lunedì 9 febbraio 2026
Re nudi
E così alla Fondazione di Modena lo scandalo non logora chi governa, lo rafforza"!
Incredibile, se non imbarazzante: oltre un milione sparito forse addirittura due, ottocento bonifici illeciti, anni di controlli che.. non controllano un'ostia!
Risultato? Applausi, ringraziamenti anche dal Vescovo e ora, forse,...altri sei anni di mandato!
No, miei cari modenesi tutti, sì, proprio voi, sappiate che in qualsiasi altra città sarebbero cadute ben più teste, altroché, ma ahimé vedo che qui l'unica cosa che cade è solo l'attenzione, o no?
E mentre la Guardia di Finanza fa i conti, la politica fa pace, si abbraccia e brinda!
Il messaggio è chiaro: non importa quanto grande sia il buco, conta chi resta seduto sopra. Panem et circenses funzionano ancora benissimo: il pane magari manca, m a quanto pare il circo è pieno. E i re, nudi non si dimetteno: si prolungano!!
Vedete, io vengo dalla provincia dove, piaccia o no, se sbagliavo ci mettevo ( e ci metto ancora!) la faccia, chiedevo scusa, o me ne andavo: badate, non per eroismo, ma per decenza minima.
Qui invece, a Modena è successo l’opposto: lo scandalo non è stato un inciampo, ma una prova di forza (a ben vedere) superata, e la mia non è nostalgia, non è “ai miei tempi”: è senso della realtà! Amen.
sabato 7 febbraio 2026
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi...
Il sussulto d’orgoglio è durato un mese e mezzo, abbastanza per illudere qualcuno, troppo poco per cambiare qualcosa, sic! Poi è tornata la calma, ergo la calma dei paragoni diventati “impropri”, delle parole abbassate di volume per non disturbare chi eroga...
E così, d’improvviso non c’era più uno scandalo, ma una prova di serietà: non più un assordante silenzio, ma una stima mai venuta meno.
Non più domande, ma medaglie.
Come con AMO, il dipendente di Fondazione è rimasto solo, la colpa pure, i vertici assolti, il sistema lodato e il rumore archiviato.
Del resto, chi paga l’orchestra non chiede di smettere di suonare, ma chiede solo di scegliere la musica e, soprattutto il volume.
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi,... ma non più di tanto! Amen.
giovedì 5 febbraio 2026
Il generale a piedi...col vuoto davanti!
Il generale Vannacci scende dal taxi indignato e dice che il mezzo ha tradito la strada: peccato che davanti non ci sia una strada, ma un burrone!
E così il generale avanza fiero, in divisa, stivali e speroni, ma con uno scolapasta in testa scambiato per elmo: nello zaino c’è il futuro, tiene in mano una cartina bianca e la bussola che punta dritta sullo zaino dei “valori”.
Dice di inseguire un sogno, ma sogna a occhi chiusi, mentre cammina nel vuoto, perché, vedete, la Lega era il taxi: comodo, utile, ma sacrificabile!
La Lega nasceva anti-sistema romano, anti-centralismo, nordista, grezza, ma autonoma: Salvini, che grida al tradimento mentre sterza da anni lontano da qualsiasi coerenza, l’ha trasformata in Fratelli d’Italia con meno capelli e più mojito, appunto!
Uno scende per intercettare proprio quell’elettorato che Salvini (ma anche la Meloni) hanno perso, creando non un partito alternativo al 'sistema', ma bensì di 'sistema': infatti non parla di salari, non parla di tecnologia, non parla di debito e, ovviamente non parla di lavoro, ma parla di sé.
L'altro accellera,tradendo di fatto Bossi, la Lega originaria e qualsiasi coerenza pur di sopravvivere, epperò entrambi hanno già lasciato gli elettori sul ciglio della strada: non è una marcia verso il futuro, bensì è una caduta ideologica con retorica incorporata!
E quando confondi lo scolapasta con l’elmetto, non sei un gladiatore: sei solo uno che cade convinto di avanzare. Amen
lunedì 2 febbraio 2026
E' una guerra tra poveri
A Torino, prima il manifestante manganellato, poi il poliziotto martellato, è la fotografia perfetta della guerra orizzontale, ergo quella dei poveri contro poveri di pasoliniana memoria; mentre chi decide davvero sta al caldo, dietro vetri blindati e conferenze stampa.
