giovedì 21 maggio 2026

Autogol dei ratti e il silenzio dei servitori

Allora, come dice il filosofo, il bene è la capacità di comprendere che la stessa volontà che agita noi vive anche nell’altro. Il male, al contrario, nasce quando si riconosce soltanto il proprio volere. Se davvero facessimo nostro questo semplice principio di reciprocità, forse saremmo tutti più prudenti nelle nostre azioni. Non credete? Questo preambolo perché, a quanto pare, ci voleva una flottiglia di barche di carta e aiuti umanitari per inceppare la macchina da guerra di Tel Aviv. Bibi Netanyahu e la sua banda di fanatici in elmetto si credevano lupi di mare a caccia di terroristi: è bastato il diritto internazionale a fare da esca per rivelarli per quello che sono, cioè predatori accecati dall’arroganza e rimasti impigliati nella loro stessa stupidità geopolitica. Hanno assaltato navi civili in acque internazionali, violato trattati e regalato al mondo l’ennesima dimostrazione della loro brutalità politica. E il risultato è stato uno solo: aumentare ancora di più l’ostilità dell’opinione pubblica mondiale. Ma lo spettacolo più deprimente si gioca a Roma: davanti ai padroni feriti e furiosi, il governo “sovranista” italiano si riscopre per quello che è sempre stato, cioè una servitù in livrea. La madre cristiana e il suo vice Tajani si agitano con lo straccio in mano, più preoccupati di non irritare Israele che dell’umiliazione subita dai propri cittadini. Niente spina dorsale, niente orgoglio nazionale: solo la solita, patetica retorica per mascherare la propria vigliaccheria politica. Personalmente credo che la Flotilla abbia comunque compiuto la sua missione: forse non è riuscita a portare gli aiuti a Gaza, ma ha lasciato i pagliacci nudi. A Tel Aviv come a Palazzo Chigi.

mercoledì 20 maggio 2026

Compiuta integrazione

Vedete, se non sbaglio un tempo per essere modenese dovevi masticare il dialetto, chiudere i tortellini e farti rapinare tre euro per un caffè al Motor Valley: folklore per turisti fessi. Ah, ma oggi siamo evoluti: per essere davvero occidentali devi saper fare l'unica cosa che ci riesce benissimo, cioè dare di matto in diretta streaming, uno smartphone in mano, un pizzico di fanatismo pronto all'uso e l'odio in alta definizione da vomitare sui social. Dopo la strage mancata, politici e soloni della TV hanno attivato il telecomando magico: “È un matto!” e... Et voilà, il problema svanisce! Niente ideologia, niente domande, mentre il terrorista sta zitto con i giudici; ma ha lasciato le password di TikTok scritte sul muro; un influencer nato. "Massì, è solo un incidente psichiatrico!", come dice il ministro Piantedosi, oppure il sindaco Mezzetti: come la grandine sul Lambrusco... Epperò peccato che questi "matti" abbiano tutti la stessa identica bussola, fateci caso: stessi bersagli, stessi slogan, stessi nemici, una vera e propria 'coincidenza clinica' straordinaria! Dal suo ufficio il mio amico Direttore sorseggia un caffè e sospira: “Dai, è solo un pazzo isolato!”, e noi, i topi sul pavimento, continuiamo a guardarci le spalle. Be', sarà anche matto, ma allora resta un dubbio diagnostico: matto verso dove? La risposta dei media è già pronta, ed è, ovviamente, quella sbagliata. Amen. .

