': infatti non parla di salari, non parla di tecnologia, non parla di debito e, ovviamente non parla di lavoro, ma parla di sé.
L'altro accellera,tradendo di fatto Bossi, la Lega originaria e qualsiasi coerenza pur di sopravvivere, epperò entrambi hanno già lasciato gli elettori sul ciglio della strada: non è una marcia verso il futuro, bensì è una caduta ideologica con retorica incorporata!
E quando confondi lo scolapasta con l’elmetto, non sei un gladiatore: sei solo uno che cade convinto di avanzare. Amen
lunedì 2 febbraio 2026
E' una guerra tra poveri
A Torino, prima il manifestante manganellato, poi il poliziotto martellato, è la fotografia perfetta della guerra orizzontale, ergo quella dei poveri contro poveri di pasoliniana memoria; mentre chi decide davvero sta al caldo, dietro vetri blindati e conferenze stampa.
Tanto lo sappiamo tutti, no? Ergo è un copione vecchio, ma sempre efficace: un copione che divide, radicalizza, sposta il fuoco dalla struttura del problema, al teatro dello scontro dove, puntualmente si persegue il "metodo Cossiga".
Il “metodo Cossiga” che cito non era una paranoia: infiltrazioni, provocazioni, esasperazione dello scontro servono proprio a questo delegittimare la protesta e giustificare la repressione, risultato?
Quando una piazza diventa violenta, il messaggio muore e resta solo l’ordine pubblico: e il potere ringrazia! Così è se vi pare.
sabato 31 gennaio 2026
Siamo uomini o funzionari dell'algoritmo?
Come col Covid, ergo ragazzini fatti scendere dall'autobus poiché privi di una infame tessera verde subordinata da un farmaco notoriamente sperimentale oppure da un costoso tampone farlocco, tra l'altro! Questa lettura è più profonda e più inquietante di quella “politica” pura, poiché qui non è solo esclusione: è disumanizzazione procedurale a prescindere.
Non è l’autista cattivo, è l’autista svuotato, ridotto a interfaccia uomo-macchina: input = regola = output. Quindi zero empatia, zero cervello critico, zero responsabilità morale.
Solo “il sistema dice no”, ed è questo che fa più riflettere: ehi, siamo ancora uomini o solo funzionari dell’algoritmo? Meditate, gente, meditate...
martedì 27 gennaio 2026
La Giornata della Memoria
Si condanna il fascismo, si applaude in sala e magari ci si fa un selfie accanto ai sopravvissuti. Ma poi si torna a casa con la coscienza a posto!
La memoria oggi è istituzionale: pulita, solenne, compatibile con tutto, magari anche con chi ha il busto di Mussolini in salotto e anche con chi vende armi mentre pronuncia “mai più”, sic!
I Giusti rischiavano la vita, invece noi rischiamo solo di rovinare la foto ufficiale, oltreché salvare carriere.
Morale: la memoria commuove, sì, ma il presente fattura. O no?
lunedì 26 gennaio 2026
Non è una milizia: è peggio!
La notizia è che l'Ice, fondata nel 2003 all'indomani delle Torri Gemelle, arriverà in Italia per la sicurezza delle Olimpiadi di Milano Cortina.
Signori miei, visto gli ultimi tragici accadimenti, personalmente l'ICE non è un'agenzia che occasionalmente sbaglia, ma uno strumento sistematico di repressione che opera impunemente perché protetto dal sistema che rappresenta.
Infatti a Minneapolis è di nuovo una scena del crimine: un infermiere per terra, un Presidente in uniforme che non guarda la vittima, ma noi; perché il vero bersaglio non è l’uomo con la pettorina da infermiere, è lo spettatore!
E poi c’è l’Europa con il naso che cresce ogni volta che pronuncia la parola “democrazia”. Ecco, a questo proposito qualcuno dica alla Giorgia nazionale che se davvero vuole governare un Paese occidentale e non un museo delle nostalgie nere, questa è l’ora di staccare le mani dal palcoscenico amerikano.
Si, lo so, lo sappiamo che viene da una genealogia imbarazzante, ma proprio per questo dovrebbe riconoscerne l’odore, che, ahinoi è sempre lo stesso: ordine, Patria, nemico interno.
No, non è un colpo isolato, la sensazione è che è una prova generale, andiamo con ordine:
prima ci hanno chiuso in casa “per proteggerci”, poi ci hanno schedato “per salvarci”, quindi ci hanno isolato “per il nostro bene”, ora sparano “per mantenere l’ordine”; è lo stesso copione, solo con più sangue, o no?
Il risultato? Meno diritti, più obbedienza: ieri hanno normalizzato il controllo totale, oggi vogliono normalizzare l’esecuzione amministrativa, domani 'spareranno' alla memoria; dopodomani ti chiederanno perché stai ancora guardando!
giovedì 22 gennaio 2026
Zona 50, ferie finite
Bologna torna finalmente ai 'fasti' della velocità liberale, con sommo gaudio di Fdi.
L’addetto comunale, diligente come ogni burocrate europeo, smonta il 30 e monta il 50: un gesto piccolo, ma simbolico, che fa traballare... vite e semafori!
E all’ombra delle Due Torri, la Morte timbra il cartellino: “E vabbè, ferie finite”. Non è vendetta, è routine, ergo finalmente nella dotta città si può sentire di nuovo i clacsons, accelerazioni improvvise e... pedoni terrorizzati!
E in Europa? Be', sappiate che in Europa 30 km/h significa civiltà, qui da noi invece significa 'ri-innovazione italiana': prudenza opzionale, adrenalina obbligatoria.
Benvenuti nella capitale della libertà su quattro ruote.
martedì 20 gennaio 2026
Panem et circenses
A Modena si riscopre l’antica saggezza di Roma imperiale 'panem et circenses': solo che il pane è finito, il buco è aperto, e restano i circensi con pianoforte... da inchiodare!
Un milione sparisce? Si organizza un concerto, appunto! I controlli saltano? Si alza il volume. La trasparenza manca? Si abbassano le luci in sala.
Tiezzi e Benedetti non sono ciechi, ma sono impresari dello spettacolo istituzionale e non tappano il buco con spiegazioni, magari dimettendosi, ma con eventi culturali, comunicati rassicuranti e sorrisi da foyer.
Così la Fondazione diventa Colosseo, il buco diventa arena, e i cittadini spettatori paganti applaudono mentre sotto il palco crolla la fiducia pubblica.
Perché a Modena lo scandalo non si risolve: si intrattiene e mentre il pubblico guarda il maestro al pianoforte, qualcuno lo inchioda come fosse un tappo sulla voragine.
Panem non ce n’è, circenses pure: ma il conto, come sempre, lo paga la città. O no?
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