sabato 21 marzo 2026
Tagli selezionati
In Italia la giustizia non è cieca, semmai è...bendata male!
E così ogni tanto la benda scivola, giusto il tempo di capire chi ha davanti, poi magari torna al suo posto, stretta quanto basta per non vedere troppo: ma nemmeno troppo poco.
Nella premiata bisteccheria Andrea Del Mastro Delle Vedove, la riforma si serve così: a tagli, non uguali per tutti, ovviamente.
C’è il filetto e c’è lo scarto, c’è chi mangia e chi finisce sul tagliere!
E mentre qualcuno brinda nelle sale private, lontano dal banco, il cliente...pardon, il cittadino annusa, chiede, prova a capire se è roba fresca: dal banco arriva la risposta più onesta possibile e non importa com’è la carne, ma importa come la tagli.
Domani non scegli una legge: scegli se fidarti del macellaio.
Tutto qui.
venerdì 20 marzo 2026
Stia sereno, senatùr: lassù accolgono tutti.
Quando uno cambia la storia, o almeno riesce a spostare gli equilibri politici a forza di rutti, bandiere e rancore, una domanda viene: si sarà accontentato della gloria terrena? Di essere ricordato dai vivi come il gran padre del Nord incazzato? Oppure, nel fondo della sua anima celodurista, Umberto Bossi si sarà sentito qualcosa di più: lo strumento del lato oscuro della Forza, il galoppino provvidenziale di quel vecchio trucco del potere che consiste nel dividere un paese, avvelenarlo, e poi governarlo meglio?
Perché Bossi non ha liberato nessuno: ha solo preso il malcontento del Nord, l’ha impastato con folklore, volgarità e disprezzo, e l’ha rivenduto come identità; il solito capolavoro dei servi utili, ergo far litigare i dannati del piano di sotto mentre quelli del piano di sopra contano i soldi!
E allora il contrappasso perfetto non è il fuoco eterno, ma l’accoglienza: il senatùr arriva in cielo con la sua faccia da doganiere della Padania, il sigaro spento, la carta igienica tricolore in mano, e al cancello trova San Pietro Nero, che lo invita a entrare con cortesia.
Fine della commedia.
Una vita passata a vendere frontiere ai gonzi, e sulla soglia dell’eternità scopre che il Paradiso non fa respingimenti: perché il razzismo, come quasi tutte le ideologie da bar, muore dove comincia l’universalità, magari davanti a una chiave tenuta in mano da chi avresti voluto lasciare fuori.
Io Bossi me lo immagino così: e, signori miei devo dire, mi piace!
giovedì 19 marzo 2026
Qui ci stanno facendo il c...
La madre cristiana, quella che doveva abolire le accise, non le ha tolte: le ha messe in offerta!
Venti giorni di sconto, un po' come il detersivo, ergo: ciò non è politica energetica, badate bene, ma più una televendita...alla Vanna Marchi, sic!
Infatti il trucco è sempre lo stesso, ergo ti rifila qualche centesimo di sollievo e lo vende come miracolo patriottico!
Per favore, qualcuno del cdx dica alla madre cristiana che così non si governa affatto, semmai s'incanta gli sciocchi creduloni e, quindi non risolve: semmai ti fa ballare attorno alla pompa!
E il bello è che, in questo povero Paese, funziona pure: basta uno sconticino per far uscire l’Italia dal cesto con gli occhi storti e la dignità in riserva.
Signori, altro che pieno: qui ci stanno solo facendo il c...ehm, il numero! Così è se vi pare...
mercoledì 18 marzo 2026
165° Anniversario dell'Unità d'Italia: quando l’orgoglio non paga le bollette
Cosa possiamo fare contro l'imbecillità del potere costituito? Ma niente, forse tutta l'etica è sbagliata, ergo è sbagliata a monte l'idea che occorra fare qualcosa, che bisogna agire, quando invece sarebbe vero il contrario, ergo che non bisognerebbe fare proprio niente, ecco: ma il vecchio vignettaro non ce la fa proprio, ammettendo mestamente: 'ma chi glielo fa fare?'
E così putacaso vede che la madre cristiana celebra i 165 anni di unità in post luccicanti e slogan patriottici, epperò mentre il cittadino medio lotta tra bollette, stipendi fermi e un Paese che sembra funzionare solo per chi decide le priorità: l’orgoglio nazionale costa poco, la vita reale un’infinità.
E così, mentre il CSM si rifornisce e i post festeggiano, noi contiamo centesimi.
lunedì 16 marzo 2026
L'Italia dei banditi e dei taxi volanti
Siamo circondati da imbecilli, ma con la cravatta.
