domenica 20 settembre 2026

Il dubbio, purché innocuo

Ah, la sfilata della masturbazione intellettuale al Festivalfilosofia! Quest’anno, come da tradizione, l’apertura tocca al sindaco, che dall’alto del suo scranno dispensa perle di saggezza: "Coltivare il dubbio e interrogare le parole ci serve a trovare nuove forme di ordine, nuove possibilità di convivenza". Apperò, che coraggio! Viene quasi voglia di applaudirlo, se non fosse che la memoria, a volte, impedisce persino di vomitare! Perché mentre oggi il politico di turno si mette il cappello del filosofo progressista e celebra il dubbio dal palco del Festival, dal pubblico potrebbe alzarsi una domanda capace di gelare l’ipocrisia: "Scusi, Mezzetti, ma il mio dubbio del 2021? Fa ancora parte del caos oppure posso finalmente uscire dall’angolo?" Boom! Sipario...perché nel 2021, quando porre domande, sollevare dubbi e rivendicare diritti fondamentali significava mettere in discussione l’ortodossia del momento, il dubbio non sembrava affatto una virtù da coltivare, no affatto, anzi: chi dubitava veniva spesso guardato con sospetto, isolato, marginalizzato, deriso, trasformato nel problema anziché essere ascoltato come parte del problema. Allora il dubbio era lesa maestà, oggi è filosofia! A paranoie sbollite, improvvisamente il dubbio diventa elegante: buono per i festival, per i filosofi, per i salotti culturali e per qualche citazione, ma il dubbio vero è un’altra cosa, eh già! Il dubbio vero è quello che rompe le scatole al Potere, è quello che non si accontenta della risposta ufficiale, è quello che fa domande quando tutti hanno già deciso quale debba essere la risposta! Perché il Potere ama il dubbio soltanto quando è innocuo: astratto, educato e confinato nei libri, ma quando invece il dubbio scende in strada, pretende risposte e mette in discussione le certezze dominanti, improvvisamente diventa... caos! E allora, caro Sindaco, una domanda filosofica me la permetta: il visto per uscire dall’angolo in cui avete confinato chi dubitava lo distribuite scientifiche-politiche aggratis alla fine del talk, oppure dobbiamo ancora chiedere il permesso all’ortodossia di partito? Io, comunque, non ho cambiato idea, eretico ero allora, eretico rimango oggi, epperò con una piccola differenza: oggi, per fortuna, almeno non mi denunciate più. Per ora. Il mio più cordiale ma va’ a c…!

sabato 19 settembre 2026

Il caos, quando fa male

Al Festivalfilosofia di Modena, quest'anno, si parla di Caos: non soltanto disordine, ma vuoto, trasformazione, principio generatore, insomma roba alta! Poi uno esce dal festival, prende la macchina e torna brutalmente alla filosofia, ma quella applicata: il Governo annuncia per il 2027 l'esenzione dal bollo per le auto di piccola cilindrata e per le moto, e il ministro Giorgetti racconta che alla misura ci si è arrivati "in modo sofferto", dopo aver valutato molte possibilità! Nel frattempo, sul fronte carburanti, il taglio delle accise viene ridimensionato e il prezzo alla pompa torna a mordere. Il risultato è una curiosa forma di trasformazione: quello che apparentemente viene tolto da una parte può riapparire dall'altra. E allora il povero automobilista, davanti alla pompa, prova a dare una spiegazione filosofica alla faccenda: il Caos non sarà distruzione, sarà pure un principio generatore, ma quando a generarsi è il conto da pagare, qualche dubbio viene. Festivalfilosofia, insomma: quest'anno il tema è il Caos: il dolore, invece, è molto più concreto. O no?

