giovedì 3 settembre 2026

Ritrovare l'odore delle persone...

C’è qualcosa di commovente, nella politica quando finalmente decide di tornare tra la gente: cioè, dopo aver scoperto che una parte dell’elettorato vota a destra perché ha studiato poco, ecco arrivare il passo successivo; annusarlo! Stefano Bonaccini aveva aperto la strada spiegandoci che il problema, evidentemente, è anche culturale: chi vota a destra avrebbe studiato meno. Gianni Gargano, sindaco PD di Castelfranco Emilia, è intervenuto per dire: "Io sto con Bonaccini" e fin qui, niente di male anzi, ognuno è libero di stare con chi vuole. Vede, cari compagni, il problema reale è che, nel tentativo di difenderlo, Gargano e chi come lui, riesce nell’impresa di peggiorare la faccenda! Infatti il sindaco ci spiega perché il centrodestra ha imparato a parlare una lingua semplice, che arriva alle persone, mentre il populismo offre risposte facili a domande difficili e che bisogna tornare nelle periferie, tra gli operai, tra gli imprenditori, accanto a chi lavora e a chi ha bisogno di protezione...insomma, il popolo non è ignorante, ma è soltanto un po’ impaurito, insicuro, suggestionabile e incapace di distinguere una risposta semplice da una risposta giusta. E qui la perla: naturalmente bisogna "ritrovare l’odore delle persone", ed allora eccoli lì: due dirigenti della cosiddetta sinistra che, finalmente, si mettono alla ricerca dell’elettorato perduto, ergo non più sondaggi, non più analisi, non più gruppi di lavoro: 'fiuto politico'. Té capii? Annusano, annusano il lavoratore, annusano il pensionato, annusano la periferia, annusano quello che una volta votava PCI, poi PDS, poi DS, poi PD e che oggi, magari, non ne può più come il sottoscritto! E se per caso quello vota a destra? Niente paura, non è necessariamente ignorante, ma probabilmente ha soltanto studiato poco: oppure, più verosibilmente ha studiato abbastanza da capire che qualcuno, da qualche parte, lo sta annusando invece di ascoltarlo! È questa, forse, la vera tragedia della sinistra contemporanea: ha passato così tanto tempo a interpretare il popolo da dimenticare una cosa elementare, cioè che il popolo non vuole essere interpretato, ma vuole essere preso sul serio! E magari, prima di spiegargli perché vota male, sarebbe il caso di domandargli: "perché non vota più noi?". Perché continuare a considerare l’elettore un problema da correggere, un ignorante da educare, una paura da trasformare in speranza o, peggio ancora, un odore da ritrovare, potrebbe produrre un effetto curioso: quello che poi, a ogni elezione, chiamano "inaspettato", ovvero che il popolo che non li vota più! E allora, cari compagni, continuate pure ad annusare, ma poi non meravigliatevi se qualcuno vota a destra: oppure, più semplicemente, smette di votarvi! Amen.