Personalmente, per il vecchio berlingueriano, oramai la politica italiana è un circo dove a destra e a sinistra si gioca a chi urla più forte "Al lupo!", fateci caso: se il referendum boccia, APOCALISSE, con stupri di massa, criminali a piede libero e cavalieri dell'Apocalisse in tangenziale!
Se invece passa, ecco addirittura la P2 del Venerabile, con giudici in ginocchio e ladri che brindano a caviale!
Tutto pur di non farti vedere la realtà, che è molto più sporca, ergo: mentre in TV ti spiegano che la tua sicurezza è a rischio per colpa di un ladro di polli, il vero pezzo grosso — ricercato da mezzo mondo — non scappa via col passamontagna, no: nel Belpaese prende addirittura il volo di Stato e vola in Libia.
Ecco, vedete? La propaganda ti fa guardare il mostro sotto il letto, mentre il criminale vero sale la scaletta dell'aereo, sorride e saluta, e il biglietto? Glielo hai pagato tu: in Italia, se sei un delinquente di serie A, non finisci dentro, ma molto più probabilmente finisci in Business Class, SIC! Qualcuno mi dia un pizzicotto, è un incubo!
venerdì 13 marzo 2026
Zerbino patriottico
C’è stato un tempo in cui la parola sovranità significava qualcosa di più di uno slogan urlato nei comizi: un tempo in cui i governi, almeno ogni tanto, provavano a far credere di avere una spina dorsale.
Oggi invece la politica estera italiana sembra ridotta a un complemento d’arredo: lo zerbino!
No, non quello davanti alla porta di casa nostra, ma quello davanti alla porta di qualcun altro...
Nel frattempo la guerra si allarga, i bombardamenti si moltiplicano e il mondo scivola verso l’ennesima follia geopolitica e forse la terza guerra mondiale!
Ma da Roma non arriva una parola chiara, un sussulto, un dubbio: solo silenzio, prudenza, e quella postura un po’ curva, tipica di chi teme di disturbare il padrone di casa.
La cosa curiosa è che tutto questo viene raccontato come orgoglio nazionale, come fedeltà agli alleati, oppure come difesa dell’Occidente: in realtà assomiglia molto di più alla manutenzione di un tappeto.
E mentre qualcuno si pulisce le scarpe sulla geopolitica italiana, lo zerbino sorride e sussurra con un filo di voce: "Mio padre non sarebbe molto orgoglioso di me…" ...ma gli alleati sì! O no?
mercoledì 11 marzo 2026
La manutenzione della Giustizia del governo Meloni
Beati i furbi, ma soprattutto i goffi!
Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bertolozzi della Lega dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia!”
Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati, leggi strappate e “seghe” politiche, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… NO.
La morale? Quando la politica prova a riformare con goffaggine, incompetenza e — ammettiamolo — una certa furbizia, viene da pensare alle parole del magistrato Nicola Gratteri: alla fine, probabilmente voteranno NO le persone oneste.
Per il SÌ, invece, voteranno indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere vari, che con una giustizia davvero efficiente avrebbero vita un po’ più complicata.
Così è, se vi pare.
martedì 10 marzo 2026
Scurdammoce o' passato...?
Dopo sei anni ecco a voi il nuovo contagio post-pandemico: la “riconciliazione a comando”!
Non basta aver chiuso il Paese, militarizzato i funerali, trasformato i cittadini in codici QR e sottoposto la popolazione a una roulette russa vaccinale: ora dobbiamo anche abbracciare chi ci ha spiato, insultato e indicato come untori.
La politica e il mainstream sorridente e rassicurante, brandisce la morale della pace civile come fosse un cloroformio: “perdoniamoci a vicenda”, sembra dire, mentre io mi chiedo se sia un invito o un nuovo tentativo di anestetizzare la memoria.
I sorci della libertà di scelta non dimenticano: le ambulanze di notte, le strade fantasma, i balconi pieni di canzoni e applausi spontanei, sì, ma anche l’odio civile, le liste dei proscritti, le “classi di cittadini” divisi tra buoni e cattivi. Tutto questo non sparisce perché qualcuno sorride in TV o agita un manifesto di riconciliazione.
E così la pandemia non ci ha solo insegnato il valore di un abbraccio, ma anche quanto siano abili certi politici nel trasformare la colpa in applauso e l’ingiustizia in selfie.
Perché alla fine, nel grande show della memoria selettiva, la vera lotta non è contro il virus: è contro chi vorrebbe farci dimenticare di averlo subito. O no?
lunedì 9 marzo 2026
Restituire la moneta
La storia è semplice: il sindaco Massimo Mezzetti, prima riceve Francesca Albanese, poi si pente.