venerdì 18 settembre 2026

Il ricatto della madre cristiana

La Madre Cristiana ha finalmente trovato il modo di pescare: non più in ginocchio a pregare per l’Italia, ora ci sta direttamente a cavalcioni. Ergo, sul groppone dell’Italia turrita, quella con la corona di mattoni e la schiena spezzata dai ticket sanitari e da tutto il resto. In mano non ha più il rosario, ma una canna da pesca… da campagna elettorale. E all’amo non c’è un verme, ma qualcosa di molto più luccicante per un italiano medio in bolletta: un cartellino con scritto “BOLLO SOSPESO – 80 kW – SOLO 2027”. È geniale! Insomma, è così trasparente da essere quasi onesto. L’Italia turrita, sotto di lei, sta facendo l’unica cosa che le è ancora concessa: infilare una scheda in un’urna di legno chiamata POLITICHE 2027 e, mentre lo fa, le viene un rigurgito di buonsenso, si gira e domanda: "A me questo mi pare un ricatto!" E la Madre Cristiana, con quel sorriso romano che ha fatto la fortuna dei meme: "Aho', e che te lo fa pensà?" Ecco tutto il PNRR, tutta la visione industriale, tutto il piano per il futuro: in due battute. Infatti potevamo investire quei soldi nella sanità, dove la gente muore in lista d’attesa; nella ricerca, dove i nostri ragazzi scappano; nelle rinnovabili, mentre continuiamo a parlare di indipendenza energetica con una mano e a pagare bollette salate con l’altra...no, meglio 120 euro di bollo sospeso: meglio l’esca. Perché l’esca non cura, non costruisce, non forma, epperò si vede, si tocca, entra nel portafoglio prima delle elezioni e, soprattutto, si ricorda fino al giorno in cui si va a votare! È la teologia del "Dio, Patria e Famiglia" applicata al libretto di circolazione: Dio ti perdona, la Patria ti tassa, la Famiglia paga il bollo e magari per un anno, lo Stato fa pure il bravo. L’esca scade nel 2027, il pesce, come sempre, resta incastrato nel 2028 E quanto alle promesse non mantenute della Madre Cristiana, be’, c’è poco da sperare: in ogni caso, l’inculata l’abbiamo già presa. A prescindere.

giovedì 17 settembre 2026

Il Campo dei Miracoli

Ogni tanto mi tocca rispolverare la favola di Pinocchio, quindi signori miei: bentornati al Campo dei Miracoli! Ormai lo sapete tutti, no? La notizia è questa: il bollo auto, fino a 80 kW, è abolito… anzi no! È esentato… anzi, no, scusate: è sepolto...anche se solo per dodici mesi! E guarda caso, proprio quelli che ci accompagnano fino alle elezioni politiche del 2027! Un po’ come quel matto di The Donald, solo che lui ha promesso addirittura 5.000 dollari per ogni voto, perché si sa: il voto ha il suo prezzo e, pertanto si vede che qui da noi bastano le briciole, sic! In ogni caso, chiamiamolo col suo nome tecnico: "circonvenzione di incapace a motore", qui da noi: invece Oltreoceano semplicemente 'd’incapace e basta'. Il trucco è di una semplicità collodiana che farebbe commuovere persino il Gatto e la Volpe, cioè Giorgetti ti dice: "Fidati! Per un anno intero non paghi nulla! Fino a 80 kW! Devi solo seppellirlo lì e lasciarlo maturare…" E tu, Pinocchio-Italia dalla corona turrita di legno, ci credi, vedi il buchino, vedi il risparmio di 150 euro e così ti dimentichi di guardare cosa ti sta succedendo alle spalle. perché, nel frattempo, la Madre Cristiana ti ha già infilato nella tasca posteriore una pompa di benzina d’oro. Così tu guardi il buco, non guardi il display dove c'è scritto "Elezioni 2027 – 5 euro al litro." Perché il miracolo, come lo paghiamo? Semplice: togliendo lo sconto di 10 centesimi sulle accise del gasolio dal 5 ottobre, insomma: ti regalo 150 euro di bollo che non paghi per un anno e, intanto, ti aumento il costo del gasolio; l’albero degli zecchini è stato annaffiato direttamente col tuo serbatoio! E se osi dire che la faccenda ti puzza, be' la risposta è già pronta, in perfetto romanesco istituzionale: "Aho’, è odore de libertà fiscale: la nostra!" La loro, sì, perché la nostra unica libertà che cresce davvero in questo Campo dei Miracoli, è quella di prenderti per i fondelli ogni volta che c’è un’urna all’orizzonte, già! Nel 2027 non paghi il bollo, ma nel 2028 ripaghi il bollo, il gasolio aumentato e pure la buca dove l’avevi seppellito: caro elettore di cdx, ma vuoi mettere la soddisfazione?

