lunedì 12 ottobre 2026
Davvero?
Andrea Kimi Antonelli arriva sul podio di Singapore dopo un weekend in cui la sua Mercedes sembrava avere più problemi del mio naftone: freni capricciosi, pedale sospetto, liquidi misteriosi nell'abitacolo, caldo, track limits… Insomma, mancava soltanto che gli chiedessero di cambiare le gomme con un cric in mano: eppure è arrivato terzo. Terzo!
Poi, nell'intervista finale, Jenson Button gli dice in diretta TV che ad Austin potrebbe già vincere il Mondiale e Kimi lo guarda con l'espressione di chi ha appena scoperto che il conto al ristorante lo paga qualcun altro: "Davvero?".
Ecco, quel "davvero?" vale più di mille dichiarazioni da campione. Perché, vedete, nel frattempo il circo mediatico ha già fatto i conti, assegnato titoli, preparato celebrazioni e probabilmente commissionato la statua a qualche artista famoso!
Lui, invece, sembra ancora impegnato a capire perché la macchina non frenasse: insomma, a sentire certi racconti, ha praticamente corso senza freni! Ed è questa la differenza tra un ragazzo che guida e un sistema che ha bisogno di trasformare ogni talento in un fenomeno, ogni risultato in un'impresa epocale e ogni classifica in una sentenza definitiva.
Naturalmente, il Mondiale non è ancora vinto, ma vedete, nell'epoca in cui sembra contare più il software del pilota, dove tutto deve essere consumato prima ancora di accadere, be', anche un campionato del mondo può diventare una notizia vecchia prima della bandiera a scacchi!
Kimi, per favore, continua a fare quello che sai fare, guida, perché alle corone, alle profezie e alle dirette televisive, lasciamole gli altri: che almeno uno, in Formula 1, abbia ancora il buon senso di chiedersi: "Davvero?"
domenica 11 ottobre 2026
L'America fa affari, l'Europa paga il conto.
Per anni ci hanno rotto i coglioni con la morale, i valori occidentali, le sanzioni e la necessità di strangolare economicamente la Russia e chiunque osasse dubitare della strategia veniva arruolato d'ufficio nell'esercito dei traditori, dei putiniani e delle spie del Cremlino!
Poi arriva Donald Trump, telefona a Putin e si mette d'accordo per comprare milioni di tonnellate di gasolio russo...come? Ehi, scusate, ma il petrolio russo non finanziava la guerra? Le sanzioni non dovevano mettere in ginocchio Mosca? E soprattutto: non eravamo noi quelli che dovevano fare sacrifici per difendere la libertà?
Be', evidentemente, la libertà americana costa meno di quella europea, e così Washington ha ottenuto un risultato straordinario: ha contribuito a separare l'Europa dalla Russia, ha rafforzato la propria posizione nel mercato energetico europeo e adesso tratta con Mosca quando le conviene.
Ecco, signori miei, non è necessario credere a ogni teoria del complotto per riconoscere una contraddizione grande come una petroliera, mentre noi continuiamo a pagare carburanti cari, a subire le conseguenze di una politica energetica piena di vincoli e a sentirci spiegare che non esistono alternative, sic!
Alternative per chi, esattamente? No, perché se gli amerikani-con-la-kappa possono comprare gasolio russo quando fa comodo ai loro interessi, mentre gli europei devono continuare a rinunciarvi anche quando ne pagano il prezzo, allora qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegarci quale sarebbe il vantaggio di questa geniale strategia, o no?
Non serve proclamare Putin vincitore della guerra per constatare che la Russia non è stata economicamente strangolata e non serve dipingere Trump come un genio della diplomazia per vedere che gli U.S.A. che perseguono i propri interessi senza chiedere il permesso a Bruxelles: o sbaglio?
Epperò il vero capolavoro, lasiatemelo dire, è tutto europeo: i nostri 'governanti' hanno scambiato la fedeltà atlantica per l'obbligo di obbedienza! Insomma la sensazione è che mi hanno confuso la solidarietà con l'autolesionismo e la fermezza con l'incapacità di cambiare strada!
Francamente adesso mi piacerebbe sapere se almeno provano un po' d'imbarazzo, nel vedere Trump con una bandiera bianca legata al buffo ciuffo con le pezze al culo è in ginocchio davanti a Putin che gli piscia gasolio in bocca, mentre dietro a Trump la vecchia Europa, anche lei con le pezze al culo, gattona implorando: "Anch'io! Anch'io!", ma l'AmerKca la tiene a distanza con un piede.
