sabato 3 ottobre 2026

Fine della lezione

Il giorno dopo la strage, la diagnosi politica era già pronta: disagio psichiatrico. Piantedosi lo disse, Tajani si accodò alla lettura: il fascicolo giudiziario, invece, doveva ancora cominciare a parlare. Poi arrivò la perizia: El Koudri era capace di intendere e volere, bon e allora viene spontanea una domanda molto semplice: non sarebbe stato meglio aspettare? Perché quando c'è di mezzo una strage, prima di distribuire diagnosi, assoluzioni preventive e spiegazioni confezionate in giornata, forse vale una vecchia regola elementare: prima s'accerta, poi se parla. Il sindaco Mezzetti, oggi, chiede che si accertino fino in fondo le responsabilità, ed è esattamente quello che dovrebbe fare chi governa: lasciare parlare prima i fatti e poi, eventualmente, la politica.

venerdì 2 ottobre 2026

Le priorità

Quindi El-Koudri era stato attenzionato? Boh, ma una cosa è certa: la pratica poteva aspettare, ma le dichiarazioni sulla strage, invece, quelle sì che erano urgenti. La sicurezza nazionale può attendere, la conferenza stampa no!

martedì 29 settembre 2026

Il prezzo del guinzaglio

Proposta di Mozione per il Comune di Modena: rilevare la Pompa Bianca e vendere il carburante a prezzo di costo. Perché se non sai più quanto vale un’ora di lavoro, un litro di gasolio o un bicchiere di Lambrusco, non puoi capire se ti stanno fregando. E allora ogni sconto ti sembra un regalo, finché scopri che non era uno sconto: era il prezzo del guinzaglio. Non è solo comunismo, ma in realtà è restituire ai cittadini un metro per misurare il prezzo del lavoro, della benzina e, magari, anche della propria libertà! O no?

sabato 26 settembre 2026

Buon compleanno, caro Comandante!

Certe mani non smettono mai di sorreggerci! Buon compleanno, caro Comandante!

venerdì 25 settembre 2026

A Modena la tossicodipendenza è una malattia: e i residenti?

Ah, finalmente una certezza: la tossicodipendenza è una malattia! Bene. Epperò, peccato che nel frattempo qualcuno abbia scoperto che anche i residenti sono esseri umani! Infatti, quando sotto casa compaiono spaccio, consumo, minacce, degrado e paura, non sempre si sentono rassicurati dall'informazione che tutto questo rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza. Ok, la direttrice dell'AUSL, naturalmente, parla da medico ergo, la dipendenza è una patologia e il Servizio sanitario deve curarla: ciò è sacrosanto! Ma i cittadini, invece, parlano da cittadini: va bene curarli, ma noi nel frattempo come ci viviamo? E qui arriva il capolavoro: invece di discutere di come conciliare le due cose, parte la guerra semantica: "Come vi permettete di accostare la tossicodipendenza alle malattie oncologiche?" Calma, nessuno ha mai sostenuto che un tumore e una dipendenza siano la stessa cosa: si stava parlando del diritto alla cura, che — ovviamente — è un'altra cosa! Ma anche il cittadino che protesta non sta necessariamente chiedendo di togliere le cure a qualcuno, insomma sta chiedendo che il diritto alla salute di una persona non si trasformi nel diritto di un'altra persona a vivere in un quartiere degradato! E qui, forse, sarebbe utile guardare un po' più in là del nostro ombelico modenese: ho fatto qualche ricerca e, per esempio, a Zurigo, dopo aver sperimentato sulla propria pelle cosa significa lasciare esplodere il problema nello spazio pubblico, hanno costruito una politica che mette insieme prevenzione, terapia, riduzione del danno e controllo del territorio: il metodo dei 'quattro pilastri'. Eh, una roba... 'terribilmente complicata'. oh talmente complicata che, in Italia e più particolarmente a Modena, non si presta molto a uno slogan, sic! E allora niente, molto meglio litigare su una frase: da una parte "La tossicodipendenza è una malattia!", invece dall'altra parte "Ma un malato oncologico minaccia forse i residenti?" Nel frattempo mi immagino che il problema, quello vero, se ne stia comodamente seduto in mezzo ai due schieramenti e si faccia una canna, perché vedete, forse la domanda non è se dobbiamo scegliere tra il tossicodipendente e il residente, semmai la domanda è molto più banale: "siamo capaci di prenderci cura del primo senza dimenticarci del secondo?" Ecco, pare sia questa la parte difficile: infatti è molto più semplice organizzare un convegno, giusto vicesindaca Maletti? Amen.

