mercoledì 25 marzo 2026

E' democrazia che non si fida più

Non li ha seguiti, li ha fermati. Non è scesa in piazza, li ha fatti tacere. Mentre intorno, ognuno recita la sua parte: chi festeggia, chi si giustifica, chi piange su una riforma che fino a ieri era viva e politica e oggi è già diventata tecnica. E no, non è una vittoria, ma è un atto di sfiducia generale, ergo perché, come succede ogni volta che c’è in ballo la Carta, l’Italia non segue proprio nessuno; si presenta da sola, come si va dal medico quando il dolore è troppo forte. O quando sente puzza di bruciato. I politici esultano, spiegano, reinterpretano, come sempre: parlano sopra e intanto nessuno si muove davvero: nemmeno chi dovrebbe. Giorgia Meloni resta al suo posto, epperò circondata da polemiche, nomi ingombranti e imbarazzi mai risolti, mentre la responsabilità scivola via come sempre verso qualcun altro, altrove, verso nessuno. Ma la verità è più semplice, ed è più scomoda: quando il popolo si muove senza di loro, non è democrazia in festa, è democrazia che non si fida più. Amen.

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