venerdì 29 maggio 2026
Ferrari a zero emissioni. informazioni, pure!
Finalmente una rivoluzione italiana di cui (bisognerebbe)andare fieri: la Ferrari elettrica! Silenziosa, pulita, sostenibile, talmente sostenibile che riesce perfino a... distruggere le notizie scomode!
Fateci caso, mentre televisioni, giornaloni, social lucidano il cofano della nuova supercar per raccontarci il “futuro green del lusso”, oppure al contrario "che è orribile", da qualche finestra volano file su terrorismo, propaganda jihadista e video di attentati europei trovati nei computer dei soliti “lupi solitari” che poi, misteriosamente, diventano sempre solo cronaca locale!
Ma vuoi mettere? Da una parte hai morti, fanatismo, reti estremiste, paura e domande imbarazzanti, mentre dall’altra hai una Ferrari con le batterie.
Be', inutile dire che è evidente quale notizia sia più rassicurante per il pubblico e, soprattutto per chi deve vendergli il mondo come una pubblicità gigante piazzata davanti all’incendio!
L’importante non è nascondere, no, sarebbe rozzo e poi, si sa: alla fine da qualche parte la notizia salta fuori, perchè non riesci a controllare tutto, quindi l’importante è coprire con 'eleganza', come una coperta di cashmere stesa sopra un bidone che brucia.
E allora applausi: la nuova Ferrari funziona davvero a omissioni: zero rumore e...zero memoria! Amen.
martedì 26 maggio 2026
Il secondo attentato
Mi trovo in difficoltà a comprendere ciò che sta accadendo a Modena dopo quanto successo pochi giorni fa: uno esce di casa con un coltello, semina il panico e rischia di ammazzare altra gente; un uomo lo ferma, fine della storia? Macché.
Tempo ventiquattr’ore e Luca Signorelli diventa santo civile, mascotte politica, un esempio, selfie, slogan, manifestazioni, talk show: tutti a contendersi l’“eroe di Modena”!
Poi Signorelli apre bocca e... commette l’errore imperdonabile: dire quello che pensa davvero!Insomma, non conferma la sceneggiatura già pronta, non urla la parola magica al momento giusto, non recita la parte assegnata e allora apriti cielo: da eroe a servo, da simbolo a traditore, da uomo coraggioso a bersaglio!
Nel frattempo degli altri eroi per caso quasi non parla più nessuno: due egiziani e un bengalese non fanno share, non riempiono le piazze, non diventano bandiere...
In Italia ormai funziona così: non ti chiedono di essere sincero, ti chiedono solamente di essere utile.
L’attentatore ha usato un coltello: il resto del Paese, invece, usa le persone! Ma non è una novità, giusto?
domenica 24 maggio 2026
Il tempismo è tutto
Dopo l’attentato il sindaco Massimo Mezzetti ha parlato di “integrazione”, “dialogo”, “capirsi”.
Parole normali. Parole da conferenza stampa. Quelle che escono automatiche quando la città sanguina ma il microfono è ancora acceso.
A quanto pare pure Barcaiuolo le ha sentite e... ha capito subito: “Ah, è il momento della Morale!”, quella con la M maiuscola, insomma la Morale da social, da talk show, da opposizione permanente: quella che compare sempre quando nessuno ha una soluzione ma tutti hanno una posa.
Allora si è preso l’incudine e se l’è calata sugli zebedei in diretta: “Sei raccapricciante!”, ha urlato alla Morale, come se il problema fosse lei e non il fatto che due minuti prima stava leggendo il comunicato del Comune con la voce da vicepreside in gita scolastica.
Mezzetti, romano trapiantato in Emilia, ha guardato la scena con la rassegnazione di chi ha visto troppi dibattiti televisivi: “Aho… ma sei sicuro?” Traduzione: se vuoi fare il moralista fallo pure, ma evita l’autocanonizzazione in pubblico, perché poi fa male, è inutile e lascia nell’aria quell’odore tipico della politica moderna; ipocrisia tiepida e plastica bruciata.
La Morale intanto è ancora lì: l’integrazione invece aspetta fuori, al bar!
sabato 23 maggio 2026
Quando il dolore dura poco
Dice il filosofo: “Se gli uomini volessero davvero diventare uomini nel senso nobile voluto dall’umanesimo, dovrebbero smettere di essere animali.”
Epperò peccato che l’uomo continui ad amare il sangue: anche quando produce consenso!
Il 16 maggio 2026, nel pieno centro di Modena, un uomo lancia la sua auto sulla folla: corpi spezzati, gambe maciullate, persone che urlano sull’asfalto.
Il giorno dopo? Due piazze, due fasce, due liturgie politiche, ma una sola vera attività produttiva: 'girare la manovella'!
L’arcivescovo invoca decoro, silenzio, riflessione, ma il tritacarne della politica moderna non si ferma per così poco.
Dentro entrano tragedie, fuori non esce carne macinata, ma escono like, schede elettorali, cuoricini social...
Sembra che persino il dolore ormai deve “posizionarsi”:
E mentre tutti, da dx a sx si contendono il diritto di spiegare il Male, i feriti diventano ciò che sono sempre stati nelle campagne elettorali (permanenti): materia prima.
Altro che umanesimo: qui siamo ancora alla macelleria! O no?
giovedì 21 maggio 2026
Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori
Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro.
Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete?
Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv.
Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica.
Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale.
Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea.
La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini.
Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica.
Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.
mercoledì 20 maggio 2026
Compiuta integrazione
Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi.
Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social.
Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato.
"Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco...
Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria!
Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle.
Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen.
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martedì 19 maggio 2026
Il menù della solidarietà
A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh!
Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma!
Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale!
D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic!
In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore!
E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca?
Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?
lunedì 18 maggio 2026
Sicurezza partecipata
Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata!
Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre!
Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro.
E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni!
Modena ormai non è più una città, è un set.
domenica 17 maggio 2026
Integrazione (im)perfetta
Un uomo lancia un’auto sulla folla: nel giro di cinque minuti il Paese non parla più dei feriti, ma parla dell’origine del conducente, della narrativa corretta, della parola giusta da usare in TV.
Intanto quelli che lo hanno fermato con le mani nude scoprono una verità semplice: la sicurezza reale non assomiglia ai comunicati stampa!
Le città della società dei consumi ormai funzionano così: prima producono solitudine, rabbia e teste rotte, poi discutono all’infinito dell’etichetta da appiccicare ai cocci.
E mentre tutti litigano sull’identità del mostro, nessuno guarda più la 'fabbrica' che lo ha costruito, eh!