martedì 15 settembre 2026

A ognuno il suo assessorato

A Modena la cultura è di prossimità: infatti, a volte basta una battuta per capire quanto può essere lunga la distanza tra una città e chi dovrebbe rappresentarla. Qualche giorno fa, davanti a Massimo Bottura, lo chef stellato che porta il nome di Modena in giro per il mondo, l’assessore al Commercio Paolo Zanca ha pensato bene di rompere il ghiaccio con una battuta sulla “pizza destrutturata”. Bottura non l’ha presa benissimo e, francamente, è difficile dargli torto, non tanto per la battuta di merda in sé, che potrebbe anche essere archiviata come una semplice uscita infelice, quanto per ciò che quella battuta racconta: la facilità con cui, anche davanti a una persona che ha fatto della cultura gastronomica modenese un linguaggio internazionale, si può ridurre tutto alla caricatura della “pizza destrutturata”. Poi è arrivato il secondo tempo della commedia, cioè lo stesso Bottura ha elogiato l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, sottolineando il valore del rapporto fra cibo, cultura, territorio e identità. E così ho dovuto rifare la vignetta: Bottura e Bortolamasi camminano tranquillamente a braccetto, mentre Zanca scivola proprio su quella famigerata pizza: una semplice gag? Certo, ma forse anche una metafora! Perché il commercio di prossimità si tutela anche conoscendo e valorizzando ciò che rende un territorio riconoscibile nel mondo e la cultura non è un ornamento da conferenza stampa: è una delle cose che fanno vivere una città, insieme alle sue botteghe, ai suoi ristoranti, ai suoi artigiani, ai suoi prodotti e alle persone che ogni giorno la raccontano. Bottura, nel frattempo, ha raccontato di avere a Casa Maria Luigia venti giornalisti arrivati dagli Stati Uniti e dal Canada per conoscere e degustare aceto balsamico e Parmigiano: vent’anni fa, forse, avremmo chiamato tutto questo semplicemente “promozione del territorio”, oggi potremmo chiamarlo 'cultura'; purché qualcuno non scivoli sulla pizza!

lunedì 14 settembre 2026

Kimi vince, la Formula 1 perde.