Tanto lo sappiamo tutti, no? Ergo è un copione vecchio, ma sempre efficace: un copione che divide, radicalizza, sposta il fuoco dalla struttura del problema, al teatro dello scontro dove, puntualmente si persegue il "metodo Cossiga".
Il “metodo Cossiga” che cito non era una paranoia: infiltrazioni, provocazioni, esasperazione dello scontro servono proprio a questo delegittimare la protesta e giustificare la repressione, risultato?
Quando una piazza diventa violenta, il messaggio muore e resta solo l’ordine pubblico: e il potere ringrazia! Così è se vi pare.
sabato 31 gennaio 2026
Siamo uomini o funzionari dell'algoritmo?
Come col Covid, ergo ragazzini fatti scendere dall'autobus poiché privi di una infame tessera verde subordinata da un farmaco notoriamente sperimentale oppure da un costoso tampone farlocco, tra l'altro! Questa lettura è più profonda e più inquietante di quella “politica” pura, poiché qui non è solo esclusione: è disumanizzazione procedurale a prescindere.
Non è l’autista cattivo, è l’autista svuotato, ridotto a interfaccia uomo-macchina: input = regola = output. Quindi zero empatia, zero cervello critico, zero responsabilità morale.
Solo “il sistema dice no”, ed è questo che fa più riflettere: ehi, siamo ancora uomini o solo funzionari dell’algoritmo? Meditate, gente, meditate...
martedì 27 gennaio 2026
La Giornata della Memoria
Si condanna il fascismo, si applaude in sala e magari ci si fa un selfie accanto ai sopravvissuti. Ma poi si torna a casa con la coscienza a posto!
La memoria oggi è istituzionale: pulita, solenne, compatibile con tutto, magari anche con chi ha il busto di Mussolini in salotto e anche con chi vende armi mentre pronuncia “mai più”, sic!
I Giusti rischiavano la vita, invece noi rischiamo solo di rovinare la foto ufficiale, oltreché salvare carriere.
Morale: la memoria commuove, sì, ma il presente fattura. O no?
lunedì 26 gennaio 2026
Non è una milizia: è peggio!
La notizia è che l'Ice, fondata nel 2003 all'indomani delle Torri Gemelle, arriverà in Italia per la sicurezza delle Olimpiadi di Milano Cortina.
Signori miei, visto gli ultimi tragici accadimenti, personalmente l'ICE non è un'agenzia che occasionalmente sbaglia, ma uno strumento sistematico di repressione che opera impunemente perché protetto dal sistema che rappresenta.
Infatti a Minneapolis è di nuovo una scena del crimine: un infermiere per terra, un Presidente in uniforme che non guarda la vittima, ma noi; perché il vero bersaglio non è l’uomo con la pettorina da infermiere, è lo spettatore!
E poi c’è l’Europa con il naso che cresce ogni volta che pronuncia la parola “democrazia”. Ecco, a questo proposito qualcuno dica alla Giorgia nazionale che se davvero vuole governare un Paese occidentale e non un museo delle nostalgie nere, questa è l’ora di staccare le mani dal palcoscenico amerikano.
Si, lo so, lo sappiamo che viene da una genealogia imbarazzante, ma proprio per questo dovrebbe riconoscerne l’odore, che, ahinoi è sempre lo stesso: ordine, Patria, nemico interno.
No, non è un colpo isolato, la sensazione è che è una prova generale, andiamo con ordine:
prima ci hanno chiuso in casa “per proteggerci”, poi ci hanno schedato “per salvarci”, quindi ci hanno isolato “per il nostro bene”, ora sparano “per mantenere l’ordine”; è lo stesso copione, solo con più sangue, o no?
Il risultato? Meno diritti, più obbedienza: ieri hanno normalizzato il controllo totale, oggi vogliono normalizzare l’esecuzione amministrativa, domani 'spareranno' alla memoria; dopodomani ti chiederanno perché stai ancora guardando!
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