Oh, succede, ergo la politica moderna è fatta così: prima la foto, poi il rimorso, infine la retromarcia!
Solo che stavolta c’è un piccolo inconveniente: la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, la moneta non la vuole più, ma La restituisce: dice che servirà più al sindaco che a lei, tradotto; tenetevi pure il metallo, io mi tengo la coscienza.
Nel frattempo il mondo continua a girare al contrario: da una parte chi denuncia violazioni e diventa improvvisamente “troppo poco sobrio”, dall’altra il grande club internazionale dei moralisti con le mani sporche: Donald Trump che predica ordine mondiale tra un dossier e l’altro, e Benjamin Netanyahu che distribuisce lezioni di diritto internazionale come fossero volantini.
In mezzo c’è la politica locale, che fa quello che sa fare meglio: spostarsi di lato quando la storia passa.
Alla fine la scena è perfetta: la moneta torna indietro, il sindaco resta con il souvenir e il resto del mondo continua a sporcarsi le mani.
Morale della favola: la coscienza pesa sempre più dell’argento, ed è per questo che molti politici preferiscono tenersi l’argento! Amen.
venerdì 6 marzo 2026
Attaccata al culo di Trump
C’è chi guida e chi si attacca al culo del potente.
Pedro Sánchez, toro europeo, non solo prende atto della tempesta internazionale, ma guida la nave dell’Europa con occhi lucidi, timone saldo e corna ben piantate: lui sa dove andare, governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre, autonomia strategica, prezzi del carburante sotto controllo, un popolo che può contare sulla propria leadership.
Dietro, invece, c’è la madre cristiana, meglio, la burattina più famosa d’Italia, legata da fili invisibili a Trump, vola in aria: “Ahò, evvabbé… a cosa?”, borbotta, confusa e subordinata, incapace di prendere una decisione senza consultare l’ombra americana.
Il Belpaese naviga così: senza nocchiere, in balia di chi pensa di decidere per lei, mentre l’Europa accelera, lucida e concreta.
Ecco la differenza tra chi fa politica pensando al popolo e chi anchez governa con i conti fermi al 2023 mentre il debito scende, il Pil corre del potente di turno.
giovedì 5 marzo 2026
La madre cristiana
Ho fatto un incubo: c’era una volta la civiltà cristiana, pregava molto, ma bombardava anche: nel nuovo presepe occidentale la madonna tiene in braccio la bambina iraniana, mentre sopra di loro passano i missili; non è ipocrisia, semmai è divisione dei compiti.
Qualcuno invoca Dio, qualcun altro preme il pulsante, i più moderni addirittura cavalcano i missili come al rodeo: Donald Trump dietro,
Benjamin Netanyahu davanti e la Mietitrice che guida il mezzo.
Sotto, tra le macerie, resta il presepe rotto e, va be', la solita frase: “pace in terra”!
Ma tranquilli, la fede non manca: basta che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro. Amen
mercoledì 4 marzo 2026
Ha stato Putin
C’è chi governa un Paese e chi governa una storia: e quando la storia diventa più importante della realtà, non è leadership, è propaganda. Punto.
La madre cristiana ci rassicura: il caos mondiale, secondo lei nasce tutto da un puntino sulla cartina, con un colpevole unico, universale, telecomandato.
Signori miei, è o non è una teoria comoda, lineare, quasi da libro illustrato? Abbiamo il cattivo globale e l'effetto domino: fine dell’analisi. Applausi!
Peccato che l’Italia non viva nei comunicati stampa, ergo: crescita al lumicino, salari fermi da trent’anni, servizi che arrancano e giovani che se ne vanno dal Belpaese.
Però noi parliamo di ordine internazionale, con tono solenne, e mentre navi e aerei americani sono davanti all’Iran in assetto da guerra, il suo ministro della Difesa...va in vacanza a Dubai; strategia balneare, forse?
Altrove — vedi la Spagna di Pedro Sánchez — almeno si prova a contrattare, invece qui si alza il volume quando parlano altri: no, non è atlantismo, è ripetere a pappagallo ciò che suggerisce il padrone con quel buffo ciuffo biondo!
“Difendiamo il diritto internazionale!”, dice lei: giustissimo! Ma, cara madre cristiana, il diritto internazionale non è un interruttore, che pigi ON quando conviene, oppure OFF quando disturba, ergo: non è un gadget da conferenza stampa.
Cari signori miei, ma soprattutto voi del cdx, cari camerati, vedete qui la questione è una e una sola: no, spiace ma non è Vladimir Putin, né tantomeno Washington: è la statura... politica! Se ogni crisi diventa riflesso condizionato, se ogni invio è “inevitabile”, se ogni scelta è “doverosa”, allora non stai guidando un Paese: stai chiedendo fede. Incondizionata. E la fede cieca non è patriottismo, ma è infantilizzazione, sappiatelo!