È satira, certo, ma il problema che denuncia non è inventato: quando gli interessi americani e quelli europei divergono, chi difende quelli europei?
La morale è semplice: quando compri tu, sei un complice di Putin; quando compra l'America, sei un partner strategico, be' allora basta con le prediche: non vogliamo un'Europa filorussa e non vogliamo un'Europa antiamericana, ma vogliamo un'Europa che non sia la serva di nessuno.
Perché un alleato può essere potente, generoso e indispensabile, ma quando ti tratta come un suddito, continuare a chiamarlo padrone di casa, non è più diplomazia: è il peggior servilismo, dove il conto, come sempre, lo paghiamo noi. O no?
mercoledì 7 ottobre 2026
La vocazione
In politica, avolte c’è chi riceve una telefonata e chi, sentendo un appello rivolto a una categoria intera, pensa immediatamente "Parla di me!": è la sindrome del protagonista, perché vedete, basta una frase pronunciata a un microfono e qualcuno si sente chiamato per nome dalla Provvidenza.
Piergiulio Giacobazzi, alla Leopolda, ha avuto la sua folgorazione: Renzi cercava i riformisti di Forza Italia e lui ha capito che cercava proprio lui! Oh, d’altronde, dopo trent’anni nello stesso partito, cambiare casa può essere imbarazzante: molto meno se riesci a convincerti che non stai cercando un’altra sistemazione; no, dico, sei stato chiamato, ecchediamine!
E allora sia fatta la sua volontà: ehi, cosa pensate? Quella di Renzi, possibilmente!
domenica 4 ottobre 2026
Prima li vomita, poi li punisce e, infine si assolve
Prima lo Stato sociale li prende in carico, poi... li perde! E poi quando esplode il casino, scopre che ...esistono!
Allora uno diventa un terrorista e fa una strage a Modena e sarà processato per i fatti del 16 maggio scorso: l'altro aggredisce tre persone a un distributore di Reggio Emilia e finisce in carcere dove dopo pochi giorni si toglie la vita.
A quel punto il sistema è efficientissimo: polizia, carcere, dichiarazioni, scaricabarile e la prevenzione? Be', quella si sa, arriva sempre dopo: perché è molto più facile punire un fallimento che impedirlo!
Prima li vomita, poi li punisce e, infine si assolve.
sabato 3 ottobre 2026
Fine della lezione
Il giorno dopo la strage, la diagnosi politica era già pronta: disagio psichiatrico.
Piantedosi lo disse, Tajani si accodò alla lettura: il fascicolo giudiziario, invece, doveva ancora cominciare a parlare.
Poi arrivò la perizia: El Koudri era capace di intendere e volere, bon e allora viene spontanea una domanda molto semplice: non sarebbe stato meglio aspettare?
Perché quando c'è di mezzo una strage, prima di distribuire diagnosi, assoluzioni preventive e spiegazioni confezionate in giornata, forse vale una vecchia regola elementare: prima s'accerta, poi se parla.
Il sindaco Mezzetti, oggi, chiede che si accertino fino in fondo le responsabilità, ed è esattamente quello che dovrebbe fare chi governa: lasciare parlare prima i fatti e poi, eventualmente, la politica.
venerdì 2 ottobre 2026
Le priorità
Quindi El-Koudri era stato attenzionato? Boh, ma una cosa è certa: la pratica poteva aspettare, ma le dichiarazioni sulla strage, invece, quelle sì che erano urgenti.
La sicurezza nazionale può attendere, la conferenza stampa no!
martedì 29 settembre 2026
Il prezzo del guinzaglio
Proposta di Mozione per il Comune di Modena: rilevare la Pompa Bianca e vendere il carburante a prezzo di costo.
Perché se non sai più quanto vale un’ora di lavoro, un litro di gasolio o un bicchiere di Lambrusco, non puoi capire se ti stanno fregando.
E allora ogni sconto ti sembra un regalo, finché scopri che non era uno sconto: era il prezzo del guinzaglio.
Non è solo comunismo, ma in realtà è restituire ai cittadini un metro per misurare il prezzo del lavoro, della benzina e, magari, anche della propria libertà! O no?
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