martedì 19 maggio 2026

Il menù della solidarietà

A Modena il lutto si misura in decibel, mica in decenza, eh! Sabato scorso, mentre via Emilia Centro si lavava con il sangue di un attentato, a quattro ore dalla strage e a poche centinaia di metri, Confcommercio apparecchiava per trecento persone in Piazza Roma! Quello che mi ha basito, è il ridicolo equilibrismo retorico dei commercianti, roba che neanche Crozza: "Per rispettare le vittime, abbiamo annullato la musica dal vivo!" Cioè, niente chitarre, solo il rumore delle.. mascelle che masticano lo stinco di maiale! D’altronde, la nota ufficiale parla chiaro, eh: bisognava "far prevalere la luce della vita". Traduzione del gergo commerciale: avevamo già pagato i fornitori e i coperti non si rimborsano, sic! In questo teatro dell'assurdo, la giunta Mezzetti ha preferito il digiuno del cordoglio, ma la continuità istituzionale a tavola è stata salvata dall'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, rimasto lì, coriaceo a presidiare il deserto del tavolo d'onore! E poco importa se dal cielo della via Emilia piovono pezzi di passanti direttamente nella zuppiera dei tortellini: il chilometro zero richiede stomaci forti e Muzzarelli sa che la carne va mangiata finché è calda, o no Gianca? Buon appetito, Modena: la speranza è servita, basta non guardare sotto il piatto...o no?

lunedì 18 maggio 2026

Sicurezza partecipata

Hanno fermato l’uomo: bravi, ma non chiamateli eroi, perchè sono persone qualunque finite a un millimetro dalla gola tagliata! Due egiziani e un marocchino che immobilizzano un altro disperato mentre il “sistema sicurezza” arriva dopo, come sempre: salvo per darti le multe; lì ci sono sempre! Poi basta dire “era matto”: troppo comodo, così nessuno parla più del 'buco' che c’è dietro. E allora avanti: camionette militari in centro, soldati, pattuglie di vigile, telecamere ovunque: l’importante è che la scenografia funzioni! Modena ormai non è più una città, è un set.

domenica 17 maggio 2026

Integrazione (im)perfetta

Un uomo lancia un’auto sulla folla: nel giro di cinque minuti il Paese non parla più dei feriti, ma parla dell’origine del conducente, della narrativa corretta, della parola giusta da usare in TV. Intanto quelli che lo hanno fermato con le mani nude scoprono una verità semplice: la sicurezza reale non assomiglia ai comunicati stampa! Le città della società dei consumi ormai funzionano così: prima producono solitudine, rabbia e teste rotte, poi discutono all’infinito dell’etichetta da appiccicare ai cocci. E mentre tutti litigano sull’identità del mostro, nessuno guarda più la 'fabbrica' che lo ha costruito, eh! Meditate, gente. Meditate.

sabato 16 maggio 2026

Tucidide contro i cretini

Un tempo l’Occidente esportava Platone, tragedia greca e illuminismo: oggi esporta hamburger, guerre anche commerciali e presidenti che scrivono sui social come dei nerd che hanno appena scoperto la figa. Nel frattempo Xi Jinping cita Tucidide, Confucio e la storia delle civiltà per spiegare al mondo come gestire il potere globale: certo, poi costruisce campi di sorveglianza, censura internet e tratta i dissidenti come scarafaggi; epperò lo fa con eleganza, eh! L’americano medio fino a ieri scambiava Tucidide per un farmaco contro la pressione: “Yeah bro, Tucidide 500 mg!” L’europeo medio invece si autoflagella spiegando che la colpa è comunque di Aristotele, del colonialismo e probabilmente anche del parmigiano reggiano. La verità è che Tucidide aveva capito tutto 2400 anni fa: gli imperi cambiano lingua, bandiera e slogan, ma restano sempre bande armate convinte di essere la civiltà definitiva. E infatti oggi tutti citano Tucidide come se fosse un manuale strategico: peccato però che lui avesse scritto quel libro come avvertimento, e non una guida pratica per psicopatici col PIL a due cifre. Tu dirai: ma tu la butti sempre sul ridere! Eh, no ti sbagli: descrivo i fatti esattamente come sono; e pure per difetto! Spiaze.

