sabato 14 febbraio 2026
Festa di piazza, scheletri di casa
A Modena il potere è una cosa semplice: uno governa, l’altro assolve e quell'altro ancora ridefinisce; gli scandali non sono fatti, ma sono 'interpretazioni'!
Le strade sporche sono un’emergenza, tuttavia gli armadi pieni sono una... tradizione, giusto?
La raccolta differenziata separa l’umido dal secco, non separa mai il potere dalle responsabilità.
E quando gli scheletri scricchiolano, basta una benedizione e tornano silenziosi, ergo: tradizione, decoro e armadi ben chiusi. Amen.
giovedì 12 febbraio 2026
Ambiguità della Lega
Golinelli corre verso il nuovo: cieco d’amore per un generale in lap-dance.
Sul palco, Vannacci mostra la bussola che punta sempre allo stesso posto, mentre Salvinaccio-Cupido, strabico e impacciato, lancia frecce a casaccio.
La Lega resta a guardare: applausi obbligatori, identità in affitto e chi ha detto che la coerenza paga? Qui l’amore politico è una questione di equilibrio instabile tra culto del capo, nostalgia e... frecce perse!
E tu, lettore, prova a non ridere troppo: il futuro nazionale è già iniziato!
lunedì 9 febbraio 2026
Re nudi
E così alla Fondazione di Modena lo scandalo non logora chi governa, lo rafforza"!
Incredibile, se non imbarazzante: oltre un milione sparito forse addirittura due, ottocento bonifici illeciti, anni di controlli che.. non controllano un'ostia!
Risultato? Applausi, ringraziamenti anche dal Vescovo e ora, forse,...altri sei anni di mandato!
No, miei cari modenesi tutti, sì, proprio voi, sappiate che in qualsiasi altra città sarebbero cadute ben più teste, altroché, ma ahimé vedo che qui l'unica cosa che cade è solo l'attenzione, o no?
E mentre la Guardia di Finanza fa i conti, la politica fa pace, si abbraccia e brinda!
Il messaggio è chiaro: non importa quanto grande sia il buco, conta chi resta seduto sopra. Panem et circenses funzionano ancora benissimo: il pane magari manca, m a quanto pare il circo è pieno. E i re, nudi non si dimetteno: si prolungano!!
Vedete, io vengo dalla provincia dove, piaccia o no, se sbagliavo ci mettevo ( e ci metto ancora!) la faccia, chiedevo scusa, o me ne andavo: badate, non per eroismo, ma per decenza minima.
Qui invece, a Modena è successo l’opposto: lo scandalo non è stato un inciampo, ma una prova di forza (a ben vedere) superata, e la mia non è nostalgia, non è “ai miei tempi”: è senso della realtà! Amen.
sabato 7 febbraio 2026
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi...
Il sussulto d’orgoglio è durato un mese e mezzo, abbastanza per illudere qualcuno, troppo poco per cambiare qualcosa, sic! Poi è tornata la calma, ergo la calma dei paragoni diventati “impropri”, delle parole abbassate di volume per non disturbare chi eroga...
E così, d’improvviso non c’era più uno scandalo, ma una prova di serietà: non più un assordante silenzio, ma una stima mai venuta meno.
Non più domande, ma medaglie.
Come con AMO, il dipendente di Fondazione è rimasto solo, la colpa pure, i vertici assolti, il sistema lodato e il rumore archiviato.
Del resto, chi paga l’orchestra non chiede di smettere di suonare, ma chiede solo di scegliere la musica e, soprattutto il volume.
Peccato: un po’ ci avevamo creduto anche noi,... ma non più di tanto! Amen.
giovedì 5 febbraio 2026
Il generale a piedi...col vuoto davanti!
Il generale Vannacci scende dal taxi indignato e dice che il mezzo ha tradito la strada: peccato che davanti non ci sia una strada, ma un burrone!
E così il generale avanza fiero, in divisa, stivali e speroni, ma con uno scolapasta in testa scambiato per elmo: nello zaino c’è il futuro, tiene in mano una cartina bianca e la bussola che punta dritta sullo zaino dei “valori”.
Dice di inseguire un sogno, ma sogna a occhi chiusi, mentre cammina nel vuoto, perché, vedete, la Lega era il taxi: comodo, utile, ma sacrificabile!
La Lega nasceva anti-sistema romano, anti-centralismo, nordista, grezza, ma autonoma: Salvini, che grida al tradimento mentre sterza da anni lontano da qualsiasi coerenza, l’ha trasformata in Fratelli d’Italia con meno capelli e più mojito, appunto!
