venerdì 1 maggio 2026
1° Maggio: Festa del Lavoro o dei saluti militari?
La vita? Una barzelletta che non fa ridere: ti fai il mazzo per capire come funziona il mondo e poi crepi, probabilmente con un dubbio e un debito. Quindi, cerchiamo di capire, ma senza diventarci matti: il finale è già scritto.
Prendete la Madre Cristiana sul palco. Voce vibrante, crocefisso d'ordinanza e il solito mantra: "Il lavoro è dignità!". Applausi scroscianti dai soliti noti.
Poi, il tocco magico: apre le mani e libera due colombe, ma queste non cacano pace, portano l'elmetto e hanno assegni firmati nel becco.
La prima vola verso Kiev: tre miliardi e mezzo di euro in tre anni. Armi, fondi, quote UE... tutto impacchettato con amore e votato in Parlamento, epperò nel frattempo, 5,7 milioni di italiani fanno i conti con la "Povertà Assoluta": per l'ISTAT sono disperati, per il Governo sono solo decimali che non votano.
La seconda colomba punta Tel Aviv: qui non portiamo bende, ma pezzi di ricambio, quindi radar, software, pezzi di caccia. Dopo il 7 ottobre hanno detto "basta nuove licenze", ma quelle vecchie continuano a volare che è un piacere: perché la pace è come i bonus del governo, cioè selettiva e con un sacco di clausole scritte in piccolo.
E noi? be', noi festeggiamo il Primo Maggio, ergo la festa di chi lavora e resta al verde, e di chi il lavoro lo vede solo col binocolo.
Sul palco strillano che la dignità è un contratto, epperò peccato che il contratto con gli italiani sia scaduto e nessuno abbia voglia di rinnovarlo; quello con i mercanti di morte, invece, è un "open bar" che non finisce mai, ergo liberano colombe blindate e chiamano "solidarietà" il fatto che noi siamo rimasti in mutande.
Buon Primo Maggio quindi a chi è rimasto a terra a guardare i nostri soldi che prendono il volo e mi si permetta un consiglio ai capoccia: per oggi, spegnete i microfoni, poiché il silenzio delle buste paga vuote fa un casino d’inferno; più di qualunque vostra stronzata elettorale.
mercoledì 29 aprile 2026
Nudo è chi guarda
Essendo la libertà una delle pulsioni più suggestive, se ne fa largo uso anche ai livelli più bassi.
A Modena non serve essere nudi per essere esposti: basta capitare nel mirino dello smartphone giusto.
Così la cronaca racconta — ma in realtà accade ogni giorno — che in centro un uomo vaga senza vestiti, in evidente difficoltà: no, non è uno scandalo, è un’emergenza.
Ma nell’epoca giusta, nel telefono giusto, diventa altro: contenuto, esempio e, perché no, bersaglio.
Un filtro, una didascalia, ed ecco che il problema cambia pelle: non è più una persona da aiutare, ma una storia da usare.
Il decoro, quello tanto invocato, funziona così: non copre chi è fragile, copre chi lo guarda.
E mentre l’immagine si sistema, si ripulisce, si rende condivisibile nella gogna mediatica, la realtà resta lì, fuori dall’inquadratura, nuda davvero.
Perché alla fine non è il corpo a fare scandalo, ma lo sguardo: e quello, purtroppo, non si censura.
Amen.
lunedì 27 aprile 2026
Resistenza sempre
Per il vecchio vignettaro berlingueriano, il 25 aprile era semplice: ricordarsi da cosa ci siamo liberati. Punto.
Oggi invece è un corteo dove ognuno porta il suo conflitto: purché sia più nuovo, più spendibile, più urlabile.
La Liberazione? Be', la Liberazione è lì, parcheggiata tra una bandiera e l’altra, come uno slogan fuori produzione: troppo scomoda, troppo complessa, troppo poco utile per le tifoserie.
Ci hanno liberati, certo: così bene che non abbiamo mai smesso di ringraziarli!