Meditate, gente. Meditate.
sabato 16 maggio 2026
Tucidide contro i cretini
Un tempo l’Occidente esportava Platone, tragedia greca e illuminismo: oggi esporta hamburger, guerre anche commerciali e presidenti che scrivono sui social come dei nerd che hanno appena scoperto la figa.
Nel frattempo Xi Jinping cita Tucidide, Confucio e la storia delle civiltà per spiegare al mondo come gestire il potere globale: certo, poi costruisce campi di sorveglianza, censura internet e tratta i dissidenti come scarafaggi; epperò lo fa con eleganza, eh!
L’americano medio fino a ieri scambiava Tucidide per un farmaco contro la pressione: “Yeah bro, Tucidide 500 mg!”
L’europeo medio invece si autoflagella spiegando che la colpa è comunque di Aristotele, del colonialismo e probabilmente anche del parmigiano reggiano.
La verità è che Tucidide aveva capito tutto 2400 anni fa: gli imperi cambiano lingua, bandiera e slogan, ma restano sempre bande armate convinte di essere la civiltà definitiva.
E infatti oggi tutti citano Tucidide come se fosse un manuale strategico: peccato però che lui avesse scritto quel libro come avvertimento, e non una guida pratica per psicopatici col PIL a due cifre.
Tu dirai: ma tu la butti sempre sul ridere! Eh, no ti sbagli: descrivo i fatti esattamente come sono; e pure per difetto! Spiaze.
giovedì 14 maggio 2026
Il dubbio non era autorizzato
Sergio Mattarella oggi riscopre il dubbio, cioè lo definisce “vitale” per la democrazia e perfino per la scienza: bene, ottimo direi, epperò peccato che durante il Covid il dubbio fosse trattato come un virus ancora più pericoloso del virus stesso!
In quegli anni il 'cittadino ideale' non doveva capire, ma soprattutto doveva obbedire, senza esitazioni, senza domande, senza il fastidio del pensiero critico.
E chiunque osasse dire “forse”, “aspettiamo”, “discutiamone”, veniva messo ai margini della società, perché irresponsabile e egoista: per gli amici (ex), addirittura perché un fascista e senza appello!
Il dubbio, improvvisamente, non era più il motore della scienza e/o il 'sale della democrazia', ma un attentato al virostar in prima serata!
Eppure la scienza vera non nasce dagli slogan, ma nasce dal conflitto tra ipotesi, dagli errori, dalle revisioni, perfino dalle figuracce: insomma, proprio la scienza innanzitutto è dubbio. A prescindere.
Oggi, passata l’emergenza, i sacerdoti della verità assoluta scoprono che il dubbio è prezioso: facile dirlo ad anni alterni, quando le conferenze stampa sono finite e le paure collettive non fanno più audience.
Nel frattempo il copione ricomincia: nuovi allarmi, titoli ansiogeni, esperti onnipresenti e dibattito ridotto a tifo da stadio: cambia il nome dell’emergenza, non il riflesso condizionato: spaventare prima, discutere poi,.. forse!
Il problema non è che il potere sbagli, semmai il problema è quando pretende di essere infallibile: perché la democrazia senza dubbio diventa obbedienza cieca! E la scienza senza dubbio diventa dogma travestito da bollettino ufficiale. O no?
martedì 12 maggio 2026
Guida etica celodurista
Quando certi personaggi parlano di “modelli amministrativi”, bisognerebbe sempre controllare prima... il tasso alcolemico della 'superiorità morale'.
Per settimane abbiamo sentito la solita litania: Ferrara esempio virtuoso, Modena arretrata, amministratori illuminati da una parte e zoticoni dall’altra.
Epperò poi il “modello” finisce contro un 'palo' nel cuore della notte, con sindaco e assessora ribaltati fuori dal parabrezza come sacchi dell’umido e l’etilometro che suona più forte delle campane!
Oh, succede eh! Succede agli esseri umani, certo, ma qui non si parla di semplici cittadini che esagerano a una sagra del Lambrusco: qui parliamo di quelli che amano impartire lezioni pubbliche, distribuire patenti di civiltà e spiegare agli altri come si governa una città.
E infatti la lezione è arrivata, pratica, moltp pratica!
La prossima volta che qualche comitato in cerca d’autore sentirà il bisogno compulsivo di confrontare Modena con presunti paradisi amministrativi, forse converrà abbassare i finestrini, far prendere aria all’abitacolo e guardare meglio la strada: perché, vedete, a forza di guidare col ditino alzato, si rischia di finire direttamente nel fosso della propria propaganda. O no?
domenica 10 maggio 2026
Tracotanza vs tracotanza
L’ultima telefonata col mio Comandante è finita così: “Paride, avevi ragione tu”.
Sei parole, anche se con quattro anni di ritardo, ma oggi so perché me l’ha detto.
Perché nel 2021 a dire “condizionato” sui giornali c’ero solo io, su La Pressa: lui mi pubblicava, gli altri colleghi di matita eseguivano; io facevo 'hỳbris', mentre i miei colleghi di matita facevano carriera, sic!
Oggi Giuseppe Leonelli presenta col sindaco di Modena "Elogio della tracotanza" e capisco tutto.
La tracotanza non è l’arroganza del prepotente, ma è la sfida coraggiosa dell’individuo che rifiuta il “non si può” calato dall’alto.
È dire “condizionato” quando AIFA dice “sicuro”, è stampare una vignetta quando il Ministero stampa veline, è restare umano mentre il sistema ti vuole numero, suddito, paziente obbediente. O no?
Oggi Nicola Magrini, ex direttore di AIFA, dice che il vaccino protegge “di un po”, anche se lo dice nel 2026, da ex.
Epperò quando comandava e stava zitto: quella era apatia morale, pavida inettitudine: era la tracotanza del Potere, cioè fare il dogma e chiamarlo scienza!
Leonelli nel libro cita De André: "nessun Potere è buono, ha un germe negativo".
Il Potere nel 2021 aveva il germe del Green Pass, dell’obbligo! Oggi ha quello del “Bon, io mi fermo qui”, come quello di un burocrate che chiude la pratica mentre tu perdi il lavoro!
Quindi Signor Sindaco, lei oggi è al Buk Festival a dialogare sul libro "Elogio della tracotanza" col mio Comandante, le chiedo: la prossima emergenza, il Comune da che parte sta? Dalla parte del Potere che ha il germe negativo, o dalla parte della tracotanza che rifiuta l’utile immediato per la verità?
Perché l’art. 32 dice :“in nessun caso” e in nessun caso è l’atto di tracotanza più grande che la Costituzione ci concede.
Caro Comandante, la sua telefonata era l’epigrafe di questo libro: “Avevi ragione tu”, che vuol dire: “Eri tracotante. E meno male!”
