giovedì 3 settembre 2026

Ritrovare l'odore delle persone...

C’è qualcosa di commovente, nella politica quando finalmente decide di tornare tra la gente: cioè, dopo aver scoperto che una parte dell’elettorato vota a destra perché ha studiato poco, ecco arrivare il passo successivo; annusarlo! Stefano Bonaccini aveva aperto la strada spiegandoci che il problema, evidentemente, è anche culturale: chi vota a destra avrebbe studiato meno. Gianni Gargano, sindaco PD di Castelfranco Emilia, è intervenuto per dire: "Io sto con Bonaccini" e fin qui, niente di male anzi, ognuno è libero di stare con chi vuole. Vede, cari compagni, il problema reale è che, nel tentativo di difenderlo, Gargano e chi come lui, riesce nell’impresa di peggiorare la faccenda! Infatti il sindaco ci spiega perché il centrodestra ha imparato a parlare una lingua semplice, che arriva alle persone, mentre il populismo offre risposte facili a domande difficili e che bisogna tornare nelle periferie, tra gli operai, tra gli imprenditori, accanto a chi lavora e a chi ha bisogno di protezione...insomma, il popolo non è ignorante, ma è soltanto un po’ impaurito, insicuro, suggestionabile e incapace di distinguere una risposta semplice da una risposta giusta. E qui la perla: naturalmente bisogna "ritrovare l’odore delle persone", ed allora eccoli lì: due dirigenti della cosiddetta sinistra che, finalmente, si mettono alla ricerca dell’elettorato perduto, ergo non più sondaggi, non più analisi, non più gruppi di lavoro: 'fiuto politico'. Té capii? Annusano, annusano il lavoratore, annusano il pensionato, annusano la periferia, annusano quello che una volta votava PCI, poi PDS, poi DS, poi PD e che oggi, magari, non ne può più come il sottoscritto! E se per caso quello vota a destra? Niente paura, non è necessariamente ignorante, ma probabilmente ha soltanto studiato poco: oppure, più verosibilmente ha studiato abbastanza da capire che qualcuno, da qualche parte, lo sta annusando invece di ascoltarlo! È questa, forse, la vera tragedia della sinistra contemporanea: ha passato così tanto tempo a interpretare il popolo da dimenticare una cosa elementare, cioè che il popolo non vuole essere interpretato, ma vuole essere preso sul serio! E magari, prima di spiegargli perché vota male, sarebbe il caso di domandargli: "perché non vota più noi?". Perché continuare a considerare l’elettore un problema da correggere, un ignorante da educare, una paura da trasformare in speranza o, peggio ancora, un odore da ritrovare, potrebbe produrre un effetto curioso: quello che poi, a ogni elezione, chiamano "inaspettato", ovvero che il popolo che non li vota più! E allora, cari compagni, continuate pure ad annusare, ma poi non meravigliatevi se qualcuno vota a destra: oppure, più semplicemente, smette di votarvi! Amen.

martedì 1 settembre 2026

Bonaccini, ovvero il genio impantanato nella palude

Eh, ci mancava! insomma, non so voi, ma da vecchio berlingueriano che sono, dopo anni a sentirci dire che il PD aveva capito gli operai, che bisognava "ascoltare i territori", arriva lui, Stefano Bonaccini che ci illumina! Il problema non è che il PD ha perso il popolo, semmai il problema è che per il PD il popolo è diventato ignorante, sic! L'ha spiegato lui, con la pazienza che si usa con i bambini un po' lenti: "voi votate a destra perché non capite", cioè lui e chi è come lui votano PD perché hanno studiato, semplice no? Lineare, insomma, come dire che se sei povero è perché non sei ricco, o qualcosa del genere! Poi, davanti allo 'shitstorm', la seconda perla: "Avete estrapolato una frase da un ragionamento più complesso"... Certo, ziocanta, certo Stefano, è sempre colpa nostra che estrapoliamo! Tu, no! Tu fai ragionamenti complessi e noi siamo troppo stupidi per capirli: era così complesso che ci hai messo tre parole; "destra = ignoranti"! Un po’ come “no-vax uguale ignoranti”, remember? E qui viene da scomodare persino Socrate: anche lui ammetteva la propria ignoranza! Diceva, in sostanza, "so di non sapere". Tu invece sembri sapere di essere intelligente: e tanto basta, sic! E intanto, mentre tu spieghi la tua intelligenza al mondo così, a occhio i sondaggi fanno un +2% , magari proprio a Vannacci: un altro capolavoro di 'supercazzola prematurata con scappellamento a destra', appunto! Perché la verità che non dirà mai è molto più semplice: il PD non perde voti perché la gente è ignorante. Li perde perché gente come Bonaccini tratta la gente da ignorante. E quando qualcuno gli chiede, come il mio Direttore: "Chiedere scusa, no?" la risposta è: "E gli effetti avversi?" Già, perché a forza di dire alla gente che è ignorante, prima o poi arriva l’effetto avverso: la gente ti manda a fare in culo e vota qualcun altro. Ma questo, nella supercazzola, non era previsto. Giusto? O no?