Uno scende per intercettare proprio quell’elettorato che Salvini (ma anche la Meloni) hanno perso, creando non un partito alternativo al 'sistema', ma bensì di 'sistema': infatti non parla di salari, non parla di tecnologia, non parla di debito e, ovviamente non parla di lavoro, ma parla di sé.
L'altro accellera,tradendo di fatto Bossi, la Lega originaria e qualsiasi coerenza pur di sopravvivere, epperò entrambi hanno già lasciato gli elettori sul ciglio della strada: non è una marcia verso il futuro, bensì è una caduta ideologica con retorica incorporata!
E quando confondi lo scolapasta con l’elmetto, non sei un gladiatore: sei solo uno che cade convinto di avanzare. Amen
lunedì 2 febbraio 2026
E' una guerra tra poveri
A Torino, prima il manifestante manganellato, poi il poliziotto martellato, è la fotografia perfetta della guerra orizzontale, ergo quella dei poveri contro poveri di pasoliniana memoria; mentre chi decide davvero sta al caldo, dietro vetri blindati e conferenze stampa.
Tanto lo sappiamo tutti, no? Ergo è un copione vecchio, ma sempre efficace: un copione che divide, radicalizza, sposta il fuoco dalla struttura del problema, al teatro dello scontro dove, puntualmente si persegue il "metodo Cossiga".
Il “metodo Cossiga” che cito non era una paranoia: infiltrazioni, provocazioni, esasperazione dello scontro servono proprio a questo delegittimare la protesta e giustificare la repressione, risultato?
Quando una piazza diventa violenta, il messaggio muore e resta solo l’ordine pubblico: e il potere ringrazia! Così è se vi pare.
sabato 31 gennaio 2026
Siamo uomini o funzionari dell'algoritmo?
Come col Covid, ergo ragazzini fatti scendere dall'autobus poiché privi di una infame tessera verde subordinata da un farmaco notoriamente sperimentale oppure da un costoso tampone farlocco, tra l'altro! Questa lettura è più profonda e più inquietante di quella “politica” pura, poiché qui non è solo esclusione: è disumanizzazione procedurale a prescindere.
Non è l’autista cattivo, è l’autista svuotato, ridotto a interfaccia uomo-macchina: input = regola = output. Quindi zero empatia, zero cervello critico, zero responsabilità morale.
Solo “il sistema dice no”, ed è questo che fa più riflettere: ehi, siamo ancora uomini o solo funzionari dell’algoritmo? Meditate, gente, meditate...
martedì 27 gennaio 2026
La Giornata della Memoria
Si condanna il fascismo, si applaude in sala e magari ci si fa un selfie accanto ai sopravvissuti. Ma poi si torna a casa con la coscienza a posto!
La memoria oggi è istituzionale: pulita, solenne, compatibile con tutto, magari anche con chi ha il busto di Mussolini in salotto e anche con chi vende armi mentre pronuncia “mai più”, sic!
I Giusti rischiavano la vita, invece noi rischiamo solo di rovinare la foto ufficiale, oltreché salvare carriere.
Morale: la memoria commuove, sì, ma il presente fattura. O no?
lunedì 26 gennaio 2026
Non è una milizia: è peggio!
La notizia è che l'Ice, fondata nel 2003 all'indomani delle Torri Gemelle, arriverà in Italia per la sicurezza delle Olimpiadi di Milano Cortina.
Signori miei, visto gli ultimi tragici accadimenti, personalmente l'ICE non è un'agenzia che occasionalmente sbaglia, ma uno strumento sistematico di repressione che opera impunemente perché protetto dal sistema che rappresenta.
Infatti a Minneapolis è di nuovo una scena del crimine: un infermiere per terra, un Presidente in uniforme che non guarda la vittima, ma noi; perché il vero bersaglio non è l’uomo con la pettorina da infermiere, è lo spettatore!
E poi c’è l’Europa con il naso che cresce ogni volta che pronuncia la parola “democrazia”. Ecco, a questo proposito qualcuno dica alla Giorgia nazionale che se davvero vuole governare un Paese occidentale e non un museo delle nostalgie nere, questa è l’ora di staccare le mani dal palcoscenico amerikano.
Si, lo so, lo sappiamo che viene da una genealogia imbarazzante, ma proprio per questo dovrebbe riconoscerne l’odore, che, ahinoi è sempre lo stesso: ordine, Patria, nemico interno.