Gioia immensa per Kimi Antonelli e, contemporaneamente, dal vecchio vignettista… una certa rabbia! Perché Kimi ha vent'anni, è un fenomeno che sta mettendo in riga gente come Verstappen, Hamilton, Leclerc e Russell guidando praticamente la stessa macchina, e ormai il Mondiale è lì, a portata di mano; è italiano, è bolognese, è un ragazzo che sembra ancora stupito di quello che gli sta succedendo. Insomma, diciamolo: tifare Kimi è facile, il problema è tutto quello che gli abbiamo messo sotto il culo. Perché vedete, quella che sta vincendo Kimi è pur sempre la Formula 1, ok, ma è una Formula 1 che con quella di Fangio, di Gilles Villeneuve, di Senna ha ormai soltanto il nome: infatti una volta il pilota doveva avere il pelo sullo stomaco, cioè frenare cinque metri dopo l'avversario, entrare in curva con la macchina che sembrava volerti ammazzare, controllare un sovrasterzo a trecento all'ora e poi spalancare il gas prima dell'altro. Oggi devi sapere soprattutto quando... non accelerare! Devi gestire batteria, deployment, recupero, lift-and-coast, superclipping, modalità di sorpasso, mappe e chissà quanti altri cazzi elettronici che, probabilmente, fra qualche anno richiederanno una laurea in ingegneria energetica: persino in qualifica può capitare di dover rinunciare ad andare al massimo per recuperare energia! Pazzesco!! E allora viene da chiedersi: stiamo ancora guardando una corsa automobilistica o una gigantesca equazione con quattro ruote? Max Verstappen lo aveva capito prima degli altri, ergo già prima dell'arrivo delle nuove monoposto aveva messo in guardia dal rischio di troppo lift-and-coast, troppa gestione dell'energia e troppo poco andare semplicemente al limite: oggi definisce questa F1 “anti-racing” e la paragona, non proprio affettuosamente, a una Formula E dopata! Come non dargli torto? Perché un tempo guardavi un pilota come Gilles Villeneuve e pensavi: "Questo ha più manico", invece oggi guardi il volante e pensi: "Questo ha impostato meglio la mappa 17?", ed è questa la parte che mi fa rabbia. Perché Kimi il manico ce l'ha, eccome se ce l'ha! E proprio per questo avrei voluto vederlo combattere in una Formula 1 nella quale potessimo ancora capire, a occhio nudo, chi ha avuto il coraggio di frenare più tardi, cioè una Formula 1 nella quale il campione diventava campione perché aveva più pelo sullo stomaco degli altri e non perché aveva salvato 0,3 megajoule nell'ultimo settore! Kimi, insomma, merita tutto, è la Formula 1 che, forse, meriterebbe qualcosa di meglio. E mentre lo guardiamo avviarsi verso un titolo che potrebbe riportare un italiano sul tetto del mondo dopo Alberto Ascari, viene quasi da sorridere pensando all'assurdità della situazione: il ragazzino che dovrebbe rappresentare il ritorno del talento italiano nelle corse rischia di diventare campione del mondo di una disciplina nella quale, prima di chiederti di andare più forte, ti chiedono di non consumare troppa energia, sic! Forse è questa la vera beffa, insomma Kimi vince, noi siamo felicissimi, ma la Formula 1, quella che amavamo, forse ha già perso da un pezzo!

sabato 12 settembre 2026

A Modena si può dire tutto: basta non dirlo.

A Modena sono diventati talmente bravi a combattere gli stereotipi che ormai ne hanno costruiti di nuovi: infatti quello vecchio diceva che l’uomo è aggressivo e la donna è vittima. Ma ecco che quello nuovo è molto più raffinato: l’uomo può essere studiato, la donna va protetta anche dagli studi che non ci piacciono! Così nasce un convegno sull’aggressività femminile e, invece di aspettare che parlino psicologi, giuristi e studiosi, arriva subito il 'plotone d’esecuzione' del politicamente corretto: 'Non importa cosa diranno, importa che non avrebbero dovuto dirlo!' È una tecnica 'democratica' straordinaria: non devi più confutare un’idea, ma ti basta marchiare chi la esprime; quindi vai col "fuorviante", "pericoloso", "offensivo", "strumentalizzato" e oplà! Il problema è risolto! Del resto, se un argomento rischia di incrinare una narrazione politicamente comoda, perché mai sottoporlo al dibattito? Molto più semplice stabilire prima che non meriti nemmeno di essere ascoltato: il risultato è esilarante! Si organizzano convegni sulla libertà, sul dialogo, sulla cultura del confronto e sulla necessità di abbattere i pregiudizi, poi arriva qualcuno con un’idea scomoda e scopriamo che il confronto era previsto, ma solo ed esclusivamente con le 'idee autorizzate'! E allora, signori miei, lasciateci almeno una certezza: la violenza non ha genere, la libertà di parola, invece, pare di sì! O no?

venerdì 11 settembre 2026

La poltrona resta vuota

Tomaso Tommasi di Vignano ha guidato Hera dal 2002 al 2023: ventun anni, per chi come noi ha seguito l'inceneritore di Modena, è stato il volto, la voce, l'argine di ogni polemica. Non abbiamo mai condiviso la scelta di quell'impianto, e lo abbiamo disegnato in tutte le salse: era il nostro lavoro, ma era un confronto su un modello industriale, mai una questione personale. Oggi quella poltrona è vuota, l'uomo non c'è più, epperò l'inceneritore sì: è lì, fuma ancora! E il fumo, a guardarlo bene, continua a ricordarci le domande che per vent'anni abbiamo fatto e che restano aperte: che aria respiriamo? Che modello vogliamo? E chi paga il conto? Non è il giorno della battuta facile, è il giorno in cui una storia lunga si chiude, ma il tema no! Alla famiglia, le condoglianze.

