venerdì 30 ottobre 2026
Sconcertante
Il Presidente Mattarella ha definito "sconcertante" l'opposizione ai vaccini, denunciando chi "avvelena" l'opinione pubblica e ha ragione a contrastare la disinformazione; ma sconcertante è (o dovrebbe essere) confondere chi diffonde falsità con chi chiede risposte.
Camilla Canepa aveva diciotto anni, morì nel 2021, dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, in circostanze che portarono a indagare e ad accertare, attraverso una perizia medico-legale depositata in Procura, che la morte per trombosi era ragionevolmente riconducibile a una reazione avversa al vaccino!
I medici imputati furono prosciolti nel 2025 e la vicenda penale si è chiusa senza condanne, mentre prosegue quella civile, ma il dolore della famiglia e la ricerca di risposte non si cancellano con una sentenza.
Nessuno può trasformare una tragedia in una prova universale contro i vaccini, ma nessuno dovrebbe trasformare ogni domanda in propaganda, da una parte o dall'altra.
La scienza non si difende imponendo il silenzio: si difende con le prove, la trasparenza e il confronto: altrimenti, come stiamo vedendo, la fiducia, invece di essere conquistata, viene pretesa.
Il vignettista, allora, si fa da parte e lascia parlare proprio la vignetta: perché certe domande non hanno bisogno di una battuta, hanno bisogno di una risposta.
giovedì 29 ottobre 2026
L'autocritica può attendere (anche la dignità)
Così come ci vollero sei mesi dall'inizio della vaccinazione di massa prima che si facesse inoculare il siero (dal fratello medico, tra l'altro!), ci sono voluti tre anni di polemiche e una Commissione d'inchiesta per ritrovare Roberto Speranza davanti alle domande scomode: e lui, con disinvoltura, ci spiega che il farmaco aveva effetti collaterali "come tutti i farmaci".
Davvero, Roberto? Oggi gli effetti collaterali sono normali, eppure ieri, a sentire certi dibattiti, sembravano quasi un'eresia: chi sollevava dubbi rischiava di essere liquidato come complottista o, peggio in no-vax; mentre il confronto pubblico, quando non inesistente, si riduceva troppo spesso a una gara di obbedienza.
La memoria dell'ex ministro della Salute è curiosa: ricorda benissimo le ragioni delle decisioni di ieri, ma sembra scoprire solo oggi le domande che quelle decisioni lasciavano aperte e quando gli si chiede conto delle responsabilità, arriva la formula magica: "Era la scienza del momento".
Evidentemente una scienza che cambia, certo, ma che non può diventare un paravento dietro cui nascondere ogni scelta politica.
Le regole (inumane per salvare l'umanità!) erano inflessibili, ma la comprensione per chi ne pagava il prezzo lo era molto meno: famiglie, lavoratori, attività economiche e diritti subirono conseguenze che non possono essere archiviate invocando perennemente l'emergenza; governare significava decidere, e assumersi le responsabilità significa anche accettare, dopo, le domande scomode!
Oggi l'ex-ministro-anguilla cambia pelle: rivendica le decisioni, richiama le circostanze, distribuisce le colpe, ma di vera autocritica nisba, se ne vede poca e di scuse ancora meno. Nessuno pretendeva che un ex ministro sapesse tutto, tuttavia ci si aspetterebbe almeno un uomo capace di ammettere che cosa, col senno di poi, avrebbe fatto diversamente.
E così il "Salvatore del Mondo" continua a salvarsi la pelle, ma l'anguilla scivola, la memoria si adatta, la responsabilità evapora: l'autocensura dell'anguilla può attendere, ma le domande dei cittadini no!
lunedì 26 ottobre 2026
Merced, nove anni per partorire un campione
Toto Wolff ci ha messo nove anni per ritrovare un pilota in grado di riportare la Mercedes sul tetto del mondo: nove anni con gli stessi uomini, gli stessi ingegneri e una struttura che, dopo l'era Hamilton, sembrava aver smarrito la formula magica!
Poi arriva il bolognese Andrea Kimi Antonelli, vent'anni appena e, a suon di vittorie rimette tutti in riga: il talento, evidentemente, non si assembla in fabbrica e non si compra a peso d'oro, quando arriva, bisogna saperlo riconoscere e lasciarlo correre, vero Fred Vasseur?
Wolff oggi fa la matrona orgogliosa, ma la domanda resta: ci sono voluti nove anni per costruire una nuova Mercedes vincente o è bastato trovare il figlio giusto? Mah, vallo a sapere, epperò intanto il povero Russell porta il vassoio, Kimi reclama altre vittorie e Toto può finalmente stappare lo champagne; titolo mondiale permettendo, naturalmente!
sabato 24 ottobre 2026
Per Milano, ordine dall'alto
Cinquecento soldati a Milano. no, perché, evidentemente, quando i giovani chiedono futuro, lavoro, pace, sanità e un pianeta abitabile, la prima urgenza è spiegargli chi comanda, o no Presidente Meloni?
Sia chiaro: la sicurezza serve, nessuno vuole il caos in centro e i responsabili delle violenze devono risponderne, ma se il giorno dopo parliamo soltanto di vetrine sfondate e teppisti, dimenticando le ragioni per cui la gente è scesa in piazza, allora il gioco è fatto: i vetri rotti diventano il problema, mentre le vite che si rompono ogni giorno restano fuori campo.
