martedì 14 aprile 2026
Make Me Messiah Again
C’era una volta il Figlio dell’Uomo che moltiplicava i pani e i pesci: oggi c’è Donald Trump che moltiplica i post… e poi li cancella!
Il miracolo non è più sfamare i poveri, ma trasformarsi in “povero salvatore” con un filtro IA, giusto il tempo di raccogliere applausi prima di tornare a fare il Presidente.
Quando lo beccano, la resurrezione dura meno di tre giorni: “Fake news, ero un medico!”. Non guarisce nessuno, ma cura benissimo la propria immagine; ieri Papa Trump, oggi Messia!
Intanto Papa Leone XIV parla di Vangelo, pace, guerra da fermare: roba fuori moda e J.D. Vance gli ricorda di “attenersi alla morale”, dimenticando che la morale cristiana parla proprio di guerra, poveri e dignità umana, cioè proprio di ciò che dà fastidio al potere.
Il problema non è che il Papa faccia politica: la realtà è che toglie alibi, perché oggi la fede è un’altra; credere a ciò che si posta, anche quando sparisce!
Il nuovo comandamento è semplice: non dire la verità, modificala.
Non fare miracoli, simulali.
E se va male… cancella tutto e dai la colpa ai giornali!
Amen.
lunedì 13 aprile 2026
L’esilio del sovranista
Orbán esce di scena con la sua tanica sporca di gas russo: dall’altra parte arrivano promesse pulite, profumate… come dire? occidentali, senza volto e senza prezzo.
Cambia il pusher, non la dipendenza, ma tranquilli: questa volta è democratica!
L’Europa ha finalmente raggiunto l’unità energetica: non più clienti diversi, ma lo stesso pusher con due cataloghi, Est e Ovest.
E l’Ungheria cambia fornitore, ma il principio resta identico: non importa da chi compri, importa quanto sei dipendente; quindi ricattabile in ogni dove.
E la libertà, come sempre, è inclusa nel prezzo, appunto!
Così è se vi pare.
Buona estinzione a tutti
Guardateli bene: no, non sono i Cavalieri dell’Apocalisse, sono i due babysitter del nostro suicidio collettivo.
A sinistra, lo spettro di Adolf sorride dalla sua nuvoletta a svastica: è commosso, lui doveva usare i treni, invece a questi basta un algoritmo!
Al centro, il Bambinone-irresponsabile, col pollice in bocca: finora la sua 'grande' azione parallela ha portato solo alla chiusura di uno stretto che prima era aperto: Trump ha rotto lo stretto, gli alleati lo dovrebbero pagare; vedi te che pretese!
A destra Bibi il Macellaio; grembiule lordo e mannaia affilata con l'incisione "Legittima Difesa"; se gli tiri un sasso, lui ti cancella l'albero genealogico fino alla settima generazione! È la legge del taglione, versione 2026: occhio per occhio, dente per... olocausto!.
Per loro l'Armageddon è solo un picco di ascolti e consensi!
E noi? Noi siamo il pubblico pagante che fissa il tabellone del benzinaio: ci disperiamo se il gasolio sale di due centesimi mentre guidiamo felici verso il fungo atomico.
E non possiamo comprare il gaz dai russi, dobbiamo mettere da parte i soldi per le nuove armi tattiche gestite dall'I.A. e poi, signori! dobbiamo comprare i droni, magari i droni diesel ideali per chi fa più di 15.000 km con filtro antiparticolato per volare anche in città!
Oh, tranquilli: con l'inverno nucleare il riscaldamento sarà gratis, perché saremo noi il combustibile.
Buona estinzione a tutti, e l'ultimo chiuda la porta: se ne avanza una!
domenica 12 aprile 2026
Sicurezza: a Modena non si interviene per scelta
A Modena la sicurezza non è più un problema: è diventata un’esperienza.
Non si affronta, ma si osserva; non si risolve, ma si accompagna; non si governa, ma si descrive.
La città scivola lentamente in una nuova forma di amministrazione, quella turistica: una guida con fascia tricolore spiega ai cittadini ciò che stanno già vivendo, come fosse un percorso culturale. Spaccio, degrado, insicurezza: tutto diventa tappa, tutto diventa “fenomeno urbano”. L’importante è non disturbare la narrazione.
Così la politica si trasforma in accompagnatore gentile del disordine: indica, commenta, contestualizza e soprattutto rassicura: “non è quello che sembra”.
Nel frattempo i cittadini imparano una nuova disciplina: l’adattamento, ergo guardare senza reagire, subire senza nominare, abituarsi fino a non distinguere più ciò che è normale da ciò che non dovrebbe esserlo.
È il progresso, forse...o più semplicemente una 'resa ben educata'?
Alla fine resta una domanda molto semplice: se una città ha bisogno di una guida turistica per spiegare il proprio degrado, chi sta davvero governando?