lunedì 7 settembre 2026

Meglio tardi che Kimi

Lo ammetto, sono stato un cagnaccio: per anni ho disegnato la Ferrari, quando vinceva, quando perdeva, quando faceva una figura di merda e quando riusciva miracolosamente a non farla, insomma; Ferrari sempre, Cavallino ovunque, perchè la Ferrari è una fede. Punto. E nel frattempo, a un pugno di chilometri da Modena, c'era un ragazzino bolognese che correva e vinceva, ovverosia Kimi Antonelli: ma io niente, perché? Perché correva per la Mercedes. Che, per un vecchio vignettista modenese cresciuto a pane, motori e Cavallini rampanti, evidentemente era una colpa imperdonabile, ma poi oggi Kimi è partito diciannovesimo a Monza e ha vinto...meglio, non semplicemente vinto: è risalito dalla penultima fila fino al primo posto, ha battuto il compagno di squadra Russell e ha riportato un italiano sul gradino più alto di Monza dopo sessant'anni! Sessanta, poiché l'ultimo era stato Ludovico Scarfiotti, nel 1966. E allora, sì, lo ammetto mi sono commosso e subito dopo mi sono dato del cretino, perché mentre io aspettavo il Cavallino di Hamilton (su Carletto Leclerc, stendiamo un velo pietoso!) , a Modena e dintorni c'era un altro cavallo di razza che stava crescendo, e non era rosso: era bolognese! La cosa bella, però, è che questa storia non parla soltanto di Kimi, parla di suo padre Marco, di una famiglia che ha accompagnato quel ragazzino fin da quando era piccolo e parla soprattutto di un signore che, quando tutti potevano permettersi di aspettare e vedere, ha deciso di scommettere: Toto Wolff, il team manager della Mercedes, uno che Kimi lo ha guardato negli occhi e deve aver pensato, "ehi, questo ragazzo ha qualcosa!". E se c'è una cosa che nel mondo dello sport mi commuove più della vittoria, è proprio questa: qualcuno che riconosce un talento prima degli altri e decide di crederci, che è una cosa quasi antica, perché oggi siamo abituati ai talenti certificati, agli algoritmi, ai procuratori, alle statistiche, ai grafici, ai contratti e alle conferenze stampa dove tutti dicono che il futuro è dei giovani. Wolff, invece, a quanto pare ha semplicemente visto un ragazzo andare forte e ha detto: prendiamolo! Il resto lo ha fatto Kimi. Oggi a Monza, poi, è successo il miracolo che noi italiani adoriamo e contemporaneamente detestiamo, cioè ha vinto un italiano, ma con con una Mercedes e per qualche ora abbiamo scoperto una cosa sconvolgente: si può essere italiani anche senza avere un Cavallino sul cofano, persino io, che ho provato a disegnare la stella a tre punte, anche se la mia matita si è rifiutata. "Capo, ci ho provato" mi ha detto "ma mi viene sempre un Cavallino." Be', cosa volete che vi dica? Forse ha ragione lei, perché vedete, alla fine i motori sono una cosa, il talento è un'altra e oggi quel talento aveva un nome: Kimi. Quindi sì, caro Kimi, sono arrivato tardi, ma...meglio tardi che Kimi! E prometto che da oggi ti disegno, guarda, anche se guidi una Mercedes anzi, forse proprio per questo: perché oggi, a Monza, non ha vinto una Mercedes, ha vinto un ragazzo italiano e per una volta, cazzo, possiamo essere felici senza chiederci di che colore è la macchina! Vola, ragazzo, vola! perchè penso che un sogno così non ritorni mai più...

domenica 6 settembre 2026

Fondazione Modena. il buco è temporaneo, Tiezzi no!

