venerdì 20 marzo 2026
Stia sereno, senatùr: lassù accolgono tutti.
Quando uno cambia la storia, o almeno riesce a spostare gli equilibri politici a forza di rutti, bandiere e rancore, una domanda viene: si sarà accontentato della gloria terrena? Di essere ricordato dai vivi come il gran padre del Nord incazzato? Oppure, nel fondo della sua anima celodurista, Umberto Bossi si sarà sentito qualcosa di più: lo strumento del lato oscuro della Forza, il galoppino provvidenziale di quel vecchio trucco del potere che consiste nel dividere un paese, avvelenarlo, e poi governarlo meglio?
Perché Bossi non ha liberato nessuno: ha solo preso il malcontento del Nord, l’ha impastato con folklore, volgarità e disprezzo, e l’ha rivenduto come identità; il solito capolavoro dei servi utili, ergo far litigare i dannati del piano di sotto mentre quelli del piano di sopra contano i soldi!
E allora il contrappasso perfetto non è il fuoco eterno, ma l’accoglienza: il senatùr arriva in cielo con la sua faccia da doganiere della Padania, il sigaro spento, la carta igienica tricolore in mano, e al cancello trova San Pietro Nero, che lo invita a entrare con cortesia.
Fine della commedia.
Una vita passata a vendere frontiere ai gonzi, e sulla soglia dell’eternità scopre che il Paradiso non fa respingimenti: perché il razzismo, come quasi tutte le ideologie da bar, muore dove comincia l’universalità, magari davanti a una chiave tenuta in mano da chi avresti voluto lasciare fuori.
Io Bossi me lo immagino così: e, signori miei devo dire, mi piace!
giovedì 19 marzo 2026
Qui ci stanno facendo il c...
La madre cristiana, quella che doveva abolire le accise, non le ha tolte: le ha messe in offerta!
Venti giorni di sconto, un po' come il detersivo, ergo: ciò non è politica energetica, badate bene, ma più una televendita...alla Vanna Marchi, sic!
Infatti il trucco è sempre lo stesso, ergo ti rifila qualche centesimo di sollievo e lo vende come miracolo patriottico!
Per favore, qualcuno del cdx dica alla madre cristiana che così non si governa affatto, semmai s'incanta gli sciocchi creduloni e, quindi non risolve: semmai ti fa ballare attorno alla pompa!
E il bello è che, in questo povero Paese, funziona pure: basta uno sconticino per far uscire l’Italia dal cesto con gli occhi storti e la dignità in riserva.
Signori, altro che pieno: qui ci stanno solo facendo il c...ehm, il numero! Così è se vi pare...
mercoledì 18 marzo 2026
165° Anniversario dell'Unità d'Italia: quando l’orgoglio non paga le bollette
Cosa possiamo fare contro l'imbecillità del potere costituito? Ma niente, forse tutta l'etica è sbagliata, ergo è sbagliata a monte l'idea che occorra fare qualcosa, che bisogna agire, quando invece sarebbe vero il contrario, ergo che non bisognerebbe fare proprio niente, ecco: ma il vecchio vignettaro non ce la fa proprio, ammettendo mestamente: 'ma chi glielo fa fare?'
E così putacaso vede che la madre cristiana celebra i 165 anni di unità in post luccicanti e slogan patriottici, epperò mentre il cittadino medio lotta tra bollette, stipendi fermi e un Paese che sembra funzionare solo per chi decide le priorità: l’orgoglio nazionale costa poco, la vita reale un’infinità.
E così, mentre il CSM si rifornisce e i post festeggiano, noi contiamo centesimi.
lunedì 16 marzo 2026
L'Italia dei banditi e dei taxi volanti
Siamo circondati da imbecilli, ma con la cravatta.
Personalmente, per il vecchio berlingueriano, oramai la politica italiana è un circo dove a destra e a sinistra si gioca a chi urla più forte "Al lupo!", fateci caso: se il referendum boccia, APOCALISSE, con stupri di massa, criminali a piede libero e cavalieri dell'Apocalisse in tangenziale!
Se invece passa, ecco addirittura la P2 del Venerabile, con giudici in ginocchio e ladri che brindano a caviale!
Tutto pur di non farti vedere la realtà, che è molto più sporca, ergo: mentre in TV ti spiegano che la tua sicurezza è a rischio per colpa di un ladro di polli, il vero pezzo grosso — ricercato da mezzo mondo — non scappa via col passamontagna, no: nel Belpaese prende addirittura il volo di Stato e vola in Libia.
Ecco, vedete? La propaganda ti fa guardare il mostro sotto il letto, mentre il criminale vero sale la scaletta dell'aereo, sorride e saluta, e il biglietto? Glielo hai pagato tu: in Italia, se sei un delinquente di serie A, non finisci dentro, ma molto più probabilmente finisci in Business Class, SIC! Qualcuno mi dia un pizzicotto, è un incubo!
venerdì 13 marzo 2026
Zerbino patriottico
C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale.
Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino!
No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro...
Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale!
Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa.
La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto.
E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?
mercoledì 11 marzo 2026
La manutenzione della Giustizia del governo Meloni
Beati i furbi, ma soprattutto i goffi!
Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!”
Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO.
La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste.
Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata.
Così è, se vi pare.
martedì 10 marzo 2026
Scurdammoce o' passato...?
Dopo sei anni ecco a voi il nuovo contagio post-pandemico: la “riconciliazione a comando”!
Non basta aver chiuso il Paese, militarizzato i funerali, trasformato i cittadini in codici QR e sottoposto la popolazione a una roulette russa vaccinale: ora dobbiamo anche abbracciare chi ci ha spiato, insultato e indicato come untori.
La politica e il mainstream sorridente e rassicurante, brandisce la morale della pace civile come fosse un cloroformio: “perdoniamoci a vicenda”, sembra dire, mentre io mi chiedo se sia un invito o un nuovo tentativo di anestetizzare la memoria.
I sorci della libertà di scelta non dimenticano: le ambulanze di notte, le strade fantasma, i balconi pieni di canzoni e applausi spontanei, sì, ma anche l’odio civile, le liste dei proscritti, le “classi di cittadini” divisi tra buoni e cattivi. Tutto questo non sparisce perché qualcuno sorride in TV o agita un manifesto di riconciliazione.
E così la pandemia non ci ha solo insegnato il valore di un abbraccio, ma anche quanto siano abili certi politici nel trasformare la colpa in applauso e l’ingiustizia in selfie.
Perché alla fine, nel grande show della memoria selettiva, la vera lotta non è contro il virus: è contro chi vorrebbe farci dimenticare di averlo subito. O no?
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