domenica 24 maggio 2026

Il tempismo è tutto

Dopo l’attentato il sindaco Massimo Mezzetti ha parlato di “integrazione”, “dialogo”, “capirsi”. Parole normali. Parole da conferenza stampa. Quelle che escono automatiche quando la città sanguina ma il microfono è ancora acceso. A quanto pare pure Barcaiuolo le ha sentite e... ha capito subito: “Ah, è il momento della Morale!”, quella con la M maiuscola, insomma la Morale da social, da talk show, da opposizione permanente: quella che compare sempre quando nessuno ha una soluzione ma tutti hanno una posa. Allora si è preso l’incudine e se l’è calata sugli zebedei in diretta: “Sei raccapricciante!”, ha urlato alla Morale, come se il problema fosse lei e non il fatto che due minuti prima stava leggendo il comunicato del Comune con la voce da vicepreside in gita scolastica. Mezzetti, romano trapiantato in Emilia, ha guardato la scena con la rassegnazione di chi ha visto troppi dibattiti televisivi: “Aho… ma sei sicuro?” Traduzione: se vuoi fare il moralista fallo pure, ma evita l’autocanonizzazione in pubblico, perché poi fa male, è inutile e lascia nell’aria quell’odore tipico della politica moderna; ipocrisia tiepida e plastica bruciata. La Morale intanto è ancora lì: l’integrazione invece aspetta fuori, al bar!

sabato 23 maggio 2026

Quando il dolore dura poco

Dice il filosofo: “Se gli uomini volessero davvero diventare uomini nel senso nobile voluto dall’umanesimo, dovrebbero smettere di essere animali.” Epperò peccato che l’uomo continui ad amare il sangue: anche quando produce consenso! Il 16 maggio 2026, nel pieno centro di Modena, un uomo lancia la sua auto sulla folla: corpi spezzati, gambe maciullate, persone che urlano sull’asfalto. Il giorno dopo? Due piazze, due fasce, due liturgie politiche, ma una sola vera attività produttiva: 'girare la manovella'! L’arcivescovo invoca decoro, silenzio, riflessione, ma il tritacarne della politica moderna non si ferma per così poco. Dentro entrano tragedie, fuori non esce carne macinata, ma escono like, schede elettorali, cuoricini social... Sembra che persino il dolore ormai deve “posizionarsi”: E mentre tutti, da dx a sx si contendono il diritto di spiegare il Male, i feriti diventano ciò che sono sempre stati nelle campagne elettorali (permanenti): materia prima. Altro che umanesimo: qui siamo ancora alla macelleria! O no?

giovedì 21 maggio 2026

Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori

Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro. Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete? Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv. Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica. Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale. Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea. La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini. Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica. Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.

mercoledì 20 maggio 2026

Compiuta integrazione

Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi. Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social. Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato. "Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco... Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria! Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle. Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen. .

martedì 19 maggio 2026

Il menù della solidarietà

A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh! Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma! Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale! D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic! In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore! E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca? Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?

lunedì 18 maggio 2026

Sicurezza partecipata

Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata! Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre! Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro. E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni! Modena ormai non è più una città, è un set.

domenica 17 maggio 2026

Integrazione (im)perfetta

Un uomo lancia un’auto sulla folla: nel giro di cinque minuti il Paese non parla più dei feriti, ma parla dell’origine del conducente, della narrativa corretta, della parola giusta da usare in TV. Intanto quelli che lo hanno fermato con le mani nude scoprono una verità semplice: la sicurezza reale non assomiglia ai comunicati stampa! Le città della società dei consumi ormai funzionano così: prima producono solitudine, rabbia e teste rotte, poi discutono all’infinito dell’etichetta da appiccicare ai cocci. E mentre tutti litigano sull’identità del mostro, nessuno guarda più la 'fabbrica' che lo ha costruito, eh! Meditate, gente. Meditate.