giovedì 14 maggio 2026

Il dubbio non era autorizzato

Sergio Mattarella oggi riscopre il dubbio, cioè lo definisce “vitale” per la democrazia e perfino per la scienza: bene, ottimo direi, epperò peccato che durante il Covid il dubbio fosse trattato come un virus ancora più pericoloso del virus stesso! In quegli anni il 'cittadino ideale' non doveva capire, ma soprattutto doveva obbedire, senza esitazioni, senza domande, senza il fastidio del pensiero critico. E chiunque osasse dire “forse”, “aspettiamo”, “discutiamone”, veniva messo ai margini della società, perché irresponsabile e egoista: per gli amici (ex), addirittura perché un fascista e senza appello! Il dubbio, improvvisamente, non era più il motore della scienza e/o il 'sale della democrazia', ma un attentato al virostar in prima serata! Eppure la scienza vera non nasce dagli slogan, ma nasce dal conflitto tra ipotesi, dagli errori, dalle revisioni, perfino dalle figuracce: insomma, proprio la scienza innanzitutto è dubbio. A prescindere. Oggi, passata l’emergenza, i sacerdoti della verità assoluta scoprono che il dubbio è prezioso: facile dirlo ad anni alterni, quando le conferenze stampa sono finite e le paure collettive non fanno più audience. Nel frattempo il copione ricomincia: nuovi allarmi, titoli ansiogeni, esperti onnipresenti e dibattito ridotto a tifo da stadio: cambia il nome dell’emergenza, non il riflesso condizionato: spaventare prima, discutere poi,.. forse! Il problema non è che il potere sbagli, semmai il problema è quando pretende di essere infallibile: perché la democrazia senza dubbio diventa obbedienza cieca! E la scienza senza dubbio diventa dogma travestito da bollettino ufficiale. O no?

martedì 12 maggio 2026

Guida etica celodurista

Quando certi personaggi parlano di “modelli amministrativi”, bisognerebbe sempre controllare prima... il tasso alcolemico della 'superiorità morale'. Per settimane abbiamo sentito la solita litania: Ferrara esempio virtuoso, Modena arretrata, amministratori illuminati da una parte e zoticoni dall’altra. Epperò poi il “modello” finisce contro un 'palo' nel cuore della notte, con sindaco e assessora ribaltati fuori dal parabrezza come sacchi dell’umido e l’etilometro che suona più forte delle campane! Oh, succede eh! Succede agli esseri umani, certo, ma qui non si parla di semplici cittadini che esagerano a una sagra del Lambrusco: qui parliamo di quelli che amano impartire lezioni pubbliche, distribuire patenti di civiltà e spiegare agli altri come si governa una città. E infatti la lezione è arrivata, pratica, moltp pratica! La prossima volta che qualche comitato in cerca d’autore sentirà il bisogno compulsivo di confrontare Modena con presunti paradisi amministrativi, forse converrà abbassare i finestrini, far prendere aria all’abitacolo e guardare meglio la strada: perché, vedete, a forza di guidare col ditino alzato, si rischia di finire direttamente nel fosso della propria propaganda. O no?

domenica 10 maggio 2026

Tracotanza vs tracotanza

L’ultima telefonata col mio Comandante è finita così: “Paride, avevi ragione tu”. Sei parole, anche se con quattro anni di ritardo, ma oggi so perché me l’ha detto. Perché nel 2021 a dire “condizionato” sui giornali c’ero solo io, su La Pressa: lui mi pubblicava, gli altri colleghi di matita eseguivano; io facevo 'hỳbris', mentre i miei colleghi di matita facevano carriera, sic! Oggi Giuseppe Leonelli presenta col sindaco di Modena "Elogio della tracotanza" e capisco tutto. La tracotanza non è l’arroganza del prepotente, ma è la sfida coraggiosa dell’individuo che rifiuta il “non si può” calato dall’alto. È dire “condizionato” quando AIFA dice “sicuro”, è stampare una vignetta quando il Ministero stampa veline, è restare umano mentre il sistema ti vuole numero, suddito, paziente obbediente. O no? Oggi Nicola Magrini, ex direttore di AIFA, dice che il vaccino protegge “di un po”, anche se lo dice nel 2026, da ex. Epperò quando comandava e stava zitto: quella era apatia morale, pavida inettitudine: era la tracotanza del Potere, cioè fare il dogma e chiamarlo scienza! Leonelli nel libro cita De André: "nessun Potere è buono, ha un germe negativo". Il Potere nel 2021 aveva il germe del Green Pass, dell’obbligo! Oggi ha quello del “Bon, io mi fermo qui”, come quello di un burocrate che chiude la pratica mentre tu perdi il lavoro! Quindi Signor Sindaco, lei oggi è al Buk Festival a dialogare sul libro "Elogio della tracotanza" col mio Comandante, le chiedo: la prossima emergenza, il Comune da che parte sta? Dalla parte del Potere che ha il germe negativo, o dalla parte della tracotanza che rifiuta l’utile immediato per la verità? Perché l’art. 32 dice :“in nessun caso” e in nessun caso è l’atto di tracotanza più grande che la Costituzione ci concede. Caro Comandante, la sua telefonata era l’epigrafe di questo libro: “Avevi ragione tu”, che vuol dire: “Eri tracotante. E meno male!” La tracotanza è finita il giorno che il Potere ha dovuto ammettere il “di un po”: ora inizia l’Elogio. Evviva l'Elogio della tracotanza. Spiaze.