La tracotanza è finita il giorno che il Potere ha dovuto ammettere il “di un po”: ora inizia l’Elogio. Evviva l'Elogio della tracotanza. Spiaze.
sabato 9 maggio 2026
Il dirupo democratico
Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine.
Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation.
Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata.
Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto:
"Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme".
Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no?
E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile.
Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude, sic!
Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...
venerdì 8 maggio 2026
Il ladro e il grammatico
A Modena la (cosiddetta) sinistra ha finalmente trovato il vero colpevole dell’insicurezza: non il ladro, ma il giornalista che ha usato la preposizione sbagliata!
Non “fallimento DEL governo”, ma “fallimento DAL governo”: capite la differenza? No? Be'nemmeno il ladro: infatti continua a rubare serenissimo.
Ormai la politica modenese non combatte il crimine: corregge i complementi grammaticali mentre ti svuotano le tasche.
“Non è colpa del governo”, precisa Paradisi, certo: è solo un fallimento completo su tutta la linea, appunto!
Nel frattempo il cittadino denuncia i furti, mentre ahinoi la politica denuncia i virgolettati!
Signor Paradisi, una domanda: quando il ladro finirà col portafoglio e passerà alle mutande: anche lì parleremo di “criticità semantiche”?
Perché a forza di discutere il significato delle parole, in Italia abbiamo lasciato perdere il significato delle sirene!
Charlie Hebdo si è preso le pallottole per non piegarsi alla semantica degli imam: qui rischiamo di piegarci a quella dei deputati!
Este es el manicomio de Dios.
mercoledì 6 maggio 2026
La Biennale della vergogna
Alla Biennale di Venezia c’è un padiglione ai Giardini che non è un padiglione, ma una sorta di compromesso: allora, per essere chiari il padiglione è 'chiuso', ma 'aperto', è presente, ma... assente; si chiama Padiglione Russia.
Lo puoi guardare solo da fuori, attraverso uno schermo, insomma come si guarda un animale pericoloso allo zoo, oppure un malato contagioso attraverso il vetro: scegliete voi la metafora: tanto, personalmente fa schifo uguale.
La Biennale dice: "Rispettiamo la legge", che poi tradotto sarebbe: "Non abbiamo il coraggio di dire né sì né no, quindi facciamo finta che va bene così"!
La Giuria si è dimessa: gesto pulito, peccato che quando ci si lava le mani, il sangue resta sul pavimento!
E l'Europa, sempre lei, minaccia di tagliare i fondi di 2 milioni: perché la cultura, l’arte, a quanto pare, ha un prezzo e ...un padrone, già purtroppo!
Attenzione, perchè tutto ciò non è un boicottaggio e non è neanche censura, è peggio: è ipocrisia in salsa politica, per usare un eufemismo, il capolavoro della vigliaccheria travestita da procedura.
La Biennale 2026 non passerà alla storia non per un’opera, ma per una porta chiusa e per tutti i cialtroni che si sono messi in fila per guardarla da fuori, fingendo di non essere complici.
L’arte doveva graffiare, ma qui da noi le hanno messo la museruola: e il guinzaglio lo tiene la politica.
Che disastro anzi, che vergogna!
lunedì 4 maggio 2026
Alex Zanardi 1996-2026
Alex Zanardi è morto il 1° maggio. E la notizia è questa: ha perso!
Perché per 25 anni quell’uomo ha preso a schiaffi la parola 'impossibile', badate bene: senza gambe ha vinto l’oro, dopo il coma ha sorriso, dopo ogni caduta è ripartito più forte di prima; tranne l'ultima...
Davvero, ci aveva abituati all’idea che non potesse morire, che bastasse la sua testa a tenere in vita il corpo, ma stavolta non ce l’ha fatta e ci lascia orfani di un’illusione: che la volontà basti sempre.
Ma ci lascia anche la prova che un uomo può vivere due vite in una e vincerle entrambe!
Non scrivo 'riposa in pace', Alex, no, perché non riposavi neanche da vivo, invece scrivo: 'grazie, Alex per averci fatto vergognare delle nostre scuse'.
Signori, ora tocca a noi: e senza alibi. Amen
domenica 3 maggio 2026
Valorizzazione
Caro sindaco ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome il Cinema Astra chiude, più forte ti scriverò!
Come? Cosa dice sindaco? Non è una perdita, è una trasformazione? Ah, ecco...
Caro sindaco, guardi, ormai il copione è già collaudato e da mo: spariscono i cinema, poi i bar, poi i negozi...alla fine resta un centro storico perfetto anzi, oserei dire perfettamente vuoto!
Di giorno si fotografa, ma di notte si attraversa in silenzio, come si fa nei posti dove la vita è passata… e ha deciso di non tornare!
Epperò i conti tornano, sempre, vero sindaco? Perché un cinema è un problema: tiene accese le luci, muove persone, crea abitudini, apre le menti insomma., ammettiamolo: tutte cose difficili da gestire, giusto? Molto meglio qualcosa che renda, oppure che prometta di farlo.
E allora la frase giusta, quella che non finisce nei comunicati ma guida le decisioni, è semplice: la cultura non rende (ex ministro Tremonti dixit!), ma lo spazio sì.
Ecco perché si spegne anche l’Astra, non perché sia inutile, ma perché è vivo.
Caro sindaco, vada avanti così, sta costruendo una città impeccabile: ordinata, valorizzata, silenziosa: talmente silenziosa che presto non ci sarà più nessuno a disturbare!
Sipario.
venerdì 1 maggio 2026
1° Maggio: Festa del Lavoro o dei saluti militari?
La vita? Una barzelletta che non fa ridere: ti fai il mazzo per capire come funziona il mondo e poi crepi, probabilmente con un dubbio e un debito. Quindi, cerchiamo di capire, ma senza diventarci matti: il finale è già scritto.
Prendete la Madre Cristiana sul palco. Voce vibrante, crocefisso d'ordinanza e il solito mantra: "Il lavoro è dignità!". Applausi scroscianti dai soliti noti.
Poi, il tocco magico: apre le mani e libera due colombe, ma queste non cacano pace, portano l'elmetto e hanno assegni firmati nel becco.
La prima vola verso Kiev: tre miliardi e mezzo di euro in tre anni. Armi, fondi, quote UE... tutto impacchettato con amore e votato in Parlamento, epperò nel frattempo, 5,7 milioni di italiani fanno i conti con la "Povertà Assoluta": per l'ISTAT sono disperati, per il Governo sono solo decimali che non votano.
La seconda colomba punta Tel Aviv: qui non portiamo bende, ma pezzi di ricambio, quindi radar, software, pezzi di caccia. Dopo il 7 ottobre hanno detto "basta nuove licenze", ma quelle vecchie continuano a volare che è un piacere: perché la pace è come i bonus del governo, cioè selettiva e con un sacco di clausole scritte in piccolo.