martedì 1 settembre 2026

Bonaccini, ovvero il genio impantanato nella palude

Eh, ci mancava! insomma, non so voi, ma da vecchio berlingueriano che sono, dopo anni a sentirci dire che il PD aveva capito gli operai, che bisognava "ascoltare i territori", arriva lui, Stefano Bonaccini che ci illumina! Il problema non è che il PD ha perso il popolo, semmai il problema è che per il PD il popolo è diventato ignorante, sic! L'ha spiegato lui, con la pazienza che si usa con i bambini un po' lenti: "voi votate a destra perché non capite", cioè lui e chi è come lui votano PD perché hanno studiato, semplice no? Lineare, insomma, come dire che se sei povero è perché non sei ricco, o qualcosa del genere! Poi, davanti allo 'shitstorm', la seconda perla: "Avete estrapolato una frase da un ragionamento più complesso"... Certo, ziocanta, certo Stefano, è sempre colpa nostra che estrapoliamo! Tu, no! Tu fai ragionamenti complessi e noi siamo troppo stupidi per capirli: era così complesso che ci hai messo tre parole; "destra = ignoranti"! Un po’ come “no-vax uguale ignoranti”, remember? E qui viene da scomodare persino Socrate: anche lui ammetteva la propria ignoranza! Diceva, in sostanza, "so di non sapere". Tu invece sembri sapere di essere intelligente: e tanto basta, sic! E intanto, mentre tu spieghi la tua intelligenza al mondo così, a occhio i sondaggi fanno un +2% , magari proprio a Vannacci: un altro capolavoro di 'supercazzola prematurata con scappellamento a destra', appunto! Perché la verità che non dirà mai è molto più semplice: il PD non perde voti perché la gente è ignorante. Li perde perché gente come Bonaccini tratta la gente da ignorante. E quando qualcuno gli chiede, come il mio Direttore: "Chiedere scusa, no?" la risposta è: "E gli effetti avversi?" Già, perché a forza di dire alla gente che è ignorante, prima o poi arriva l’effetto avverso: la gente ti manda a fare in culo e vota qualcun altro. Ma questo, nella supercazzola, non era previsto. Giusto? O no?

domenica 30 agosto 2026

Il vero complotto è pensare che non esista

È complottismo pensare che i media possano essere influenzati dai poteri della finanza? Davvero? Allora dovremmo credere che chi dispone di miliardi non abbia alcun interesse a influenzare ciò che miliardi di persone pensano, comprano, votano e considerano vero: è una favola bellissima! Invece il potere non ha necessariamente bisogno di telefonare al direttore di un giornale per ordinargli cosa scrivere, gli basta controllare, direttamente o indirettamente, risorse, proprietà, pubblicità, accesso alle fonti, relazioni e carriere: il resto lo fanno il conformismo e, spesso, l'autocensura. Così si costruisce il pensiero omologato, come ottant'anni fa, più o meno: alcune cose diventano dicibili, altre sconvenienti, altre ancora semplicemente impensabili! E quando qualcuno osa fare una domanda fuori dal coro? "Complottista!", una parola comodissima perché evita la fatica di rispondere alla domanda. E arriviamo al DIG, il festival del giornalismo investigativo, quello del “dig”, dello scavare alla ricerca della verità: anche qui, bellissimo...epperò peccato che il cane da guardia, stando alle cifre rese pubbliche, mangi in buona parte dalla ciotola del potere pubblico e allora la domanda non è se il cane abbai, la domanda è: morde anche la mano che gli riempie la ciotola? Perché chiedere al pubblico di fidarsi ciecamente dell'indipendenza di chi riceve finanziamenti pubblici non è giornalismo, ma è un atto di fede e, francamente il sottoscritto, alla fede, preferisce ancora una cosa molto più scomoda: le domande! Perché forse il vero complottismo, oggi, non è pensare che il potere abbia interesse a influenzare l'informazione, ma è credere che, avendone il potere, scelga spontaneamente di non farlo!

sabato 29 agosto 2026

Il lupo perde il pelo, ma non il fascio

Si sa, una volta il nostro scovava i positivi casa per casa, mentre oggi, con lo stesso fiuto da segugio, ha individuato una nuova categoria da stanare: quelli che hanno studiato poco e votano a destra! Evidentemente la pandemia è finita, ma la caccia al cittadino sbagliato no! Cambiano i bersagli, cambia la giustificazione, resta l’istinto del cacciatore: oh, del resto, se vuoi tornare a guidare il branco, prima devi pur sempre dimostrare di saperlo fiutare. Il lupo perde il pelo, ma il fascio, evidentemente, no!