Eh niente, a Modena funziona così: sparisce più di un milione di euro dei cittadini e qualcuno, invece di dimettersi e sparire, decide di restare! Il problema, evidentemente, non è la continuità, ma è capire di chi! I consiglieri comunali Paolo Ballestrazzi e Maria Grazia Modena chiedono conto e dimissioni, la risposta della Fondazione? Cambiare lo Statuto e allungare il mandato! Perché davanti a un buco di oltre un milione, si sa, la prima cosa da mettere in sicurezza non sono i soldi, è la poltrona. Del resto, la continuità va garantita: soprattutto quella del presidente, sic!

sabato 5 settembre 2026

La Coppa della Merdagevità

E alla fine il grande traguardo è arrivato: il governo della Madre Cristiana ha battuto il record di longevità: applausi! Cori! Bandierine! Fuochi d’artificio! Peccato che, a guardare bene il trofeo, dentro non ci sia champagne, in realtà è tutta fuffa, peggio: è tutta merda. Merda di governo, naturalmente: accise, il carburante sempre più caro, prezzi che salgono, salari che restano al palo, sanità che perde pezzi, industria che arretra, famiglie che fanno i conti con le bollette e lavoratori che fanno i conti con i licenziamenti. Ma soprattutto c’è quella cosa che la Madre Cristiana continua a sbandierare come una conquista: la stabilità! Stabilità di cosa? Di un Paese che non cresce abbastanza? Di una produzione industriale che continua a perdere colpi? Di una sanità pubblica sempre più sfiancata? Di una povertà che riguarda milioni di italiani? Della mancata tassazione degli extraprofitti? E naturalmente stabilità anche in politica estera: fedeli, disciplinati, allineati: Kiev chiama, Roma risponde a suon di dollari e armi; Washington ordina, Roma annuisce come una serva sciocca; Tel Aviv bombarda, Roma trova comunque il modo di non disturbare troppo l'alleato criminale di guerra con tanto di mandato di cattura internazionale... La sovranità nazionale, quella tanto evocata nei comizi, è finita anch’essa nella coppa, sepolta sotto il resto, perché c'è una curiosa ironia nella celebrazione del governo più longevo: più che un record di velocità, sembra il record mondiale di permanenza sulla poltrona, costi quel che costi: magari anche se vieni sconfitto in un referendum. Come un'automobile col motore acceso e il cambio in folle. Il Paese resta fermo, ma il governo continua a festeggiare il fatto di essere ancora lì, e allora sì, complimenti, quattro anni sono tanti, sono abbastanza per capire che la longevità di un governo non dice assolutamente nulla sulla qualità del governo stesso. perché anche una coda può essere interminabile, anche una paralisi può essere stabile, be': anche la merda può conservarsi a lungo. La Madre cristiana, invece, ha deciso di trasformare la durata in un trofeo: e così eccola lì la coppa della Longevità, solo che la coppa è piena di merda e dopo quattro anni non è più un governo che galleggia nella merda: è la merda che governa. O no?

giovedì 3 settembre 2026

Ritrovare l'odore delle persone...