E noi? be', noi festeggiamo il Primo Maggio, ergo la festa di chi lavora e resta al verde, e di chi il lavoro lo vede solo col binocolo.
Sul palco strillano che la dignità è un contratto, epperò peccato che il contratto con gli italiani sia scaduto e nessuno abbia voglia di rinnovarlo; quello con i mercanti di morte, invece, è un "open bar" che non finisce mai, ergo liberano colombe blindate e chiamano "solidarietà" il fatto che noi siamo rimasti in mutande.
Buon Primo Maggio quindi a chi è rimasto a terra a guardare i nostri soldi che prendono il volo e mi si permetta un consiglio ai capoccia: per oggi, spegnete i microfoni, poiché il silenzio delle buste paga vuote fa un casino d’inferno; più di qualunque vostra stronzata elettorale.
mercoledì 29 aprile 2026
Nudo è chi guarda
Essendo la libertà una delle pulsioni più suggestive, se ne fa largo uso anche ai livelli più bassi.
A Modena non serve essere nudi per essere esposti: basta capitare nel mirino dello smartphone giusto.
Così la cronaca racconta — ma in realtà accade ogni giorno — che in centro un uomo vaga senza vestiti, in evidente difficoltà: no, non è uno scandalo, è un’emergenza.
Ma nell’epoca giusta, nel telefono giusto, diventa altro: contenuto, esempio e, perché no, bersaglio.
Un filtro, una didascalia, ed ecco che il problema cambia pelle: non è più una persona da aiutare, ma una storia da usare.
Il decoro, quello tanto invocato, funziona così: non copre chi è fragile, copre chi lo guarda.
E mentre l’immagine si sistema, si ripulisce, si rende condivisibile nella gogna mediatica, la realtà resta lì, fuori dall’inquadratura, nuda davvero.
Perché alla fine non è il corpo a fare scandalo, ma lo sguardo: e quello, purtroppo, non si censura.
Amen.
lunedì 27 aprile 2026
Resistenza sempre
Per il vecchio vignettaro berlingueriano, il 25 aprile era semplice: ricordarsi da cosa ci siamo liberati. Punto.
Oggi invece è un corteo dove ognuno porta il suo conflitto: purché sia più nuovo, più spendibile, più urlabile.
La Liberazione? Be', la Liberazione è lì, parcheggiata tra una bandiera e l’altra, come uno slogan fuori produzione: troppo scomoda, troppo complessa, troppo poco utile per le tifoserie.
Ci hanno liberati, certo: così bene che non abbiamo mai smesso di ringraziarli!
E mentre tutti scelgono da che parte stare, resta una domanda fuori dal corteo: non dove stiamo, ma se sappiamo ancora perché. Resistenza, sempre.
sabato 25 aprile 2026
La Liberazione (versione compatibile)
Il 25 aprile è la festa della libertà, quella che tutti difendono, purché non la si usi! Sul palco si celebra la Resistenza, sotto si tollera a malapena chi resiste davvero: chi scrive, chi disturba, chi non chiede permesso. I partigiani avevano i fucili, oggi bastano un matitone e qualche idea sbagliata per diventare un problema.
Nove anni fa è nato un giornale: nessun padrino, nessun padrone; quindi sospetto. Ha fatto una cosa semplice e imperdonabile:
non stare al posto assegnato.
Nel frattempo, la libertà è diventata un oggetto da cerimonia: si espone una volta l’anno, con la fascia tricolore ben stirata,
e poi si rimette via, tra una diffida e una telefonata “amichevole”.
La chiamano informazione responsabile: è quella che non punge, non graffia, non lascia segni, insomma non serve a niente.
Per tutto il resto c’è ancora qualcuno che insiste, scrive, pubblica e rompe, badate bene: non è nostalgia della Resistenza, ma è fastidio presente e, a quanto pare, non è ancora guarito. Spiaze.
giovedì 23 aprile 2026
Finchè fumo non ci separi
Si sono sposati davvero: non per amore, ma per interesse composto! Mezzetti porta i voti, l’altro i dividendi: in mezzo, l’aria, sapete, no? Cioè quella cosa invisibile che tanto non vota!
Le promesse sono chiare: tu chiudi un occhio, io apro un camino; tu rassicuri i cittadini, io rassicuro gli azionisti e... vissero felici e contenti, finché il bilancio non li separò!
Gli invitati non esistono e se anche ci fossero, indosserebbero maschere antigas: perché a Modena il futuro è sostenibile, ergo si sostiene tutto, anche l’insostenibile.
Incredibile, faccio più numeri con le vigne sullo psicopatico e pedofilo Trump, e il suo compagno di genocidi Bibi Netanyahu, che con le cazzate della politica: che ci sia voglia di essere? Mah...
domenica 19 aprile 2026
A Modena l'oppio dei popoli... è ora di lezione!
A Modena la cosiddetta 'sinistra' ha finalmente risolto il problema della laicità: fuori i crocifissi, troppo ingombranti per il multiculturalismo (da aperitivo) e dentro l'Islam a dosi massicce!
Due ore di "educazione civica" affidate a militanti della fede, perché si sa: per imparare la libertà non c’è niente di meglio di un dogma spiegato bene.
Il sindaco Mezzetti e il PD giurano che serve a "educare al rispetto", tradotto dal politichese: stiamo cercando di sostituire le tessere del partito, ormai introvabili, con i voti delle comunità religiose, o no?
Una volta la sinistra liberava le teste; oggi le copre, pur di non guardare in faccia il vuoto delle proprie idee.
Cari studenti, benvenuti nella scuola del futuro, dove l'unico Dio ammesso è il calcolo elettorale e l'unica materia obbligatoria è... l’ipocrisia! Ehi, signor sindaco: ma un bel corso di buddismo o di ateismo scientifico, no? Ah, già: forse il Dalai Lama non vota a Modena, eh già già già...
mercoledì 15 aprile 2026
Fedeltà atlantica
Per anni ci hanno raccontato la parola “alleato” come se fosse una relazione, una stretta di mano tra pari, una scelta, persino un valore! Poi basta una frase di Donald Trump per rimettere tutto al suo posto: “Good dog.”
Non è un insulto, ma è una definizione, poichè la vera verità è che in politica estera non si è (mai) amici, non si è sovrani, non si è liberi, bensì si è utili. A prescindere.
Finché corri nella direzione giusta, ergo Teheran, Gaza, Beirut ... sei affidabile, ma quando rallenti, quando esiti, quando ti fermi all’uscita sbagliata, ecco: diventi un problema!
