domenica 12 aprile 2026

Sicurezza: a Modena non si interviene per scelta

A Modena la sicurezza non è più un problema: è diventata un’esperienza. Non si affronta, ma si osserva; non si risolve, ma si accompagna; non si governa, ma si descrive. La città scivola lentamente in una nuova forma di amministrazione, quella turistica: una guida con fascia tricolore spiega ai cittadini ciò che stanno già vivendo, come fosse un percorso culturale. Spaccio, degrado, insicurezza: tutto diventa tappa, tutto diventa “fenomeno urbano”. L’importante è non disturbare la narrazione. Così la politica si trasforma in accompagnatore gentile del disordine: indica, commenta, contestualizza e soprattutto rassicura: “non è quello che sembra”. Nel frattempo i cittadini imparano una nuova disciplina: l’adattamento, ergo guardare senza reagire, subire senza nominare, abituarsi fino a non distinguere più ciò che è normale da ciò che non dovrebbe esserlo. È il progresso, forse...o più semplicemente una 'resa ben educata'? Alla fine resta una domanda molto semplice: se una città ha bisogno di una guida turistica per spiegare il proprio degrado, chi sta davvero governando? Ma soprattutto: chi ha deciso che non serve più farlo…o che tanto, in fondo, basta raccontarlo? Del resto, una città che si abitua a tutto è il miglior elettore possibile, o no?

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