martedì 6 novembre 2012

Grillo parlante, mina vagante


Il maestro Ro Marcenaro una volta mi ha detto : "La satira è un sentimento e in quanto tale nessuno ci può ordinare di farla. Per questo motivo non è giusto avventarsi satiricamente su tutto ciò che si muove". 
Confesso che aveva e ha ragione, nel senso che fin dall'inizio ho cercato satiricamente di "difendere " a modo mio il M5S fondato da Beppe Grillo e da un certo Casaleggio, poiché sono sempre stato dell'idea che in democrazia chiunque può dire la propria, anche se è un comico, ma sempre nel rispetto della Costituzione.. 
Ma dopo il virulento-volgare attacco di Grillo (Casaleggio) nei confronti di Federica Salsi, consigliere M5S della regione Emilia-Romagna, colpevole di aver partecipato ad un talk-show televisivo, mio malgrado mi sono dovuto ricredere: il M5S è il peggio della Seconda Repubblica, dove il "vaffa", l'insulto del comico, che campeggia nel simbolo del movimento è una sorta di collante che tiene insieme un popolo che non soltanto protesta, non salva nessuno, cancella ogni differenza fra i partiti e gli schieramenti e va in massa alle urne, con la volontà certamente di fare piazza pulita dei politici di mestiere, ma col pericolo reale di offrire il fianco ai populisti di mussoliniana memoria.

La vignetta è un omaggio a Kurt Westergaard 

I want you (la grande indecisione)


lunedì 5 novembre 2012

Social...sic!



Da qualche settimana decine di malati di Sla in tutta Italia sono mobilitati per contrastare il taglio (assurdo) ai fondi per l’assistenza ai disabili gravi e non autosufficienti. I malati di Sla hanno infatti bisogno di assistenza domiciliare continua a qualificata. Uno di essi, Salvatore Usala, ha iniziato uno sciopero della fame, sospendendolo solo perché i ministri alla Salute e al Lavoro, Balduzzi e Fornero, hanno preso l’impegno di andare a trovarlo a casa sua, a Monserrato, un centro dell’hinterland cagliaritano. I ministri Fornero e Balduzzi si sono recati a Monserrato.
Hanno forse annunciato a Salvatore Usala che il governo avrebbe reintegrato i fondi? No: sostanzialmente hanno solo detto “Noi non ci possiamo fare niente, decide tutto il ministro dell’economia” e la Fornero ha aggiunto,  rivolta ad Usala: “Anche la vita da ministro è difficile…” 

Fonte: ArticoloTre

domenica 4 novembre 2012

venerdì 2 novembre 2012

Procedura per lo smontaggio


Dal presidio pacifico al blocco degli ingressi fatto sdraiandosi davanti ai cancelli, fino ai disordini e ai dodici feriti di oggi. La tensione davanti ai capannoni dell’Ikea di Piacenza, polo logistico per la distribuzione nel Nord Italia, cresce di giorno in giorno. Da due settimane i facchini del consorzio Cgs - in gran parte stranieri - che aderiscono ai sindacati Cobas, hanno avviato una protesta focalizzata sulle condizioni salariali e su presunte discriminazione in ambito sindacale. Protesta sospesa almeno fino a lunedì in vista di nuovi incontri la prossima settimana. 

Fonte: La Stampa

Uno di meno. Amen


Pino Rauti è stato uno dei personaggi più sporchi del neofascismo italiano
 Di fronte alla morte non siamo affatto tutti uguali. Uno come quello che è morto oggi resterà sempre diverso da me, per quello che ha fatto e per quello che rappresentava, per non parlare di quello in cui si è immischiato, cioè comparendo sempre al margine delle operazioni peggiori della destra eversiva, fino ad essere arrestato per le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, anche se poi alla fine ne è uscito assolto per insufficienza di prove, che però è ben diversa dalla "formula piena". Perciò la sua morte a me da sollievo e speranza...speranza che molti come lui lo raggiungano presto nell'empireo della tristezza chiamata fascismo.

giovedì 1 novembre 2012

Ritorsionne


La cieca e violenta lotta di classe torna in tutto il suo furore, ed è una lotta iniziata a freddo dalla ricchezza contro coloro che in due secoli il mondo civile ha imparato a chiamare, garantire, rispettare e trattare come partner dell'impresa: i lavoratori. Sto parlando dell'annuncio di Marchionne. Metterà in "mobilità" 19 operai come risposta alla sentenza della Corte d' appello di Roma che lo obbliga a riassumere 19 operai licenziati perché discriminati, dunque illegalmente. L'a.d. Fiat compie un gesto di violenza senza precedenti:  poiché ha il potere, si vendica. Scegli di farlo nel giorno in cui il numero dei disoccupati italiani ha toccato il suo livello storicamente più alto (10,8%) e i senza lavoro giovani sono il 35%. 
Ma una vendetta non tiene conto di questi dettagli, anzi, se la guerra è guerra, fai fuoco quando il bersaglio è più esposto. Dunque a questo Marchionne ha ridotto la civiltà industriale italiana. se ti impongono di osservare la legge, tu scateni la rappresaglia. E' evidente che Sergio Marchionne ha difficoltà gravi di convivenza con un modo regolato da norme e da limiti di civiltà e che il suo "tu non sai chi sono io" sta diventando palesemente patologico.Ma non dimentichiamo che proprio oggi il New York Times ci dà la notizia dello spostamento in Cina della produzione Jeep della Chrysler (un annuncio che rischia di pesare su quelle elezioni) e proprio in questi giorni è uscito il piccolo importante libro di Luciano gallino, "La lotta di classe dopo la lotta di classe", in cui dichiara e dimostra che, in piena pace sociale, la parte ricca del potere ha aggredito il mondo (la crisi oscura che stiamo vivendo) e sta tentando di ridurre il lavoro al livello più umiliante e più basso con ogni espediente. Tocca ai sindacati reagire insieme ai partiti che pensano di essere legati al lavoro non restare inerti. Il gesto è ignobile, forse annuncia che Marchionne sta arrecando alla Fiat un danno più grande di quello che arreca alla Repubblica, alla costituzione, alla legge e ai lavoratori. Forse risulterà impossibile per la Fiat, impresa e azionisti, accettare come normale (giuridicamente, aziendalmente, psichicamente) il potere basato sulla rappresaglia. Ma se i lavoratori subiranno l'umiliazione di lasciarsi dividere e la politica di tacere, la cieca guerra di classe del potere ricco contro lavoro segnerebbe la sua prima vittoria importante nel giorno peggiore della vita italiana.

Furio Colombo

Fonte: il Fatto Quotidiano