lunedì 7 settembre 2026

Meglio tardi che Kimi

Lo ammetto, sono stato un cagnaccio: per anni ho disegnato la Ferrari, quando vinceva, quando perdeva, quando faceva una figura di merda e quando riusciva miracolosamente a non farla, insomma; Ferrari sempre, Cavallino ovunque, perchè la Ferrari è una fede. Punto. E nel frattempo, a un pugno di chilometri da Modena, c'era un ragazzino bolognese che correva e vinceva, ovverosia Kimi Antonelli: ma io niente, perché? Perché correva per la Mercedes. Che, per un vecchio vignettista modenese cresciuto a pane, motori e Cavallini rampanti, evidentemente era una colpa imperdonabile, ma poi oggi Kimi è partito diciannovesimo a Monza e ha vinto...meglio, non semplicemente vinto: è risalito dalla penultima fila fino al primo posto, ha battuto il compagno di squadra Russell e ha riportato un italiano sul gradino più alto di Monza dopo sessant'anni! Sessanta, poiché l'ultimo era stato Ludovico Scarfiotti, nel 1966. E allora, sì, lo ammetto mi sono commosso e subito dopo mi sono dato del cretino, perché mentre io aspettavo il Cavallino di Hamilton (su Carletto Leclerc, stendiamo un velo pietoso!) , a Modena e dintorni c'era un altro cavallo di razza che stava crescendo, e non era rosso: era bolognese! La cosa bella, però, è che questa storia non parla soltanto di Kimi, parla di suo padre Marco, di una famiglia che ha accompagnato quel ragazzino fin da quando era piccolo e parla soprattutto di un signore che, quando tutti potevano permettersi di aspettare e vedere, ha deciso di scommettere: Toto Wolff, il team manager della Mercedes, uno che Kimi lo ha guardato negli occhi e deve aver pensato, "ehi, questo ragazzo ha qualcosa!". E se c'è una cosa che nel mondo dello sport mi commuove più della vittoria, è proprio questa: qualcuno che riconosce un talento prima degli altri e decide di crederci, che è una cosa quasi antica, perché oggi siamo abituati ai talenti certificati, agli algoritmi, ai procuratori, alle statistiche, ai grafici, ai contratti e alle conferenze stampa dove tutti dicono che il futuro è dei giovani. Wolff, invece, a quanto pare ha semplicemente visto un ragazzo andare forte e ha detto: prendiamolo! Il resto lo ha fatto Kimi. Oggi a Monza, poi, è successo il miracolo che noi italiani adoriamo e contemporaneamente detestiamo, cioè ha vinto un italiano, ma con con una Mercedes e per qualche ora abbiamo scoperto una cosa sconvolgente: si può essere italiani anche senza avere un Cavallino sul cofano, persino io, che ho provato a disegnare la stella a tre punte, anche se la mia matita si è rifiutata. "Capo, ci ho provato" mi ha detto "ma mi viene sempre un Cavallino." Be', cosa volete che vi dica? Forse ha ragione lei, perché vedete, alla fine i motori sono una cosa, il talento è un'altra e oggi quel talento aveva un nome: Kimi. Quindi sì, caro Kimi, sono arrivato tardi, ma...meglio tardi che Kimi! E prometto che da oggi ti disegno, guarda, anche se guidi una Mercedes anzi, forse proprio per questo: perché oggi, a Monza, non ha vinto una Mercedes, ha vinto un ragazzo italiano e per una volta, cazzo, possiamo essere felici senza chiederci di che colore è la macchina! Vola, ragazzo, vola! perchè penso che un sogno così non ritorni mai più...

domenica 6 settembre 2026

Fondazione Modena. il buco è temporaneo, Tiezzi no!

Eh niente, a Modena funziona così: sparisce più di un milione di euro dei cittadini e qualcuno, invece di dimettersi e sparire, decide di restare! Il problema, evidentemente, non è la continuità, ma è capire di chi! I consiglieri comunali Paolo Ballestrazzi e Maria Grazia Modena chiedono conto e dimissioni, la risposta della Fondazione? Cambiare lo Statuto e allungare il mandato! Perché davanti a un buco di oltre un milione, si sa, la prima cosa da mettere in sicurezza non sono i soldi, è la poltrona. Del resto, la continuità va garantita: soprattutto quella del presidente, sic!

