mercoledì 4 marzo 2026

Ha stato Putin

C’è chi governa un Paese e chi governa una storia: e quando la storia diventa più importante della realtà, non è leadership, è propaganda. Punto. La madre cristiana ci rassicura: il caos mondiale, secondo lei nasce tutto da un puntino sulla cartina, con un colpevole unico, universale, telecomandato. Signori miei, è o non è una teoria comoda, lineare, quasi da libro illustrato? Abbiamo il cattivo globale e l'effetto domino: fine dell’analisi. Applausi! Peccato che l’Italia non viva nei comunicati stampa, ergo: crescita al lumicino, salari fermi da trent’anni, servizi che arrancano e giovani che se ne vanno dal Belpaese. Però noi parliamo di ordine internazionale, con tono solenne, e mentre navi e aerei americani sono davanti all’Iran in assetto da guerra, il suo ministro della Difesa...va in vacanza a Dubai; strategia balneare, forse? Altrove — vedi la Spagna di Pedro Sánchez — almeno si prova a contrattare, invece qui si alza il volume quando parlano altri: no, non è atlantismo, è ripetere a pappagallo ciò che suggerisce il padrone con quel buffo ciuffo biondo! “Difendiamo il diritto internazionale!”, dice lei: giustissimo! Ma, cara madre cristiana, il diritto internazionale non è un interruttore, che pigi ON quando conviene, oppure OFF quando disturba, ergo: non è un gadget da conferenza stampa. Cari signori miei, ma soprattutto voi del cdx, cari camerati, vedete qui la questione è una e una sola: no, spiace ma non è Vladimir Putin, né tantomeno Washington: è la statura... politica! Se ogni crisi diventa riflesso condizionato, se ogni invio è “inevitabile”, se ogni scelta è “doverosa”, allora non stai guidando un Paese: stai chiedendo fede. Incondizionata. E la fede cieca non è patriottismo, ma è infantilizzazione, sappiatelo! Il mondo è complesso, l’Italia è fragile e le favole saranno pure rassicuranti, già: ma la realtà, invece e prima o poi presenta il conto. Si salvi chi può!

martedì 3 marzo 2026

Odore di plastica

Da ragazzo non leggevo Topolino, leggevo Il Male di Vauro e Vincino: ma facevo anche il chierichetto! Quindi, senza enfasi conosco bene l’odore dell’incenso e quello dell’inchiostro satirico, e so distinguere un mistero da un effetto speciale. Quando l’ostia consacrata scende dal cielo con traiettoria impeccabile e si posa sulle foglie come un drone liturgico, mentre una suora estrae dal nulla una macchina fotografica a soffietto pronta a immortalare il soprannaturale, il problema non è la fede: è la scenografia. Il sacro, quando diventa spettacolo, non converte: infantilizza; non interroga, ma addestra! La fede adulta vive di silenzi, di dubbi, perfino di vertigini e, ahimé (ahinoi!) il miracolo con l’ufficio stampa, invece, vive di applausi. E in sala, per fortuna, nessuno ha applaudito: forse non perché mancasse la fede, ma perché era impossibile non sentire, sotto l’incenso digitale, un lieve odore di plastica. Spero si sia capita la metafora, amen.

lunedì 2 marzo 2026

Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti

Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington. Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?” Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?” Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo? E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic! È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no? La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.

domenica 1 marzo 2026

La colomba preventiva

Vola la pace con due teste e artigli da rapace: parla di sicurezza mentre stringe contratti e nel becco non ha foglie, ma ha bombe ben potate. Una testa promette “la pace più forte di sempre”, l’altra la chiama “instabilità controllata”, traduzione: colpiamo adesso, così domani diremo che abbiamo evitato il peggio! La parola “pace” è diventata impermeabile: copre crateri, lutti, macerie, basta pronunciarla con tono solenne e il 'diritto internazionale' va in modalità silenziosa, come è già successo tante volte, anzi: addirittura si è arrivati a rapire un presidente eletto democraticamente e pure sua moglie 'preventivamente'! Quella in Iran non è un’operazione militare, è pura strategia di marketing, come è successo recentemente anche in Venezuela, appunto: la guerra, oggi, non si dichiara più, ma si consegna in confezione regalo. E così la colomba vola: sotto, resta polvere e morte. Ps: non è che abbia una gran voglia di disegnare e di scrivere, epperò non voglio nemmeno smettere, ergo forse devo pretendere di meno da quello che scrivo; sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo. Quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, insomma sono un curioso per natura, curioso come un bambino con i suoi perché. Pertanto continuerò a scrivere e disegnare, se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta! A presto.

sabato 28 febbraio 2026

Mezzetti ribelle?

A Modena il cambiamento è una pratica controllata. Come le rivoluzioni nei condomìni: si possono fare, purché non si tocchi l’ascensore. Il “duello” tra Massimo Mezzetti e il Partito Democratico, ergo il potere modenese è un gatto grasso: non corre, non si agita, non ha bisogno di mordere, si limita a sollevare un’unghia sotto il mento del suo dissidente di turno e a chiedergli, con voce morbida: “Ci stanno guardando?”. Ogni tanto serve un paladino del cambiamento, ergo serve al sistema per dimostrare di essere vivo, dialettico, persino autocritico. Un sistema davvero immobile rischierebbe di sembrare morto: e nulla spaventa il potere più dell’idea di sembrare morto. Così si mette in scena la ribellione regolata: qualche mattone tolto, uno rimesso, un passo avanti, uno indietro, ma il muro resta in piedi, ma sembra respirare. La domanda non è se Mezzetti sia sincero, ma se la domanda è: può esistere un cambiamento guidato da chi è cresciuto dentro lo stesso recinto che dovrebbe abbattere? A Modena il dissenso non entra dalla finestra, magari suona al citofono e qualcuno gli apre. Forse.

martedì 24 febbraio 2026

Ombra lunga a Mirandola...

A Mirandola non è andata in scena una convention. è andata in scena una sfilata, dove il ministro avanza sul tappeto rosso e la Giustizia lo segue al guinzaglio e protesta! “Riforma tecnica”, assicurano: tecnica come allentare i nodi dove stringono troppo, forse? Tecnica come spegnere i microfoni quando parlano troppo? Poi, per rincarare la dose dicono "nessun attacco alla magistratura", dicono: infatti non la attaccano, semmai la conducono. È il nuovo garantismo: garantisce che qualcuno stia molto tranquillo. Signori miei, che vi piaccia o meno, dovete sapere che ogni riforma proietta un’ombra: questa è lunga e...non dipende dalla luce! Così è se vi pare...

venerdì 20 febbraio 2026

Il mattatoio delle responsabilità

In una fondazione bancaria non si macellano bovini, ma... fiducia! Perchè vedete, quando un milione evapora in sei anni in oltre ottocento bonifici, il problema non è l’avidità di una mano: è il silenzio di tutte le altre, o no? Ma se, come dicono da quelle parti, i controlli erano efficaci, allora scusate io vi chiedo: il furto è un 'fenomeno naturale', come l’umidità nei muri, come l’ossidazione? Una piccola perdita strutturale può capitare, ci mancherebbe: come, per esempio non accorgersi dell'ammanco di 20 euro che da un conto corrente, ma qui stiamo parlando di un milione e passa, mica bruscolini, o no?! Epperò , sempre da quelle parti il messaggio è rassicurante: nessuno ha sbagliato, nessuno doveva accorgersi, nessuno doveva fermare! Così, nel grande 'mattatoio della responsabilità', l’unica cosa che non finisce appesa ai ganci è la governance: infatti il sangue non è 'rosso', ma a ben vedere, è contabile. O no?