C’è qualcosa di commovente, nella politica quando finalmente decide di tornare tra la gente: cioè, dopo aver scoperto che una parte dell’elettorato vota a destra perché ha studiato poco, ecco arrivare il passo successivo; annusarlo! Stefano Bonaccini aveva aperto la strada spiegandoci che il problema, evidentemente, è anche culturale: chi vota a destra avrebbe studiato meno. Gianni Gargano, sindaco PD di Castelfranco Emilia, è intervenuto per dire: "Io sto con Bonaccini" e fin qui, niente di male anzi, ognuno è libero di stare con chi vuole. Vede, cari compagni, il problema reale è che, nel tentativo di difenderlo, Gargano e chi come lui, riesce nell’impresa di peggiorare la faccenda! Infatti il sindaco ci spiega perché il centrodestra ha imparato a parlare una lingua semplice, che arriva alle persone, mentre il populismo offre risposte facili a domande difficili e che bisogna tornare nelle periferie, tra gli operai, tra gli imprenditori, accanto a chi lavora e a chi ha bisogno di protezione...insomma, il popolo non è ignorante, ma è soltanto un po’ impaurito, insicuro, suggestionabile e incapace di distinguere una risposta semplice da una risposta giusta. E qui la perla: naturalmente bisogna "ritrovare l’odore delle persone", ed allora eccoli lì: due dirigenti della cosiddetta sinistra che, finalmente, si mettono alla ricerca dell’elettorato perduto, ergo non più sondaggi, non più analisi, non più gruppi di lavoro: 'fiuto politico'. Té capii? Annusano, annusano il lavoratore, annusano il pensionato, annusano la periferia, annusano quello che una volta votava PCI, poi PDS, poi DS, poi PD e che oggi, magari, non ne può più come il sottoscritto! E se per caso quello vota a destra? Niente paura, non è necessariamente ignorante, ma probabilmente ha soltanto studiato poco: oppure, più verosibilmente ha studiato abbastanza da capire che qualcuno, da qualche parte, lo sta annusando invece di ascoltarlo! È questa, forse, la vera tragedia della sinistra contemporanea: ha passato così tanto tempo a interpretare il popolo da dimenticare una cosa elementare, cioè che il popolo non vuole essere interpretato, ma vuole essere preso sul serio! E magari, prima di spiegargli perché vota male, sarebbe il caso di domandargli: "perché non vota più noi?". Perché continuare a considerare l’elettore un problema da correggere, un ignorante da educare, una paura da trasformare in speranza o, peggio ancora, un odore da ritrovare, potrebbe produrre un effetto curioso: quello che poi, a ogni elezione, chiamano "inaspettato", ovvero che il popolo che non li vota più! E allora, cari compagni, continuate pure ad annusare, ma poi non meravigliatevi se qualcuno vota a destra: oppure, più semplicemente, smette di votarvi! Amen.

martedì 1 settembre 2026

Bonaccini, ovvero il genio impantanato nella palude

Eh, ci mancava! insomma, non so voi, ma da vecchio berlingueriano che sono, dopo anni a sentirci dire che il PD aveva capito gli operai, che bisognava "ascoltare i territori", arriva lui, Stefano Bonaccini che ci illumina! Il problema non è che il PD ha perso il popolo, semmai il problema è che per il PD il popolo è diventato ignorante, sic! L'ha spiegato lui, con la pazienza che si usa con i bambini un po' lenti: "voi votate a destra perché non capite", cioè lui e chi è come lui votano PD perché hanno studiato, semplice no? Lineare, insomma, come dire che se sei povero è perché non sei ricco, o qualcosa del genere! Poi, davanti allo 'shitstorm', la seconda perla: "Avete estrapolato una frase da un ragionamento più complesso"... Certo, ziocanta, certo Stefano, è sempre colpa nostra che estrapoliamo! Tu, no! Tu fai ragionamenti complessi e noi siamo troppo stupidi per capirli: era così complesso che ci hai messo tre parole; "destra = ignoranti"! Un po’ come “no-vax uguale ignoranti”, remember? E qui viene da scomodare persino Socrate: anche lui ammetteva la propria ignoranza! Diceva, in sostanza, "so di non sapere". Tu invece sembri sapere di essere intelligente: e tanto basta, sic! E intanto, mentre tu spieghi la tua intelligenza al mondo così, a occhio i sondaggi fanno un +2% , magari proprio a Vannacci: un altro capolavoro di 'supercazzola prematurata con scappellamento a destra', appunto! Perché la verità che non dirà mai è molto più semplice: il PD non perde voti perché la gente è ignorante. Li perde perché gente come Bonaccini tratta la gente da ignorante. E quando qualcuno gli chiede, come il mio Direttore: "Chiedere scusa, no?" la risposta è: "E gli effetti avversi?" Già, perché a forza di dire alla gente che è ignorante, prima o poi arriva l’effetto avverso: la gente ti manda a fare in culo e vota qualcun altro. Ma questo, nella supercazzola, non era previsto. Giusto? O no?