E mentre tutti scelgono da che parte stare, resta una domanda fuori dal corteo: non dove stiamo, ma se sappiamo ancora perché. Resistenza, sempre.
sabato 25 aprile 2026
La Liberazione (versione compatibile)
Il 25 aprile è la festa della libertà, quella che tutti difendono, purché non la si usi! Sul palco si celebra la Resistenza, sotto si tollera a malapena chi resiste davvero: chi scrive, chi disturba, chi non chiede permesso. I partigiani avevano i fucili, oggi bastano un matitone e qualche idea sbagliata per diventare un problema.
Nove anni fa è nato un giornale: nessun padrino, nessun padrone; quindi sospetto. Ha fatto una cosa semplice e imperdonabile:
non stare al posto assegnato.
Nel frattempo, la libertà è diventata un oggetto da cerimonia: si espone una volta l’anno, con la fascia tricolore ben stirata,
e poi si rimette via, tra una diffida e una telefonata “amichevole”.
La chiamano informazione responsabile: è quella che non punge, non graffia, non lascia segni, insomma non serve a niente.
Per tutto il resto c’è ancora qualcuno che insiste, scrive, pubblica e rompe, badate bene: non è nostalgia della Resistenza, ma è fastidio presente e, a quanto pare, non è ancora guarito. Spiaze.
giovedì 23 aprile 2026
Finchè fumo non ci separi
Si sono sposati davvero: non per amore, ma per interesse composto! Mezzetti porta i voti, l’altro i dividendi: in mezzo, l’aria, sapete, no? Cioè quella cosa invisibile che tanto non vota!
Le promesse sono chiare: tu chiudi un occhio, io apro un camino; tu rassicuri i cittadini, io rassicuro gli azionisti e... vissero felici e contenti, finché il bilancio non li separò!
Gli invitati non esistono e se anche ci fossero, indosserebbero maschere antigas: perché a Modena il futuro è sostenibile, ergo si sostiene tutto, anche l’insostenibile.
Incredibile, faccio più numeri con le vigne sullo psicopatico e pedofilo Trump, e il suo compagno di genocidi Bibi Netanyahu, che con le cazzate della politica: che ci sia voglia di essere? Mah...
domenica 19 aprile 2026
A Modena l'oppio dei popoli... è ora di lezione!
A Modena la cosiddetta 'sinistra' ha finalmente risolto il problema della laicità: fuori i crocifissi, troppo ingombranti per il multiculturalismo (da aperitivo) e dentro l'Islam a dosi massicce!
Due ore di "educazione civica" affidate a militanti della fede, perché si sa: per imparare la libertà non c’è niente di meglio di un dogma spiegato bene.
Il sindaco Mezzetti e il PD giurano che serve a "educare al rispetto", tradotto dal politichese: stiamo cercando di sostituire le tessere del partito, ormai introvabili, con i voti delle comunità religiose, o no?
Una volta la sinistra liberava le teste; oggi le copre, pur di non guardare in faccia il vuoto delle proprie idee.
Cari studenti, benvenuti nella scuola del futuro, dove l'unico Dio ammesso è il calcolo elettorale e l'unica materia obbligatoria è... l’ipocrisia! Ehi, signor sindaco: ma un bel corso di buddismo o di ateismo scientifico, no? Ah, già: forse il Dalai Lama non vota a Modena, eh già già già...
mercoledì 15 aprile 2026
Fedeltà atlantica
Per anni ci hanno raccontato la parola “alleato” come se fosse una relazione, una stretta di mano tra pari, una scelta, persino un valore! Poi basta una frase di Donald Trump per rimettere tutto al suo posto: “Good dog.”
Non è un insulto, ma è una definizione, poichè la vera verità è che in politica estera non si è (mai) amici, non si è sovrani, non si è liberi, bensì si è utili. A prescindere.
Finché corri nella direzione giusta, ergo Teheran, Gaza, Beirut ... sei affidabile, ma quando rallenti, quando esiti, quando ti fermi all’uscita sbagliata, ecco: diventi un problema!
E i problemi si risolvono così: si lascia il guinzaglio e si preme sull’acceleratore.
Giorgia Meloni non è stata tradita, in realtà è stata riclassificata, ergo da “alleata” a “scaricata”. Punto.
Il resto, cioè solidarietà, indignazione e, perché no? Patriottismo è solo il rumore del... motore che si allontana! Così è se vi pare.
Iscriviti a:
Post (Atom)