No, non è un colpo isolato, la sensazione è che è una prova generale, andiamo con ordine:
prima ci hanno chiuso in casa “per proteggerci”, poi ci hanno schedato “per salvarci”, quindi ci hanno isolato “per il nostro bene”, ora sparano “per mantenere l’ordine”; è lo stesso copione, solo con più sangue, o no?
Il risultato? Meno diritti, più obbedienza: ieri hanno normalizzato il controllo totale, oggi vogliono normalizzare l’esecuzione amministrativa, domani 'spareranno' alla memoria; dopodomani ti chiederanno perché stai ancora guardando!
giovedì 22 gennaio 2026
Zona 50, ferie finite
Bologna torna finalmente ai 'fasti' della velocità liberale, con sommo gaudio di Fdi.
L’addetto comunale, diligente come ogni burocrate europeo, smonta il 30 e monta il 50: un gesto piccolo, ma simbolico, che fa traballare... vite e semafori!
E all’ombra delle Due Torri, la Morte timbra il cartellino: “E vabbè, ferie finite”. Non è vendetta, è routine, ergo finalmente nella dotta città si può sentire di nuovo i clacsons, accelerazioni improvvise e... pedoni terrorizzati!
E in Europa? Be', sappiate che in Europa 30 km/h significa civiltà, qui da noi invece significa 'ri-innovazione italiana': prudenza opzionale, adrenalina obbligatoria.
Benvenuti nella capitale della libertà su quattro ruote.
martedì 20 gennaio 2026
Panem et circenses
A Modena si riscopre l’antica saggezza di Roma imperiale 'panem et circenses': solo che il pane è finito, il buco è aperto, e restano i circensi con pianoforte... da inchiodare!
Un milione sparisce? Si organizza un concerto, appunto! I controlli saltano? Si alza il volume. La trasparenza manca? Si abbassano le luci in sala.
Tiezzi e Benedetti non sono ciechi, ma sono impresari dello spettacolo istituzionale e non tappano il buco con spiegazioni, magari dimettendosi, ma con eventi culturali, comunicati rassicuranti e sorrisi da foyer.
Così la Fondazione diventa Colosseo, il buco diventa arena, e i cittadini spettatori paganti applaudono mentre sotto il palco crolla la fiducia pubblica.
Perché a Modena lo scandalo non si risolve: si intrattiene e mentre il pubblico guarda il maestro al pianoforte, qualcuno lo inchioda come fosse un tappo sulla voragine.
Panem non ce n’è, circenses pure: ma il conto, come sempre, lo paga la città. O no?
domenica 18 gennaio 2026
Meno scuola, più occhi: il ventennio aggiornato in alta definizione
Ci dicono che servono 24 mila euro di telecamere per colpa degli incivili: bugia elegante.
Sappiate che le telecamere non nascono per educare, nascono per abituare: abituare gli occhi del potere a stare aperti, e i nostri a restare bassi.
Quindi la sensazione è che non investiamo in servizi migliori, magari in raccolta efficiente, in cultura civica, no: investiamo in obiettivi grandangolari puntati sui bidoni, altroché!
Oggi controllano il sacchetto, domani la faccia, dopodomani il pensiero: come nella Cina attuale, epperò lì vige la dittatura!
Morale. personalmente la spazzatura è solo il pretesto, il vero 'rifiuto' da eliminare, è il cittadino libero.
Benvenuti a Castellarano, signori miei, nella città pulita: pulita di immondizia, ma sporca di sorveglianza. Amen.
sabato 17 gennaio 2026
Controllori senza controlli
Non è un buco, è una comodità.
Allora, vediamo un po': i soldi spariscono, i controlli 'dormono', ma addirittua non sapere la cifra sottratta, non è ignoranza; è la forma più elegante di non voler sapere! In ogni caso incredibilmente le poltrone restano occupate!
La governance cammina a occhi chiusi, forse per non inciampare nella responsabilità: perché vigilare è faticoso, tacere è più efficiente.
E così, mentre il tombino ingoia milioni, sopra resta intatto il vero patrimonio: l’impunità. Amen
venerdì 16 gennaio 2026
Il buco
Prima c’è il buco, poi il silenzio, infine l’indifferenza.
E così il denaro pubblico scompare per anni, i controlli (guardacaso) falliscono, le responsabilità si dissolvono.
Non serve più indignarsi: basta aspettare.
mercoledì 14 gennaio 2026
A Modena... controlli interni!
Stesso sistema, stessi controlli e, gurdacaso stesso ammanco!
Abbiamo due enti, quindi stesso patrimonio pubblico: tuttavia uno parla, per difendere la facciata, mentre l’altro tace, per difendere... il silenzio!