sabato 5 settembre 2026

La Coppa della Merdagevità

E alla fine il grande traguardo è arrivato: il governo della Madre Cristiana ha battuto il record di longevità: applausi! Cori! Bandierine! Fuochi d’artificio! Peccato che, a guardare bene il trofeo, dentro non ci sia champagne, in realtà è tutta fuffa, peggio: è tutta merda. Merda di governo, naturalmente: accise, il carburante sempre più caro, prezzi che salgono, salari che restano al palo, sanità che perde pezzi, industria che arretra, famiglie che fanno i conti con le bollette e lavoratori che fanno i conti con i licenziamenti. Ma soprattutto c’è quella cosa che la Madre Cristiana continua a sbandierare come una conquista: la stabilità! Stabilità di cosa? Di un Paese che non cresce abbastanza? Di una produzione industriale che continua a perdere colpi? Di una sanità pubblica sempre più sfiancata? Di una povertà che riguarda milioni di italiani? Della mancata tassazione degli extraprofitti? E naturalmente stabilità anche in politica estera: fedeli, disciplinati, allineati: Kiev chiama, Roma risponde a suon di dollari e armi; Washington ordina, Roma annuisce come una serva sciocca; Tel Aviv bombarda, Roma trova comunque il modo di non disturbare troppo l'alleato criminale di guerra con tanto di mandato di cattura internazionale... La sovranità nazionale, quella tanto evocata nei comizi, è finita anch’essa nella coppa, sepolta sotto il resto, perché c'è una curiosa ironia nella celebrazione del governo più longevo: più che un record di velocità, sembra il record mondiale di permanenza sulla poltrona, costi quel che costi: magari anche se vieni sconfitto in un referendum. Come un'automobile col motore acceso e il cambio in folle. Il Paese resta fermo, ma il governo continua a festeggiare il fatto di essere ancora lì, e allora sì, complimenti, quattro anni sono tanti, sono abbastanza per capire che la longevità di un governo non dice assolutamente nulla sulla qualità del governo stesso. perché anche una coda può essere interminabile, anche una paralisi può essere stabile, be': anche la merda può conservarsi a lungo. La Madre cristiana, invece, ha deciso di trasformare la durata in un trofeo: e così eccola lì la coppa della Longevità, solo che la coppa è piena di merda e dopo quattro anni non è più un governo che galleggia nella merda: è la merda che governa. O no?

giovedì 3 settembre 2026

Ritrovare l'odore delle persone...

C’è qualcosa di commovente, nella politica quando finalmente decide di tornare tra la gente: cioè, dopo aver scoperto che una parte dell’elettorato vota a destra perché ha studiato poco, ecco arrivare il passo successivo; annusarlo! Stefano Bonaccini aveva aperto la strada spiegandoci che il problema, evidentemente, è anche culturale: chi vota a destra avrebbe studiato meno. Gianni Gargano, sindaco PD di Castelfranco Emilia, è intervenuto per dire: "Io sto con Bonaccini" e fin qui, niente di male anzi, ognuno è libero di stare con chi vuole. Vede, cari compagni, il problema reale è che, nel tentativo di difenderlo, Gargano e chi come lui, riesce nell’impresa di peggiorare la faccenda! Infatti il sindaco ci spiega perché il centrodestra ha imparato a parlare una lingua semplice, che arriva alle persone, mentre il populismo offre risposte facili a domande difficili e che bisogna tornare nelle periferie, tra gli operai, tra gli imprenditori, accanto a chi lavora e a chi ha bisogno di protezione...insomma, il popolo non è ignorante, ma è soltanto un po’ impaurito, insicuro, suggestionabile e incapace di distinguere una risposta semplice da una risposta giusta. E qui la perla: naturalmente bisogna "ritrovare l’odore delle persone", ed allora eccoli lì: due dirigenti della cosiddetta sinistra che, finalmente, si mettono alla ricerca dell’elettorato perduto, ergo non più sondaggi, non più analisi, non più gruppi di lavoro: 'fiuto politico'. Té capii? Annusano, annusano il lavoratore, annusano il pensionato, annusano la periferia, annusano quello che una volta votava PCI, poi PDS, poi DS, poi PD e che oggi, magari, non ne può più come il sottoscritto! E se per caso quello vota a destra? Niente paura, non è necessariamente ignorante, ma probabilmente ha soltanto studiato poco: oppure, più verosibilmente ha studiato abbastanza da capire che qualcuno, da qualche parte, lo sta annusando invece di ascoltarlo! È questa, forse, la vera tragedia della sinistra contemporanea: ha passato così tanto tempo a interpretare il popolo da dimenticare una cosa elementare, cioè che il popolo non vuole essere interpretato, ma vuole essere preso sul serio! E magari, prima di spiegargli perché vota male, sarebbe il caso di domandargli: "perché non vota più noi?". Perché continuare a considerare l’elettore un problema da correggere, un ignorante da educare, una paura da trasformare in speranza o, peggio ancora, un odore da ritrovare, potrebbe produrre un effetto curioso: quello che poi, a ogni elezione, chiamano "inaspettato", ovvero che il popolo che non li vota più! E allora, cari compagni, continuate pure ad annusare, ma poi non meravigliatevi se qualcuno vota a destra: oppure, più semplicemente, smette di votarvi! Amen.