mercoledì 26 agosto 2026

La bambina, il bersaglio, la clava

Adesso lo sappiamo: Anna Rosa è morta di difterite! Bene, la scienza ha parlato, ma una domanda rimane, ergo la scienza ha parlato anche delle responsabilità sanitarie? Perché la bambina era stata portata in ospedale e dimessa con una diagnosi di tonsillite: la Procura sta ancora cercando di capire se, nel percorso di cura, qualcosa sia andato storto. Eppure il verdetto mediatico sembra già scritto: non vaccinata = colpevoli i genitori. Poi arrivano i media mainstream : "caccia", "scovare", "nel mirino", "operazione a tappeto", non più bambini, ma bersagli! E qui entra in scena il nostro avvoltoio: IL SISTEMA, che plana sulla piccola bara di Anna Rosa e la brandisce come una clava. "È morta di difterite! Quindi è colpa tua, assassino!" Il sorcio depone un fiore sulla lapide mentre sta piangendo una bambina...ecco il punto. Nessuno sta negando la scienza, ma attenzione: la scienza spiega, non condanna, ed è vero che il vaccino può prevenire e la medicina deve curare, così come la magistratura deve accertare e il giornalismo dovrebbe raccontare. E invece siamo già alla caccia, prima ancora di sapere tutto. Anna Rosa non è una clava, è una bambina e chi usa la sua morte per terrorizzare altre famiglie dovrebbe almeno avere il pudore di dirci a chi serve tutta questa paura?

sabato 22 agosto 2026

Catena di montaggio

C’è un curioso paradosso nella fabbrica degli eroi: più ne produci, più rischi di rendere invisibili quelli veri. Allora prendiamo il bravo giornalista, mettiamolo sotto i riflettori, aggiungiamo una telecamera, un’aureola, qualche battaglia simbolica e il marchio della libertà di stampa: poi basta una bella confezione mediatica, et voilà! Nasce l’eroe. Il problema è che, mentre celebriamo l’eroe nazionale, qualcuno deve pur continuare a fare il mestiere senza aureola, n'est-pas? Già, sono quelli che ogni giorno controllano un appalto comunale, fanno una domanda scomoda a un amministratore, vanno a cercare una delibera, raccontano una storia che non interessa a nessuno finché non diventa troppo imbarazzante per essere ignorata: niente prime serate, niente riflettori, niente di niente, solo giornalismo, quello vero. E qui sta il paradosso: se per difendere la libertà di stampa abbiamo bisogno di trasformare un giornalista in un’icona, finiamo per confondere la libertà con il suo testimonial e quando il testimonial diventa più importante del mestiere, gli altri rischiano di diventare semplicemente comparse. Perché gli eroi, si sa, fanno audience e i giornalisti, quelli veri, invece, fanno domande: e quelle, qualche volta, fanno molto più paura, o no? Ma gli eroi non si costruiscono: infatti si fabbricano! Amen.

mercoledì 19 agosto 2026

La sicurezza, compagno, è una cosa seria

Il motto della Festa dell’Unità quest’anno è "Questo sentimento popolare" e dev’essere proprio un sentimento popolare quello che porta a tagliare il legno sul carrello della spesa, guidare un muletto in infradito e considerare casco, guanti e scarpe antinfortunistiche dettagli trascurabili. Perché la sicurezza sul lavoro è una cosa seria, serissima: almeno finché non comincia la festa. Ecco, a quel punto, evidentemente, basta la formazione e magari un po’ di sentimento popolare! Già...

lunedì 17 agosto 2026

Il bombolone vola in alta quota, il debito pure

C'è sempre un modo per distrarre l'attenzione quando i numeri cominciano a diventare imbarazzanti: basta trovare qualcosa di più appetitoso da mettere in prima pagina! Così, mentre il debito pubblico italiano sfonda quota 3.207 miliardi, noi possiamo tranquillamente discutere del bombolone che vola in alta quota, ma sia chiaro: non serve immaginare oscure regie o complotti, è sufficiente osservare una cosa molto più banale; fateci caso, l'informazione ama ciò che fa spettacolo e fugge da ciò che fa paura, o no? Quindi il bombolone vola, ma il debito vola ancora più in alto: e prima o poi, purtroppo, qualcuno dovrà pure pagare il conto; e noi sappiamo chi.

sabato 15 agosto 2026

Modena è al buoio, ma nessun problema: è Ferragosto, daje...

