giovedì 22 ottobre 2026

Tutti alla festa di Cinzia

C'è chi festeggia con la torta e chi con la ruspa: Matteo Salvini arriva alla festa di Cinzia Franchini con il suo attrezzo preferito, quello che, nella propaganda, serve a spianare i problemi senza necessariamente risolverli! Peccato che stavolta sulla strada ci siano i TIR: il gasolio costa, i margini si assottigliano e le imprese non campano d'aria, pacche sulle spalle e promesse ministeriali! E mentre i signori dell'Albo, aggrappati alla ruspa come passeggeri clandestini della politica, gridano "Dagli alla ribelle!", Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, festeggia il compleanno nel modo meno gradito ai suoi avversari: ricordando che gli autotrasportatori non sono una categoria da convocare, rassicurare e poi rispedire in strada a pagarsi i conti. Perché Ruote Libere nasce proprio da questa frattura: dalla distanza tra chi macina chilometri e chi pretende di rappresentarlo nei palazzi e quando la protesta sfugge al controllo delle sigle tradizionali, ecco che undici associazioni invocano il governo Meloni per rimuovere i presidi nel Sud Italia, ed è curioso che non riuscendo a spegnere la rabbia, qualcuno vorrebbe almeno spegnere chi la manifesta. Certo, la legalità va rispettata e le violenze non sono giustificabili, ma una cosa è far rispettare la legge, un'altra è invocare lo sgombero perché una protesta autonoma mette in discussione il monopolio della rappresentanza. La domanda resta: se le ragioni della protesta sono state risolte, perché c'è ancora chi protesta? E chi può decidere, al posto dei camionisti, che le promesse del governo siano sufficienti? La rappresentanza non è una proprietà privata e una fotografia con un ministro non riempie il serbatoio. Buon compleanno, Cinzia! La torta è tua, ma la battaglia è quella di tanti autotrasportatori che chiedono risposte, non padrini: e il conto, come sempre, rischia di pagarlo chi sta al volante.

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