domenica 30 agosto 2026

Il vero complotto è pensare che non esista

È complottismo pensare che i media possano essere influenzati dai poteri della finanza? Davvero? Allora dovremmo credere che chi dispone di miliardi non abbia alcun interesse a influenzare ciò che miliardi di persone pensano, comprano, votano e considerano vero: è una favola bellissima! Invece il potere non ha necessariamente bisogno di telefonare al direttore di un giornale per ordinargli cosa scrivere, gli basta controllare, direttamente o indirettamente, risorse, proprietà, pubblicità, accesso alle fonti, relazioni e carriere: il resto lo fanno il conformismo e, spesso, l'autocensura. Così si costruisce il pensiero omologato, come ottant'anni fa, più o meno: alcune cose diventano dicibili, altre sconvenienti, altre ancora semplicemente impensabili! E quando qualcuno osa fare una domanda fuori dal coro? "Complottista!", una parola comodissima perché evita la fatica di rispondere alla domanda. E arriviamo al DIG, il festival del giornalismo investigativo, quello del “dig”, dello scavare alla ricerca della verità: anche qui, bellissimo...epperò peccato che il cane da guardia, stando alle cifre rese pubbliche, mangi in buona parte dalla ciotola del potere pubblico e allora la domanda non è se il cane abbai, la domanda è: morde anche la mano che gli riempie la ciotola? Perché chiedere al pubblico di fidarsi ciecamente dell'indipendenza di chi riceve finanziamenti pubblici non è giornalismo, ma è un atto di fede e, francamente il sottoscritto, alla fede, preferisce ancora una cosa molto più scomoda: le domande! Perché forse il vero complottismo, oggi, non è pensare che il potere abbia interesse a influenzare l'informazione, ma è credere che, avendone il potere, scelga spontaneamente di non farlo!

sabato 29 agosto 2026

Il lupo perde il pelo, ma non il fascio

Si sa, una volta il nostro scovava i positivi casa per casa, mentre oggi, con lo stesso fiuto da segugio, ha individuato una nuova categoria da stanare: quelli che hanno studiato poco e votano a destra! Evidentemente la pandemia è finita, ma la caccia al cittadino sbagliato no! Cambiano i bersagli, cambia la giustificazione, resta l’istinto del cacciatore: oh, del resto, se vuoi tornare a guidare il branco, prima devi pur sempre dimostrare di saperlo fiutare. Il lupo perde il pelo, ma il fascio, evidentemente, no!

mercoledì 26 agosto 2026

La bambina, il bersaglio, la clava

Adesso lo sappiamo: Anna Rosa è morta di difterite! Bene, la scienza ha parlato, ma una domanda rimane, ergo la scienza ha parlato anche delle responsabilità sanitarie? Perché la bambina era stata portata in ospedale e dimessa con una diagnosi di tonsillite: la Procura sta ancora cercando di capire se, nel percorso di cura, qualcosa sia andato storto. Eppure il verdetto mediatico sembra già scritto: non vaccinata = colpevoli i genitori. Poi arrivano i media mainstream : "caccia", "scovare", "nel mirino", "operazione a tappeto", non più bambini, ma bersagli! E qui entra in scena il nostro avvoltoio: IL SISTEMA, che plana sulla piccola bara di Anna Rosa e la brandisce come una clava. "È morta di difterite! Quindi è colpa tua, assassino!" Il sorcio depone un fiore sulla lapide mentre sta piangendo una bambina...ecco il punto. Nessuno sta negando la scienza, ma attenzione: la scienza spiega, non condanna, ed è vero che il vaccino può prevenire e la medicina deve curare, così come la magistratura deve accertare e il giornalismo dovrebbe raccontare. E invece siamo già alla caccia, prima ancora di sapere tutto. Anna Rosa non è una clava, è una bambina e chi usa la sua morte per terrorizzare altre famiglie dovrebbe almeno avere il pudore di dirci a chi serve tutta questa paura?

sabato 22 agosto 2026

Catena di montaggio

C’è un curioso paradosso nella fabbrica degli eroi: più ne produci, più rischi di rendere invisibili quelli veri. Allora prendiamo il bravo giornalista, mettiamolo sotto i riflettori, aggiungiamo una telecamera, un’aureola, qualche battaglia simbolica e il marchio della libertà di stampa: poi basta una bella confezione mediatica, et voilà! Nasce l’eroe. Il problema è che, mentre celebriamo l’eroe nazionale, qualcuno deve pur continuare a fare il mestiere senza aureola, n'est-pas? Già, sono quelli che ogni giorno controllano un appalto comunale, fanno una domanda scomoda a un amministratore, vanno a cercare una delibera, raccontano una storia che non interessa a nessuno finché non diventa troppo imbarazzante per essere ignorata: niente prime serate, niente riflettori, niente di niente, solo giornalismo, quello vero. E qui sta il paradosso: se per difendere la libertà di stampa abbiamo bisogno di trasformare un giornalista in un’icona, finiamo per confondere la libertà con il suo testimonial e quando il testimonial diventa più importante del mestiere, gli altri rischiano di diventare semplicemente comparse. Perché gli eroi, si sa, fanno audience e i giornalisti, quelli veri, invece, fanno domande: e quelle, qualche volta, fanno molto più paura, o no? Ma gli eroi non si costruiscono: infatti si fabbricano! Amen.

mercoledì 19 agosto 2026

La sicurezza, compagno, è una cosa seria

Il motto della Festa dell’Unità quest’anno è "Questo sentimento popolare" e dev’essere proprio un sentimento popolare quello che porta a tagliare il legno sul carrello della spesa, guidare un muletto in infradito e considerare casco, guanti e scarpe antinfortunistiche dettagli trascurabili. Perché la sicurezza sul lavoro è una cosa seria, serissima: almeno finché non comincia la festa. Ecco, a quel punto, evidentemente, basta la formazione e magari un po’ di sentimento popolare! Già...