mercoledì 20 maggio 2026

Compiuta integrazione

Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi. Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social. Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato. "Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco... Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria! Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle. Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen. .

martedì 19 maggio 2026

Il menù della solidarietà

A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh! Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma! Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale! D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic! In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore! E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca? Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?

lunedì 18 maggio 2026

Sicurezza partecipata

Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata! Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre! Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro. E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni! Modena ormai non è più una città, è un set.

domenica 17 maggio 2026

Integrazione (im)perfetta

Un uomo lancia un’auto sulla folla: nel giro di cinque minuti il Paese non parla più dei feriti, ma parla dell’origine del conducente, della narrativa corretta, della parola giusta da usare in TV. Intanto quelli che lo hanno fermato con le mani nude scoprono una verità semplice: la sicurezza reale non assomiglia ai comunicati stampa! Le città della società dei consumi ormai funzionano così: prima producono solitudine, rabbia e teste rotte, poi discutono all’infinito dell’etichetta da appiccicare ai cocci. E mentre tutti litigano sull’identità del mostro, nessuno guarda più la 'fabbrica' che lo ha costruito, eh! Meditate, gente. Meditate.

sabato 16 maggio 2026

Tucidide contro i cretini

Un tempo l’Occidente esportava Platone, tragedia greca e illuminismo: oggi esporta hamburger, guerre anche commerciali e presidenti che scrivono sui social come dei nerd che hanno appena scoperto la figa. Nel frattempo Xi Jinping cita Tucidide, Confucio e la storia delle civiltà per spiegare al mondo come gestire il potere globale: certo, poi costruisce campi di sorveglianza, censura internet e tratta i dissidenti come scarafaggi; epperò lo fa con eleganza, eh! L’americano medio fino a ieri scambiava Tucidide per un farmaco contro la pressione: “Yeah bro, Tucidide 500 mg!” L’europeo medio invece si autoflagella spiegando che la colpa è comunque di Aristotele, del colonialismo e probabilmente anche del parmigiano reggiano. La verità è che Tucidide aveva capito tutto 2400 anni fa: gli imperi cambiano lingua, bandiera e slogan, ma restano sempre bande armate convinte di essere la civiltà definitiva. E infatti oggi tutti citano Tucidide come se fosse un manuale strategico: peccato però che lui avesse scritto quel libro come avvertimento, e non una guida pratica per psicopatici col PIL a due cifre. Tu dirai: ma tu la butti sempre sul ridere! Eh, no ti sbagli: descrivo i fatti esattamente come sono; e pure per difetto! Spiaze.

giovedì 14 maggio 2026

Il dubbio non era autorizzato

Sergio Mattarella oggi riscopre il dubbio, cioè lo definisce “vitale” per la democrazia e perfino per la scienza: bene, ottimo direi, epperò peccato che durante il Covid il dubbio fosse trattato come un virus ancora più pericoloso del virus stesso! In quegli anni il 'cittadino ideale' non doveva capire, ma soprattutto doveva obbedire, senza esitazioni, senza domande, senza il fastidio del pensiero critico. E chiunque osasse dire “forse”, “aspettiamo”, “discutiamone”, veniva messo ai margini della società, perché irresponsabile e egoista: per gli amici (ex), addirittura perché un fascista e senza appello! Il dubbio, improvvisamente, non era più il motore della scienza e/o il 'sale della democrazia', ma un attentato al virostar in prima serata! Eppure la scienza vera non nasce dagli slogan, ma nasce dal conflitto tra ipotesi, dagli errori, dalle revisioni, perfino dalle figuracce: insomma, proprio la scienza innanzitutto è dubbio. A prescindere. Oggi, passata l’emergenza, i sacerdoti della verità assoluta scoprono che il dubbio è prezioso: facile dirlo ad anni alterni, quando le conferenze stampa sono finite e le paure collettive non fanno più audience. Nel frattempo il copione ricomincia: nuovi allarmi, titoli ansiogeni, esperti onnipresenti e dibattito ridotto a tifo da stadio: cambia il nome dell’emergenza, non il riflesso condizionato: spaventare prima, discutere poi,.. forse! Il problema non è che il potere sbagli, semmai il problema è quando pretende di essere infallibile: perché la democrazia senza dubbio diventa obbedienza cieca! E la scienza senza dubbio diventa dogma travestito da bollettino ufficiale. O no?

martedì 12 maggio 2026

Guida etica celodurista

Quando certi personaggi parlano di “modelli amministrativi”, bisognerebbe sempre controllare prima... il tasso alcolemico della 'superiorità morale'. Per settimane abbiamo sentito la solita litania: Ferrara esempio virtuoso, Modena arretrata, amministratori illuminati da una parte e zoticoni dall’altra. Epperò poi il “modello” finisce contro un 'palo' nel cuore della notte, con sindaco e assessora ribaltati fuori dal parabrezza come sacchi dell’umido e l’etilometro che suona più forte delle campane! Oh, succede eh! Succede agli esseri umani, certo, ma qui non si parla di semplici cittadini che esagerano a una sagra del Lambrusco: qui parliamo di quelli che amano impartire lezioni pubbliche, distribuire patenti di civiltà e spiegare agli altri come si governa una città. E infatti la lezione è arrivata, pratica, moltp pratica! La prossima volta che qualche comitato in cerca d’autore sentirà il bisogno compulsivo di confrontare Modena con presunti paradisi amministrativi, forse converrà abbassare i finestrini, far prendere aria all’abitacolo e guardare meglio la strada: perché, vedete, a forza di guidare col ditino alzato, si rischia di finire direttamente nel fosso della propria propaganda. O no?