martedì 6 gennaio 2026
La Befana porta sanzioni, ma solo ai cattivi
A un mese dall'inizio delle olimpiadi invernali da quel di Cortina D'Ampezzo, la stella cometa dello sport mondiale guida sempre verso la stessa mangiatoia, Washington: lì lo sport è neutrale, puro, profumato di democrazia, finanche quando cadono bombe!
La Russia viene cacciata dalle Olimpiadi: doping di Stato, guerra, valori violati, ergo gli atleti diventano neutrali, senza bandiera, senza inno, senza peccato originale; una sorta di purgatorio in tuta.
Poi c’è Israele, epperò lì bombe vere, morti veri, stadi veri che diventano macerie, ma tranquilli: inno regolare, bandiera al vento, cerimonia completa.
Perché, vedete, questo è il tempo che l’aggressione, quando è giusta, non inquina le piste di atletica, o no?!
Gli USA? Le famose guerre preventive che si ripetono, sanzioni planetarie, presidenti eletti che diventano “illegittimi” a comando, ma alle Olimpiadi entrano sempre dalla porta principale: chissà perché? Altro che atleti neutrali: semmai imperiali, con sponsor, droni e l'onnipresente Coca-Cola.
Il CIO balbetta: “Lo sport deve restare fuori dalla politica.” Infatti: fuori dalla politica russa, dentro quella americana e, ovviamente bendato davanti a Israele, sic! Conclusione: neutralità perfetta, come un arbitro che fischia solo da una parte del campo.
Epifania significa “rivelazione” e la rivelazione è semplice: non esistono atleti neutrali, esistono solo bombe neutre, ergo; quelle che non macchiano le medaglie. Già...
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