sabato 26 settembre 2026
venerdì 25 settembre 2026
A Modena la tossicodipendenza è una malattia: e i residenti?
Ah, finalmente una certezza: la tossicodipendenza è una malattia!
Bene. Epperò, peccato che nel frattempo qualcuno abbia scoperto che anche i residenti sono esseri umani! Infatti, quando sotto casa compaiono spaccio, consumo, minacce, degrado e paura, non sempre si sentono rassicurati dall'informazione che tutto questo rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Ok, la direttrice dell'AUSL, naturalmente, parla da medico ergo, la dipendenza è una patologia e il Servizio sanitario deve curarla: ciò è sacrosanto!
Ma i cittadini, invece, parlano da cittadini: va bene curarli, ma noi nel frattempo come ci viviamo? E qui arriva il capolavoro: invece di discutere di come conciliare le due cose, parte la guerra semantica: "Come vi permettete di accostare la tossicodipendenza alle malattie oncologiche?"
Calma, nessuno ha mai sostenuto che un tumore e una dipendenza siano la stessa cosa: si stava parlando del diritto alla cura, che — ovviamente — è un'altra cosa!
Ma anche il cittadino che protesta non sta necessariamente chiedendo di togliere le cure a qualcuno, insomma sta chiedendo che il diritto alla salute di una persona non si trasformi nel diritto di un'altra persona a vivere in un quartiere degradato!
E qui, forse, sarebbe utile guardare un po' più in là del nostro ombelico modenese: ho fatto qualche ricerca e, per esempio, a Zurigo, dopo aver sperimentato sulla propria pelle cosa significa lasciare esplodere il problema nello spazio pubblico, hanno costruito una politica che mette insieme prevenzione, terapia, riduzione del danno e controllo del territorio: il metodo dei 'quattro pilastri'.
Eh, una roba... 'terribilmente complicata'. oh talmente complicata che, in Italia e più particolarmente a Modena, non si presta molto a uno slogan, sic!
E allora niente, molto meglio litigare su una frase: da una parte "La tossicodipendenza è una malattia!", invece dall'altra parte "Ma un malato oncologico minaccia forse i residenti?"
Nel frattempo mi immagino che il problema, quello vero, se ne stia comodamente seduto in mezzo ai due schieramenti e si faccia una canna, perché vedete, forse la domanda non è se dobbiamo scegliere tra il tossicodipendente e il residente, semmai la domanda è molto più banale: "siamo capaci di prenderci cura del primo senza dimenticarci del secondo?"
Ecco, pare sia questa la parte difficile: infatti è molto più semplice organizzare un convegno, giusto vicesindaca Maletti? Amen.
giovedì 24 settembre 2026
La doppia morale
Da quel di Modena, cronaca di un curioso esperimento: al convegno “La violenza non ha genere” si discuteva della violenza, mentre fuori dalla sala, alcune contestatrici pensavano bene di offrirne una... dimostrazione pratica!
La consigliera di Fratelli d’Italia, Elisa Rossini racconta di essere stata circondata e inseguita, fino all’intervento della polizia!
Per carità, contestare è democratico, magari anche essere furiosi: epperò meno democratico è pensare che l’intimidazione diventi improvvisamente accettabile quando la vittima appartiene alla parte sbagliata!
Ed eccoci alla nostra modesta domanda: se la violenza è violenza, non dovrebbe bastare questo? Pare di no, infatti nella vignetta Barbari dice al sindaco Mezzetti: "Capo! Stavolta ci tocca essere solidali con la destra!"
E Mezzetti, con le dita nelle orecchie: "Aspetta… famme capì da che parte sta la violenza!"
E', una battuta, ma anche, permettetemi un piccolo test: un principio vale qualcosa soltanto quando lo applichi a chi non la pensa come te, altrimenti non è un principio, è un abbonamento.
E così, scusate il convegno aveva ragione: la violenza non ha genere, epperò, a quanto pare, ha ancora una tessera di partito! O no?
domenica 20 settembre 2026
Il dubbio, purché innocuo
Ah, la sfilata della masturbazione intellettuale al Festivalfilosofia!