A Modena i cittadini chiedono spiegazioni perché intere zone sono rimaste al buio. E il sindaco Mezzetti, comprensibilmente preoccupato, ha annunciato che chiederà chiarezza a Hera ed Edison Next e un piano operativo per risolvere il problema, quando? Ovviamente dopo la pausa di Ferragosto, perché si sa: il buio può aspettare, Ferragosto no, ecchediamine! E così, mentre i modenesi cercano i lampioni a tentoni, l'amministrazione può finalmente dedicarsi alla cosa più urgente: capire se sia meglio affrontare l'emergenza prima o dopo la crema solare: del resto, quando una città è al buio, la cosa più importante è avere qualcuno che sappia rimandare l'accensione della luce con grande senso istituzionale! O no?

giovedì 6 agosto 2026

Il Green-Apartheid-pass: cinque anni dopo la memoria è ancora in quarantena

Il 6 agosto 2021 l'Italia scoprì che, per essere cittadini a pieno titolo, serviva un lasciapassare: lo chiamavano Green Pass, ma io lo chiamavo Green-Apartheid Pass. Era il lasciapassare sanitario della Repubblica dei Buoni Cittadini: con il QR code potevi andare al ristorante, al cinema, in palestra, viaggiare e, poco dopo, persino lavorare... insomma, in una parola potevi 'vivere'! Senza QR code, invece, diventavi improvvisamente un problema! Prima il ristorante, poi cinema e teatri, poi i trasporti, poi il lavoro...e poi Super Green Pass, l'obbligo vaccinale...insomma, i principio era semplice e geniale; non ti obblighiamo a fare una determinata cosa, ma ti rendiamo semplicemente la vita impossibile se non la fai! Democrazia? Certo, come nelle migliori Repubbliche delle Banane, epperò con il QR code... E guai a chiamarla discriminazione: era "incentivo"! Guai a parlare di ricatto: era "responsabilità"! Guai a chiedere se una misura tanto invasiva fosse davvero proporzionata: eri "negazionista", "egoista", "untore"..."sorcio"! Il dibattito pubblico venne trasformato in una gigantesca gara a chi riusciva prima a mettere l'etichetta sull'altro. E così milioni di persone finirono classificate non soltanto sulla base delle loro condizioni sanitarie, ma sulla base di un codice che stabiliva dove potevano andare, cosa potevano fare e persino se potevano lavorare. Cinque anni dopo, il problema non è soltanto stabilire chi avesse ragione nel 2021, il problema, semmai è ricordare quanto facilmente abbiamo accettato che diritti e libertà diventassero privilegi condizionati a un'applicazione sul telefonino. Ma soprattutto ricordare una lezione che dovrebbe valere ben oltre il Covid: quando un governo ti dice che una libertà è soltanto temporaneamente sospesa “per il tuo bene”, la domanda non è soltanto quando te la restituirà, la domanda è: chi gli ha dato il diritto di togliertela? Cinque anni dopo, il QR code è sparito, per ora, ma sarebbe un errore cancellare dalla memoria ciò che rappresentò: perché le emergenze finiscono, i precedenti, invece, restano: appunto!

domenica 2 agosto 2026

Ore 10:25

Da 46 anni l’orologio è fermo, ma non per guasto: per rispetto e per ricordarci che certe lancette non si rimettono più in moto. E da 46 anni c’è chi strofina, con lo spazzolone, col detersivo, con le commemorazioni, con le commissioni. Strofina sulla memoria, strofina sulla coscienza, ma le macchie restano, quali? Quelle di sangue delle 85 vittime le ha viste tutti, invece quelle altro tipo... beh, quelle le vedono solo quelli che hanno il coraggio di guardare. Ogni anno lo stesso rito: fiori, discorsi, "mai più" e l’acqua nel secchio diventa sempre più torbida. L’orologio è stanco, suda e ogni 2 agosto ripete la stessa frase, a bassa voce: "Dopo 46 anni... ancora non vengono via". Forse il problema non sono le macchie, forse è che a qualcuno fa comodo che restino lì. "2/8/1980 – 2/8/2026": e siamo ancora alle ore 10.25!