E i problemi si risolvono così: si lascia il guinzaglio e si preme sull’acceleratore.
Giorgia Meloni non è stata tradita, in realtà è stata riclassificata, ergo da “alleata” a “scaricata”. Punto.
Il resto, cioè solidarietà, indignazione e, perché no? Patriottismo è solo il rumore del... motore che si allontana! Così è se vi pare.
martedì 14 aprile 2026
Make Me Messiah Again
C’era una volta il Figlio dell’Uomo che moltiplicava i pani e i pesci: oggi c’è Donald Trump che moltiplica i post… e poi li cancella!
Il miracolo non è più sfamare i poveri, ma trasformarsi in “povero salvatore” con un filtro IA, giusto il tempo di raccogliere applausi prima di tornare a fare il Presidente.
Quando lo beccano, la resurrezione dura meno di tre giorni: “Fake news, ero un medico!”. Non guarisce nessuno, ma cura benissimo la propria immagine; ieri Papa Trump, oggi Messia!
Intanto Papa Leone XIV parla di Vangelo, pace, guerra da fermare: roba fuori moda e J.D. Vance gli ricorda di “attenersi alla morale”, dimenticando che la morale cristiana parla proprio di guerra, poveri e dignità umana, cioè proprio di ciò che dà fastidio al potere.
Il problema non è che il Papa faccia politica: la realtà è che toglie alibi, perché oggi la fede è un’altra; credere a ciò che si posta, anche quando sparisce!
Il nuovo comandamento è semplice: non dire la verità, modificala.
Non fare miracoli, simulali.
E se va male… cancella tutto e dai la colpa ai giornali!
Amen.
lunedì 13 aprile 2026
L’esilio del sovranista
Orbán esce di scena con la sua tanica sporca di gas russo: dall’altra parte arrivano promesse pulite, profumate… come dire? occidentali, senza volto e senza prezzo.
Cambia il pusher, non la dipendenza, ma tranquilli: questa volta è democratica!
L’Europa ha finalmente raggiunto l’unità energetica: non più clienti diversi, ma lo stesso pusher con due cataloghi, Est e Ovest.
E l’Ungheria cambia fornitore, ma il principio resta identico: non importa da chi compri, importa quanto sei dipendente; quindi ricattabile in ogni dove.
E la libertà, come sempre, è inclusa nel prezzo, appunto!
Così è se vi pare.
Buona estinzione a tutti
Guardateli bene: no, non sono i Cavalieri dell’Apocalisse, sono i due babysitter del nostro suicidio collettivo.
A sinistra, lo spettro di Adolf sorride dalla sua nuvoletta a svastica: è commosso, lui doveva usare i treni, invece a questi basta un algoritmo!
Al centro, il Bambinone-irresponsabile, col pollice in bocca: finora la sua 'grande' azione parallela ha portato solo alla chiusura di uno stretto che prima era aperto: Trump ha rotto lo stretto, gli alleati lo dovrebbero pagare; vedi te che pretese!
A destra Bibi il Macellaio; grembiule lordo e mannaia affilata con l'incisione "Legittima Difesa"; se gli tiri un sasso, lui ti cancella l'albero genealogico fino alla settima generazione! È la legge del taglione, versione 2026: occhio per occhio, dente per... olocausto!.
Per loro l'Armageddon è solo un picco di ascolti e consensi!
E noi? Noi siamo il pubblico pagante che fissa il tabellone del benzinaio: ci disperiamo se il gasolio sale di due centesimi mentre guidiamo felici verso il fungo atomico.
E non possiamo comprare il gaz dai russi, dobbiamo mettere da parte i soldi per le nuove armi tattiche gestite dall'I.A. e poi, signori! dobbiamo comprare i droni, magari i droni diesel ideali per chi fa più di 15.000 km con filtro antiparticolato per volare anche in città!
Oh, tranquilli: con l'inverno nucleare il riscaldamento sarà gratis, perché saremo noi il combustibile.
Buona estinzione a tutti, e l'ultimo chiuda la porta: se ne avanza una!
domenica 12 aprile 2026
Sicurezza: a Modena non si interviene per scelta
A Modena la sicurezza non è più un problema: è diventata un’esperienza.
Non si affronta, ma si osserva; non si risolve, ma si accompagna; non si governa, ma si descrive.
La città scivola lentamente in una nuova forma di amministrazione, quella turistica: una guida con fascia tricolore spiega ai cittadini ciò che stanno già vivendo, come fosse un percorso culturale. Spaccio, degrado, insicurezza: tutto diventa tappa, tutto diventa “fenomeno urbano”. L’importante è non disturbare la narrazione.
Così la politica si trasforma in accompagnatore gentile del disordine: indica, commenta, contestualizza e soprattutto rassicura: “non è quello che sembra”.
Nel frattempo i cittadini imparano una nuova disciplina: l’adattamento, ergo guardare senza reagire, subire senza nominare, abituarsi fino a non distinguere più ciò che è normale da ciò che non dovrebbe esserlo.
È il progresso, forse...o più semplicemente una 'resa ben educata'?
Alla fine resta una domanda molto semplice: se una città ha bisogno di una guida turistica per spiegare il proprio degrado, chi sta davvero governando?
Ma soprattutto: chi ha deciso che non serve più farlo…o che tanto, in fondo, basta raccontarlo? Del resto, una città che si abitua a tutto è il miglior elettore possibile, o no?
venerdì 10 aprile 2026
La statura dello Stato
Nel Paese dove tutto cresce, dalla spesa nel carrello alle bollette,.. la fatica, ecco c’è una cosa che continua ad aver bisogno di un rialzo: la credibilità!
Allora si rimedia così: una sedia, uno sgabello, una giacca troppo grande e parole ancora più grandi.
Giorgia Meloni parla, o meglio bofonchia: “crescita”, “risultati”, “orgoglio”, insomma fateci caso; parole tirate fuori dal cappello come numeri di magia, misto a un po' d'arroganza, mentre il trucco cola sotto i riflettori...
Nel frattempo, nel Paese reale, i conti si fanno al distributore, alla cassa, alla fine del mese: che non tornano mai!
L’unica cosa che sembra davvero crescere è altro: gli stipendi della politica, le spese militari e il disprezzo per chi sta sotto, perché mentre si racconta la favola della nazione che riparte, ci sono milioni di italiani in povertà assoluta, ergo famiglie che non arrivano alla fine del mese, che scelgono cosa tagliare: il cibo, le cure,... la dignità!
E allora il bersaglio diventa sempre lo stesso, non chi decide, ma chi resiste: quindi si colpiscono i poveri, si colpevolizzano i fragili, si trasformano i disperati in problema da gestire, epperò sempre dall’alto dello sgabello, dove il mondo sembra più piccolo, più semplice, più comodo da raccontare.