Quest’anno, come da tradizione, l’apertura tocca al sindaco, che dall’alto del suo scranno dispensa perle di saggezza: "Coltivare il dubbio e interrogare le parole ci serve a trovare nuove forme di ordine, nuove possibilità di convivenza".
Apperò, che coraggio! Viene quasi voglia di applaudirlo, se non fosse che la memoria, a volte, impedisce persino di vomitare!
Perché mentre oggi il politico di turno si mette il cappello del filosofo progressista e celebra il dubbio dal palco del Festival, dal pubblico potrebbe alzarsi una domanda capace di gelare l’ipocrisia: "Scusi, Mezzetti, ma il mio dubbio del 2021? Fa ancora parte del caos oppure posso finalmente uscire dall’angolo?"
Boom! Sipario...perché nel 2021, quando porre domande, sollevare dubbi e rivendicare diritti fondamentali significava mettere in discussione l’ortodossia del momento, il dubbio non sembrava affatto una virtù da coltivare, no affatto, anzi: chi dubitava veniva spesso guardato con sospetto, isolato, marginalizzato, deriso, trasformato nel problema anziché essere ascoltato come parte del problema.
Allora il dubbio era lesa maestà, oggi è filosofia!
A paranoie sbollite, improvvisamente il dubbio diventa elegante: buono per i festival, per i filosofi, per i salotti culturali e per qualche citazione, ma il dubbio vero è un’altra cosa, eh già!
Il dubbio vero è quello che rompe le scatole al Potere, è quello che non si accontenta della risposta ufficiale, è quello che fa domande quando tutti hanno già deciso quale debba essere la risposta!
Perché il Potere ama il dubbio soltanto quando è innocuo: astratto, educato e confinato nei libri, ma quando invece il dubbio scende in strada, pretende risposte e mette in discussione le certezze dominanti, improvvisamente diventa... caos!
E allora, caro Sindaco, una domanda filosofica me la permetta: il visto per uscire dall’angolo in cui avete confinato chi dubitava lo distribuite scientifiche-politiche aggratis alla fine del talk, oppure dobbiamo ancora chiedere il permesso all’ortodossia di partito?
Io, comunque, non ho cambiato idea, eretico ero allora, eretico rimango oggi, epperò con una piccola differenza: oggi, per fortuna, almeno non mi denunciate più. Per ora.
Il mio più cordiale ma va’ a c…!
sabato 19 settembre 2026
Il caos, quando fa male
Al Festivalfilosofia di Modena, quest'anno, si parla di Caos: non soltanto disordine, ma vuoto, trasformazione, principio generatore, insomma roba alta!
Poi uno esce dal festival, prende la macchina e torna brutalmente alla filosofia, ma quella applicata: il Governo annuncia per il 2027 l'esenzione dal bollo per le auto di piccola cilindrata e per le moto, e il ministro Giorgetti racconta che alla misura ci si è arrivati "in modo sofferto", dopo aver valutato molte possibilità!
Nel frattempo, sul fronte carburanti, il taglio delle accise viene ridimensionato e il prezzo alla pompa torna a mordere. Il risultato è una curiosa forma di trasformazione: quello che apparentemente viene tolto da una parte può riapparire dall'altra.
E allora il povero automobilista, davanti alla pompa, prova a dare una spiegazione filosofica alla faccenda: il Caos non sarà distruzione, sarà pure un principio generatore, ma quando a generarsi è il conto da pagare, qualche dubbio viene.
Festivalfilosofia, insomma: quest'anno il tema è il Caos: il dolore, invece, è molto più concreto. O no?
venerdì 18 settembre 2026
Il ricatto della madre cristiana
La Madre Cristiana ha finalmente trovato il modo di pescare: non più in ginocchio a pregare per l’Italia, ora ci sta direttamente a cavalcioni. Ergo, sul groppone dell’Italia turrita, quella con la corona di mattoni e la schiena spezzata dai ticket sanitari e da tutto il resto.
In mano non ha più il rosario, ma una canna da pesca… da campagna elettorale. E all’amo non c’è un verme, ma qualcosa di molto più luccicante per un italiano medio in bolletta: un cartellino con scritto “BOLLO SOSPESO – 80 kW – SOLO 2027”.