sabato 9 maggio 2026

Il dirupo democratico

Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine. Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation. Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata. Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto: "Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme". Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no? E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile. Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude, sic! Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...

venerdì 8 maggio 2026

Il ladro e il grammatico

A Modena la (cosiddetta) sinistra ha finalmente trovato il vero colpevole dell’insicurezza: non il ladro, ma il giornalista che ha usato la preposizione sbagliata! Non “fallimento DEL governo”, ma “fallimento DAL governo”: capite la differenza? No? Be'nemmeno il ladro: infatti continua a rubare serenissimo. Ormai la politica modenese non combatte il crimine: corregge i complementi grammaticali mentre ti svuotano le tasche. “Non è colpa del governo”, precisa Paradisi, certo: è solo un fallimento completo su tutta la linea, appunto! Nel frattempo il cittadino denuncia i furti, mentre ahinoi la politica denuncia i virgolettati! Signor Paradisi, una domanda: quando il ladro finirà col portafoglio e passerà alle mutande: anche lì parleremo di “criticità semantiche”? Perché a forza di discutere il significato delle parole, in Italia abbiamo lasciato perdere il significato delle sirene! Charlie Hebdo si è preso le pallottole per non piegarsi alla semantica degli imam: qui rischiamo di piegarci a quella dei deputati! Este es el manicomio de Dios.

mercoledì 6 maggio 2026

La Biennale della vergogna

Alla Biennale di Venezia c’è un padiglione ai Giardini che non è un padiglione, ma una sorta di compromesso: allora, per essere chiari il padiglione è 'chiuso', ma 'aperto', è presente, ma... assente; si chiama Padiglione Russia. Lo puoi guardare solo da fuori, attraverso uno schermo, insomma come si guarda un animale pericoloso allo zoo, oppure un malato contagioso attraverso il vetro: scegliete voi la metafora: tanto, personalmente fa schifo uguale. La Biennale dice: "Rispettiamo la legge", che poi tradotto sarebbe: "Non abbiamo il coraggio di dire né sì né no, quindi facciamo finta che va bene così"! La Giuria si è dimessa: gesto pulito, peccato che quando ci si lava le mani, il sangue resta sul pavimento! E l'Europa, sempre lei, minaccia di tagliare i fondi di 2 milioni: perché la cultura, l’arte, a quanto pare, ha un prezzo e ...un padrone, già purtroppo! Attenzione, perchè tutto ciò non è un boicottaggio e non è neanche censura, è peggio: è ipocrisia in salsa politica, per usare un eufemismo, il capolavoro della vigliaccheria travestita da procedura. La Biennale 2026 non passerà alla storia non per un’opera, ma per una porta chiusa e per tutti i cialtroni che si sono messi in fila per guardarla da fuori, fingendo di non essere complici. L’arte doveva graffiare, ma qui da noi le hanno messo la museruola: e il guinzaglio lo tiene la politica. Che disastro anzi, che vergogna!

