venerdì 13 marzo 2026

Zerbino patriottico

C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale. Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino! No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro... Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale! Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa. La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto. E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?

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