lunedì 1 giugno 2026
Supporto tecnico
Al Giro hanno vinto le gambe, hanno vinto i watt e hanno vinto le tattiche: va benissimo così, e gliene diamo atto!
Ma io disegno vignette, non classifiche, no? E vedo un’altra storia: quella di Nicolas, 28 anni, reggiano come me, con la stessa materia grigia che si deposita negli angoli.
Fino all’anno scorso era alla Bardiani a Reggio Emilia: la squadra di casa, quella che sa di erbazzone e di officina 'sotto casa'. Poi, dal 1° novembre 2025, è passato alla VISMA Lease a Bike, insomma dal giro di casa al Giro d’Italia, dal bullone della bici del vicino al bullone della maglia rosa!
Ieri, mentre il campione alzava il trofeo, Nicolas era lì dietro, con la chiave inglese che diventa cappello, con la mano gigante che spinge la bici anche quando nessuno guarda: e con un ragnetto da togliere dal movimento centrale perché “lì non deve stare niente che non sia perfezione”, eh Nico?
Il corridore ha la corona, ok, giusto, se l’è sudata, ma il meccanico ha la passione scritta sulla visiera e se l’è sudata di più!
Perché la sua vittoria non dura 3 settimane, dura 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, con la paura che una vite non stretta rovini il sogno di un altro!
Io ho disegnato vignette fin da ragazzino e me le chiamavano “scarabocchi”. Oggi disegno Nicolas e lo chiamo “miracolo”, perché i miracoli non sono quelli che vedi in TV, ma sono quelli che succedono in officina, alle 3 di notte, senza telecamere: che sia Bardiani o VISMA, cambia la maglia, non cambia la fatica.
Al campione la maglia rosa, a Nicolas questa vignetta: che è poco, lo so, ma è firmata HB2, punta tagliata col coltellino; e per noi reggiani, è già tanto, davvero tanto!
T’gnam bòta.
domenica 31 maggio 2026
Gaza vi stressa? Venite a lavare il sangue in Sardegna!
C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel mare sardo: lo sanno i miliardari russi, lo sanno i turisti tedeschi e, da oggi, lo sanno anche i serial killer dell'IDF.
Dopotutto, sventrare asili a Gaza e fare il tiro al bersaglio sugli ospedali provoca un forte stress psicofisico: povere stelle! Un po' di stress cronico da genocidio, è normale!
Quindi cosa c’è di meglio di una licenza premio tra le acque cristalline di Cagliari per dimenticare le urla dei bambini e scrollarsi la polvere dei cervelli dalla mimetica? Una bella nuotata e la coscienza torna bianca come la sabbia di Porto Cervo.
Ma il vero capolavoro di satira involontaria lo firma il governo Meloni-Tajani, cioè mentre l'italiano medio stringe la cinghia e muore nei corridoi del pronto soccorso, l'esecutivo lancia il nuovo menù turistico: servilismo geopolitico a novanta gradi, ipocrisia istituzionale e aragoste gratis per i signori della guerra.
Quindi non solo li ospitiamo, ma gli paghiamo pure la scorta! Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sottratti alle strade e convertiti in dog-sitter privati di truppe sotto indagine per crimini di guerra.
La Digos che controlla se il cocktail del capitano israeliano ha abbastanza ghiaccio: e se i sardi protestano? Semplice: manganellate patriottiche sul bagnasciuga!
Blindiamo le spiagge e serviamo l'aperitivo sul tappeto rosso sangue, mentre il messaggio di Roma ai macellai di tutto il mondo è chiaro: "Venite a rilassarvi in Italia! Qui il senso di colpa non è compreso nel prezzo. Tanto offre il contribuente stronzo!"
venerdì 29 maggio 2026
Ferrari a zero emissioni. informazioni, pure!
Finalmente una rivoluzione italiana di cui (bisognerebbe)andare fieri: la Ferrari elettrica! Silenziosa, pulita, sostenibile, talmente sostenibile che riesce perfino a... distruggere le notizie scomode!
Fateci caso, mentre televisioni, giornaloni, social lucidano il cofano della nuova supercar per raccontarci il “futuro green del lusso”, oppure al contrario "che è orribile", da qualche finestra volano file su terrorismo, propaganda jihadista e video di attentati europei trovati nei computer dei soliti “lupi solitari” che poi, misteriosamente, diventano sempre solo cronaca locale!
Ma vuoi mettere? Da una parte hai morti, fanatismo, reti estremiste, paura e domande imbarazzanti, mentre dall’altra hai una Ferrari con le batterie.