È geniale! Insomma, è così trasparente da essere quasi onesto.
L’Italia turrita, sotto di lei, sta facendo l’unica cosa che le è ancora concessa: infilare una scheda in un’urna di legno chiamata POLITICHE 2027 e, mentre lo fa, le viene un rigurgito di buonsenso, si gira e domanda: "A me questo mi pare un ricatto!"
E la Madre Cristiana, con quel sorriso romano che ha fatto la fortuna dei meme: "Aho', e che te lo fa pensà?"
Ecco tutto il PNRR, tutta la visione industriale, tutto il piano per il futuro: in due battute. Infatti potevamo investire quei soldi nella sanità, dove la gente muore in lista d’attesa; nella ricerca, dove i nostri ragazzi scappano; nelle rinnovabili, mentre continuiamo a parlare di indipendenza energetica con una mano e a pagare bollette salate con l’altra...no, meglio 120 euro di bollo sospeso: meglio l’esca.
Perché l’esca non cura, non costruisce, non forma, epperò si vede, si tocca, entra nel portafoglio prima delle elezioni e, soprattutto, si ricorda fino al giorno in cui si va a votare!
È la teologia del "Dio, Patria e Famiglia" applicata al libretto di circolazione: Dio ti perdona, la Patria ti tassa, la Famiglia paga il bollo e magari per un anno, lo Stato fa pure il bravo.
L’esca scade nel 2027, il pesce, come sempre, resta incastrato nel 2028
E quanto alle promesse non mantenute della Madre Cristiana, be’, c’è poco da sperare: in ogni caso, l’inculata l’abbiamo già presa.
A prescindere.
giovedì 17 settembre 2026
Il Campo dei Miracoli
Ogni tanto mi tocca rispolverare la favola di Pinocchio, quindi signori miei: bentornati al Campo dei Miracoli!
Ormai lo sapete tutti, no? La notizia è questa: il bollo auto, fino a 80 kW, è abolito… anzi no! È esentato… anzi, no, scusate: è sepolto...anche se solo per dodici mesi!
E guarda caso, proprio quelli che ci accompagnano fino alle elezioni politiche del 2027! Un po’ come quel matto di The Donald, solo che lui ha promesso addirittura 5.000 dollari per ogni voto, perché si sa: il voto ha il suo prezzo e, pertanto si vede che qui da noi bastano le briciole, sic!
In ogni caso, chiamiamolo col suo nome tecnico: "circonvenzione di incapace a motore", qui da noi: invece Oltreoceano semplicemente 'd’incapace e basta'.
Il trucco è di una semplicità collodiana che farebbe commuovere persino il Gatto e la Volpe, cioè Giorgetti ti dice: "Fidati! Per un anno intero non paghi nulla! Fino a 80 kW! Devi solo seppellirlo lì e lasciarlo maturare…"
E tu, Pinocchio-Italia dalla corona turrita di legno, ci credi, vedi il buchino, vedi il risparmio di 150 euro e così ti dimentichi di guardare cosa ti sta succedendo alle spalle. perché, nel frattempo, la Madre Cristiana ti ha già infilato nella tasca posteriore una pompa di benzina d’oro.
Così tu guardi il buco, non guardi il display dove c'è scritto "Elezioni 2027 – 5 euro al litro."
Perché il miracolo, come lo paghiamo? Semplice: togliendo lo sconto di 10 centesimi sulle accise del gasolio dal 5 ottobre, insomma: ti regalo 150 euro di bollo che non paghi per un anno e, intanto, ti aumento il costo del gasolio; l’albero degli zecchini è stato annaffiato direttamente col tuo serbatoio!
E se osi dire che la faccenda ti puzza, be' la risposta è già pronta, in perfetto romanesco istituzionale: "Aho’, è odore de libertà fiscale: la nostra!"
La loro, sì, perché la nostra unica libertà che cresce davvero in questo Campo dei Miracoli, è quella di prenderti per i fondelli ogni volta che c’è un’urna all’orizzonte, già!
Nel 2027 non paghi il bollo, ma nel 2028 ripaghi il bollo, il gasolio aumentato e pure la buca dove l’avevi seppellito: caro elettore di cdx, ma vuoi mettere la soddisfazione?
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