martedì 26 maggio 2026

Il secondo attentato

Mi trovo in difficoltà a comprendere ciò che sta accadendo a Modena dopo quanto successo pochi giorni fa: uno esce di casa con un coltello, semina il panico e rischia di ammazzare altra gente; un uomo lo ferma, fine della storia? Macché. Tempo ventiquattr’ore e Luca Signorelli diventa santo civile, mascotte politica, un esempio, selfie, slogan, manifestazioni, talk show: tutti a contendersi l’“eroe di Modena”! Poi Signorelli apre bocca e... commette l’errore imperdonabile: dire quello che pensa davvero!Insomma, non conferma la sceneggiatura già pronta, non urla la parola magica al momento giusto, non recita la parte assegnata e allora apriti cielo: da eroe a servo, da simbolo a traditore, da uomo coraggioso a bersaglio! Nel frattempo degli altri eroi per caso quasi non parla più nessuno: due egiziani e un bengalese non fanno share, non riempiono le piazze, non diventano bandiere... In Italia ormai funziona così: non ti chiedono di essere sincero, ti chiedono solamente di essere utile. L’attentatore ha usato un coltello: il resto del Paese, invece, usa le persone! Ma non è una novità, giusto?

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