mercoledì 8 aprile 2026
Sputtanamento Globale
Sì, il mondo ride, gli alleati, tra cui la madre cristiana, tremano: i nemici, invece, esultano.
E lui? Il vecchio guru del ciuffo arancione, il gangster che prometteva gloria e regime-change, non di distruggere un paese (che già sarebbe un obiettivo ambizioso!), ma un’intera civiltà: da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Invece, adesso, si ritrova inchiodato… letteralmente, nel posto sbagliato!
L’Iran sorride, Israele impreca, i paesi del Golfo contano le perdite, e Pechino stampa yuan come se nulla fosse. Il petrodollaro trema, le alleanze scricchiolano, e il vecchio The Donald? È diventato l’unico missile non intercettabile: quello che gli esplode nel deretano davanti a tutto il pianeta in mondovisione!
Non c’è strategia che tenga, non c’è show che copra l’epico fallimento: è il trionfo dell’umiliazione globale, confezionato con ciuffo e arroganza!
Magari il prossimo inverno, il vecchio gangster metterà fine anche alla civiltà europea: nel qual caso, tutto sarà risparmiato… spiace, ma è probabile.
Epic Fury… davvero!
martedì 7 aprile 2026
Il cow-boy dell'Apocalisse
Diceva Stanley Kubrick che il satirico ride della natura umana perché non può farci niente: be', noi ci proviamo lo stesso, perciò prendete il vignettaro con le pinze. E un contatore Geiger!
Allora sta succedendo veramente, signori: il vecchio col ciuffo biondo e il cervello in saldo ha smesso di giocare a golf con il mondo.
Ora gioca a bowling con le atomiche.
L’ultimatum è scaduto, ma non per l’Iran e gli iraniani: per noi!
Lo abbiamo legato, il vecchio, certo: camicia di forza, protocolli, vertici, “preoccupazioni profonde”, poi...poi lo abbiamo lasciato seduto sulla bomba, al comando.
E lui ride: “YEEE-HAW”, mentre cavalca l’apocalisse come un cowboy ubriaco di consenso.
Nel frattempo, i nostri leader, quei ridicoli parrucconi con la schiena curva e i conti pieni, balbettano comunicati: ieri applaudivano, oggi non si ricordano: “Chi? Io?”
La verità è semplice: non è impazzito il pilota, ma è l’equipaggio che ha venduto l’aereo!
Buona apocalisse.
E stavolta… niente mascherine!
domenica 5 aprile 2026
Buona Pasqua..?
Oggi è Pasqua, non per miracolo, ma... per controllo qualità.
Il Cristo si rialza, si affaccia dal sepolcro e trova tutto in 'ordine': il sangue scorre, la guerra galleggia, la pace è stampata sul gommone come un marchio qualsiasi.
Sul gommone abbiamo, il vecchio squilibrato d’oltreoceano, che si gode il panorama: per lui è business, basta che il caos fatturi. Come sempre.
Accanto a lui, il ricercato internazionale per crimini di guerra israeliano, rema con metodo: la morte non è un incidente, è una direzione.
In mezzo, la vecchia Europa, che guarda senza vedere, c’è senza esserci, galleggia per inerzia: e per quanto ancora, è l’unica vera suspense.
Ecco, il sepolcro resta l’unico luogo sacro: fuori, tutto è già stato convertito, ergo il dolore in strategia, i morti in argomenti, la pace in uno slogan impermeabile al sangue.
Il problema non è che Cristo sia risorto, semmai il problema è che non trova più niente da salvare...o forse no.
Forse è risorto nel posto giusto: dove anche la resurrezione serve solo a certificare il fallimento!
Così è, se vi pare.
Buona Pasqua.
sabato 4 aprile 2026
Dalle parti della curia di Modena...
Dalle parti della curia di Modena si è aperto un nuovo reparto: la comunicazione strategica.
Sorvoli, inquadrature, contenuti accessibili: perfino il Golgota, finalmente, diventa spiegabile!
Dall’alto tutto è più chiaro: il dolore si mette a fuoco, il sangue non disturba, la morte si lascia raccontare: viene quasi da pensare che basti la giusta distanza, la giusta metafora.
Così la Pasqua smette di essere uno scandalo e diventa un messaggio, tuttavia il problema non è il drone: è l’ansia di renderlo necessario.
Perché il Mistero, quello vero, non si chiarisce: resiste; non si comunica, ferisce e, soprattutto non migliora se lo guardi dall’alto.
Resta lì, inchiodato alla terra, dove nessuna ripresa arriva pulita, ma noi insistiamo: vogliamo capirlo, spiegarlo, renderlo utile e, perché no? Magari anche condivisibile!
E così, mentre lo illuminiamo, lo perdiamo...
Ave Cesare, morituri te salutant.
venerdì 3 aprile 2026
Ruote Libere, mani legate
Il carburante aumenta, ma...sempre per una “buona causa”!
La guerra, dicono da Oltreoceano, è un investimento, ergo non deve rendere pace perché quella è un costo, semmai deve rendere paura, ma soprattutto profitto per i soliti noti.
E così alla pompa non scegli: paghi, come sempre e se osi chiedere perché, ti rispondono pure con educazione: come si fa con i clienti 'importanti'.
Intanto al supermercato i prezzi salgono da soli, ma non è inflazione: è un prelievo automatico: ti alleggeriscono mentre infili la spesa nel bagagliaio, senza passamontagna, senza fretta.
È questo il progresso: morire con il resto esatto. Ma senza contatto.
mercoledì 1 aprile 2026
Eppur ...galleggia!
A Modena non serve vincere le elezioni. basta sedersi e aspettare.
Da una parte il Partito Democratico governa da così tanto tempo che ormai potrebbe farlo anche in pigiama, mentre dall'altra...be', dall'altra parte l’opposizione continua a fare quello che le riesce meglio: galleggiare.
Non affonda, certo, ma neanche nuota.
Si, va be', a volte si agita, produce bolle, ogni tanto litiga per stabilire chi debba stare più vicino al vetro...epperò intanto fuori la città cambia, s'incazza, si stanca… e poi torna a votare sempre gli stessi! Badate bene, non per amore, ma per assenza di alternative! Giaà...perché il problema, a Modena, non è il potere, ma il vuoto che c'è attorno, perché un sistema si abbatte solo quando dall'altra parte c'è qualcuno che costruisce qualcosa di più forte.
Qui invece si preferisce stare comodi: dentro un acquario, ben nutriti, ben visibili, perfettamente inutili: e allora sì, chiamatela opposizione, ma solo il primo aprile.
martedì 31 marzo 2026
Domenica delle Palme e l'ombrello della fede
E' come in un film surreale "L’ombrello della fede", dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'!
E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non...bagnarsi!
Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: "non c’ero", ergo una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano.
Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta!
Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria.
Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi.
Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.
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