Ma giù, dove non servono rialzi per toccare terra, la realtà è un’altra: ruvida, ostinata, e sempre più incazzata e capisce una cosa semplice, che non ha bisogno di microfoni: se per sembrare all’altezza devi salire su una sedia, forse non è il Paese a essere in basso;
sei tu, Giorgia!
giovedì 9 aprile 2026
Lo sfratto del Mascellone
A Carpi hanno finalmente capito che per cacciare un fantasma non serve l'esorcista: basta un timbro comunale!
Dopo oltre un secolo di "onorata" residenza cartacea, ebbene sì, Benito Mussolini è stato ufficialmente sfrattato: fine della pacchia, niente più cittadinanza, niente più domicilio coatto tra i tortellini e il PD!
E mentre a Carpi si festeggia la pulizia del registro, a Roma il vecchio vignettista si immagina che si pianga sugli scranni di Palazzo Chigi, ergo la madre cristiana che sospira fissando il vuoto, mormorando tra un decreto e l'altro che "in fondo Benito era un bravo politico": certo, un genio, così bravo che è riuscito a farsi revocare la cittadinanza pure dall'Aldilà!
Intanto, dalle parti del Senato, pare che 'Gnazio stia già preparando la camera ardente per il suo busto preferito: infatti lo vediamo lì, a lucidare la mascella di bronzo col bicarbonato, sussurrando: "Non ti preoccupare, zio, se a Carpi non ti vogliono più, c'è sempre posto sulla mia mensola tra un cimelio della Decima e un calendario del Ventennio!".
Ma la verità è un'altra, ed è scritta nel cielo (o meglio, sotto terra): se non sei più cittadino di Carpi, per la burocrazia celeste sei un clandestino, o no? E si sa, a questa destra i clandestini non piacciono mica tanto! Quindi, caro Benny, prepara le valigie di cartone: Dio ti ha dato il foglio di via e giù, ad attenderti, non c'è il balcone di Piazza Venezia, ma un focolare eterno che non vede l'ora di riabbracciare il suo "bravo politico": a testa in giù, ovviamente, poiché è la posizione preferita per chi non ha più dove posare i piedi! O no?
mercoledì 8 aprile 2026
Sputtanamento Globale
Sì, il mondo ride, gli alleati, tra cui la madre cristiana, tremano: i nemici, invece, esultano.
E lui? Il vecchio guru del ciuffo arancione, il gangster che prometteva gloria e regime-change, non di distruggere un paese (che già sarebbe un obiettivo ambizioso!), ma un’intera civiltà: da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Invece, adesso, si ritrova inchiodato… letteralmente, nel posto sbagliato!
L’Iran sorride, Israele impreca, i paesi del Golfo contano le perdite, e Pechino stampa yuan come se nulla fosse. Il petrodollaro trema, le alleanze scricchiolano, e il vecchio The Donald? È diventato l’unico missile non intercettabile: quello che gli esplode nel deretano davanti a tutto il pianeta in mondovisione!
Non c’è strategia che tenga, non c’è show che copra l’epico fallimento: è il trionfo dell’umiliazione globale, confezionato con ciuffo e arroganza!
Magari il prossimo inverno, il vecchio gangster metterà fine anche alla civiltà europea: nel qual caso, tutto sarà risparmiato… spiace, ma è probabile.
Epic Fury… davvero!
martedì 7 aprile 2026
Il cow-boy dell'Apocalisse
Diceva Stanley Kubrick che il satirico ride della natura umana perché non può farci niente: be', noi ci proviamo lo stesso, perciò prendete il vignettaro con le pinze. E un contatore Geiger!
Allora sta succedendo veramente, signori: il vecchio col ciuffo biondo e il cervello in saldo ha smesso di giocare a golf con il mondo.
Ora gioca a bowling con le atomiche.
L’ultimatum è scaduto, ma non per l’Iran e gli iraniani: per noi!
Lo abbiamo legato, il vecchio, certo: camicia di forza, protocolli, vertici, “preoccupazioni profonde”, poi...poi lo abbiamo lasciato seduto sulla bomba, al comando.
E lui ride: “YEEE-HAW”, mentre cavalca l’apocalisse come un cowboy ubriaco di consenso.
Nel frattempo, i nostri leader, quei ridicoli parrucconi con la schiena curva e i conti pieni, balbettano comunicati: ieri applaudivano, oggi non si ricordano: “Chi? Io?”
La verità è semplice: non è impazzito il pilota, ma è l’equipaggio che ha venduto l’aereo!
Buona apocalisse.
E stavolta… niente mascherine!
domenica 5 aprile 2026
Buona Pasqua..?
Oggi è Pasqua, non per miracolo, ma... per controllo qualità.
Il Cristo si rialza, si affaccia dal sepolcro e trova tutto in 'ordine': il sangue scorre, la guerra galleggia, la pace è stampata sul gommone come un marchio qualsiasi.
Sul gommone abbiamo, il vecchio squilibrato d’oltreoceano, che si gode il panorama: per lui è business, basta che il caos fatturi. Come sempre.
Accanto a lui, il ricercato internazionale per crimini di guerra israeliano, rema con metodo: la morte non è un incidente, è una direzione.
In mezzo, la vecchia Europa, che guarda senza vedere, c’è senza esserci, galleggia per inerzia: e per quanto ancora, è l’unica vera suspense.
Ecco, il sepolcro resta l’unico luogo sacro: fuori, tutto è già stato convertito, ergo il dolore in strategia, i morti in argomenti, la pace in uno slogan impermeabile al sangue.
Il problema non è che Cristo sia risorto, semmai il problema è che non trova più niente da salvare...o forse no.
Forse è risorto nel posto giusto: dove anche la resurrezione serve solo a certificare il fallimento!
Così è, se vi pare.
Buona Pasqua.
sabato 4 aprile 2026
Dalle parti della curia di Modena...
Dalle parti della curia di Modena si è aperto un nuovo reparto: la comunicazione strategica.
Sorvoli, inquadrature, contenuti accessibili: perfino il Golgota, finalmente, diventa spiegabile!
Dall’alto tutto è più chiaro: il dolore si mette a fuoco, il sangue non disturba, la morte si lascia raccontare: viene quasi da pensare che basti la giusta distanza, la giusta metafora.
Così la Pasqua smette di essere uno scandalo e diventa un messaggio, tuttavia il problema non è il drone: è l’ansia di renderlo necessario.
Perché il Mistero, quello vero, non si chiarisce: resiste; non si comunica, ferisce e, soprattutto non migliora se lo guardi dall’alto.