lunedì 4 maggio 2026

Alex Zanardi 1996-2026

Alex Zanardi è morto il 1° maggio. E la notizia è questa: ha perso! Perché per 25 anni quell’uomo ha preso a schiaffi la parola 'impossibile', badate bene: senza gambe ha vinto l’oro, dopo il coma ha sorriso, dopo ogni caduta è ripartito più forte di prima; tranne l'ultima... Davvero, ci aveva abituati all’idea che non potesse morire, che bastasse la sua testa a tenere in vita il corpo, ma stavolta non ce l’ha fatta e ci lascia orfani di un’illusione: che la volontà basti sempre. Ma ci lascia anche la prova che un uomo può vivere due vite in una e vincerle entrambe! Non scrivo 'riposa in pace', Alex, no, perché non riposavi neanche da vivo, invece scrivo: 'grazie, Alex per averci fatto vergognare delle nostre scuse'. Signori, ora tocca a noi: e senza alibi. Amen

domenica 3 maggio 2026

Valorizzazione

Caro sindaco ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome il Cinema Astra chiude, più forte ti scriverò! Come? Cosa dice sindaco? Non è una perdita, è una trasformazione? Ah, ecco... Caro sindaco, guardi, ormai il copione è già collaudato e da mo: spariscono i cinema, poi i bar, poi i negozi...alla fine resta un centro storico perfetto anzi, oserei dire perfettamente vuoto! Di giorno si fotografa, ma di notte si attraversa in silenzio, come si fa nei posti dove la vita è passata… e ha deciso di non tornare! Epperò i conti tornano, sempre, vero sindaco? Perché un cinema è un problema: tiene accese le luci, muove persone, crea abitudini, apre le menti insomma., ammettiamolo: tutte cose difficili da gestire, giusto? Molto meglio qualcosa che renda, oppure che prometta di farlo. E allora la frase giusta, quella che non finisce nei comunicati ma guida le decisioni, è semplice: la cultura non rende (ex ministro Tremonti dixit!), ma lo spazio sì. Ecco perché si spegne anche l’Astra, non perché sia inutile, ma perché è vivo. Caro sindaco, vada avanti così, sta costruendo una città impeccabile: ordinata, valorizzata, silenziosa: talmente silenziosa che presto non ci sarà più nessuno a disturbare! Sipario.

venerdì 1 maggio 2026

1° Maggio: Festa del Lavoro o dei saluti militari?

La vita? Una barzelletta che non fa ridere: ti fai il mazzo per capire come funziona il mondo e poi crepi, probabilmente con un dubbio e un debito. Quindi, cerchiamo di capire, ma senza diventarci matti: il finale è già scritto. Prendete la Madre Cristiana sul palco. Voce vibrante, crocefisso d'ordinanza e il solito mantra: "Il lavoro è dignità!". Applausi scroscianti dai soliti noti. Poi, il tocco magico: apre le mani e libera due colombe, ma queste non cacano pace, portano l'elmetto e hanno assegni firmati nel becco. La prima vola verso Kiev: tre miliardi e mezzo di euro in tre anni. Armi, fondi, quote UE... tutto impacchettato con amore e votato in Parlamento, epperò nel frattempo, 5,7 milioni di italiani fanno i conti con la "Povertà Assoluta": per l'ISTAT sono disperati, per il Governo sono solo decimali che non votano. La seconda colomba punta Tel Aviv: qui non portiamo bende, ma pezzi di ricambio, quindi radar, software, pezzi di caccia. Dopo il 7 ottobre hanno detto "basta nuove licenze", ma quelle vecchie continuano a volare che è un piacere: perché la pace è come i bonus del governo, cioè selettiva e con un sacco di clausole scritte in piccolo. E noi? be', noi festeggiamo il Primo Maggio, ergo la festa di chi lavora e resta al verde, e di chi il lavoro lo vede solo col binocolo. Sul palco strillano che la dignità è un contratto, epperò peccato che il contratto con gli italiani sia scaduto e nessuno abbia voglia di rinnovarlo; quello con i mercanti di morte, invece, è un "open bar" che non finisce mai, ergo liberano colombe blindate e chiamano "solidarietà" il fatto che noi siamo rimasti in mutande. Buon Primo Maggio quindi a chi è rimasto a terra a guardare i nostri soldi che prendono il volo e mi si permetta un consiglio ai capoccia: per oggi, spegnete i microfoni, poiché il silenzio delle buste paga vuote fa un casino d’inferno; più di qualunque vostra stronzata elettorale.