sabato 3 ottobre 2026
Fine della lezione
Il giorno dopo la strage, la diagnosi politica era già pronta: disagio psichiatrico.
Piantedosi lo disse, Tajani si accodò alla lettura: il fascicolo giudiziario, invece, doveva ancora cominciare a parlare.
Poi arrivò la perizia: El Koudri era capace di intendere e volere, bon e allora viene spontanea una domanda molto semplice: non sarebbe stato meglio aspettare?
Perché quando c'è di mezzo una strage, prima di distribuire diagnosi, assoluzioni preventive e spiegazioni confezionate in giornata, forse vale una vecchia regola elementare: prima s'accerta, poi se parla.
Il sindaco Mezzetti, oggi, chiede che si accertino fino in fondo le responsabilità, ed è esattamente quello che dovrebbe fare chi governa: lasciare parlare prima i fatti e poi, eventualmente, la politica.
venerdì 2 ottobre 2026
Le priorità
Quindi El-Koudri era stato attenzionato? Boh, ma una cosa è certa: la pratica poteva aspettare, ma le dichiarazioni sulla strage, invece, quelle sì che erano urgenti.
La sicurezza nazionale può attendere, la conferenza stampa no!
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