mercoledì 11 marzo 2026

La manutenzione della Giustizia del governo Meloni

Beati i furbi, ma soprattutto i goffi! Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!” Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO. La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste. Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata. Così è, se vi pare.

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