Chi guarda sa già tutto e fa quel che si può: il resto sono solo procedure.
Amen
domenica 11 gennaio 2026
Trinità cooperativa
Il Comune scorpora, ma non divide, ergo cambia i lotti, non i beneficiari. La vacca (da mungere) resta la stessa, cambia solo la preghiera: e ogni miracolo ha la sua variante in corso d’opera. Amen (senza gara).
venerdì 9 gennaio 2026
A Modena il re è nudo… ma non lo vedono
E così, a Modena le baby gang non esistono. O almeno, così dicono Trande e compagni di merenda: non vedono, non sentono, non parlano. Fantasma chi prova a raccontare la realtà. Fantasma chi subisce spinte, rapine, urla in centro. Negare è un’arte. Negare è uno sport. Negare è la religione locale. Qui la praticano da decenni, decenni, decenni… Ergo: negare la violenza, negare gli errori dell’integrazione, negare che il potere locale si protegga da solo.
E il risultato? Be', il risultato è uno solo: una città reale che prende calci. Una politica che fa… selfie. Una politica che ride. Una politica che applaude.
Chi ci guadagna? La destra che raccoglie i frutti del silenzio altrui. Chi ci perde? I cittadini. Sempre loro. Sempre. Sempre.
A Modena il negazionismo progressista è talmente raffinato, ma talmente raffinato che… certo, sono ancora comunisti, però capitalisti. Io non ci capisco più niente. Nemmeno io. Nemmeno io. Ma fidatevi: funziona. Funziona. Funziona.
mercoledì 7 gennaio 2026
La Befana dell'educativa
A Modena la Befana non porta dolci né carbone: porta affidamenti diretti.
Ogni anno vola bassa, senza bando, e lascia sotto l’albero la solita promessa, ovvero prevenzione; ma (ahinoi) i risultati non si vedono, i soldi sì, ergo quelli arrivano sempre puntuali, come la determina.
L’educativa di strada è ovunque nei documenti, invisibile nei vicoli, poiché le baby gang crescono, ma la fascia economica cambia: così il principio di rotazione è salvo e la realtà può aspettare.
Durante il Covid si distribuivano mascherine e preservativi, oggi si distribuisce continuità progettuale: domani, forse, si distribuiranno spiegazioni.
Nel frattempo la città resta a mani vuote e i ragazzi pure: solo il sacco della Befana è sempre pieno.
E così la Befana vola ancora, con la sacra scopa in mano, sacco pubblico in spalla a benedire i soliti eletti ...senza gara! Amen.
martedì 6 gennaio 2026
La Befana porta sanzioni, ma solo ai cattivi
A un mese dall'inizio delle olimpiadi invernali da quel di Cortina D'Ampezzo, la stella cometa dello sport mondiale guida sempre verso la stessa mangiatoia, Washington: lì lo sport è neutrale, puro, profumato di democrazia, finanche quando cadono bombe!
La Russia viene cacciata dalle Olimpiadi: doping di Stato, guerra, valori violati, ergo gli atleti diventano neutrali, senza bandiera, senza inno, senza peccato originale; una sorta di purgatorio in tuta.
Poi c’è Israele, epperò lì bombe vere, morti veri, stadi veri che diventano macerie, ma tranquilli: inno regolare, bandiera al vento, cerimonia completa.
Perché, vedete, questo è il tempo che l’aggressione, quando è giusta, non inquina le piste di atletica, o no?!
Gli USA? Le famose guerre preventive che si ripetono, sanzioni planetarie, presidenti eletti che diventano “illegittimi” a comando, ma alle Olimpiadi entrano sempre dalla porta principale: chissà perché? Altro che atleti neutrali: semmai imperiali, con sponsor, droni e l'onnipresente Coca-Cola.
Il CIO balbetta: “Lo sport deve restare fuori dalla politica.” Infatti: fuori dalla politica russa, dentro quella americana e, ovviamente bendato davanti a Israele, sic! Conclusione: neutralità perfetta, come un arbitro che fischia solo da una parte del campo.
Epifania significa “rivelazione” e la rivelazione è semplice: non esistono atleti neutrali, esistono solo bombe neutre, ergo; quelle che non macchiano le medaglie. Già...
lunedì 5 gennaio 2026
Ipocrisia tutta italiana
Il diritto internazionale è come il presepe: si tira fuori a Natale e si rimette in cantina quando dà fastidio.
L’Italia lo usa così: con devozione, ma solo davanti ai padroni.
Ci sono aggrediti che vanno armati e aggrediti che vanno educati: agli uni si mandano missili, agli altri consigli; dipende da chi li bombarda.
