giovedì 14 maggio 2026
Il dubbio non era autorizzato
Sergio Mattarella oggi riscopre il dubbio, cioè lo definisce “vitale” per la democrazia e perfino per la scienza: bene, ottimo direi, epperò peccato che durante il Covid il dubbio fosse trattato come un virus ancora più pericoloso del virus stesso!
In quegli anni il 'cittadino ideale' non doveva capire, ma soprattutto doveva obbedire, senza esitazioni, senza domande, senza il fastidio del pensiero critico.
E chiunque osasse dire “forse”, “aspettiamo”, “discutiamone”, veniva messo ai margini della società, perché irresponsabile e egoista: per gli amici (ex), addirittura perché un fascista e senza appello!
Il dubbio, improvvisamente, non era più il motore della scienza e/o il 'sale della democrazia', ma un attentato al virostar in prima serata!
Eppure la scienza vera non nasce dagli slogan, ma nasce dal conflitto tra ipotesi, dagli errori, dalle revisioni, perfino dalle figuracce: insomma, proprio la scienza innanzitutto è dubbio. A prescindere.
Oggi, passata l’emergenza, i sacerdoti della verità assoluta scoprono che il dubbio è prezioso: facile dirlo ad anni alterni, quando le conferenze stampa sono finite e le paure collettive non fanno più audience.
Nel frattempo il copione ricomincia: nuovi allarmi, titoli ansiogeni, esperti onnipresenti e dibattito ridotto a tifo da stadio: cambia il nome dell’emergenza, non il riflesso condizionato: spaventare prima, discutere poi,.. forse!
Il problema non è che il potere sbagli, semmai il problema è quando pretende di essere infallibile: perché la democrazia senza dubbio diventa obbedienza cieca! E la scienza senza dubbio diventa dogma travestito da bollettino ufficiale. O no?
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