giovedì 24 settembre 2026

La doppia morale

Da quel di Modena, cronaca di un curioso esperimento: al convegno “La violenza non ha genere” si discuteva della violenza, mentre fuori dalla sala, alcune contestatrici pensavano bene di offrirne una... dimostrazione pratica! La consigliera di Fratelli d’Italia, Elisa Rossini racconta di essere stata circondata e inseguita, fino all’intervento della polizia! Per carità, contestare è democratico, magari anche essere furiosi: epperò meno democratico è pensare che l’intimidazione diventi improvvisamente accettabile quando la vittima appartiene alla parte sbagliata! Ed eccoci alla nostra modesta domanda: se la violenza è violenza, non dovrebbe bastare questo? Pare di no, infatti nella vignetta Barbari dice al sindaco Mezzetti: "Capo! Stavolta ci tocca essere solidali con la destra!" E Mezzetti, con le dita nelle orecchie: "Aspetta… famme capì da che parte sta la violenza!" E', una battuta, ma anche, permettetemi un piccolo test: un principio vale qualcosa soltanto quando lo applichi a chi non la pensa come te, altrimenti non è un principio, è un abbonamento. E così, scusate il convegno aveva ragione: la violenza non ha genere, epperò, a quanto pare, ha ancora una tessera di partito! O no?

domenica 20 settembre 2026

Il dubbio, purché innocuo

Ah, la sfilata della masturbazione intellettuale al Festivalfilosofia! Quest’anno, come da tradizione, l’apertura tocca al sindaco, che dall’alto del suo scranno dispensa perle di saggezza: "Coltivare il dubbio e interrogare le parole ci serve a trovare nuove forme di ordine, nuove possibilità di convivenza". Apperò, che coraggio! Viene quasi voglia di applaudirlo, se non fosse che la memoria, a volte, impedisce persino di vomitare! Perché mentre oggi il politico di turno si mette il cappello del filosofo progressista e celebra il dubbio dal palco del Festival, dal pubblico potrebbe alzarsi una domanda capace di gelare l’ipocrisia: "Scusi, Mezzetti, ma il mio dubbio del 2021? Fa ancora parte del caos oppure posso finalmente uscire dall’angolo?" Boom! Sipario...perché nel 2021, quando porre domande, sollevare dubbi e rivendicare diritti fondamentali significava mettere in discussione l’ortodossia del momento, il dubbio non sembrava affatto una virtù da coltivare, no affatto, anzi: chi dubitava veniva spesso guardato con sospetto, isolato, marginalizzato, deriso, trasformato nel problema anziché essere ascoltato come parte del problema. Allora il dubbio era lesa maestà, oggi è filosofia! A paranoie sbollite, improvvisamente il dubbio diventa elegante: buono per i festival, per i filosofi, per i salotti culturali e per qualche citazione, ma il dubbio vero è un’altra cosa, eh già! Il dubbio vero è quello che rompe le scatole al Potere, è quello che non si accontenta della risposta ufficiale, è quello che fa domande quando tutti hanno già deciso quale debba essere la risposta! Perché il Potere ama il dubbio soltanto quando è innocuo: astratto, educato e confinato nei libri, ma quando invece il dubbio scende in strada, pretende risposte e mette in discussione le certezze dominanti, improvvisamente diventa... caos! E allora, caro Sindaco, una domanda filosofica me la permetta: il visto per uscire dall’angolo in cui avete confinato chi dubitava lo distribuite scientifiche-politiche aggratis alla fine del talk, oppure dobbiamo ancora chiedere il permesso all’ortodossia di partito? Io, comunque, non ho cambiato idea, eretico ero allora, eretico rimango oggi, epperò con una piccola differenza: oggi, per fortuna, almeno non mi denunciate più. Per ora. Il mio più cordiale ma va’ a c…!