Be', inutile dire che è evidente quale notizia sia più rassicurante per il pubblico e, soprattutto per chi deve vendergli il mondo come una pubblicità gigante piazzata davanti all’incendio!
L’importante non è nascondere, no, sarebbe rozzo e poi, si sa: alla fine da qualche parte la notizia salta fuori, perchè non riesci a controllare tutto, quindi l’importante è coprire con 'eleganza', come una coperta di cashmere stesa sopra un bidone che brucia.
E allora applausi: la nuova Ferrari funziona davvero a omissioni: zero rumore e...zero memoria! Amen.
martedì 26 maggio 2026
Il secondo attentato
Mi trovo in difficoltà a comprendere ciò che sta accadendo a Modena dopo quanto successo pochi giorni fa: uno esce di casa con un coltello, semina il panico e rischia di ammazzare altra gente; un uomo lo ferma, fine della storia? Macché.
Tempo ventiquattr’ore e Luca Signorelli diventa santo civile, mascotte politica, un esempio, selfie, slogan, manifestazioni, talk show: tutti a contendersi l’“eroe di Modena”!
Poi Signorelli apre bocca e... commette l’errore imperdonabile: dire quello che pensa davvero!Insomma, non conferma la sceneggiatura già pronta, non urla la parola magica al momento giusto, non recita la parte assegnata e allora apriti cielo: da eroe a servo, da simbolo a traditore, da uomo coraggioso a bersaglio!
Nel frattempo degli altri eroi per caso quasi non parla più nessuno: due egiziani e un bengalese non fanno share, non riempiono le piazze, non diventano bandiere...
In Italia ormai funziona così: non ti chiedono di essere sincero, ti chiedono solamente di essere utile.
L’attentatore ha usato un coltello: il resto del Paese, invece, usa le persone! Ma non è una novità, giusto?
domenica 24 maggio 2026
Il tempismo è tutto
Dopo l’attentato il sindaco Massimo Mezzetti ha parlato di “integrazione”, “dialogo”, “capirsi”.
Parole normali. Parole da conferenza stampa. Quelle che escono automatiche quando la città sanguina ma il microfono è ancora acceso.
A quanto pare pure Barcaiuolo le ha sentite e... ha capito subito: “Ah, è il momento della Morale!”, quella con la M maiuscola, insomma la Morale da social, da talk show, da opposizione permanente: quella che compare sempre quando nessuno ha una soluzione ma tutti hanno una posa.
Allora si è preso l’incudine e se l’è calata sugli zebedei in diretta: “Sei raccapricciante!”, ha urlato alla Morale, come se il problema fosse lei e non il fatto che due minuti prima stava leggendo il comunicato del Comune con la voce da vicepreside in gita scolastica.
Mezzetti, romano trapiantato in Emilia, ha guardato la scena con la rassegnazione di chi ha visto troppi dibattiti televisivi: “Aho… ma sei sicuro?” Traduzione: se vuoi fare il moralista fallo pure, ma evita l’autocanonizzazione in pubblico, perché poi fa male, è inutile e lascia nell’aria quell’odore tipico della politica moderna; ipocrisia tiepida e plastica bruciata.
La Morale intanto è ancora lì: l’integrazione invece aspetta fuori, al bar!
sabato 23 maggio 2026
Quando il dolore dura poco
Dice il filosofo: “Se gli uomini volessero davvero diventare uomini nel senso nobile voluto dall’umanesimo, dovrebbero smettere di essere animali.”
Epperò peccato che l’uomo continui ad amare il sangue: anche quando produce consenso!
Il 16 maggio 2026, nel pieno centro di Modena, un uomo lancia la sua auto sulla folla: corpi spezzati, gambe maciullate, persone che urlano sull’asfalto.
Il giorno dopo? Due piazze, due fasce, due liturgie politiche, ma una sola vera attività produttiva: 'girare la manovella'!
L’arcivescovo invoca decoro, silenzio, riflessione, ma il tritacarne della politica moderna non si ferma per così poco.
Dentro entrano tragedie, fuori non esce carne macinata, ma escono like, schede elettorali, cuoricini social...
Sembra che persino il dolore ormai deve “posizionarsi”:
E mentre tutti, da dx a sx si contendono il diritto di spiegare il Male, i feriti diventano ciò che sono sempre stati nelle campagne elettorali (permanenti): materia prima.
Altro che umanesimo: qui siamo ancora alla macelleria! O no?
giovedì 21 maggio 2026
Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori
Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro.
Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete?
Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv.
Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica.
Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale.
Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea.
La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini.
Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica.
Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.
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