venerdì 31 luglio 2026

Silenzio

C'è un silenzio che non si tocca: è quello dei figli, di un marito; è quello di un angelo di marmo che piange su una lapide. Poi c'è il rumore: quello della piazza, dei megafoni di destra e di sinistra; quello della politica del nulla che, quando non ha idee, occupa perfino le bare. Così all'angelo non è rimasto che mettersi le cuffie per non sentire più niente, ma perché il rispetto non fa audience, il dolore sì. Ognuno tragga le proprie conclusioni. Bon, e anche oggi ho fatto il mio dovere.

giovedì 30 luglio 2026

La grazia e il silinzio

Fauci ha scelto, ergo ha scelto di salvarsi la libertà materiale con la 'grazia preventiva' del suo compagno di merenda Catetere Biden: ha scelto di salvarsi il culo con il Quinto Emendamento. Punto. Due scelte legittime sia chiaro legittime ed inattaccabili: eppure entrambe dicono la stessa cosa, ovvero non parlerà. In questo modo ha salvato il suo futuro, ma ha definitivamente rinunciato alla possibilità di convincere l’opinione pubblica della sua totale buona fede. Quindi, signori miei da oggi non ci saranno più spiegazioni, ma ci saranno solo deduzioni: geniale! Pertanto ognuno tragga le proprie conclusioni: e ai posteri l'ardua sentenza! Così è se vi pare.

domenica 26 luglio 2026

Fisco & cannoni, ovvero la 'dieta sovrana'

La vera verità è che l'economia italiana è un malato terminale, ma ehi! Per fortuna il Governo ha trovato la cura definitiva: l'eutanasia finanziaria! Mentre gli automobilisti guardano il prezzo del gasolio come un condannato osserva la ghigliottina, l'esecutivo non tradisce le promesse sulle accise: semplicemente le reinventa. Nasce così la "Sovranità del Serbatoio", ergo se gli italiani non possono più permettersi il pieno, nessuno si muove. E se nessuno si muove, le frontiere sono automaticamente al sicuro! Altro che esercito: basta un... distributore! Nel frattempo, mentre il Paese discute dell'ennesima polemica di giornata, il fisco continua a infilare la mano nelle tasche dei cittadini con la precisione di un chirurgo ubriaco: l'economia si ferma, i consumi crollano, le imprese arrancano, ma c'è un lato positivo; moriremo di fame, sì, epperò sarà una fame sovrana, autarchica e rigorosamente 100% Made in Italy. Anvedi ahò!

sabato 25 luglio 2026

La libertà...a giorni alterni!

L'Emilia-Romagna approva una legge sul suicidio medicalmente assistito e il dibattito esplode: da una parte chi grida allo scandalo, dall'altra chi rivendica il sacrosanto diritto all'autodeterminazione: "Nessuno ti obbliga, lascia scegliere gli altri!". Un principio difficile da contestare, se non fosse che, in questo Paese, la libertà sembra avere una curiosa caratteristica: entra ed esce dalla Costituzione a seconda dell'argomento del giorno. C'è stato un periodo in cui pronunciare le parole "libertà di scelta" equivaleva quasi a un reato d'opinione e se ti azzardavi a mettere in discussione un trattamento sanitario, venivi dipinto come un irresponsabile sociale, un sorcio no-vax, se non peggio; oggi, invece, la libertà individuale torna improvvisamente a essere un valore assoluto e intoccabile! Forse il problema non è la legge sul suicidio assistito, forse il problema è l'incredibile elasticità con cui certa politica e certa opinione pubblica applicano i propri principi: rigidissimi quando la scelta è quella degli altri, liberali quando coincide con la propria. La coerenza è diventata una specie protetta, molto più rara del coraggio di affrontare temi eticamente laceranti senza trasformarli in una guerra di tifoserie. E mentre il dibattito si divide tra chi invoca Dio e chi rivendica la libertà assoluta, la sanità continua a fare i conti con liste d'attesa interminabili, pronto soccorso in affanno e bilanci sempre più fragili. È in questo cortocircuito che la satira trova il suo spazio: non per ridere della sofferenza o della morte, ma per ricordare che una società davvero civile dovrebbe fare di tutto per offrire alle persone una vita dignitosa, prima ancora di discutere su come accompagnarne la fine