Eppure, invece di moltiplicare divise e manganelli, qualche risposta concreta avrebbe potuto dare un segnale ben più forte:
un salario minimo legale;
una tassazione seria degli extraprofitti bancari;
il taglio delle accise sui carburanti, promesso in campagna elettorale.
Non sono ricette miracolose, né risolverebbero tutto, ma sarebbero provvedimenti da discutere nel merito: non slogan da dimenticare dopo il voto!
Perché governare non significa soltanto garantire l'ordine: significa anche affrontare le ragioni del malcontento, sennò si rischia di scambiare il silenzio delle piazze per consenso e la paura per stabilità.
E così, mentre i giovani chiedono un futuro, il governo risponde con l'esercito, dalle parole ai fatti, dunque: peccato che i fatti, per ora, indossino la divisa, mentre le promesse elettorali siano ancora disperse in zona Cesarini. O no?
giovedì 22 ottobre 2026
Tutti alla festa di Cinzia
C'è chi festeggia con la torta e chi con la ruspa: Matteo Salvini arriva alla festa di Cinzia Franchini con il suo attrezzo preferito, quello che, nella propaganda, serve a spianare i problemi senza necessariamente risolverli!
Peccato che stavolta sulla strada ci siano i TIR: il gasolio costa, i margini si assottigliano e le imprese non campano d'aria, pacche sulle spalle e promesse ministeriali!
E mentre i signori dell'Albo, aggrappati alla ruspa come passeggeri clandestini della politica, gridano "Dagli alla ribelle!", Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, festeggia il compleanno nel modo meno gradito ai suoi avversari: ricordando che gli autotrasportatori non sono una categoria da convocare, rassicurare e poi rispedire in strada a pagarsi i conti.
Perché Ruote Libere nasce proprio da questa frattura: dalla distanza tra chi macina chilometri e chi pretende di rappresentarlo nei palazzi e quando la protesta sfugge al controllo delle sigle tradizionali, ecco che undici associazioni invocano il governo Meloni per rimuovere i presidi nel Sud Italia, ed è curioso che non riuscendo a spegnere la rabbia, qualcuno vorrebbe almeno spegnere chi la manifesta.
Certo, la legalità va rispettata e le violenze non sono giustificabili, ma una cosa è far rispettare la legge, un'altra è invocare lo sgombero perché una protesta autonoma mette in discussione il monopolio della rappresentanza.
La domanda resta: se le ragioni della protesta sono state risolte, perché c'è ancora chi protesta? E chi può decidere, al posto dei camionisti, che le promesse del governo siano sufficienti?
La rappresentanza non è una proprietà privata e una fotografia con un ministro non riempie il serbatoio.
Buon compleanno, Cinzia! La torta è tua, ma la battaglia è quella di tanti autotrasportatori che chiedono risposte, non padrini: e il conto, come sempre, rischia di pagarlo chi sta al volante.
domenica 18 ottobre 2026
Perché non c'è due senza tre...
Cara consigliera Ferrari, davvero il problema sono i titoli dei giornali?
No, perché io la vedo già, quella ruspa in movimento, con lei alla guida, intenta a travolgere la redazione modenese de La Pressa, con Giuseppe Leonelli, Cinzia Franchini e Gianni Galeotti sotto i cingoli!
"Smantellare, io? Ma come vi viene in mente di scriverlo?!", ecco la battuta è del vecchio vignettista comunista, ma la polemica, invece, è reale!
Ferrari, se ho ben capito lei ha contestato un titolo sul futuro del Policlinico, sostenendo che le siano state attribuite parole mai pronunciate: ok, se un titolo travisa una dichiarazione, è giusto contestarlo, ergo la libertà di stampa non è una licenza di manipolare.
Ma vede, c'è una questione che viene prima delle virgolette: che cosa accadrà davvero al Policlinico, dottoressa Ferrari? Quali reparti resteranno? Quali attività saranno trasferite a Baggiovara? E con quali conseguenze per i cittadini?
Mentre si discute di titoli e di libertà di stampa, il destino dell'ospedale attende risposte concrete, pertanto credo che una consigliera regionale ha tutto il diritto di contestare i giornalisti, epperò i cittadini hanno altrettanto diritto di conoscere la sua posizione sul progetto.
Nella nostra vignetta la ruspa porta il marchio di Salvini-caterpillar, una licenza poetica, naturalmente: demolire è facile, soprattutto quando a finire sotto i cingoli è chi racconta la demolizione!
Cara consigliera, meno lezioni di titolazione e più risposte sul futuro della sanità: perché un titolo si corregge, un reparto smantellato, invece, non si ricostruisce con una dichiarazione indignata.
venerdì 16 ottobre 2026
Il grande risucchio
A Modena il riordino sanitario funziona a gonfie vele: il Policlinico viene aspirato, Baggiovara si gonfia e la Cucchiarini si occupa del travaso!
Il tutto, assicura Mezzetti, in modo 'partecipato': non dai pazienti, evidentemente, giacché quelli vengono risucchiati insieme a barelle, flebo, medici e… a tutto il Policlinico!
E se Baggiovara scoppia? Si convocherà una conferenza stampa per spiegare che... il 'pallone' era previsto dal progetto!
In fondo, quando si governa la sanità col tubo dell'aspirapolvere, il problema non è ciò che si svuota, ma dove va a finire tutta quella roba lì.
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