Insomma, avete capito bene, ergo se l’aggressore parla inglese, non è guerra, ma è'operazione chirurgica', mentre se è alleato, non viola la legge: la interpreta (anche se a modo suo!)
E se l’aggredito ha osato toccare il portafoglio sbagliato, allora se l’è cercata. Punto.
Meloni scrive, Crosetto sorregge, Washington detta: tutto il resto è calligrafia; la morale cambia, il mercato no.
Chiamatela coerenza atlantica, noi invece la chiamiamo per nome: servilismo con la schiena dritta!
E mentre la pace resta sotto il banco, qualcuno prende appunti, mentre qualcun altro incassa.
Ps: non so voi, ma che imbarazzo, ergo: la modernità è una rogna che non si lava via nemmeno con lo sgrassatore al sapone di Marsiglia. O no?
domenica 4 gennaio 2026
Il bimbo Trump gioca alla guerra (Nota dell’autore: non era un’arma. Era benzina!)
>Signori miei, ammettiamolo una buona volta: la propaganda del cosiddetto 'occidente democratico' sta raggiungendo livelli da Istituto Luce, altroché!
E così Trump gioca alla guerra come un bambino gioca al dottore: senza sapere cosa fa, ma sporcando tutto di sangue; bombarda, rapisce, invade, poi si stupisce se il mondo non applaude. E così sappiamo una volta per tutte che il Nobel per la pace non era un premio: era un permesso.
Nairobi, Caracas, Gaza e Iran è il suo tappeto da gioco.
Il paradosso è che dice che porta la pace, mentre intanto schiaccia la colomba!
No, Trump non è un pazzo, è peggio: la sua è una strategia da impero in declino relativo, non da impero trionfante, meglio; è l’infanzia dell’Impero che si rifiuta di crescere!
E quando un bambino-quasi-ottantenne con i missili piange, il mondo dovrebbe togliergli i giocattoli: non dargliene altri, o no?
sabato 3 gennaio 2026
Fuochi di Capodanno a Modena
Allora, dalla regia mi dicono che a Modena il Capodanno si è festeggiato così: chi accende la miccia promette di far saltare il sistema; chi regge il 'tempio' soffia per spegnere il fuoco e chi resta a piedi guarda l’orologio dell’ASL fermo al 2029!
Da una parte, quindi il rito antico del PD, la 'base del partito' che crede più nemmeno a se stessa, dall’altra il 'nuovo che avanza' nei panni del sindaco Mezzetti, che giura di non fare miracoli: ma intanto vende botti come se bastasse il rumore a chiamarla rivoluzione!
Il problema è che i fuochi d’artificio illuminano il cielo, non riparano le buche, non accorciano le liste d’attesa e non riempiono la sporta della spesa: al massimo ci fanno uscire una mosca.
Se davvero il sistema salterà, brinderemo volentieri, ma fino ad allora, buon anno a tutti: al sistema che sta cedendo lentamente
e ai mortali che restano sempre... a piedi! Amen.
venerdì 2 gennaio 2026
Buon Anno, infedeli!
Prima ci hanno chiuso in casa "per proteggerci", spiegandoci che era, soprattutto per la nostra sicurezza (ah, be'! sì be'! Ah, be', sì be'...)
Poi ci hanno tolto il lavoro "per responsabilità", a meno che non ti facevi inoculare un siero (notoriamente) sperimentale: ora ci chiudono le piazze "per evitare tensioni".
Epperò la libertà resta intatta: infatti la tengono loro!
Magari te la mostrano a Capodanno, epperò imbalsamata, come un santo dietro il vetro: se festeggi sei irresponsabile, se protesti sei pericoloso e se tacciono è perché va tutto bene.
Signori, se non è stato il Capodanno halal, sicuramente è stato il Capodanno del silenzio obbligatorio, ergo è stato il capodanno dell’ipocrisia istituzionale e della vigliaccheria mediatica.
E come sempre, chi non applaude viene spento prima dei fuochi. O no?
Ps: Il 26 del mese scorso gli Stati Uniti hanno bombardato la Nigeria in risposta alle aggressioni dei cristiani: come dire? Ecco, praticamente è stato un cadeau di Natale per Gesù bambino! Grazie, zio Sleepy, ma non dovevi disturbarti, avevamo già tutto. Così la Chiesa si spende in qualità di Umanitaria per la pace del mondo, mentre l'autorità imperiale agisce a sua discrezione promuovendo la sua crociata personale: Dio benedica il nostro esercito, Buon Anno a tutti.
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