venerdì 24 luglio 2026

Essere lontani dal dolore che uno ha

Allora, ci sono errori che si correggono con una telefonata, altri con un comunicato: e poi ci sono quelli che rivelano qualcosa di più profondo. Monica Esposito ha lottato per oltre due mesi, fino all'ultimo respiro. Una famiglia ha vissuto sessantotto giorni sospesa tra speranza e disperazione: personalmente sarebbe bastato leggere un nome, una storia, una cartella clinica...invece, no! Il cordoglio parte in automatico: si cerca l'ambasciata addirittura prima della persona! Il (famigerato) protocollo prima del dolore, la burocrazia prima della verità: è il paradosso della politica contemporanea, cioè comunicare tutto, ma comprendere poco-poco. Perché il problema non è una nazionalità sbagliata, semmai il problema (e ben più grave) è che, quando il cordoglio diventa un riflesso condizionato, anche una tragedia finisce per essere trattata come una pratica da sbrigare! E allora la domanda non è se sia stata una gaffe, la domanda purtroppo è un'altra: "Ehi, Governatore: quanto bisogna essere lontani dal dolore per sbagliare perfino il destinatario delle condoglianze? Chiedo per un amico."

mercoledì 22 luglio 2026

L'Italia, il Paese sulle ginocchia (e sul collo)

Vent'anni, ci sono voluti vent'anni dal corpo spezzato di Federico Aldrovandi a Ferrara, per aggiornare il manuale della "sicurezza": il grande salto evolutivo del 2026? Lo spray al peperoncino! La tecnologia avanza, epperò le domande restano ferme. A Roma il governo è impegnato a sfornare nuovi decreti sulla sicurezza: peccato che la sicurezza, senza una cultura dei diritti, rischi di trasformarsi nell'ennesima parola svuotata e riempita di manganelli. Siamo un Paese che non trova medici, ma trova sempre i soldi per nuovi strumenti di repressione, un Paese che annaspa tra debito, salari da fame e giovani in fuga, ma ritrova improvvisamente tutta la sua forza quando c'è da mostrare i muscoli con l'ultimo disgraziato. 'Forti con i deboli, deboli con i forti', un classico italiano che non passa mai di moda. Intanto la politica recita la sua parte: da un lato chi invoca "ordine" per nascondere il disordine che governa; dall'altro chi trasforma ogni piazza in una tifoseria permanente. Benvenuti nell'Italia del 2026: un Paese dove la velocità della giustizia divide ancora gli italiani; c'è quella che arriva in ritardo, e poi c'è quella che, qualche volta... arriva troppo presto! O no?

martedì 21 luglio 2026

20 luglio

La parte peggiore del mestiere del vignettista? Accorgersi che, ogni tanto, basta cambiare la data, purtroppo! Venticinque anni fa disegnavo una vignetta su piazza Alimonda, oggi ne disegno un'altra: stesso tavolo, stessa matita, stessa domanda: perché? Poi apro i social, ed ecco il capolavoro della nuova educazione civica: "Se fai il bravo e buono, non ti succede niente." Davvero? Allora le garanzie costituzionali non servono più, cioè le sostituiamo con la pagella di condotta: chi prende dieci ha dei diritti, gli altri si arrangino! La cosa più inquietante non è leggere queste frasi, ma è vedere quanta gente le considera 'normali', perché il fatto, al momento, è uno solo: c'è un uomo morto durante un intervento delle forze dell'ordine... tutto il resto è tifo. Le democrazie non muoiono soltanto quando il potere diventa arrogante, muoiono anche quando i cittadini smettono di pretendere che quel potere risponda delle proprie azioni. Ed ecco perché la satira continua a rompere le scatole, perché ha un vizio che il potere non sopporta: la memoria!

lunedì 20 luglio 2026

Olé!