Resta lì, inchiodato alla terra, dove nessuna ripresa arriva pulita, ma noi insistiamo: vogliamo capirlo, spiegarlo, renderlo utile e, perché no? Magari anche condivisibile!
E così, mentre lo illuminiamo, lo perdiamo...
Ave Cesare, morituri te salutant.
venerdì 3 aprile 2026
Ruote Libere, mani legate
Il carburante aumenta, ma...sempre per una “buona causa”!
La guerra, dicono da Oltreoceano, è un investimento, ergo non deve rendere pace perché quella è un costo, semmai deve rendere paura, ma soprattutto profitto per i soliti noti.
E così alla pompa non scegli: paghi, come sempre e se osi chiedere perché, ti rispondono pure con educazione: come si fa con i clienti 'importanti'.
Intanto al supermercato i prezzi salgono da soli, ma non è inflazione: è un prelievo automatico: ti alleggeriscono mentre infili la spesa nel bagagliaio, senza passamontagna, senza fretta.
È questo il progresso: morire con il resto esatto. Ma senza contatto.
mercoledì 1 aprile 2026
Eppur ...galleggia!
A Modena non serve vincere le elezioni. basta sedersi e aspettare.
Da una parte il Partito Democratico governa da così tanto tempo che ormai potrebbe farlo anche in pigiama, mentre dall'altra...be', dall'altra parte l’opposizione continua a fare quello che le riesce meglio: galleggiare.
Non affonda, certo, ma neanche nuota.
Si, va be', a volte si agita, produce bolle, ogni tanto litiga per stabilire chi debba stare più vicino al vetro...epperò intanto fuori la città cambia, s'incazza, si stanca… e poi torna a votare sempre gli stessi! Badate bene, non per amore, ma per assenza di alternative! Giaà...perché il problema, a Modena, non è il potere, ma il vuoto che c'è attorno, perché un sistema si abbatte solo quando dall'altra parte c'è qualcuno che costruisce qualcosa di più forte.
Qui invece si preferisce stare comodi: dentro un acquario, ben nutriti, ben visibili, perfettamente inutili: e allora sì, chiamatela opposizione, ma solo il primo aprile.
martedì 31 marzo 2026
Domenica delle Palme e l'ombrello della fede
E' come in un film surreale "L’ombrello della fede", dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'!
E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non...bagnarsi!
Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: "non c’ero", ergo una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano.
Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta!
Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria.
Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi.
Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.
sabato 28 marzo 2026
Cura pubblica, conflitto privato
A Sassuolo il concetto di servizio pubblico ha preso una piega da sport tiro anziché alla fune, al cittadino! Tra AUSL e Comune, il cittadino diventa un 'attrezzo': un braccio tira uno, l’altro braccio l’altro, la flebo da 1,6 milioni scorre più veloce del sangue, mentre i protagonisti sventolano sorrisi rassicuranti e dichiarazioni pompose!
Difendere i tuoi interessi? Lavorare per la tua salute? Certo, ma solo finché serve a tenere viva la partita legale, con spese che finiscono nei portafogli pubblici e non in quelli dei contendenti...
La morale? Be', la morale è semplice: quando lo Stato gioca contro sé stesso, il cittadino non è paziente, è pedina: e la partita… la paghiamo noi. Così è se vi pare.
venerdì 27 marzo 2026
A Modena funziona così
Funziona così: a Modena non c’è stato un referendum, semmai c’è stata una scalata.
Quindi c’è chi ha piantato la bandierina e si gode il panorama, trasformando un “No” in un’investitura personale.
Più che un risultato, una vetta: conquistata da uno, rivendicata da tutti.
Sotto, c’è chi fino a ieri faceva la guerra e oggi cerca un tavolo, non per vincere, no: ma per restare dentro al giro!
E poi, da qualche parte, dovrebbe esserci anche un’opposizione: dovrebbe, sic!
Morale: quindi vediamo che, mentre uno festeggia e l’altro tratta, ma (non so voi) il vecchio vignettaro vede che l’unico scontro vero resta quello tra la realtà — bollette, tasse, caro vita — e il (insopportabile) 'teatrino'.
Solo che la realtà non vota, non tratta e non applaude, la realtà, come sempre, non risponde nemmeno: al massimo, manda a dire. Fine
giovedì 26 marzo 2026
Ha tolto il disturbo, non il problema
La Pitonessa Daniela Santanchè alla fine se ne va: dopo l’ennesimo tira-e-molla indecente (per motivi che, ovviamente, restano “trasparenti”: sic!), prende le valigie in mano e con il culo dritto finalmente si dimette.
E non succede niente, non crolla nulla, anzi: Carlo Nordio è ancora lì, quindi tranquilli è tutto perfettamente stabile. O quasi, eh Giò?
Perché il problema non era la poltrona, no: ma quello che la teneva inchiodata, ergo i tacchi restano piantati nello scranno, confitti dentro una parola sola, elastica, immortale: 'rinvio a giudizio'.
Una di quelle parole che non finiscono mai, si allungano, si piegano, evaporano: fino a diventare aria.
Sopra si cambia faccia, sotto non si muove niente: è la magia della politica italiana, ergo la responsabilità è sempre personale,
le conseguenze sempre collettivamente assenti.
E così, mentre qualcuno esce di scena “pulito”, il pavimento resta bucato: e noi sotto! Amen
mercoledì 25 marzo 2026
E' democrazia che non si fida più
Non li ha seguiti, li ha fermati. Non è scesa in piazza, li ha fatti tacere.
Mentre intorno, ognuno recita la sua parte: chi festeggia, chi si giustifica, chi piange su una riforma che fino a ieri era viva e politica e oggi è già diventata tecnica.
E no, non è una vittoria, ma è un atto di sfiducia generale, ergo perché, come succede ogni volta che c’è in ballo la Carta,
l’Italia non segue proprio nessuno; si presenta da sola, come si va dal medico quando il dolore è troppo forte. O quando sente puzza di bruciato.
I politici esultano, spiegano, reinterpretano, come sempre: parlano sopra e intanto nessuno si muove davvero: nemmeno chi dovrebbe.
Giorgia Meloni resta al suo posto, epperò circondata da polemiche, nomi ingombranti e imbarazzi mai risolti, mentre la responsabilità scivola via come sempre verso qualcun altro, altrove, verso nessuno.
Ma la verità è più semplice, ed è più scomoda: quando il popolo si muove senza di loro, non è democrazia in festa, è democrazia che non si fida più. Amen.
lunedì 23 marzo 2026
Il 'NO' non assolve...
Ci raccontano bugie ogni giorno: bilanci “fantasia contabile”, pranzi compromettenti, “che avrò fatto mai”...e intanto ci dicono: 'temete la magistratura. è un plotone di esecuzione!'
