giovedì 5 marzo 2026

La madre cristiana

Ho fatto un incubo: c’era una volta la civiltà cristiana, pregava molto, ma bombardava anche: nel nuovo presepe occidentale la madonna tiene in braccio la bambina iraniana, mentre sopra di loro passano i missili; non è ipocrisia, semmai è divisione dei compiti. Qualcuno invoca Dio, qualcun altro preme il pulsante, i più moderni addirittura cavalcano i missili come al rodeo: Donald Trump dietro, Benjamin Netanyahu davanti e la Mietitrice che guida il mezzo. Sotto, tra le macerie, resta il presepe rotto e, va be', la solita frase: “pace in terra”! Ma tranquilli, la fede non manca: basta che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro. Amen

mercoledì 4 marzo 2026

Ha stato Putin

C’è chi governa un Paese e chi governa una storia: e quando la storia diventa più importante della realtà, non è leadership, è propaganda. Punto. La madre cristiana ci rassicura: il caos mondiale, secondo lei nasce tutto da un puntino sulla cartina, con un colpevole unico, universale, telecomandato. Signori miei, è o non è una teoria comoda, lineare, quasi da libro illustrato? Abbiamo il cattivo globale e l'effetto domino: fine dell’analisi. Applausi! Peccato che l’Italia non viva nei comunicati stampa, ergo: crescita al lumicino, salari fermi da trent’anni, servizi che arrancano e giovani che se ne vanno dal Belpaese. Però noi parliamo di ordine internazionale, con tono solenne, e mentre navi e aerei americani sono davanti all’Iran in assetto da guerra, il suo ministro della Difesa...va in vacanza a Dubai; strategia balneare, forse? Altrove — vedi la Spagna di Pedro Sánchez — almeno si prova a contrattare, invece qui si alza il volume quando parlano altri: no, non è atlantismo, è ripetere a pappagallo ciò che suggerisce il padrone con quel buffo ciuffo biondo! “Difendiamo il diritto internazionale!”, dice lei: giustissimo! Ma, cara madre cristiana, il diritto internazionale non è un interruttore, che pigi ON quando conviene, oppure OFF quando disturba, ergo: non è un gadget da conferenza stampa. Cari signori miei, ma soprattutto voi del cdx, cari camerati, vedete qui la questione è una e una sola: no, spiace ma non è Vladimir Putin, né tantomeno Washington: è la statura... politica! Se ogni crisi diventa riflesso condizionato, se ogni invio è “inevitabile”, se ogni scelta è “doverosa”, allora non stai guidando un Paese: stai chiedendo fede. Incondizionata. E la fede cieca non è patriottismo, ma è infantilizzazione, sappiatelo! Il mondo è complesso, l’Italia è fragile e le favole saranno pure rassicuranti, già: ma la realtà, invece e prima o poi presenta il conto. Si salvi chi può!

martedì 3 marzo 2026

Odore di plastica

Da ragazzo non leggevo Topolino, leggevo Il Male di Vauro e Vincino: ma facevo anche il chierichetto! Quindi, senza enfasi conosco bene l’odore dell’incenso e quello dell’inchiostro satirico, e so distinguere un mistero da un effetto speciale. Quando l’ostia consacrata scende dal cielo con traiettoria impeccabile e si posa sulle foglie come un drone liturgico, mentre una suora estrae dal nulla una macchina fotografica a soffietto pronta a immortalare il soprannaturale, il problema non è la fede: è la scenografia. Il sacro, quando diventa spettacolo, non converte: infantilizza; non interroga, ma addestra! La fede adulta vive di silenzi, di dubbi, perfino di vertigini e, ahimé (ahinoi!) il miracolo con l’ufficio stampa, invece, vive di applausi. E in sala, per fortuna, nessuno ha applaudito: forse non perché mancasse la fede, ma perché era impossibile non sentire, sotto l’incenso digitale, un lieve odore di plastica. Spero si sia capita la metafora, amen.

lunedì 2 marzo 2026

Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti

Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington. Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?” Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?” Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo? E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic! È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no? La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.

domenica 1 marzo 2026

La colomba preventiva

Vola la pace con due teste e artigli da rapace: parla di sicurezza mentre stringe contratti e nel becco non ha foglie, ma ha bombe ben potate. Una testa promette “la pace più forte di sempre”, l’altra la chiama “instabilità controllata”, traduzione: colpiamo adesso, così domani diremo che abbiamo evitato il peggio! La parola “pace” è diventata impermeabile: copre crateri, lutti, macerie, basta pronunciarla con tono solenne e il 'diritto internazionale' va in modalità silenziosa, come è già successo tante volte, anzi: addirittura si è arrivati a rapire un presidente eletto democraticamente e pure sua moglie 'preventivamente'! Quella in Iran non è un’operazione militare, è pura strategia di marketing, come è successo recentemente anche in Venezuela, appunto: la guerra, oggi, non si dichiara più, ma si consegna in confezione regalo. E così la colomba vola: sotto, resta polvere e morte. Ps: non è che abbia una gran voglia di disegnare e di scrivere, epperò non voglio nemmeno smettere, ergo forse devo pretendere di meno da quello che scrivo; sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo. Quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, insomma sono un curioso per natura, curioso come un bambino con i suoi perché. Pertanto continuerò a scrivere e disegnare, se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta! A presto.

sabato 28 febbraio 2026

Mezzetti ribelle?

A Modena il cambiamento è una pratica controllata. Come le rivoluzioni nei condomìni: si possono fare, purché non si tocchi l’ascensore. Il “duello” tra Massimo Mezzetti e il Partito Democratico, ergo il potere modenese è un gatto grasso: non corre, non si agita, non ha bisogno di mordere, si limita a sollevare un’unghia sotto il mento del suo dissidente di turno e a chiedergli, con voce morbida: “Ci stanno guardando?”. Ogni tanto serve un paladino del cambiamento, ergo serve al sistema per dimostrare di essere vivo, dialettico, persino autocritico. Un sistema davvero immobile rischierebbe di sembrare morto: e nulla spaventa il potere più dell’idea di sembrare morto. Così si mette in scena la ribellione regolata: qualche mattone tolto, uno rimesso, un passo avanti, uno indietro, ma il muro resta in piedi, ma sembra respirare. La domanda non è se Mezzetti sia sincero, ma se la domanda è: può esistere un cambiamento guidato da chi è cresciuto dentro lo stesso recinto che dovrebbe abbattere? A Modena il dissenso non entra dalla finestra, magari suona al citofono e qualcuno gli apre. Forse.

martedì 24 febbraio 2026

Ombra lunga a Mirandola...

A Mirandola non è andata in scena una convention. è andata in scena una sfilata, dove il ministro avanza sul tappeto rosso e la Giustizia lo segue al guinzaglio e protesta! “Riforma tecnica”, assicurano: tecnica come allentare i nodi dove stringono troppo, forse? Tecnica come spegnere i microfoni quando parlano troppo? Poi, per rincarare la dose dicono "nessun attacco alla magistratura", dicono: infatti non la attaccano, semmai la conducono. È il nuovo garantismo: garantisce che qualcuno stia molto tranquillo. Signori miei, che vi piaccia o meno, dovete sapere che ogni riforma proietta un’ombra: questa è lunga e...non dipende dalla luce! Così è se vi pare...