martedì 1 settembre 2026

Bonaccini, ovvero il genio impantanato nella palude

Eh, ci mancava! insomma, non so voi, ma da vecchio berlingueriano che sono, dopo anni a sentirci dire che il PD aveva capito gli operai, che bisognava "ascoltare i territori", arriva lui, Stefano Bonaccini che ci illumina! Il problema non è che il PD ha perso il popolo, semmai il problema è che per il PD il popolo è diventato ignorante, sic! L'ha spiegato lui, con la pazienza che si usa con i bambini un po' lenti: "voi votate a destra perché non capite", cioè lui e chi è come lui votano PD perché hanno studiato, semplice no? Lineare, insomma, come dire che se sei povero è perché non sei ricco, o qualcosa del genere! Poi, davanti allo 'shitstorm', la seconda perla: "Avete estrapolato una frase da un ragionamento più complesso"... Certo, ziocanta, certo Stefano, è sempre colpa nostra che estrapoliamo! Tu, no! Tu fai ragionamenti complessi e noi siamo troppo stupidi per capirli: era così complesso che ci hai messo tre parole; "destra = ignoranti"! Un po’ come “no-vax uguale ignoranti”, remember? E qui viene da scomodare persino Socrate: anche lui ammetteva la propria ignoranza! Diceva, in sostanza, "so di non sapere". Tu invece sembri sapere di essere intelligente: e tanto basta, sic! E intanto, mentre tu spieghi la tua intelligenza al mondo così, a occhio i sondaggi fanno un +2% , magari proprio a Vannacci: un altro capolavoro di 'supercazzola prematurata con scappellamento a destra', appunto! Perché la verità che non dirà mai è molto più semplice: il PD non perde voti perché la gente è ignorante. Li perde perché gente come Bonaccini tratta la gente da ignorante. E quando qualcuno gli chiede, come il mio Direttore: "Chiedere scusa, no?" la risposta è: "E gli effetti avversi?" Già, perché a forza di dire alla gente che è ignorante, prima o poi arriva l’effetto avverso: la gente ti manda a fare in culo e vota qualcun altro. Ma questo, nella supercazzola, non era previsto. Giusto? O no?

domenica 30 agosto 2026

Il vero complotto è pensare che non esista

È complottismo pensare che i media possano essere influenzati dai poteri della finanza? Davvero? Allora dovremmo credere che chi dispone di miliardi non abbia alcun interesse a influenzare ciò che miliardi di persone pensano, comprano, votano e considerano vero: è una favola bellissima! Invece il potere non ha necessariamente bisogno di telefonare al direttore di un giornale per ordinargli cosa scrivere, gli basta controllare, direttamente o indirettamente, risorse, proprietà, pubblicità, accesso alle fonti, relazioni e carriere: il resto lo fanno il conformismo e, spesso, l'autocensura. Così si costruisce il pensiero omologato, come ottant'anni fa, più o meno: alcune cose diventano dicibili, altre sconvenienti, altre ancora semplicemente impensabili! E quando qualcuno osa fare una domanda fuori dal coro? "Complottista!", una parola comodissima perché evita la fatica di rispondere alla domanda. E arriviamo al DIG, il festival del giornalismo investigativo, quello del “dig”, dello scavare alla ricerca della verità: anche qui, bellissimo...epperò peccato che il cane da guardia, stando alle cifre rese pubbliche, mangi in buona parte dalla ciotola del potere pubblico e allora la domanda non è se il cane abbai, la domanda è: morde anche la mano che gli riempie la ciotola? Perché chiedere al pubblico di fidarsi ciecamente dell'indipendenza di chi riceve finanziamenti pubblici non è giornalismo, ma è un atto di fede e, francamente il sottoscritto, alla fede, preferisce ancora una cosa molto più scomoda: le domande! Perché forse il vero complottismo, oggi, non è pensare che il potere abbia interesse a influenzare l'informazione, ma è credere che, avendone il potere, scelga spontaneamente di non farlo!

sabato 29 agosto 2026

Il lupo perde il pelo, ma non il fascio

Si sa, una volta il nostro scovava i positivi casa per casa, mentre oggi, con lo stesso fiuto da segugio, ha individuato una nuova categoria da stanare: quelli che hanno studiato poco e votano a destra! Evidentemente la pandemia è finita, ma la caccia al cittadino sbagliato no! Cambiano i bersagli, cambia la giustificazione, resta l’istinto del cacciatore: oh, del resto, se vuoi tornare a guidare il branco, prima devi pur sempre dimostrare di saperlo fiutare. Il lupo perde il pelo, ma il fascio, evidentemente, no!