mercoledì 22 luglio 2026
L'Italia, il Paese sulle ginocchia (e sul collo)
Vent'anni, ci sono voluti vent'anni dal corpo spezzato di Federico Aldrovandi a Ferrara, per aggiornare il manuale della "sicurezza": il grande salto evolutivo del 2026? Lo spray al peperoncino! La tecnologia avanza, epperò le domande restano ferme.
A Roma il governo è impegnato a sfornare nuovi decreti sulla sicurezza: peccato che la sicurezza, senza una cultura dei diritti, rischi di trasformarsi nell'ennesima parola svuotata e riempita di manganelli.
Siamo un Paese che non trova medici, ma trova sempre i soldi per nuovi strumenti di repressione, un Paese che annaspa tra debito, salari da fame e giovani in fuga, ma ritrova improvvisamente tutta la sua forza quando c'è da mostrare i muscoli con l'ultimo disgraziato.
'Forti con i deboli, deboli con i forti', un classico italiano che non passa mai di moda.
Intanto la politica recita la sua parte: da un lato chi invoca "ordine" per nascondere il disordine che governa; dall'altro chi trasforma ogni piazza in una tifoseria permanente.
Benvenuti nell'Italia del 2026: un Paese dove la velocità della giustizia divide ancora gli italiani; c'è quella che arriva in ritardo, e poi c'è quella che, qualche volta... arriva troppo presto! O no?
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