Ma soprattutto: chi ha deciso che non serve più farlo…o che tanto, in fondo, basta raccontarlo? Del resto, una città che si abitua a tutto è il miglior elettore possibile, o no?
venerdì 10 aprile 2026
La statura dello Stato
Nel Paese dove tutto cresce, dalla spesa nel carrello alle bollette,.. la fatica, ecco c’è una cosa che continua ad aver bisogno di un rialzo: la credibilità!
Allora si rimedia così: una sedia, uno sgabello, una giacca troppo grande e parole ancora più grandi.
Giorgia Meloni parla, o meglio bofonchia: “crescita”, “risultati”, “orgoglio”, insomma fateci caso; parole tirate fuori dal cappello come numeri di magia, misto a un po' d'arroganza, mentre il trucco cola sotto i riflettori...
Nel frattempo, nel Paese reale, i conti si fanno al distributore, alla cassa, alla fine del mese: che non tornano mai!
L’unica cosa che sembra davvero crescere è altro: gli stipendi della politica, le spese militari e il disprezzo per chi sta sotto, perché mentre si racconta la favola della nazione che riparte, ci sono milioni di italiani in povertà assoluta, ergo famiglie che non arrivano alla fine del mese, che scelgono cosa tagliare: il cibo, le cure,... la dignità!
E allora il bersaglio diventa sempre lo stesso, non chi decide, ma chi resiste: quindi si colpiscono i poveri, si colpevolizzano i fragili, si trasformano i disperati in problema da gestire, epperò sempre dall’alto dello sgabello, dove il mondo sembra più piccolo, più semplice, più comodo da raccontare.
Ma giù, dove non servono rialzi per toccare terra, la realtà è un’altra: ruvida, ostinata, e sempre più incazzata e capisce una cosa semplice, che non ha bisogno di microfoni: se per sembrare all’altezza devi salire su una sedia, forse non è il Paese a essere in basso;
sei tu, Giorgia!
giovedì 9 aprile 2026
Lo sfratto del Mascellone
A Carpi hanno finalmente capito che per cacciare un fantasma non serve l'esorcista: basta un timbro comunale!
Dopo oltre un secolo di "onorata" residenza cartacea, ebbene sì, Benito Mussolini è stato ufficialmente sfrattato: fine della pacchia, niente più cittadinanza, niente più domicilio coatto tra i tortellini e il PD!
E mentre a Carpi si festeggia la pulizia del registro, a Roma il vecchio vignettista si immagina che si pianga sugli scranni di Palazzo Chigi, ergo la madre cristiana che sospira fissando il vuoto, mormorando tra un decreto e l'altro che "in fondo Benito era un bravo politico": certo, un genio, così bravo che è riuscito a farsi revocare la cittadinanza pure dall'Aldilà!
Intanto, dalle parti del Senato, pare che 'Gnazio stia già preparando la camera ardente per il suo busto preferito: infatti lo vediamo lì, a lucidare la mascella di bronzo col bicarbonato, sussurrando: "Non ti preoccupare, zio, se a Carpi non ti vogliono più, c'è sempre posto sulla mia mensola tra un cimelio della Decima e un calendario del Ventennio!".
Ma la verità è un'altra, ed è scritta nel cielo (o meglio, sotto terra): se non sei più cittadino di Carpi, per la burocrazia celeste sei un clandestino, o no? E si sa, a questa destra i clandestini non piacciono mica tanto! Quindi, caro Benny, prepara le valigie di cartone: Dio ti ha dato il foglio di via e giù, ad attenderti, non c'è il balcone di Piazza Venezia, ma un focolare eterno che non vede l'ora di riabbracciare il suo "bravo politico": a testa in giù, ovviamente, poiché è la posizione preferita per chi non ha più dove posare i piedi! O no?
mercoledì 8 aprile 2026
Sputtanamento Globale
Sì, il mondo ride, gli alleati, tra cui la madre cristiana, tremano: i nemici, invece, esultano.
E lui? Il vecchio guru del ciuffo arancione, il gangster che prometteva gloria e regime-change, non di distruggere un paese (che già sarebbe un obiettivo ambizioso!), ma un’intera civiltà: da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Invece, adesso, si ritrova inchiodato… letteralmente, nel posto sbagliato!
L’Iran sorride, Israele impreca, i paesi del Golfo contano le perdite, e Pechino stampa yuan come se nulla fosse. Il petrodollaro trema, le alleanze scricchiolano, e il vecchio The Donald? È diventato l’unico missile non intercettabile: quello che gli esplode nel deretano davanti a tutto il pianeta in mondovisione!
Non c’è strategia che tenga, non c’è show che copra l’epico fallimento: è il trionfo dell’umiliazione globale, confezionato con ciuffo e arroganza!
Magari il prossimo inverno, il vecchio gangster metterà fine anche alla civiltà europea: nel qual caso, tutto sarà risparmiato… spiace, ma è probabile.
Epic Fury… davvero!
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