Il calcio è l'oppio dei popoli: novanta minuti durante i quali un intero Paese dimentica disoccupazione, inflazione e tagli alla sanità, ma la finale di New York ci ha regalato qualcosa di molto più raro di una Coppa del Mondo: un miliardario rimesso al suo posto. Sul podio salgono i campioni della Spagna, ma, come da copione, ecco spuntare anche Donald Trump, imbucato di lusso, accompagnato dal maggiordomo della FIFA, Gianni Infantino, sempre pronto a stendere il tappeto rosso davanti al potente di turno. Perché oggi funziona così: la coppa la vincono i calciatori, ma l'inquadratura appartiene ai miliardari; epperò peccato che, stavolta, il copione si sia inceppato! Qualcuno ha avuto l'impudenza di ricordare a Trump una regola semplicissima: nella foto dei campioni ci stanno solo i campioni; gli altri si spostano. Sembra una banalità, ma in un'epoca in cui politici, imprenditori e cortigiani fanno a gara per lucidare le scarpe al capo più rumoroso del momento, vedere qualcuno che non si piega ha quasi il sapore della rivoluzione. Trump continuerà a minacciare dazi, a distribuire insulti e a comportarsi come il gangster meglio pettinato del pianeta, ma c'è una cosa che non si compra né con i miliardi, nè con il potere: il diritto di trasformare ogni palcoscenico nel proprio salotto! Ieri sera la Spagna ha alzato la Coppa del Mondo, ma il trofeo più bello è stato un altro: ricordare al resto del mondo che davanti al potente di turno non è obbligatorio inginocchiarsi, no proprio (eh, Giorgia?); soprattutto se il potente si comporta da gangster. Olé!

venerdì 17 luglio 2026

Il pompiere col fiammifero

Dunque, personalmente solo nelle comiche avevo visto un tizio approvare un provvedimento il lunedì e lo stesso tizio guidare la protesta contro quel provvedimento il venerdì. Che dire? Ci troviamo di fronte a un caso patologico? Oppure è il solito "miracolo" della memoria... selettiva? Si, avete ragione: in fondo è la stessa cosa! Insomma, quando si vota nessuno ricorda; quando, ahinoi, arrivano le bollette, tutti scoprono all'improvviso di essere dalla nostra parte, quella dei cittadini. È sconsolante vedere come la politica moderna non governi più le decisioni, ma le reazioni: prima alza la mano, poi alza la voce; prima firma, poi, indignata, chiede di "fare chiarezza"! Cioè... No, davvero: da vignettista non ho paura di dirlo, ma il problema è che, a questo punto, il lavoro sporco non lo fa più il vignettista: basta raccontare i fatti, dove è oramai un eterno teatrino con il protagonista che interpreta contemporaneamente il colpevole, il testimone, il soccorritore... e perfino il ribelle! La scena è surreale: il piromane corre con la pompa dei pompieri, mentre i cittadini lo applaudono perché, in fondo, qualcuno l'acqua la sta pur portando; epperò peccato che l'odore di benzina sia ancora nell'aria! Se davvero gli aumenti erano inevitabili allora, cari amministratori abbiate almeno il coraggio di rivendicarli e di spiegarli, ma se erano sbagliati, perché approvarli? L'indignazione è una cosa seria, dico non può diventare l'ultimo reparto dell'ufficio marketing! Perché, vedete, cari amministratori, il cittadino può anche dimenticare una promessa, ma difficilmente dimentica una bolletta! E quando vede chi ieri votava e oggi protesta, il dubbio gli viene: eccome se gli viene! Anzi, a quel punto il dubbio lascia il posto a una domanda molto più semplice: ma il pompiere... dov'era quando qualcuno accendeva il fiammifero?