lunedì 2 marzo 2026

Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti

Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington. Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?” Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?” Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo? E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic! È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no? La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.

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