Ma la vera paura dovremmo averla di loro: mascalzoni che giocano coi conti, con le leggi, con le vite, e hanno la presunzione di riscrivere la Carta!
Poi, per il vecchio vignettaro (berlingueriano) arriva il 'NO', ergo un 'NO' che non discute, non assolve, ma ricorda, magari schiaffeggia e, perché no? Schiaccia: perchè (non so voi), ma quel 'NO' è un 'peso', ed è reale e, soprattutto non perdona. A prescindere. Spiaze.
sabato 21 marzo 2026
Tagli selezionati
In Italia la giustizia non è cieca, semmai è...bendata male!
E così ogni tanto la benda scivola, giusto il tempo di capire chi ha davanti, poi magari torna al suo posto, stretta quanto basta per non vedere troppo: ma nemmeno troppo poco.
Nella premiata bisteccheria Andrea Del Mastro Delle Vedove, la riforma si serve così: a tagli, non uguali per tutti, ovviamente.
C’è il filetto e c’è lo scarto, c’è chi mangia e chi finisce sul tagliere!
E mentre qualcuno brinda nelle sale private, lontano dal banco, il cliente...pardon, il cittadino annusa, chiede, prova a capire se è roba fresca: dal banco arriva la risposta più onesta possibile e non importa com’è la carne, ma importa come la tagli.
Domani non scegli una legge: scegli se fidarti del macellaio.
Tutto qui.
venerdì 20 marzo 2026
Stia sereno, senatùr: lassù accolgono tutti.
Quando uno cambia la storia, o almeno riesce a spostare gli equilibri politici a forza di rutti, bandiere e rancore, una domanda viene: si sarà accontentato della gloria terrena? Di essere ricordato dai vivi come il gran padre del Nord incazzato? Oppure, nel fondo della sua anima celodurista, Umberto Bossi si sarà sentito qualcosa di più: lo strumento del lato oscuro della Forza, il galoppino provvidenziale di quel vecchio trucco del potere che consiste nel dividere un paese, avvelenarlo, e poi governarlo meglio?
Perché Bossi non ha liberato nessuno: ha solo preso il malcontento del Nord, l’ha impastato con folklore, volgarità e disprezzo, e l’ha rivenduto come identità; il solito capolavoro dei servi utili, ergo far litigare i dannati del piano di sotto mentre quelli del piano di sopra contano i soldi!
E allora il contrappasso perfetto non è il fuoco eterno, ma l’accoglienza: il senatùr arriva in cielo con la sua faccia da doganiere della Padania, il sigaro spento, la carta igienica tricolore in mano, e al cancello trova San Pietro Nero, che lo invita a entrare con cortesia.
Fine della commedia.
Una vita passata a vendere frontiere ai gonzi, e sulla soglia dell’eternità scopre che il Paradiso non fa respingimenti: perché il razzismo, come quasi tutte le ideologie da bar, muore dove comincia l’universalità, magari davanti a una chiave tenuta in mano da chi avresti voluto lasciare fuori.
Io Bossi me lo immagino così: e, signori miei devo dire, mi piace!
giovedì 19 marzo 2026
Qui ci stanno facendo il c...
La madre cristiana, quella che doveva abolire le accise, non le ha tolte: le ha messe in offerta!
Venti giorni di sconto, un po' come il detersivo, ergo: ciò non è politica energetica, badate bene, ma più una televendita...alla Vanna Marchi, sic!
Infatti il trucco è sempre lo stesso, ergo ti rifila qualche centesimo di sollievo e lo vende come miracolo patriottico!
Per favore, qualcuno del cdx dica alla madre cristiana che così non si governa affatto, semmai s'incanta gli sciocchi creduloni e, quindi non risolve: semmai ti fa ballare attorno alla pompa!
E il bello è che, in questo povero Paese, funziona pure: basta uno sconticino per far uscire l’Italia dal cesto con gli occhi storti e la dignità in riserva.
Signori, altro che pieno: qui ci stanno solo facendo il c...ehm, il numero! Così è se vi pare...
mercoledì 18 marzo 2026
165° Anniversario dell'Unità d'Italia: quando l’orgoglio non paga le bollette
Cosa possiamo fare contro l'imbecillità del potere costituito? Ma niente, forse tutta l'etica è sbagliata, ergo è sbagliata a monte l'idea che occorra fare qualcosa, che bisogna agire, quando invece sarebbe vero il contrario, ergo che non bisognerebbe fare proprio niente, ecco: ma il vecchio vignettaro non ce la fa proprio, ammettendo mestamente: 'ma chi glielo fa fare?'
E così putacaso vede che la madre cristiana celebra i 165 anni di unità in post luccicanti e slogan patriottici, epperò mentre il cittadino medio lotta tra bollette, stipendi fermi e un Paese che sembra funzionare solo per chi decide le priorità: l’orgoglio nazionale costa poco, la vita reale un’infinità.
E così, mentre il CSM si rifornisce e i post festeggiano, noi contiamo centesimi.
lunedì 16 marzo 2026
L'Italia dei banditi e dei taxi volanti
Siamo circondati da imbecilli, ma con la cravatta.
Personalmente, per il vecchio berlingueriano, oramai la politica italiana è un circo dove a destra e a sinistra si gioca a chi urla più forte "Al lupo!", fateci caso: se il referendum boccia, APOCALISSE, con stupri di massa, criminali a piede libero e cavalieri dell'Apocalisse in tangenziale!
Se invece passa, ecco addirittura la P2 del Venerabile, con giudici in ginocchio e ladri che brindano a caviale!
Tutto pur di non farti vedere la realtà, che è molto più sporca, ergo: mentre in TV ti spiegano che la tua sicurezza è a rischio per colpa di un ladro di polli, il vero pezzo grosso — ricercato da mezzo mondo — non scappa via col passamontagna, no: nel Belpaese prende addirittura il volo di Stato e vola in Libia.
Ecco, vedete? La propaganda ti fa guardare il mostro sotto il letto, mentre il criminale vero sale la scaletta dell'aereo, sorride e saluta, e il biglietto? Glielo hai pagato tu: in Italia, se sei un delinquente di serie A, non finisci dentro, ma molto più probabilmente finisci in Business Class, SIC! Qualcuno mi dia un pizzicotto, è un incubo!
venerdì 13 marzo 2026
Zerbino patriottico
C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale.
Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino!
No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro...
Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale!
Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa.
La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto.
E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?
mercoledì 11 marzo 2026
La manutenzione della Giustizia del governo Meloni
Beati i furbi, ma soprattutto i goffi!
Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!”
Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO.
La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste.
Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata.
Così è, se vi pare.
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