mercoledì 1 aprile 2026
Eppur ...galleggia!
A Modena non serve vincere le elezioni. basta sedersi e aspettare.
Da una parte il Partito Democratico governa da così tanto tempo che ormai potrebbe farlo anche in pigiama, mentre dall'altra...be', dall'altra parte l’opposizione continua a fare quello che le riesce meglio: galleggiare.
Non affonda, certo, ma neanche nuota.
Si, va be', a volte si agita, produce bolle, ogni tanto litiga per stabilire chi debba stare più vicino al vetro...epperò intanto fuori la città cambia, s'incazza, si stanca… e poi torna a votare sempre gli stessi! Badate bene, non per amore, ma per assenza di alternative! Giaà...perché il problema, a Modena, non è il potere, ma il vuoto che c'è attorno, perché un sistema si abbatte solo quando dall'altra parte c'è qualcuno che costruisce qualcosa di più forte.
Qui invece si preferisce stare comodi: dentro un acquario, ben nutriti, ben visibili, perfettamente inutili: e allora sì, chiamatela opposizione, ma solo il primo aprile.
martedì 31 marzo 2026
Domenica delle Palme e l'ombrello della fede
E' come in un film surreale "L’ombrello della fede", dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'!
E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non...bagnarsi!
Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: "non c’ero", ergo una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano.
Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta!
Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria.
Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi.
Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.
sabato 28 marzo 2026
Cura pubblica, conflitto privato
A Sassuolo il concetto di servizio pubblico ha preso una piega da sport tiro anziché alla fune, al cittadino! Tra AUSL e Comune, il cittadino diventa un 'attrezzo': un braccio tira uno, l’altro braccio l’altro, la flebo da 1,6 milioni scorre più veloce del sangue, mentre i protagonisti sventolano sorrisi rassicuranti e dichiarazioni pompose!
Difendere i tuoi interessi? Lavorare per la tua salute? Certo, ma solo finché serve a tenere viva la partita legale, con spese che finiscono nei portafogli pubblici e non in quelli dei contendenti...
La morale? Be', la morale è semplice: quando lo Stato gioca contro sé stesso, il cittadino non è paziente, è pedina: e la partita… la paghiamo noi. Così è se vi pare.
venerdì 27 marzo 2026
A Modena funziona così
Funziona così: a Modena non c’è stato un referendum, semmai c’è stata una scalata.
Quindi c’è chi ha piantato la bandierina e si gode il panorama, trasformando un “No” in un’investitura personale.
Più che un risultato, una vetta: conquistata da uno, rivendicata da tutti.
Sotto, c’è chi fino a ieri faceva la guerra e oggi cerca un tavolo, non per vincere, no: ma per restare dentro al giro!
E poi, da qualche parte, dovrebbe esserci anche un’opposizione: dovrebbe, sic!
Morale: quindi vediamo che, mentre uno festeggia e l’altro tratta, ma (non so voi) il vecchio vignettaro vede che l’unico scontro vero resta quello tra la realtà — bollette, tasse, caro vita — e il (insopportabile) 'teatrino'.
Solo che la realtà non vota, non tratta e non applaude, la realtà, come sempre, non risponde nemmeno: al massimo, manda a dire. Fine
giovedì 26 marzo 2026
Ha tolto il disturbo, non il problema
La Pitonessa Daniela Santanchè alla fine se ne va: dopo l’ennesimo tira-e-molla indecente (per motivi che, ovviamente, restano “trasparenti”: sic!), prende le valigie in mano e con il culo dritto finalmente si dimette.
E non succede niente, non crolla nulla, anzi: Carlo Nordio è ancora lì, quindi tranquilli è tutto perfettamente stabile. O quasi, eh Giò?
Perché il problema non era la poltrona, no: ma quello che la teneva inchiodata, ergo i tacchi restano piantati nello scranno, confitti dentro una parola sola, elastica, immortale: 'rinvio a giudizio'.
Una di quelle parole che non finiscono mai, si allungano, si piegano, evaporano: fino a diventare aria.
Sopra si cambia faccia, sotto non si muove niente: è la magia della politica italiana, ergo la responsabilità è sempre personale,
le conseguenze sempre collettivamente assenti.
E così, mentre qualcuno esce di scena “pulito”, il pavimento resta bucato: e noi sotto! Amen
mercoledì 25 marzo 2026
E' democrazia che non si fida più
Non li ha seguiti, li ha fermati. Non è scesa in piazza, li ha fatti tacere.
Mentre intorno, ognuno recita la sua parte: chi festeggia, chi si giustifica, chi piange su una riforma che fino a ieri era viva e politica e oggi è già diventata tecnica.
E no, non è una vittoria, ma è un atto di sfiducia generale, ergo perché, come succede ogni volta che c’è in ballo la Carta,
l’Italia non segue proprio nessuno; si presenta da sola, come si va dal medico quando il dolore è troppo forte. O quando sente puzza di bruciato.
I politici esultano, spiegano, reinterpretano, come sempre: parlano sopra e intanto nessuno si muove davvero: nemmeno chi dovrebbe.
Giorgia Meloni resta al suo posto, epperò circondata da polemiche, nomi ingombranti e imbarazzi mai risolti, mentre la responsabilità scivola via come sempre verso qualcun altro, altrove, verso nessuno.
Ma la verità è più semplice, ed è più scomoda: quando il popolo si muove senza di loro, non è democrazia in festa, è democrazia che non si fida più. Amen.
lunedì 23 marzo 2026
Il 'NO' non assolve...
Ci raccontano bugie ogni giorno: bilanci “fantasia contabile”, pranzi compromettenti, “che avrò fatto mai”...e intanto ci dicono: 'temete la magistratura. è un plotone di esecuzione!'
Ma la vera paura dovremmo averla di loro: mascalzoni che giocano coi conti, con le leggi, con le vite, e hanno la presunzione di riscrivere la Carta!
Poi, per il vecchio vignettaro (berlingueriano) arriva il 'NO', ergo un 'NO' che non discute, non assolve, ma ricorda, magari schiaffeggia e, perché no? Schiaccia: perchè (non so voi), ma quel 'NO' è un 'peso', ed è reale e, soprattutto non perdona. A prescindere. Spiaze.
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