Il mondo è complesso, l’Italia è fragile e le favole saranno pure rassicuranti, già: ma la realtà, invece e prima o poi presenta il conto. Si salvi chi può!
martedì 3 marzo 2026
Odore di plastica
Da ragazzo non leggevo Topolino, leggevo Il Male di Vauro e Vincino: ma facevo anche il chierichetto!
Quindi, senza enfasi conosco bene l’odore dell’incenso e quello dell’inchiostro satirico, e so distinguere un mistero da un effetto speciale.
Quando l’ostia consacrata scende dal cielo con traiettoria impeccabile e si posa sulle foglie come un drone liturgico, mentre una suora estrae dal nulla una macchina fotografica a soffietto pronta a immortalare il soprannaturale, il problema non è la fede: è la scenografia.
Il sacro, quando diventa spettacolo, non converte: infantilizza; non interroga, ma addestra!
La fede adulta vive di silenzi, di dubbi, perfino di vertigini e, ahimé (ahinoi!) il miracolo con l’ufficio stampa, invece, vive di applausi.
E in sala, per fortuna, nessuno ha applaudito: forse non perché mancasse la fede, ma perché era impossibile non sentire, sotto l’incenso digitale, un lieve odore di plastica.
Spero si sia capita la metafora, amen.
lunedì 2 marzo 2026
Crisi internazionale: le lingue lunghe e noi spettatori paganti
Mentre il mondo brucia, vieni a sapere che altri governi evacuano, avvertono, proteggono i propri cittadini: noi invece scopriamo la guerra dal TG, mentre bonifichiamo e mostriamo lingue lunghe in direzione Washington.
Meloni, Tajani e Crosetto implorano: “E che, nun t’avemo leccato abbastanza? Infòrmi tutti, meno noi?”
Trump, mentre si allaccia i pantaloni, li guarda come si guarda un venditore ambulante: “Ma ci conosciamo?”
Nel frattempo il ministro della difesa, Crosetto, che tra l'altro vende armi anche a Israele, era a Dubai con la famiglia: il ministro degli esteri Tajani, il disincantato ministro Tajani non sapeva che il ministro Crosetto era a Dubai e, pertanto, presumiamo pure la madre, italiana e cristiana; come mai Israele non li ha avvertiti? Forse avevano il telefono staccato per vedere Sanremo?
E poi, scusate, ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perchè a noi poveri sembra una Varadero per milionari: villaggi vacanze nel deserto, compound climatizzati, piscine, asili nido, palestra e gli Avengers in loop, insomma una specie di Occidente posticcio con le isolette a forma di dattero, sic!
È un bel problema avere troppi soldi e nessuna idea, epperò fintantoché il paradiso artificiale regge, eh: poi un giorno ti arriva un drone iraniano sulla testa e la sabbia diventa meno esotica, vero Crosetto? Va là, forse era meglio una tenuta in Toscana, o in Sardegna: lì almeno facevi l’olio, o no?
La verità è amara, ed è semplice, molto semplice: noi italiani non siamo nella stanza dove si decide, semmai siamo sugli spalti: e il biglietto lo paghiamo sempre noi. Amen.
domenica 1 marzo 2026
La colomba preventiva
Vola la pace con due teste e artigli da rapace: parla di sicurezza mentre stringe contratti e nel becco non ha foglie, ma ha bombe ben potate.
Una testa promette “la pace più forte di sempre”, l’altra la chiama “instabilità controllata”, traduzione: colpiamo adesso, così domani diremo che abbiamo evitato il peggio!
La parola “pace” è diventata impermeabile: copre crateri, lutti, macerie, basta pronunciarla con tono solenne e il 'diritto internazionale' va in modalità silenziosa, come è già successo tante volte, anzi: addirittura si è arrivati a rapire un presidente eletto democraticamente e pure sua moglie 'preventivamente'!
Quella in Iran non è un’operazione militare, è pura strategia di marketing, come è successo recentemente anche in Venezuela, appunto: la guerra, oggi, non si dichiara più, ma si consegna in confezione regalo.
E così la colomba vola: sotto, resta polvere e morte.
Ps: non è che abbia una gran voglia di disegnare e di scrivere, epperò non voglio nemmeno smettere, ergo forse devo pretendere di meno da quello che scrivo; sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo.
Quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, insomma sono un curioso per natura, curioso come un bambino con i suoi perché. Pertanto continuerò a scrivere e disegnare, se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta! A presto.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)














