sabato 9 maggio 2026
Il dirupo democratico
Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine.
Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation.
Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata.
Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto:
"Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme".
Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no?
E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile.
Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude, sic!
Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...
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